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    #IUSSOLI, LUPI: RIMANDARE A PROSSIMA LEGISLATURA O APPROVARE SOLO #IUSCULTURAE

    “A pochi mesi dalla fine della legislatura non è più opportuno affrontare un argomento delicato e complesso come lo Ius soli che si presta a strumentalizzazioni da campagna elettorale. È necessario rimandare il dibattito alla prossima legislatura o, altrimenti, sarebbe stato opportuno accettare la nostra proposta e portare avanti solo lo Ius culturae”. Così Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa Popolare, nel suo intervento al Meeting di Alternativa Popolare che ha preso il via oggi al Castello di Limatola in provincia di Benevento. E ha concluso: “Sulla cittadinanza serve una buona legge che non spacchi e non divida. Nel momento in cui avviene questo, vuol dire che non è un buon provvedimento in un particolare momento storico”.
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    LUPI: RIAGGREGARE #MODERATI, UNIONE FA LA FORZA

    “È necessario riunire insieme i moderati e mettere fine alla diaspora. Tutti i partiti di centro si sentono dei Mandrake anche se piccoli, ma in realtà è l’unione che fa la forza: solo così riusciremo a mettere insieme una proposta seria, credibile ed efficace. Dobbiamo aggregarci per essere ancora più incisivi. Senza il centro in Italia non si vince”.
    Così Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa Popolare, nel suo intervento al Meeting di Alternativa Popolare che ha preso il via oggi al Castello di Limatola in provincia di Benevento. E ha aggiunto: “Noi ragioniamo sulla nostra identità non sulle alleanze perché il nostro obiettivo è dare risposte ai cittadini. Noi siamo quelli che si rimboccano le maniche e usano la ragione per proporre soluzioni realizzabili non chimere che, una volta che si arriva alla prova del nove del Governo, sono di fatto inattuabili. Chi propone soluzioni impossibili, come la Lega e il M5s, non fa altro che prendere in giro gli elettori”.
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    #CoreadelNord, Alli: Soluzioni bilaterali impossibili. Serve responsabilità di Cina, Russia, Giappone e Usa

     “Il lancio di missili effettuato da Pyongyang e la conseguente reazione di Seul confermano l’impressione di tensione che ho avuto durante la mia visita e giorni scorsi in Corea del Sud durante la quale mi sono potuto confrontare con i massimi livelli parlamentari e governativi. Ho avuto, però, la conferma che la Corea del Sud non intende procedere sulla via della sua nuclearizzazione ma che anzi intende continuare a lavorare per la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato in Commissione Affari Esteri alla Camera dei deputati.

    “Il secondo missile da parte di Kim Jong-un – continua – è una evidente reazione annunciata alle sanzioni, per altro ammorbidite grazie l’intervento di Cina e Russia, che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso qualche giorno fa. Occorre una chiara dimostrazione di senso di responsabilità da parte dei quattro grandi attori che sono protagonisti degli scenari nella penisola coreana, cioè Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti. E occorre sfuggire alla tentazione di soluzioni bilaterali, in quanto una situazione come quella che ormai si è consolidata da oltre 60 anni non è risolvibile se non in un consesso globale. Le Nazioni Unite, da questo punto di vista continuano a costituire il tavolo di trattative più credibile e serio”.
    “L’escalation di tensione nella regione – conclude – preoccupa il mondo intero e non si può negare che vi sia una responsabilità primaria delle due grandi potenze che hanno sempre, in un modo o nell’altro, sostenuto il regime nordcoreano, cioè Cina e Russia. Al di là delle unanimi condanne da parte dell’intera comunità internazionale, alle quali ci associamo, bene ha fatto il segretario di Stato americano Tillerson a richiamare esplicitamente Pechino e Mosca affinché utilizzino tutte le leve, delle quali solo loro dispongono, per indurre Pyongyang alla ragione. D’altra parte le reazioni muscolari del presidente Trump non hanno giovato certamente alla distensione in quella tormentata area, anzi, in un contesto delicato e sensibile come quello orientale, hanno rappresentato e rappresenta un elemento di forte preoccupazione sia a livello politico, sia nella percezione della popolazione”.
  • Giustizia Marotta21751957_1611985568863878_5664852856970098714_n

    Marotta: Verità processuale solo con terzo grado giudizio. #Mastella? Uso politico della #giustizia.

