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    Binetti: Nuova legge su autismo un bel salto di qualità.

    “La nuova legge sull’Autismo, definitivamente approvata oggi in Senato, rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale per tutti i soggetti che rientrano nello spettro autistico”. Lo afferma Paola Binetti, deputato di Area Popolare.
    “È una delle novità più interessanti di questo disegno di legge che allunga il suo sguardo dal bambino autistico all’autistico adulto. C’è una forte attenzione alla diagnosi precoce e ai trattamenti abilitativi a cui il bambino va sottoposto non appena scatta il dubbio diagnostico, inoltre la legge include un nuovo interesse al sua vita nelle fasi successive: prevede un inserimento a scuola propedeutico a quello che inseguito sarà il suo inserimento professionale, dove si richiedono nuove e diverse modalità di formazione e di capacitazione.

    In questa legge, che è una legge quadro, e questo è certamente uno degli aspetti più positivi, emerge lo sforzo di prendere in considerazione tutto l’arco della vita di una persona, andando oltre la prevalente medicalizzazione con cui fino ad oggi è stato trattato il ‘bambino’ autistico.

    Tra i nuovi LEA e le nuove Linee Guida che l’Istituto Superiore di Sanità dovrà pubblicare quanto prima, i bisogni dei soggetti autistici trovano nella legge una declinazione a 360 gradi.

    Sono queste le sfide future che proprio in virtù della legge dovremo affrontare per creare le occasioni più opportune che consentano ai bambini autistici di crescere fino a diventare adulti il più autonomi possibile, ed è per questo che le linee guida dell’ISS dovranno tener conto non solo dei modelli puerocentrici ma dovranno rispondere ad una domanda fondamentale: che farà questo bambino da grande? Come lo aiuteremo a diventare grande?

    Questa legge- spiega la deputata- va oltre il naturale e classico coinvolgimento dei neuropsichiatri infantili e dei pediatri,infatti si concentra notevolmente sugli psichiatri, sugli insegnanti, sui professionisti e sugli imprenditori.

    Un’attenzione particolare, quindi, è rivolta a tutta la società che deve disporsi ad una inclusione effettiva delle persone che rientrano nello spettro autistico, non solo quando sono dei bambini ma anche quando diventano grandi e hanno voglia di essere presi in considerazione proprio come persone capaci di contribuire al bene della società”.