• Raffaele Calabrò

    Calabrò: Legge su #biotestamento salvaguardi almeno autonomia del medico

    «L’approvazione dell’emendamento che definisce idratazione e nutrizione artificiali come trattamenti sanitari aumenta il rischio di una deriva eutanasica. Resta ancora la speranza che si possa almeno migliorare il testo, salvaguardando non solo la libertà del paziente ma anche l’autonomia decisionale del medico. Il riconoscimento del ruolo del medico rappresenta per Alternativa Popolare un punto fondamentale per non consegnare al Paese una pessima legge». Lo afferma Raffaele Calabrò, relatore di minoranza sulla legge sul consenso informato.

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    Domani conferenza stampa #AP per presentare pdl #voucher con Alfano, Lupi e Bianconi

    Roma, 5 apr. – Domani, 6 aprile 2017, alle ore 11, presso la sede di Alternativa Popolare (via del Governo Vecchio, 3 – Roma), conferenza stampa di presentazione della proposta di legge di Ap su ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente, introduzione degli istituti del lavoro a orario ridotto e del lavoro occasionale. Saranno presenti il presidente di Alternativa Popolare, Angelino Alfano, i capigruppo di AP di Camera e Senato, Maurizio Lupi e Laura Bianconi, l’onorevole Sergio Pizzolante, cofirmatario con Lupi della proposta di legge, e il senatore Pippo Pagano, capogruppo di AP in Commissione Lavoro al Senato.

  • marotta

    #Consob, Marotta: Attacchi a #Minenna pretestuosi

    “Gli attacchi a Marcello Minenna lasciano il tempo che trovano. Ipotizzare conflitti d’interesse nella sua attività pubblicistica è alquanto pretestuoso. Minenna è un affermato e stimato economista che ha portato nel dibattito scientifico italiano ed internazionale considerazioni sulle imperfezioni dell’Eurozona e di come superarle. Invocare inesistenti interferenze con la sua attività in Consob sembra quindi un esercizio di stile. Inesistenti in quanto Minenna, nelle sue ricerche scientifiche e negli articoli che ne conseguono, si occupa di politica economica e mai di vigilanza sui mercati o sulle società quotate che è invece il core business di Consob”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Nino Marotta.

  • Paolo-Alli

    ALLI: IN #SIRIA ATTO BARBARICO. SERVE SOLUZIONE POLITICA CONFLITTO. #ONU DIA CHIARO SEGNALE

      “L’utilizzo di armi chimiche nella provincia di Idlib è stato un atto barbarico. È necessario trovare una soluzione politica, prima che militare, alla situazione di estenuante conflitto in Siria. La prima vera vittima è il popolo siriano a cui va tutta la nostra vicinanza. È dovere di tutta la comunità internazionale individuare gli autori di questo efferato crimine contro l’umanità, che dovranno rispondere di fronte alla giustizia internazionale. Il regime siriano è membro della Convenzione contro l’utilizzo delle armi chimiche, firmata nel 2013, e deve assicurarne il pieno rispetto”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    “Bisogna prendere atto – aggiunge – che questa ennesima tragedia, ancora più drammatica di altre, dimostra il limite, se non il fallimento, dei tentativi bilaterali o trilaterali di uscire dall’emergenza siriana: ogni soluzione parziale risponde, infatti, a interessi di parte, e di essi è vittima. Per una pace stabile e sicura in Siria serve, dunque, l’impegno dei grandi organismi multilaterali mondiali, a partire dalle Nazioni Unite. Confido che l’odierna riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza offra un chiaro segnale in questa direzione”.
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    #Siria, Cicchitto: si doveva intervenire già con Obama

    “Abbiamo detto più volte che nel regime di Assad c’è una componente criminale che non a caso ha prodotto più di 400 mila morti. Rispetto al passato nel 2013 ci fu un uso analogo delle armi chimiche e Obama commise un grave errore non intervenendo e consentendo così a Putin di prendere in mano la situazione in Siria con un patto di ferro con Assad e gli hezbollah ispirati dall’Iran”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, esponente di Alternativa Popolare e presidente della Commissione Esteri della Camera.

  • LorenzinTicket2017-04-05-PHOTO-00004674

    Lorenzin: Studiamo con le Regioni l’eliminazione del ticket – Intervista a Il Messaggero

    Non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra.

    Impediremo la riforma del catasto non si può colpire di nuovo la casa.  

    Ministro Lorenzin, Alternativa popolare è appena nata e già scendete sul sentiero di guerra? «Guerra? Dal 2014 siamo stati la forza più responsabile e continuiamo ad esserlo. Il governo è la garanzia non solo della stabilità, ma dell’attuazione delle riforme degli ultimi tre anni, così come di arrivare alla fine della legislatura con una legge elettorale che non consegni il Paese al caos. Ma non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra. La barra deve restare dritta sulla crescita, con l’ambizione di impedire che l’Italia venga consegnata ai populisti».

