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    Intervento Maurizo Lupi su #Biotestamento

    Maurizio Lupi: Signora Presidente, onorevoli colleghi,

    diciamo subito che  il nostro gruppo di Alternativa popolare voterà contro il provvedimento che è in discussione  e all’attenzione di quest’Aula, contro le disposizioni anticipate di trattamento.

    Diciamo subito con chiarezza che  voteremo contro, non perché il nostro gruppo è contro il fatto che ci possa essere una legge, nel nostro Paese, che legiferi sul tema del consenso informato, anzi, l’onorevole Calabrò, sia nella passata legislatura che in questa, ha presentato un progetto di legge e si è fortemente impegnato perché ci potesse essere una legge che affrontasse, non in maniera strumentale, non in maniera alternativa tra la libertà del paziente di decidere a quali cure sottoporsi e il ruolo del medico e della famiglia ma in una alleanza, in un accordo tra i diversi soggetti, il tema del consenso informato e delle disposizioni anticipate di trattamento qualora il soggetto non fosse in condizioni di coscienza. Allora perché votiamo no a questa legge, anche se il Parlamento ha dimostrato, nel dibattito e nelle posizioni diverse, anche dure, di confronto, la legge è potuta migliorare? Votiamo no per un principio fondamentale e, cioè, che questa legge che viene sottoposta oggi all’esame della Camera dei deputati e che sarà poi sottoposta all’esame del Senato, sperando che possa essere migliorata in profondità, innanzitutto ha in sé una grandissima contraddizione. Questa Contraddizione la si legge nel principio fondamentale che ispira questa legge all’art. 1, che dice «viene tutelata la vita e la salute dell’individuo», quindi l’oggetto della legge è tutelare la vita e la salute dell’individuo. Nei successivi articoli della legge, poi, drammaticamente la contraddizione esplode, per cui l’oggetto non diventa più la tutela della salute e della vita dell’individuo ma esattamente il contrario: come porre fine alla vita, come mettere al centro un diritto che non esiste, che non c’è, che non è possibile, perché non esiste il diritto alla morte; esiste il diritto alla dignità della vita, esiste il diritto ad essere accompagnati con dignità nei momenti più difficili, in cui uno affronta anche la conclusione della sua vita, esiste il diritto, come stabilisce la Costituzione, di decidere se sottoporsi o non sottoporsi a delle cure. Esiste il dovere di dire no all’accanimento terapeutico, ma non esiste la possibilità, proprio per quella tutela della vita e quella dignità alla cura del malato, per esempio, di morire di fame e di sete. Questa è una delle ragioni fondamentali per cui voteremo no a questo disegno di legge, pur essendoci impegnati profondamente per migliorarla. È uno degli elementi fondamentali, e da questo punto di vista, ringrazio la discussione che si è fatta nel Comitato dei nove, nella Commissione, nel rapporto anomalo tra chi era a favore di questo disegno di legge, non una minoranza e un’opposizione, ma su questi temi si ci è divisi e ci si è confrontati profondamente. Appunto, ringrazio il fatto che almeno su un punto, anche se non nella totale chiarezza, si è migliorata questa legge e cioè il ruolo del medico. Su questo noi abbiamo fatto, come gruppo di Alternativa Popolare, una battaglia fondamentale, che è quella di dire: c’è la libertà del paziente, c’è la libertà dell’individuo nelle sue disposizioni, ma c’è anche un dovere di non rompere quell’alleanza fondamentale che vede nel ruolo del medico non un notaio, non un funzionario, ma nel ruolo del medico, nella professione del medico, quella di prendersi cura della persona, dell’ammalato. E allora è l’autonomia del medico, nell’alleanza con la famiglia, a decidere se quella disposizione, che aveva fatto quell’individuo che oggi non è cosciente, poteva e doveva essere attuata, nonostante in coscienza e professionalità il medico ritenesse impossibile attuarla, perché, banalmente, per esempio, il coma a cui è sottoposta quella persona ha detto: io, se mi ritrovo in una condizione in cui non sono cosciente non voglio essere curato, magari è sotto shock anafilattico, il medico sa che il coma è temporaneo, può fargli una puntura di cortisone, in quel momento non può fare la puntura di cortisone; è un assurdo, è una contraddizione. Il medico  deve poter prendere con responsabilità ed in autonomia la sua decisione, disattendendo, in questo modo, a quelle disposizioni anticipate di trattamento.  