    È diventata sempre più impellente la necessità di risolvere il problema tra giustizia e politica in maniera consona per recuperare anche la fiducia dei cittadini. È necessario affermare il principio per cui la prima verità processuale arriva con il primo grado di giudizio per cui il cittadino non può essere privato della libertà personale (che è l’estrema ratio) se non dopo la sentenza di condanna. Mastella, purtroppo, è un esempio di uso politico della giustizia, un vero e proprio dramma perché la verità processuale è arrivata solo dopo 10 anni. Quell’indagine ha messo in crisi un Governo provocando un grave danno al sistema democratico del Paese”. A dirlo è Antonio Marotta, deputato di Alternativa Popolare, nel suo intervento al Meeting di Alternativa Popolare che ha preso il via oggi al Castello di Limatola in provincia di Benevento.
    E ha aggiunto: “Sulla lunghezza del processo siamo sempre all’anno zero. In questa legislatura con la riforma del processo penale abbiamo ottenuto un grande risultato: l’inserimento della norma che prevede che il pubblico ministero si debba determinare nel prosieguo dell’azione nei tre mesi successivi alla chiusura delle indagini preliminari. Tale intervento. Sicuramente, consentirà la riduzione dei tempi almeno con riferimento alla fase delle indagini preliminari”.
  • Dorina Bianchi

    #TURISMO, BIANCHI: RENDERE STRUTTURALI RISULTATI

     “È il momento di raccogliere ciò che abbiamo seminato. In questi anni difficili, tra crisi e forti cambiamenti, abbiamo dimostrato di essere una forza politica concreta che non si lascia andare a inutili proclami” così Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato Alternativa Popolare. “L’Italia è la prima destinazione turistica europea, fra i Paesi appartenenti all’area Schengen, per presenze provenienti dai Paesi ExtraUE tra cui la Cina. Ed è il quinto Paese più visitato al mondo. Dobbiamo continuare ad impegnarci nel settore del turismo che può fare la differenza per la nostra economia e che ad oggi vale il 10,2% del PIL e l’11,6% dell’occupazione. Il dato interessante è che la crescita delle entrate turistiche si è concentrata soprattutto a SUD con il +18,3%”. “Il Decreto Sud è lo strumento chiave per il rilancio del Meridione, in particolare la misura Resto al Sud, estesa al turismo, prevede 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35”. E continua, “Abbiamo ancora tanta bellezza, tanta cultura e tanta tradizione da condividere. Ma il turismo non deve essere pensato solo per i top spender: deve essere per tutti, per tutte le possibilità economiche e condizioni fisiche. Ed è un obiettivo per il quale mi batterò. Adesso è il momento di spingere sull’acceleratore per rendere strutturali questi risultati e lanciare nuove sfide. Questo è il compito che spetta a noi di Alternativa Popolare”.

  • picconeindex

    #Tariffe, Piccone: Bene #Agcom. Attuate nostre sollecitazioni

    “Il 22 marzo scorso, con una interrogazione, ho sollecitato il Governo a intervenire sulla tariffazione quadrisettimanale che Telecom voleva attuare per la telefonia fissa, rilevando gli effetti negativi che tale iniziativa avrebbe avuto per famiglie e imprese”. Lo dichiara Filippo Piccone, deputato di Alternativa popolare e capogruppo in commissione Finanze. “Il 24 marzo Agcom ha fermato Telecom e negli stessi giorni il Governo si è espresso favorevolmente sulla ipotesi di obbligare tutto il settore delle telecomunicazioni ad una tariffazione mensile. Non si trattava solo di un aumento tariffario mascherato- spiega Piccone- ma anche di una ingiustificata moltiplicazione dei pagamenti e dei relativi costi. La vita di famiglia e imprese non è regolata sulle fasi lunari ma per mensilità: gli stipendi sono mensili, la gran parte degli adempimenti delle imprese pure. Se non avessimo fermato questa deriva, ci saremmo potuti ritrovare in un prossimo futuro con tariffazioni settimanali, mentre fino a poco tempo fa erano bimensili. Accogliamo con estremo favore la decisione Agcom sulla tariffazione mensile per tutti i gestori telefonici che ha valore anche per tutti gli altri servizi a tariffazione, sia nel settore dei media, che degli altri servizi pubblici. Il nostro impegno e quello del Governo sono così attuati.

    Considero- prosegue il parlamentare- ridicole le rimostranze di ASSTEL, sulla violazione della libertà delle imprese telefoniche di aumentare le tariffe e sul fatto che il consumatore insoddisfatto della tariffazione quadrisettimanale può cambiare gestore. Le imprese, infatti, sono liberissime di aumentare le tariffe, ma non sono libere di modificare i periodi di tariffazione. Quanto al cambio di gestore, questo si sarebbe dimostrato ben presto una beffa per il consumatore: se non fossero intervenuta Agcom anche gli altri operatori sarebbero passati, come da loro annunciato, alle quattro settimane, realizzando così una sorta di «accordo di cartello» mascherato. Una trappola a cui i cittadini non potevano sfuggire”.