• missione internazionalenews_img1_70299_marina-militare-libia

    #LIBIA, ALLI: MISSIONE ITALIA E’ AZIONE DIPLOMATICA CONCRETA. SBAGLIATO PARLARE DI INTERVENTO MILITARE

    “La partecipazione dell’Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera Libica è un’operazione che risponde ad un’esigenza importante e fondamentale di sostegno alla azione delle autorità libiche e costituisce un tassello importante di un mosaico più vasto dove il ruolo dell’Italia è indispensabile per ricondurre a unitarietà una serie di attività bilaterali. È un’iniziativa diplomatica concreta: non è un’azione militare come è stato detto, è un’azione di supporto ad un Governo senza interferire nella sovranità libica. Non è un’operazione di blocco navale ma un’operazione che sta dentro regole chiare internazionali”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato in Commissione Esteri di Alternativa Popolare, nel suo intervento in Aula in dichiarazione di voto a nome del Gruppo Parlamentare in merito alla risoluzione di maggioranza e alle parti di risoluzioni sulle quali il Governo ha espresso parere favorevole.

    “La stabilizzazione della Libia – ha proseguito – è un obiettivo strategico di lungo periodo ed è importante per l’equilibrio dei rapporti nel Mediterraneo e, quindi, per la sicurezza nostra e dei nostri cittadini. Questa operazione va inquadrata nel contesto di tutta quell’azione per lo sviluppo dell’Africa che ha nell’Italia un punto di riferimento. La presenza e l’azione dell’Italia sono irrinunciabili, anche per l’evidente credibilità dell’Italia nel rapporto con la Libia: siamo stati tra gli ultimi a chiudere l’ambasciata, i primi a riaprirla. Infine, è utile ricordare una serie di iniziative che il Ministro degli esteri Alfano ha realizzato negli ultimi mesi, come l’incontro tra i Presidenti dei Parlamenti di Tobruk e di Tripoli a Roma, l’incontro con i Paesi di transito e il forum italo-libico di Agrigento. E anche auspicabile che il governo intensifichi i rapporti con la NATO, che ha recentemente istituito la direzione strategica per il Sud con sede presso la base di Napoli. Questo è un segnale politico importante di attenzione dell’Alleanza Atlantica sul versante meridionale e va accolto come una nuova opportunità di collaborazione, anche per la stabilizzazione della Libia”.

    E ha concluso: “Se vogliamo continuare a giocare un ruolo internazionale nell’area del Nord Africa, non possiamo prescindere da un rapporto con l’Egitto ed è necessario che l’Italia abbia nuovamente un ambasciatore a il Cairo. L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Quindi, questo significa che Haftar si muove solo in accordo con al-Sisi”.