Questo ruolo è stato migliorato, è stato inserito con chiarezza, anche se poteva essere ancora scritto meglio, il ruolo del medico,  di questo noi siamo assolutamente soddisfatti. C’è un punto, invece, su cui non si è voluto comprendere e  capire, concordare perché forse questa era diventata una bandiera ideologica ed è sempre un dramma quando si sventolano le bandiere su temi che riguardano, da una parte e dall’altra, la vita, la dignità della persona, la dignità del malato, ed è quello dell’idratazione e dell’alimentazione. Abbiamo sempre affermato che alimentazione e idratazione non sono cure mediche; non dar da mangiare e da bere ad una persona anche ad un ammalato, anche ad un ammalato che non è cosciente non è togliergli una cura medica, ma è  farlo morire di fame e di sete, anche se questa idratazione o alimentazione avviene attraverso non il gesto caritatevole di chi ti aiuta e ti imbocca, con un cucchiaio ti dà da mangiare o con un bicchiere ti aiuta anche se non sei cosciente a quell’atto di amore che consiste nel darti un goccio d’acqua, e invece questo gesto avviene attraverso una macchina, cioè attraverso un dispositivo che è diverso, ma è sempre un grande gesto d’amore e di dignità nei  confronti del malato. Si è voluto non riconoscere questo, anzi, si è peggiorata la situazione, per cui oggi ci troviamo a dire che alimentazione e idratazione sono cure mediche e che possono essere sospese, tutto ciò va contro la dignità che ognuno di noi dovrebbe avere a cuore riguardo alla persona. C’è un altro elemento per cui noi non siamo assolutamente d’accordo e su cui avevamo lavorato, perché queste disposizioni anticipate di trattamento non fossero definitive, ma potessero essere affrontate e rinnovate dopo un certo periodo di tempo, 5 o 10 anni, anche qui era il realismo, era il buonsenso che determinava la nostra richiesta. Molti sanno, non perché sono medici, non perché sono scienziati, perché hanno studiato sui libri, che la posizione del malato, che le decisioni di una persona cambiano nello sviluppo della propria vita. Addirittura cambia, nello sviluppo della propria vita, per esempio la ricerca medica: cambia di anno in anno la possibilità che la ricerca medica possa non solo migliorare la qualità della vita, ma anche guarire per esempio da malattie da cui prima si pensava fosse impossibile guarire. Ecco, il rinnovarsi di queste disposizioni avrebbe garantito la possibilità, nella coscienza ovviamente della persona, di poter ridire con forza, anche a distanza di cinque anni o di dieci anni, che per la ricerca medico-scientifica sono un’enormità, di poter ripetere con forza ancora quelle disposizioni. Quanti medici, o quante persone hanno visto il paziente entrare con una volontà, e nel momento in cui è entrato in ospedale quella volontà cambiare? Cambiare nel dialogo, cambiare nella possibilità e nell’attenzione di tenere sempre ed avere a cuore la vita, laddove questa fosse aiutata e curata con grande dignità. Infine un altro tema che ho visto che ha fatto sviluppare un dibattito molto ideologico all’interno di quest’Aula. Avevamo chiesto che almeno queste disposizioni non si applicassero in quelle strutture, anche se convenzionate con la sanità pubblica, che per loro natura, per loro vocazione avessero, proprio per loro vocazione, ce ne sono tante nel nostro Paese, laiche e cattoliche, che avessero proprio per vocazione di quella struttura di accompagnare alla vita, alla cura. Pensate solamente ad una grande struttura che è da tutti conosciuta, quella di padre Pio: ecco, noi dicevamo, in quella clinica, in quel caso, quelle disposizioni, se vanno contro natura, lo statuto di quell’istituto, si possano applicare. Non è stato neanche ascoltato questo. Concludendo, noi voteremo contro questo provvedimento augurandoci che al Senato il provvedimento possa essere radicalmente  migliorato. Voteremo contro proprio perché esiste la possibilità e il diritto ad un consenso informato. Tutti noi dobbiamo essere contro l’accanimento terapeutico; ma deve esserci la grande dignità al diritto alla vita, al diritto alla cura; e non esiste il diritto alla morte, non esiste il diritto che lo Stato ti possa suicidare, accompagnare alla morte. Esiste la libertà, in cui ovviamente lo Stato non può entrare, deve rispettare fortemente la libertà; ma non c’è la pretesa da questo punto di vista. Rinnovo l’invito al Senato di migliorare una legge che si presta a incursioni interpretative della magistratura e che rischia di portarci gradualmente verso scelte eutanasiche, che dice, tra l’altro, la legge, di voler negare, soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli, gli anziani ammalati, che sono la maggioranza dei malati di questo Paese. Per questo il gruppo di Alternativa Popolare, in tutta scienza e coscienza, voterà no.

