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    #equocompenso, Marotta: Per #Antitrust lede la concorrenza? Allora aboliamo gli studi settore..

    Per l’Antitrust l’equo compenso per tutte le professioni, inserito nel dl fiscale, è anticoncorrenziale. Perché, sostiene l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’equo compenso reintroduce un sistema di tariffe minime in controtendenza ai processi di liberalizzazione. È bene però ricordare come, da un punto di vista fiscale, i professionisti siano ad oggi ancora sottoposti al regime degli studi di settore, che significa una soglia minima di fatturazione da rispettare. Mi chiedo allora: come si concilia la ratio degli studi di settore con il regime di liberalizzazione rivendicato dall’Antitrust? Quindi o si aboliscono definitivamente gli stessi studi di settore, che di fatto sono incompatibili con il libero mercato, oppure va bene l’equo compenso che introduce i minimi. Tertium non datur. Tra l’altro per quanto riguarda nello specifico gli avvocati, in Italia, a differenza degli altri Paesi europei, la professione è in crisi. Per cui l’equo compenso è il giusto e inevitabile intervento per il settore. Ad oggi, con le norme vigenti, l’unica concorrenza rispettata è quella tra poveri”. Lo dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.