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    Calabrò: emendamento #CinqueStelle rischia svuotare legge su #Biotestamento

    «Non c’è pace per il testamento biologico. Alcuni componenti dei Cinque Stelle vorrebbero che anche in assenza di una dichiarazione scritta si debba tenere comunque conto di eventuali orientamenti comunicati a familiari e parenti. Una proposta emendativa che priva di ogni significato questa legge che ha la finalità di far conoscere le volontà espresse per iscritto da un paziente, in previsione di una futura incapacità di intendere e di volere». Ad affermarlo è Raffaele Calabrò, deputato di Alternativa popolare e relatore di minoranza sulla legge sul testamento biologico.
    «Di questo passo si arriverà a sospendere trattamenti salva vita non per una chiara e scritta volontà del paziente, ma per un sentito dire – continua Calabrò -. Non è certo l’emendamento di cui avevamo bisogno per migliorare una proposta di legge che presenta ancora forti criticità».
     
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    MAROTTA: PRESENTATA PDL PER DEBITO #FAMIGLIE ED #IMPRESE

    Le banche italiane sono appesantite da circa 200 miliardi di sofferenze riferibili a prestiti, mutui o fidi verso cittadini e imprese che non si riescono a recuperare: con la conseguenza che circa dieci milioni di cittadini sono in fortissima difficoltà nei loro confronti.
    Su tale massa di debito le banche hanno fatto accantonamenti per circa 120 miliardi, il che vuol dire che il gettito fiscale è diminuito di circa 60 miliardi.” Così in una nota il capogruppo di Alternativa popolare Nino Marotta in Commissione Giustizia, che prosegue : “La sovrabbondanza dell’offerta di crediti deteriorati in vendita, si confronta con una domanda costituita da pochi investitori, particolarmente liquidi, ma particolarmente esosi: i cosiddetti “fondi avvoltoio”. Si tratta di un oligopolio cui ha fatto cenno di recente il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Se le banche vendessero gli 80 miliardi residui ai prezzi correnti (10/20% del valore del credito) imposti dai fondi si registrerebbero perdite ulteriori tra i 40 e i 60 miliardi.
    Inoltre, prosegue Marotta, molti fondi di investimento hanno strutture societarie che consentono loro di non pagare tasse in Italia. Ne consegue che, alle contrazioni di gettito derivanti dalle perdite su crediti delle banche, si aggiunge la mancata tassazione del profitto dei fondi. Ho pertanto presentato una proposta di legge nella quale si prevede che i crediti certificati in sofferenza al 31 dicembre 2016, potranno essere rinegoziati direttamente tra banche e debitori a prezzi super scontati.
    Esponenti europei di peso, tra gli altri il vicepresidente portoghese della BCE, Victor Costancio, hanno “aperto alla rinegoziazione tra la banca e debitori ai prezzi di mercato super scontati dei crediti in sofferenza su base privata e senza interventi comunitari. Se questa mia proposta fosse attuata ne trarrebbero beneficio, le famiglie, le imprese, le banche, il fisco e l’intero sistema economico nazionale. E ci libereremmo degli avvoltoi,” conclude Marotta.