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    Lavoro intermittente, mini Jobs e bonus famiglia – La proposta di #AP

    Ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente; introduzione di un nuovo istituto denominato ‘Lavoro ad orario ridotto’; nuova regolamentazione del lavoro occasionale, limitata nella portata applicativa e con maggiori tutele per i lavoratori. Sono questi i cardini della proposta di legge di Alternativa Popolare, depositata ieri a Montecitorio, che mira a colmare il vuoto normativo nato dopo l’eliminazione dei voucher.

    In particolare, l’articolo 1 del provvedimento, stabilisce che il contratto di lavoro intermittente è il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può “utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo “. La norma si applica a tutti i settori economici e viene soppressa la limitazione per età precedentemente prevista ( era limitata ai soggetti con meno di 25 anni di età o con più di 55 anni). In ogni caso, con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il ricorso ad esso è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari, superato il quale il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
    L’articolo 2 prevede l’introduzione del lavoro a orario ridotto, sul modello dei ‘mini jobs’ in uso in Germania. Diversamente dall’istituto del lavoro intermittente, nel quale il lavoratore da la sua disponibilità e attende la chiamata, nel lavoro ad orario ridotto il lavoratore concorda, con un datore di lavoro, l’utilizzo della sua prestazione lavorativa in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. I limiti posti sono: un periodo massimo di lavoro complessivamente non superiore a 70 giornate nell’arco di un anno e per un monte di ore non superiore a 500, anche variamente distribuite tra le giornate lavorative. In caso di superamento del predetto periodo di 70 giorni il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Il costo orario della prestazione di lavoro a orario ridotto è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro. Il contratto di lavoro a orario ridotto non può dar luogo, per il lavoratore a compensi superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile. Di conseguenza la prestazione di lavoro del contratto di lavoro a orario ridotto è esente da imposizione sul reddito delle persone fisiche. Tuttavia il datore di lavoro provvede al versamento per conto del lavoratore dei contributi previdenziali all’INPS, in misura pari al 13 per cento del costo orario e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Di conseguenza il lavoratore ha diritto alle garanzie sociali in caso di malattia e infortunio.
    Con l’articolo 3 infine si riprendono le tematiche del ‘lavoro occasionale’. Il nuovo istituto si applica alle attività lavorative saltuarie rese a favore di famiglie (lavori domestici, baby sitting, assistenza domiciliare temporanea, insegnamento privato supplementare, lavori di giardinaggio e di manutenzione) e a favore di associazioni di volontariato o a committenti non imprenditori per la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, o destinate allo sviluppo del turismo locale. O per interventi in caso di calamità naturali Le attività lavorative di natura occasionale, non possono dar luogo a compensi non superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile e di 2.000 euro relativamente alle attività lavorative svolte a favore di un singolo committente.
    Per usufruire delle prestazioni i committenti acquistano attraverso modalità telematiche o presso le rivendite autorizzate uno o più pacchetti di coupon lavoro orari, numerati progressivamente e datati, per prestazioni di lavoro occasionale. Al fine di evitare abusi i dati identificativi degli acquirenti e il numero dei coupon acquistati sono trasmessi, dai soggetti presso i quali è stato effettuato l’acquisto a una banca dati, nella quale confluiscono anche i dati sull’uso dei coupon. L’incrocio dei dati, assieme all’altra previsione che I coupon lavoro non possono essere ceduti a terzi, consente di ridurre fortemente i possibili abusi. Il valore nominale dei coupon lavoro orari è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro.
    I coupon lavoro sono esenti da imposizione fiscale e il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i coupon lavoro orari, effettuando il versamento per suo conto dei contributi previdenziali all’INPS, , in misura pari al 13 per cento del valore nominale del coupon lavoro e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Quanto alle sanzioni, nei casi in cui venga accertato l’improprio utilizzo del buono lavoro, sia da parte della committenza, che dei lavoratori, ferme restando le conseguenze penalmente rilevanti in caso di false dichiarazioni, il superamento dei limiti quantitativi e qualitativi di utilizzo di tali forme di lavoro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 600 ad euro 3.600. E’ prevista inoltre la trasformazione del rapporto in un rapporto di lavoro di natura subordinata a tempo indeterminato, qualora le prestazioni rese risultino funzionali all’attività di impresa o professionale.

