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    Alli: accordo Hamas-Fatah positivo ed ulteriore passo in avanti risoluzione conflitto nel #MedioOriente

    L’accordo raggiunto tra Fatah e Hamas è un ulteriore e importante passo in avanti rispetto alle recenti dichiarazioni e riveste una rilevante centralità nel complesso e delicato processo di pace e di equilibrio nel Medio Oriente. L’auspicio è che questo percorso non incontri ostacoli anche perché, come ho avuto modo di constatare durante un colloquio bilaterale con Abu Mazen, lo stesso presidente dell’ANP si è detto ben predisposto ad arrivare a un accordo per permettere le elezioni in Palestina. Un accordo bilaterale appare come l’unica strada possibile per la risoluzione delle tensioni. Una Palestina unita nel segno della moderazione costituisce la premessa indispensabile per una riapertura dei canali di dialogo con Israele che si erano interrotti ormai molti anni fa”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri.

    E conclude: “Hamas, che finora è stata considerata da larga parte della comunità internazionale come un’organizzazione terroristica, sta addivenendo a più miti consigli che dovrebbero portare a un auspicabile ricompattamento delle due componenti palestinesi. Su tale positivo cambiamento di Hamas ha infuito, certamente, sia la recente elezione a presidente di Ismail Haniyé, più moderato del suo predecessore, sia le forti pressioni di Israele e dell’Egitto sulla Striscia di Gaza che hanno fortemente indebolito l’immagine di Hamas di fronte alla popolazione, sia, infine, la posizione dello stesso Abu Mazen e di Fatah, che non hanno ostacolato le iniziative israeliane volte a indebolire la stessa Hamas”.
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    #Professionisti, Garofalo: Inconcepibile che per la P.A. debbano lavorare gratis

    Accolgo l’appello #se valgo1euro lanciato oggi dalle associazioni dei liberi professionisti contro una sentenza del Consiglio di Stato che legittima gli Enti pubblici a chiedere loro consulenze gratuite. Il caso è stato innescato dal Comune di Catanzaro che ha fatto un bando per il Piano strutturale del Comune e il relativo regolamento urbanistico prevedendo il compenso simbolico di 1 euro più un rimborso spese sino a 250.000 euro. Il bando era stato dapprima invalidato dal Tar, ora la sentenza del Consiglio di Stato lo giudica invece legittimo. Capisco l’amarezza di ingegneri, architetti, chimici, periti, assistenti sociali… veder valutare zero il proprio lavoro non è dignitoso, anzi direi che è offensivo e forse anche anticostituzionale , se è vero che ‘il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro’ (art. 36). Se prendiamo poi proprio il caso da cui è scaturita la sentenza, vediamo che la consulenza era stata in un primo tempo quantificata in 800.000 euro. Da questa cifra a 1 euro lo scarto è macroscopico, e sospetto. Chiunque cercasse di vendermi una casa prima a 800.000 euro e poi me la offrisse a uno desterebbe sacrosanti dubbi sul valore e sullo stato dell’immobile. La motivazione del Consiglio di Stato usa il concetto di ‘economia immateriale’ e non solo finanziaria, e fa l’esempio dello sponsor. Ma, detto con rispetto, mi sembra che l’esempio nulla c’entri. Sponsorizzare un evento vuol dire riceverne in cambio un ritorno di immagine a spese del committente. Il Comune di Catanzaro affiggerà dei manifesti di ringraziamento al consulente che gli farà gratis il Piano strutturale? E a cosa gli serviranno? A presentarsi a un altro Comune, il quale, forte del precedente, gli dirà: fallo gratis anche per noi? La conseguenza, sicuramente non voluta, di questa sentenza è che per la Pubblica amministrazione si debba lavorare gratis, ma allora perché solo i consulenti e non anche i dipendenti , non si potrebbe retribuire immaterialmente anche loro? Credo ci sia una sola via di uscita alla situazione creatasi, accelerare l’iter di approvazione della legge sull’equo compenso per le prestazioni professionali ora all’esame della commissione Lavoro del Senato. Io personalmente e il mio partito ci assumiamo questo impegno e questa responsabilità”. Lo dichiara Enzo Garofalo, deputato di Alternativa popolare, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera.

  • Marotta

    #leggeelettorale, Marotta: Buon compromesso, fiducia non è golpe

    La riforma elettorale in discussione è un buon compromesso, l’unico possibile, per evitare di arrivare alla consultazione elettorale senza una legge armonica ed omogenea tra Camera e Senato. D’altronde tutte le leggi sono frutto di ragionevoli compromessi in Parlamento. La maggioranza ha deciso di fare ricorso alla fiducia proprio per evitare imboscate e portare al traguardo una legge che, ricordo e sottolineo, trova il consenso del 70 per cento delle forze parlamentari, quindi con buona parte delle opposizioni. Nessuno scandalo, dunque, nessun golpe e nessun attacco alla democrazia, ma solamente l’uso appropriato degli strumenti parlamentari così come previsto dai regolamenti. A giugno attraverso il legittimo ricorso al voto segreto venne affossato il Tedeschellum e allora nessuno gridò al golpe o alla fine della democrazia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

    “Sul piano prettamente politico, l’ampio consenso raggiunto su questa legge è un segnale importante, anche verso il Paese. Un modo per dire che nei momenti cruciali, nei momenti di difficoltà, al di là delle battaglie quotidiane, vengono fuori ed emergono le forze politiche serie e responsabili. Le forze politiche nate come antisistema, invece, sono sempre state di rottura e continueranno ad agire così, perché prive del senso dello Stato e delle Istituzioni”.