    Alfano ha ricordato a Gentiloni che il governo non è un monocolore Pd… «Già. L’esecutivo deve governare nell’interesse degli italiani, volando alto. E deve tenersi alla larga delle vicende interne ai partiti che si consumeranno inevitabilmente nei prossimi mesi, ma anche i partiti devono fare lo stesso. Sono sicura che Gentiloni saprà trovare la sintesi nella coalizione e nel Paese».

    Nessuno crede alle minacce dei centristi, nessuno pensa che potreste davvero aprire una crisi. «Il tema non è la crisi, ma fare le riforme ed evitare di galleggiare un anno. Noi ci siamo, vogliamo come sempre incidere sui temi. Per questo sui voucher abbiamo fatto passare in Consiglio dei ministri, per senso di responsabilità, una norma che non ci mandava a fare un referendum al buio su una materia importante come il lavoro. Ma allo stesso tempo abbiamo avanzato una proposta per evitare il vuoto normativo che lascerebbe milioni di lavoratori senza una tipologia contrattuale. Abbiamo proposto l’estensione del lavoro a chiamata, il coupon lavoro per le famiglie e il volontariato e i mini contratti alla tedesca. Proposte concrete per problemi reali».

    E se non veniste ascoltati? «Perché non dovrebbero ascoltarci? Diciamo cose di buonsenso e abbiamo la forza nel governo e in Parlamento per farci sentire. Non possiamo più permettere che il ceto medio che sta soffrendo, che si è impoverito in Italia come nel resto d’Europa, non abbia una voce costruttiva. La classe media va tutelata e siamo, saremo, noi a farlo. Ad esempio impediremo l’approvazione della riforma del catasto così com’è stata ipotizzata in questi giorni».

    Perché? «Per come è stata disegnata, si rischia una nuova stangata per i proprietari degli immobili. Se non si sta attenti a come le nuove norme incidono sulla popolazione, si va a impattare sugli anziani, sulle famiglie che in passato hanno acquistato una casa come bene rifugio. Serve attenzione, prudenza. Non si può colpire fiscalmente di nuovo la casa».

    Tra le vostre rivendicazioni c’è anche la legge sulla legittima difesa. Qual è lo spirito? «Non certo di trasformare gli italiani in sceriffi. Ma vogliamo tutelare i cittadini aggrediti in casa propria: aumentando le pene per la violazione di domicilio, escludendo il risarcimento del danno subito da chi si introduce nel domicilio altrui e cancellando l’eccesso colposo di legittima difesa in caso di violazione di domicilio».

    Oggi inizia la road map per la revisione dei ticket sanitari. Quale sarà l’approdo? «Il mio obiettivo è quello di dare una risposta al 6,5% di italiani che, come ricorda Eurostat, non riesce ad avere accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie nonostante le riforme messe in campo che ampliano l’offerta di terapie gratuite per gli assistiti. Sono cittadini, prevalentemente residenti al Sud, anziani e in condizione di disagio, nuovi poveri, famiglie numerose o monoreddito. Persone che fino a pochi anni fa non avevano questi problemi e che oggi pagano il prezzo della crisi economica e rinunciano alle cure e non riescono a sostenere neppure i ticket. Spesso sono invisibili che non riescono più a far valere i propri diritti fondamentali».

    In concreto? «Oggi proporrò alle Regioni un tavolo tecnico misto per arrivare entro l’estate ad una proposta di revisione condivisa e innovativa. Abbiamo come punto di riferimento il patto della salute che prevede un sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria equo e sostenibile per le famiglie. Non escludo neanche una graduale eliminazione del ticket o una sua specifica destinazione a favore dell’assistenza agli anziani o alle famiglie in difficoltà. Sono ipotesi che analizzeremo nel tavolo tecnico».

    La Direzione di Ap chiede una legge elettorale senza ricatti. Chi ricatta? «La nostra proposta è sul tavolo: vogliamo trasferire l’Italicum della Camera al Senato, con uno sbarramento al 3% e il premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista. La rappresentanza va garantita, contemperandola con la governabilità e gli sforzi di aggregazione».