    Scarica la nostra proposta: Pdl Ap lavoro occasionale

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    #leggeelettorale, Italicum a Senato e premio a coalizione – La proposta di #AP

    (ANSA) – ROMA, 28 FEB – Attribuire il premio di governabilità alla coalizione e non alla lista che supera il 40% e mantenere la soglia di sbarramento al 3%; trasferire questo sistema anche al Senato cosi’ da omogeneizzare i due sistemi, come ha chiesto la Corte Costituzionale. E’ quanto prevede la proposta di legge di Ap, presentata in una conferenza stampa dai capigruppo Maurizio Lupi e Laura Bianconi, nonché da Dore Misuraca e Giampiero D’Alia.

    Secondo Lupi la previsione della coalizione e la soglia di sbarramento al 3% sono “elementi comuni” alle proposte di legge di diversi gruppi. “Se nessuno fa melina – ha aggiunto – la Camera ragionevolmente in due mesi può approvare la legge”.

    La proposta vuole “omogeneizzare” i sistemi di Camera e Senato, come hanno sollecitato il presidente della Repubblica e la Sentenza 35/2017 della Consulta. Per quanto riguarda il sistema della Camera viene modificato innanzi tutto l’attribuzione del premio per chi supera il 40%: non più alla lista ma alla coalizione. La soglia per le coalizioni e’ dell’8% mentre quella per il singolo partito che corre da solo o nella coalizione e’ del 3%. Si risponde poi alla richiesta della Corte di trovare un criterio automatico di attribuzione del seggio in caso di multicandidatura nel ruolo di capolista: l’elezione scatta nel collegio dove e’ più basso il rapporto tra i voti presi dal partito e i voti validi complessivi”. La proposta introduce poi la possibilità di candidarsi in piu’ collegi anche per i candidati che corrono per le preferenze. Queste ultime salgono da due a tre, con l’obbligo che siano di genere diverso, pena la nullita’ della seconda e terza preferenza.

    Ap propone quindi di trasportare questo sistema anche al Senato. L’unica differenza e’ che in caso di superamento del 40% il premio di governabilità sarebbe “ponderato” su base regionale, cosi’ come chiedeva la sentenza 1/2014 della Corte. La proposta affronta anche il caso in cui la soglia venga superata da due diverse coalizioni o partiti nei due rami del Parlamento: in tal caso non scatterebbe il premio, che invece verrebbe attribuito nel caso in cui il 40% venisse superato in un solo ramo del Parlamento. “Lo scenario politico – ha osservato D’Alia – e’ incerto, in una fase di composizione e ricomposizione. Occorre allora una legge priva di divieti o con delle camicie di forza. Il nostro sistema e’ neutro, e lascia spazio alle scelte politiche” per dar vita o meno a coalizioni. Quanto alle scelte di Ap, Lupi ha spiegato che “occorre ricostruire una proposta politica di centro, o liberal popolare o moderata; di certo – ha aggiunto – non ci alleeremo mai con la destra lepenista. Con il sistema elettorale in vigore, che impone la lista, cercheremo di dar vista ad una lista insieme alle forze liberal-popolari”.

    Scarica la Pdl Legge elettorale AP

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    Scopelliti: Da #Lorenzin annuncio rivoluzionario. #vaccini

    “Una vera e propria rivoluzione l’annuncio del Ministro Lorenzin sui vaccini gratis in tutto il Paese per ciascun cittadino. 

    Se si pensa che una sola dose di vaccino B, quello contro la meningite, costava 80€ – e ne sono previste 3 dosi – era facile che le famiglie con piu’ figli rinunciassero proprio perche’ la spesa sarebbe stata insostenibile”. Lo afferma Rosanna Scopelliti, deputato di Area popolare.

    “Siamo davvero soddisfatti di quanto si sta facendo, soprattutto perché così si garantiscono cure adeguate in Italia. La strada da percorrere e’ ancora lunga, ma siamo certi che a breve termine sarà possibile raggiungere livelli sempre più alti”.

