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    Bianchi: Ddl #PiccoliComuni segnale forte politiche territorio

    L’approvazione della legge sui piccoli Comuni rappresenta un segnale forte per le politiche del territorio con ricadute importanti su ambiente, economia e cultura. Si introduce il tema della pianificazione e programmazione di politiche di prevenzione nella gestione del territorio” ad affermarlo è il Sottosegretario al Turismo e Deputato di Alternativa Popolare, Dorina Bianchi. “L’Italia – ha aggiunto – non è solo Roma o Venezia ma è fatta di tante realtà da scoprire. I piccoli Comuni sono eccellenze del nostro territorio e detentori di bellezze autentiche, del modo di vivere italiano e della varietà enogastronomica. Puntando su questi e sull’entroterra e valorizzando tutte le sue potenzialità attrattive, l’Italia da meta più desiderata nell’immaginario dei turisti può diventare quella più visitata, come già hanno confermato i dati quest’estate”. “C’è ancora da fare: il portafoglio previsto ammonta a 100 milioni di euro previsti da ora fino 2023, ma grazie a questo provvedimento già dalla prossima legge di bilancio si potranno incrementare i finanziamenti” E conclude: “questo è un ulteriore obiettivo in vista dell’anno dedicato al cibo e il vino italiano, dato che è proprio nei piccoli Comuni che sono custodite le tradizioni enogastronomiche più caratteristiche della nostra identità”.
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    Pizzolante – Vicari: Gravi anomalie in selezioni concorso #Anpal, #Poletti intervenga

    Sul concorso bandito da Anpal Servizi lo scorso giugno, per il conferimento di 600 incarichi di collaborazione, va fatta piena luce. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di gravi anomalie, in particolare dalla Sicilia e dalla Puglia. La selezione infatti, che avviene soltanto tramite semplici colloqui e screening dei curricula, attribuisce ampi spazi di discrezionalità alle commissioni, tali da generare palesi incongruenze e ingiustizie. Tutto ciò è inaccettabile per una struttura di derivazione pubblica vigilata dal Ministero del Lavoro. Per questo motivo presenteremo, alla Camera e al Senato, un’interrogazione urgente al ministro Poletti”. E’ quanto dichiarano i parlamentari di Alternativa popolare l’onorevole Sergio Pizzolante e la senatrice Simona Vicari.

    “In particolare, dalle graduatorie ad oggi pubblicate emerge chiaramente che molti collaboratori, nonostante abbiano svolto l’attività per anni presso la stessa Azienda nello stesso ruolo ed ambito di concorso, risultano esclusi dalla selezione per posizioni che stavano occupando al momento del concorso. Mentre altri, pur classificati come idonei ma non vincitori, si vedono superati in graduatoria da risorse con titoli ed esperienze inferiori o di diverso ambito d’intervento dell’Azienda. Queste anomalie, insieme ad altre difformità riscontrate che evidenziavano un chiaro deficit di trasparenza, pubblicità, imparzialità, conoscenza e competenza, hanno avuto come inevitabile conseguenza la presentazione di numerose istanze di accesso agli atti e richieste di esame di autotela da parte degli interessati, a cui l’azienda non sembra abbia dato alcun riscontro. Alla luce di questo scenario – proseguono i parlamentari di Ap – risulta quindi imprescindibile una presa di posizione del Ministero. In merito riteniamo non solo che occorra rivedere le procedure di selezione del personale di Anpal Servizi ma, nel caso, valutare se sono da riconsiderare gli esiti stessi delle selezioni già effettuate, che appaiono non eque ed addirittura penalizzanti nei confronti di alcuni lavoratori”.

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    Lupi: Traguardo raggiunto, legge #PiccoliComuni è occasione di sviluppo contro spopolamento

    Finalmente il ddl sui piccoli Comuni è legge. Un provvedimento atteso da anni, che porta anche la mia firma e per il quale mi sono impegnato in prima persona. Insieme al presidente Realacci, infatti, nelle ultime legislature siamo più volte giunti a un passo dal traguardo. Oggi ci siamo riusciti, anche grazie al prezioso contributo di Alternativa popolare”. E’ quanto dichiara il presidente dei Deputati di Ap, Maurizio Lupi.  “Con questa legge diamo un fondamentale aiuto e sostegno ai Comuni al di sotto dei 5mila abitanti. Si tratta di centri con proprie peculiarità ed esigenze che meritano un’attenzione particolare e misure ad hoc. Come quelle relative alla semplificazione burocratica, e in questo i sindaci devono essere anche bravi a fare rete; allo sviluppo economico e sociale, mi riferisco ad esempio la banda ultralarga; alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico. Oggi, dunque – prosegue Lupi – diamo un primo segnale a milioni di abitanti, a migliaia di comunità locali ciascuna con la propria storia e le proprie tradizioni che hanno sofferto molto in questi ultimi anni. Una scommessa contro lo spopolamento e contro la fuga dei nostri giovani, il vero capitale umano. Una legge che ci avvicina al territorio e ai cittadini”.

