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    #PENSIONI, PIZZOLANTE: DA #CGIL UN NO POLITICO

    Susanna Camusso e la Cgil ancora una volta agiscono in una logica non sindacale ma politica: di fatto sono a traino della sinistra anti-Renzi e anti-Pd”. Per Sergio Pizzolante, deputato di Ap, il sindacato di corso Italia “e come Mdp che non vuole sentire ragioni di nessuno tipo e sta fuori dalla coalizione di centrosinistra, così fa la Cgil in campo sociale. La Cgil è un doppione di Mdp”. In un’intervista alla Dire, Pizzolante loda l’azione del governo in materia di pensioni: “Il governo ha fatto un’operazione giusta, intelligente, che da una parte non rompe gli equilibri del sistema previdenziale e allo stesso tempo da’ risposte certe a quelle categorie piu’ disagiate, con aperture notevoli per decine di migliaia di lavoratori che chiedono giustamente di andare in pensione un po’ prima. Ci sono anche aperture sull’Ape social”. Alla luce del “sì della Cisl, che è un sindacato serio che si muove in un’ottica tutta sindacale, e del probabile sì della Uil, resta il no della Cgil che si muove in un’ottica tutta politica. Il governo ce l’ha messa tutta e continuerà a farlo- aggiunge- ma la Cgil sta giocando sul terreno sociale la stessa partita che si sta giocando sul terreno politico. Non ci sono questioni di merito, qualsiasi ulteriore apertura del governo avrà il no della Camusso e della Cgil”.
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    #BonusBebè, Lupi: #Gentiloni chiarisca se viene rifinanziato o no

    “Vedo strani balletti intorno alle misure per la famiglia che dovrebbero essere contenute nella legge di bilancio. Abbiamo chiesto con forza che il bonus bebè, di cui nei tre anni passati hanno goduto quasi 800.000 famiglie venisse rifinanziato. Abbiamo accolto come un segnale positivo il pronunciamento di esponenti del Pd in tal senso. Adesso tutto sembra tornato in alto mare. L’allarme lanciato dalla senatrice Bianconi, capogruppo di Ap a Palazzo Madama, non è un grido a vuoto: una legge di bilancio senza il bonus bebè non la votiamo. Le misure per la famiglia, a differenza di altre questioni immesse forzosamente nell’agenda politica, facevano e fanno parte del programma di governo, quel governo al quale in questa legislatura siamo stati leali perché ne abbiamo condiviso il compito: portare il Paese fuori dalla crisi. Togliere il sostegno alle famiglie, che in questi anni di difficoltà sono state il primo vero ed efficace attore del nostro welfare, vuol dire tornare indietro, vuol dire prenderle in giro dopo averle illuse”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.