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    #Migranti, Pizzolante: Stop flussi e rispetto diritti in #Libia vanno pari passo

    “Il fenomeno migratorio oggi è un’emergenza mondiale, epocale. Ci sono questioni geopolitiche di territori lontani da noi, dell’Africa subsahariana, che generano una spinta che riguarda centinaia di milioni di persone. E’ chiaro che, fatta questa premessa, c’è un serio problema di integrazione ma anche di transizione, di come gestire questo fenomeno. Le nostre comunità nazionali non sono nelle condizioni di poter integrare tutti. Noi siamo già a livelli di guardia”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati di Ap, Sergio Pizzolante, intervenendo a Coffee Break su La7.

    “Per quanto riguarda il problema del rispetto dei diritti umani è chiaro che, quando iniziamo a fare accordi con la Libia per fermare i flussi migratori, la comunità internazionale deve poter entrare dentro questi centri libici e mettere ordine in quelle strutture. Le due cose vanno fatte insieme. L’una non esclude l’altra”, ha concluso.

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    #LeggeBilancio, Pizzolante: Sindacati si pongano problema #giovani, non solo #pensionati

    “Il Governo sta facendo un approfondimento sulle risorse da destinare al tema delle pensioni. Allo stesso tempo noi stiamo cercando di trovare risorse da destinare ai giovani, all’occupazione. Non sono d’accordo con chi dice o l’uno o l’altro, bisogna intervenire su tutte e due le questioni. Certo, sono consapevole che servono molte risorse, anche per evitare di dare briciole a entrambi. Proprio su questo punto c’è un approfondimento in corso. I sindacati si pongano anche il problema dei giovani e non solo dei pensionati”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante, intervenendo a Coffee Break su La7.
    “Sul tema pensioni, quando abbiamo approvato la legge Fornero ci trovavamo in un momento drammatico e i risultati prodotti sono stati eccessivi. Siamo passati in pochi giorni dal Paese che mandava i lavoratori in pensione prima a quello con l’età più alta. Oggi abbiamo di fronte a noi due problemi: frenare questa progressione sull’attesa di vita, e in merito è stata presentata una proposta da Damiano e Sacconi che ho sottoscritto; l’altro tema è trovare le risorse per affrontare la questione che riguarda appunto le donne. Con l’ape sociale – ha aggiunto Pizzolante – siamo già intervenuti, correggendo la Fornero, consentendo di far andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima alcune categorie sociali, come i cassaintegrati o i disoccupati, e per lavori gravosi. Ritengo che questo intervento possa essere allargato anche alle donne con figli. In tal senso va la proposta del ministro Poletti che prevede un anticipo di due anni rispetto ai 67 anni e sei mesi di oggi, su questo punto se troveremo le risorse si può fare anche di più”.
  • intervista a La Stampa lorenzin_Pagina_1

    Lorenzin: E ora con Google ripuliremo la rete dalle fake news – Intervista a La Stampa

    Il ministro della Salute: ma quale modello Nordest? Sono sotto la soglia di copertura del 95%

    Vinta la battaglia con la Regione Veneto, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin adesso rilancia: la guerra si sposta sulla Rete.

    Cosa intendete fare per contrastare la diffusione delle fake news sui vaccini? «Posso anticipare che stiamo lavorando in collaborazione con Google per indicizzare le notizie certificate scientificamente. Stiamo anche cercando con Google e polizia postale la via per rimuovere le false notizie che circolano in Rete e che sono pericolose per la salute pubblica».

    Intanto il Veneto già annuncia ricorso al Consiglio di Stato e poi attende il giudizio della Corte costituzionale sulla vostra legge. Preoccupata? «Non ho alcun timore. Ricordo che in Italia fino al 1999 vigeva l’obbligatorietà vaccinale per l’accesso a scuola. E la Costituzione da allora non è cambiata. In questo modo abbiamo sconfitto la polio, il tetano, la difterite e il vaiolo».

    Il governatore Zaia difende il «modello Veneto», fondato non sull’obbligo vaccinale ma sulle informazioni alle famiglie. E sostiene che funziona benissimo. Come risponde? «È vero, in Veneto hanno l’anagrafe dei vaccini e questo consente la tracciabilità. Ma restano sotto il 95 per cento dei vaccinati, che costituisce la soglia di sicurezza per la cosiddetta immunità di gregge. Sul morbillo hanno avuto in regione circa 300 casi. Il dialogo con i cittadini è giustissimo, necessario, ed è previsto anche dalla legge, ma purtroppo non basta».

    Perché non basta? «Le racconto questo. Abbiamo fatto fare dei sondaggi sulla diffusione del morbillo. E sa qual è stato il risultato? Una piccola parte di intervistati, convinti dalle fake news, riteneva fosse pericoloso vaccinarsi, ma la stragrande maggioranza rispondeva che, non essendo il vaccino obbligatorio, evidentemente non era importante farlo».

    Perché non investite sull’informazione? «Lo stiamo facendo, partiranno spot nazionali per spiegare il decreto e l’importanza della vaccinazione. Scuole, Asl, saranno tutti coinvolti. Anche i nostri alleati più preziosi in questa battaglia di civiltà a favore della scienza: i medici di famiglia e i pediatri, di cui le famiglie si fidano».

    Zaia sostiene che la vostra legge in fondo non era scritta così bene se avete avuto bisogno di spiegarla con una circolare… «E no! La legge è chiara, la circolare l’abbiamo dovuta fare per garantire quei genitori che purtroppo hanno a che fare con enti locali che non funzionano bene. E abbiamo previsto che, se la Asl non è in grado di attestare la vaccinazione, basta dimostrare di averla prenotata via mail, via telefono o con raccomandata».

    Dietro i vaccini si è combattuta anche una battaglia politica, con Lega e Cinque Stelle a favore dei No Vax. Come è stato possibile che una questione tecnico-scientifica si sia trasformata in un caso politico? «Purtroppo è un’abitudine che viene da lontano, pensiamo ai casi Di Bella o Stamina. E la colpa è anche della classe politica, che dovrebbe lavorare per rafforzare l’autorevolezza e l’indipendenza delle autorità scientifiche. Detto questo davvero non ho capito la posizione della Lega. Al di là delle divisioni, c’è un problema di responsabilità delle istituzioni: i virus non conoscono dialetti o confini regionali».

    Invece Forza Italia vi ha sostenuto… «Sono molto contenta, l’ho apprezzato. È importante che, almeno sulla salute, il Paese sia unito».

     

    di: Francesco Bei

    fonte: La Stampa