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    Una legge di stabilità targata Area Popolare

    Meno tasse, più incentivi per famiglie, imprese e casa – I tre pilastri della Stabilità

    “Non potevamo chiedere di meglio e di più da questa manovra che è positiva perché non ha un colore politico. E’ una legge molto trasversale. E’ a favore del ceto medio, è interclassista. Una legge che porta il nostro imprinting e che potrebbe e dovrebbe essere votata dal centro destra e dall’area moderata”. Con queste parole, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, presidente di Area Popolare, ha aperto la conferenza stampa di presentazione dei risultati ottenuti nella legge di stabilità 2017.

    “Una manovra – ha detto Alfano – che non contiene misure di austerità, ne’ settori precisi di intervento perché dà sostegno a imprese, famiglie, casa, salari.  E’ una legge alla quale abbiamo lavorato parecchio, fin dai primi dell’estate ed il nostro lavoro è stato premiato. Senza di noi – ha sottolineato il ministro dell’interno – sarebbe stata più sbilanciata a sinistra, con un Premier, strattonato dalla minoranza del suo partito”.

    Incentivi e sostegno per il comparto sicurezza

    Finanziato il tanto atteso riordino delle carriere delle Forze dll’Ordine e dei Vigili del Fuoco e resi strutturali gli 80 euro, che non saranno più un bonus.  Alfano ha calcolato in 183 euro mensili netti per 13 mensilità il beneficio che nel complesso arriverà nelle buste paga delle forze dell’ordine.

    “Una legge di stabilità che realizza l’80% dei punti del programma del Pdl del 2013”, ha evidenziato il capogruppo di Area Popolare, Maurizio Lupi che dando ragione al ministro Alfano ha chiesto a Forza Italia di votarla. “A chi nel centrodestra protesta perché dice che è una manovra ‘in deficit’, se è solo questa l’obiezione, suggerirei di andare a vedere cosa si diceva negli anni scorsi quando si gridava a gran voce che l’Europa facesse deficit per favorire lo sviluppo…”, ha aggiunto.

    Nessun taglio alla sanità: Il Governo per la salute dei cittadini

    Il fondo sanitario passa da 105,6 miliardi ai 113 miliardi di euro. Una manovra con “una doppia anima”, ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “una indirizzata al ceto medio, all’impresa e agli investimenti e un’altra a quella sociale. Viene stabilizzato il fondo per il finanziamento dei farmaci innovativi a 500 milioni di euro: con questo fondo- ha aggiunto il ministro- sono stati curati negli ultimi anni i pazienti affetti da Epatite C. C’è poi la istituzione di un fondo specifico per i farmaci innovativi oncologici da 500 milioni e c’è poi il fondo per il finanziamento del piano nazionale vaccini, 99 milioni per il 2017, 127 milioni per il 2018, 186 milioni dal 2019”.

    Misure innovative e stabili anche per le famiglieUn piano formato famiglia

    “Le famiglie potranno ora contare su risorse certe per oggi e per gli anni a venire. È questo, –  ha spiegato il ministro per le Politiche per la famiglia Enrico Costa, nel corso del suo intervento, -lo spirito del ‘Piano Formato Famiglia’, che prende il via con questa Legge di bilancio, che per la prima volta comprende un apposito capitolo dedicato alla famiglia. Le risorse  stanziate – ha sottolineato – ammontano a 600 milioni di euro per il 2017 e 700 milioni di euro per gli anni successivi. Si tratta quindi di interventi strutturali: il primo passo importante di un percorso pluriennale di sostegno ai nuclei familiari e alla natalità, il segnale di un Governo che vuole essere vicino alle famiglie”.

    Nella Legge di Bilancio 2017 è prevista anche una misura complementare al bonus bebè che si chiama ‘Mamma domani’ e prevede “un assegno di 800 euro per tutti i nuovi nati dal primo gennaio 2017, serve per le prime spese e si richiede già durante la gravidanza.

