• Paola Binetti

    Binetti: chiarire subito posizione facoltà medicina università romena “Dunarea de Jos”

    “ Il mese di settembre nelle università italiane è mese di esami, soprattutto di esami di ammissione alla Facoltà di Medicina, dove è possibile fare una selezione di eccellenza. Non a caso 1 su 10 è il rapporto con cui nelle diverse sedi universitarie italiane si sceglie la futura classe medica. Ragazzi seri, fortemente motivati, che preparano a lungo il loro primo banco di prova a ridosso della maturità, una prova in cui indubbiamente, accanto alla abilità nel rispondere ai quiz, gioca anche un pizzico non indifferente di fortuna”. Così in una nota Paola Binetti,deputato di Area Popolare (Ncd- Udc). “Attualmente però, questo è l’unico modo per ottenere una selezione che sia, e appaia, rigorosa e trasparente, nonostante lo strumento scelto sia tutt’altro che perfetto. Il Ministro Giannini ha più volte fatto riferimento alla necessità di rivedere il modello fino ad ora utilizzato per la selezione nazionale, ma non ci lascia affatto tranquilli la notizia, apparsa recentemente sulla stampa, in merito alla nascita di una facoltà di medicina promossa dall’Università rumena privata “Dunarea de Jos” in collaborazione con la Fondazione Proserpina, commenta la Parlamentare. Sapevamo già di molti studenti italiani, che non avendo superato le prove di selezione in Italia, si spostavano in Romania, con l’idea di frequentare il primo anno lì e chiedere poi il trasferimento in una sede italiana, non avevamo previsto che una intera sede universitaria rumena si trasferisse in Italia per accogliere flussi sempre più numerosi di ragazzi italiani, rimasti fuori dalle prove di selezione. Il problema è serio e va affrontato con la massima tempestività, ed è per questo ho presentato una interrogazione in merito al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La facoltà di medicina ha tre vincoli fondamentali- spiega Binetti- il numero complessivo degli iscritti è calcolato d’intesa tra il MIUR e il Ministero della Salute sulla base di una programmazione che tiene conto del numero di medici necessari nell’arco di almeno 10 anni, che rappresenta il tempo minimo per la formazione di uno specializzando. Il numero degli iscritti per ogni sede è strettamente legato alla capacità formativa dei singoli atenei, con un calcolo complesso che tiene conto anche del numero di posti letto della azienda sanitaria di riferimento. E in terzo luogo, come l’esperienza di questi ultimi anni ci ha insegnato, del numero di borse di studio disponibili per le scuole di specializzazione per i prossimi 6 anni. Appare improbabile che l’Università rumena privata “Dunarea de Jos” in collaborazione con la Fondazione Proserpina abbia potuto tener conto di tutti questi fattori, su cui si è costruita l’esperienza di una formazione medica di altissimo profilo, come tutte le universitarie straniere riconoscono ai nostri giovani medici. Il sospetto che si tratti di un’escamotage, per eludere lo scoglio dei test di ammissione c’è tutto e il rischio è quello di rendere ancora più difficile e problematica la formazione in itinere, creando tensioni ancora più forti nel passaggio successivo alle scuole di specializzazione”.