    Ap con chi si alleerebbe? «Le alleanze si fanno sui programmi, il sentimento comune e i valori condivisi. Le sommatorie algebriche non hanno anima. Sabato ci allargheremo ai centristi di Casini, ci candidiamo a rappresentare il Partito popolare europeo in Italia. Poi partiamo con le primarie del centro liberal popolare a cui abbiamo già avuto adesioni. Cerchiamo un’aggregazione che parta dal basso e riparli al primo partito degli italiani: gli astenuti. Il nostro obiettivo è dare una voce al ceto medio che in questi anni è stato intercettato dai populisti che hanno giocato sulla rabbia e sulla paura di una crisi globale, senza offrire proposte per migliorarne la condizione sul fronte del welfare, della riduzione del peso fiscale, degli aiuti a giovani e famiglie. Oggi ci sono decine di migliaia di giovani coppie che non si possono permettere di avere un bambino perché non hanno un reddito sufficiente. Questo è il tema del presente e del prossimo futuro. Dobbiamo mettere in campo nuove idee per sostenere il lavoro e il reddito delle famiglie con figli. Penso alle soluzioni francesi e tedesca, dare risorse economiche e servizi per il sostentamento dei bambini».

    Quanto vi spaventa il ritorno di Renzi? «Spaventati? Renzi ha inaugurato una stagione riformista che abbiamo condiviso convintamente. Se il Pd torna ad avere una guida forte, e finisce la conflittualità interna, è un bene per tutti. Ma noi non ci occupiamo del Pd, la nostra mission è costruire un centro liberale e popolare».

     

    di: Alberto Gentili

    fonte: Il Messaggero

  • Editoriali

    Lupi: Accelerare sulle cessioni
. Il lavoro? Subito i mini jobs – Intervista al Corriere della Sera

    Lupi: Con Gentiloni incontro costruttivo. No all’aumento IVA

     

    «Si è trattato di incontro franco e costruttivo» dice Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera, dopo il vertice con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

    Vi siete lamentati col premier? «No, Gentiloni sa bene che il governo ha un ruolo di sintesi delle diverse forze politiche che lo sostengono. Non c’è quindi un braccio di ferro tra noi e l’esecutivo. Abbiamo invece espresso la preoccupazione che non si mandino segnali contraddittori».

    A cosa si riferisce? «Alla vicenda dei voucher. Secondo me si doveva fare il referendum. Ma, preso atto che il Pd aveva necessità di evitarlo, non si può però scaricare il problema che deriva dall’abolizione dei voucher su famiglie, disoccupati, associazioni non profit e imprese».

    Cosa proponete?«Abbiamo chiesto a Gentiloni di varare, entro il 15 maggio, un decreto per fare tre cose: colmare il vuoto lasciato dall’abolizione dei voucher istituendo i buoni famiglia; estendere il lavoro a chiamata: introdurre i mini jobs sul modello tedesco».

    Il presidente del Consiglio ha accettato?«Sì. Noi riteniamo che debba essere un decreto legge, cioè un provvedimento urgente. Ma sul merito anche Palazzo Chigi sta lavorando su questi temi, che noi oggi formalizzeremo presentando in Parlamento una nostra proposta di legge».
    Avete discusso anche del Def, il documento di economia e finanza?  
«Sì e anche qui siamo preoccupati, in particolare per la posizione di autorevoli esponenti del Pd contrari alle privatizzazioni. Noi, invece, abbiamo chiesto che l’abbattimento debito diventi una priorità della manovra, per ottenere dalla Commissione europea la flessibilità necessaria alla crescita. Abbiamo inoltre chiesto che non ci sia l’aumento delle tasse, a partire dall’Iva e di rivedere l’Isee, escludendo la prima casa dagli indicatori di ricchezza».
    A proposito di casa, Padoan vuole inserire nel Pnr, il programma nazionale di riforme, la revisione del catasto. 
«Questa riforma è sempre presente nel Pnr, che è un programma triennale. La revisione del catasto non credo si farà entro la fine della legislatura. In ogni caso, noi vogliamo che prima si facciano tutte le verifiche necessarie per evitare un aumento del prelievo sulla casa».

    Il ministro dell’Economia sembra in difficoltà con il Pd. Con voi come va? 
«Noi crediamo di poter dare una grossa mano a Padoan. Il Pd ogni tanto si scorda che questo non è monocolore ma un governo di coalizione con sensibilità e culture diverse. Posso capire che parola privatizzazioni spaventi la vecchia sinistra ma per noi questo processo deve andare avanti».
    Sul taglio del cuneo fiscale qual è la vostra posizione? «Lavoro e famiglia devono essere i pilastri della manovra, insieme con gli investimenti in infrastrutture. L’ipotesi alla quale stiamo lavorando è che si possano trasformare gli 80 euro in una detrazione. Secondo i nostri calcoli, con 2-3 miliardi in più rispetto ai 10 miliardi annui di spesa, si potrebbe portare il vantaggio per i redditi bassi fino a 110-120 euro al mese ed evitare quel fenomeno per cui più di un milione di lavoratori ha dovuto restituire il bonus perché superava i limiti di reddito».