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    Lupi: Berlusconi è l’interlocutore naturale – Intervista a Il Corriere della Sera

    Maurizio Lupi: ma non andiamo da nessuno con il piattino in mano. I veti su Alfano sono inaccettabili

    Perché un sistema democratico funzioni c’è bisogno che poggi le basi su due «pilastri: un polo riformista e uno moderato». Forti, e capaci di contrastare la destra di Salvini e «gli arrabbiati» del M5S. E Maurizio Lupi, neo coordinatore di Ap intervenuto ieri a CorriereLive, dichiara quello che sarà l’impegno suo e del suo partito: «Costruire, rafforzare, rendere competitivo e si spera vincente il polo moderato che si riconosce nella famiglia del Ppe». Guardando in primo luogo a chi nei popolari europei c’è già: «Forza Italia è il nostro interlocutore naturale». Ma senza limitare il proprio raggio di azione alla ricerca di una alleanza purchessia con Berlusconi: «Non andiamo con il piattino in mano da nessuno. Siamo concreti, realisti, ci interessa il bene comune dell’Italia e più riusciamo a creare un soggetto forte più il nostro lavoro sarà efficace. Ma siamo pronti ad andare da soli con qualsiasi legge elettorale, perché prima dei tatticismi sulle alleanze viene la chiarezza sui contenuti e gli obiettivi, o finisci per voltarti e trovare dietro di te solo il vuoto. Noi, voglio ricordarlo, anche in un’alleanza anomala come quella di governo con il Pd siamo stati i primi a chiedere il Jobs act — e Renzi le definiva «chiacchiere estive» —, abbiamo lavorato per la riduzione della pressione fiscale, per gli aiuti alle famiglie».

    Comunque con lei, di fatto a capo di Ap, i centristi tornano a dialogare con Berlusconi? «È chiaro che ci rivolgiamo a Forza Italia e ai centristi in prima battuta, poi starà a loro decidere su cosa fare: allearsi con una forza che condivide i valori comuni del Ppe, o unirsi in una posizione non più dominante ma laterale a un partito dichiaratamente e fortemente di destra come la Lega di Salvini, con la quale noi certo non possiamo stare».

    Cosa farà Berlusconi? «Se vuole costruire il Ppe italiano, come dice, non può stare con quelli che chiama “i ribellisti”, vedremo cosa sceglierà. Io lavorerò per costruire, io scommetto su un Ppe italiano. Ma sicuramente, qualunque cosa decidano gli altri, andremo perla nostra strada».

    Tra Ap e FI i rapporti sono tesi, Alfano è stato chiamato «traditore»: come potete rimettere assieme i pezzi? «La politica non si fa con le recriminazioni personali, le vendette, le ripicche, e proprio Berlusconi ha sempre detto — e dimostrato anche — di sapersi fare “concavo e convesso”. Poi se si fa una cosa nuova si può anche non avere il ruolo di guida ma scegliere assieme la soluzione migliore. Lo dico con chiarezza: un veto su Alfano sarebbe inaccettabile. Tanto più oggi che Alfano ha scelto di fare un passo laterale mentre io nel mio nuovo ruolo ne sto facendo uno avanti».

    Se l’alleanza non riuscisse, vi sentireste garantiti da una legge come il Rosatellum che prevede soglie d’accesso molto basse? «Non è il nostro sistema ideale, ma essendo per due terzi proporzionale, è vero che permette di correre e anche di ambire a numeri importanti».

    Dunque lei esclude che alla fine potreste guardare ad un’alleanza col Pd? «Lo ripeto, noi non cerchiamo posticini, non chiediamo l’elemosina a nessuno. Sul piano nazionale non si è mai parlato di un’alleanza con Pd. Una forza come la nostra deve saper affrontare una corsa anche in piena autonomia».

    Dopo il voto però, tanto più con il Rosatellum, è difficile che un singolo partito ottenga la maggioranza. Si può già cominciare parlare di larghe intese con il Pd? «Premesso che nessuna legge assicura maggioranze e stabilità, il caso tedesco insegna, non è possibile fare una campagna elettorale ipotizzando le larghe intese. Tutti corrono legittimamente per vincere, e noi ci proveremo con tutte le forze. Poi siccome siamo persone realiste diciamo anche che se nessuno vincerà, bisognerà fare alleanze in Parlamento. E gli interlocutori non potranno essere M55 e questa Lega».

     

    di: Paola Di Caro

    fonte: Corriere della Sera