    Di: Enrico Marro
    Fonte: Corriere della Sera

     

  • Angelinoimmagini.quotidiano.net

    Alfano: ora la #legittimadifesa dai banditi. Serve la legge – Intervista a Il Resto del Carlino

    Legittima difesa, Alfano: basta morti, la famiglia deve essere tutelata

     

    5 aprile 2017 – Ministro Alfano, lei in direzione Ap ha insistito sul rischio che il governo viri a sinistra. Ebbene, uno degli argomenti sui quali c’è difformità di opinioni con il Pd è quello della legittima difesa. Come se ne esce?
    «Credo che si sia raggiunto anche un punto di chiarezza sul nostro intendimento di dialogare con il Partito democratico sulla legittima difesa, perché non possiamo lasciare questo fronte a Lega e grillini che ne stravolgerebbero il senso per piegarlo ai loro interessi elettorali e perché riteniamo che si possa trovare un migliore punto di equilibrio tra il cittadino che cerca di difendere la propria famiglia e la discrezionalità dei giudici che devono valutare il quadro complessivo in base a chiari riferimenti di legge.
    A questo proposito, sosterremo la proposta di Italia dei valori che ha raccolto ben due milioni di firme: con i nostri parlamentari daremo una mano a portare avanti la loro proposta e lo faremo in accordo con il leader di Idv, Ignazio Messina.

    Oggi ogni tribunale ha un’interpretazione diversa perché la legge non è precisa: chi si difende in casa propria, non può finire sul banco degli imputati e non ci finirà. Abbiamo trovato attenzione anche sul Def, rispetto alla nostra posizione di non alzare in alcun modo le tasse, e sulla idea che occorra privatizzare il più possibile anche per ottenere poi flessibilità dalla Ue».

    Siete disposti anche a sostenere la proposta di legge Pd – frutto di una lunga campagna del nostro giornale – che aumenta le pene per i reati commessi contro gli anziani, per esempio le truffe e i furti in casa?
    «Il tema è assolutamente rilevante. La famiglia deve essere tutelata e difesa da ogni forma di aggressione: su questo terreno siamo e saremo in prima linea. Le fasce della popolazione più deboli sono al centro dei nostri interessi e da sempre abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione perché gli anziani non solo vanno tutelati, ma devono essere considerati come un accrescimento per la società».

    Siete disponibili anche ad alzare i limiti della prescrizione, bloccando il conteggio al momento del rinvio a giudizio, in modo da garantire la certezza della pena?
    «Ci battiamo per la certezza della pena, non per il processo lungo come pena. L’istituto della prescrizione garantisce la ragionevole durata del processo. Il blocco della prescrizione con il processo diventerebbe interminabile, con grave danno di chi vuole ottenere giustizia e di chi vuole difendersi».

    Sicurezza e giustizia a parte, quali sono i segnali che vi fanno temere uno spostamento a sinistra dell’equilibrio dell’esecutivo, tanto da lanciare un aut aut a Gentiloni?
    «Non si tratta di un aut aut al presidente Gentiloni. Anzi Gentiloni gode della nostra stima e fiducia. Noi non utilizziamo toni ricattatori. La nostra posizione è chiara: abbiamo fatto parte a pieno titolo del governo perché finora tantissime leggi varate provenivano dal nostro programma, orientato al buon senso e nell’interesse del Paese. Ora non impiegheremo di certo quest’anno per fare una marcia indietro sulle riforme, che tanto piace alla sinistra dell’indietro tutta».

    E se fosse?
    «Noi qui non ci staremmo. Non consentiremmo lo snaturamento del governo. Sono certo che il presidente Gentiloni, uomo di grande equilibrio, terrà insieme la maggioranza. Se una certa sinistra si presta a essere la cassa di risonanza della Cgil, faccia pure. Il governo non può essere ostaggio della Cgil. Noi, invece, guardiamo avanti e vogliamo impiegare bene il tempo che resta della legislatura. In cantiere, per il futuro, abbiamo infatti una importante iniziativa sul fisco all’americana».

    Cosa ha risposto Gentiloni ai vostri capogruppo nell’incontro odierno?
    «Noi siamo già molto tranquilli. La nostra tranquillità deriva dalla certezza di essere dalla parte giusta. Il presidente Gentiloni porta avanti un complesso lavoro di mediazione e noi siamo la parte che non si fa tirare la giacca dalla sinistra. Noi guardiamo al dato concreto e gli indici ci descrivono un’Italia che si sta riprendendo grazie a una parola che intendo scandire molto bene: stabilità. E la stabilità non sarebbe stata possibile senza di noi al governo. Da Gentiloni abbiamo avuto rassicurazioni su temi per noi imprescindibili. Domani presentiamo la nostra proposta su mini jobs e contiamo, per il 15 maggio, su una norma che eviti un vuoto. Intendiamo lavorare, infatti, per nuove regole su buono famiglia, lavoro a intermittenza e mini jobs».

     

    di: Alessandro Farruggia

    fonte: Il Resto del Carlino