    Spinta a economia circolare: Sviluppo ambientale

    Nella manovra c’è poi una grande spinta verso l’economia circolare e la visione di un ambiente sempre più multidisciplinare, che come ha precisato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti “funziona se diventa veicolo e non vincolo di sviluppo, se collabora con gli altri ministeri. Il nostro provvedimento ambientale – ha sottolineato il ministro – è proprio Industria 4.0: li’ ci sono azioni importantissime sulla strada dell’economia circolare. Penso alle tecnologie ambientali per il riuso e il riciclo dei prodotti, ai sistemi per il risparmio energetico, agli impianti di raccolta e smaltimento. Tutti gli investimenti oggi godranno dell’ammortamento al 250%, così come sono previste altre fortissime agevolazioni, dal credito d’imposta per la ricerca interna al 50% alla detrazione al 30% per gli investimenti sulle Pmi innovative”. “Questo – ha detto il ministro – è un nuovo modo di fare sviluppo, in cui l’ambiente diventa un vero motore di crescita”. Galletti ha anche affrontato il tema del dissesto idrogeologico: “La Stabilità integra le risorse esistenti, che gia’ oggi ci consentono di intervenire sulla messa in sicurezza del territorio, come sulle bonifiche e sulle depurazioni. Parliamo di interventi che costano e che richiedono tempo. Noi mettiamo le risorse ma non si pensi che a quel punto il problema è risolto. Parliamo di lavori – ha concluso il ministro – che termineranno oltre la legislatura: altri incasseranno i risultati ed è forse questo il motivo per cui nessuno li aveva mai fatti a differenza nostra”. Galletti ha infine ricordato anche l’ecobonus al 65% esteso a condomini e alberghi e i fondi per la mobilità sostenibile.

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    I tre pilastri della Stabilità, Impresa, Famiglia, Casa. Le proposte di Area popolare

    Continua il lavoro di Area popolare in vista della Legge di Stabilità. Dopo le proposte a favore delle piccole e medie imprese, ecco quelle per la famiglia e per la casa. Un pacchetto di misure concrete che presenteremo nella prossima legge di Stabilità. Abbiamo tre obiettivi: consolidare i punti dei forza del nostro Paese, sostenerne la crescita e favorire lo sviluppo della ricchezza delle famiglie.

    #SìImpresa: senza un’impresa che cresce, lo Stato non si sviluppa dal punto di vista economico. Le nostre proposte per farle crescere.



    #SìFamiglia:
    la famiglia è elemento di sviluppo economico e sociale fondamentale. Per questo chiediamo misure organiche da finanziare stabilmente.



    #SìCasa: il patrimonio immobiliare degli italiani deve essere difeso e valorizzato. Il nostro obiettivo è quello di far ripartire l’edilizia e far risalire il valore degli immobili. 

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    Un nuovo regime fiscale per le piccole imprese

     “INTERVENTI SU FAMIGLIE, IMPRESE E CASA” 

    Un nuovo regime fiscale per le micro e piccole imprese: a distanza di due settimane dal seminario di studi “I tre pilastri della Stabilità” con i ministri Angelino Alfano e Luigi Casero, Area popolare passa dalle parole ai fatti ed, in vista della Legge di Bilancio, presenta le sue proposte concrete per uno dei settori più vitali del nostro paese, ovvero le micro e piccole imprese.
    Le nostre proposte, riguardano più di due milioni di imprenditori che rappresentano il cuore pulsante del tessuto economico italiano. Tre sono le misure che, come ha sottolineato Maurizio Lupi, chiederemo che vengano inserite e recepite nella prossima legge di bilancio e già questa sera nella nota di aggiornamento del Def: 

    1. escludere il reddito d’impresa degli imprenditori individuali dalla base imponibile Irpef e assoggettarlo a tassazione separata con aliquota al 24%, la stessa prevista per l’Ires;

    2. permettere alle imprese a contabilità semplificata di pagare le tasse con criteri di cassa, quindi esclusivamente su quanto effettivamente incassato;

     3. modificare il regime dei minimi Iva, innalzando per alcune categorie di 10mila euro la soglia sotto la quale scatta il regime forfettario.

    Noi di Area popolare, come ha detto il ministro Angelino Alfano, siamo orgogliosi di avere avuto un ruolo determinante nell’eliminazione dell’art.18, della detassazione sui nuovi assunti, dell’eco bonus e lo sconto Irap sul costo del lavoro. Queste quattro norme, che sono state scritte con una mano destra, con una sinistra radicale non sarebbero state possibile. Adesso ci accingiamo al finale di legislatura, per questo si deve intervenire su famiglie, imprese e casa. Questo e’ il programma dei moderati: famiglie, imprese e casa.

    Il Paese, come ha ribadito il viceministro Casero, può ripartire solo investendo sulle imprese, solo con una detassazione forte a sostegno delle imprese. Si tratta di fare una rivoluzione culturale: la piccola impresa, il punto di forza dell’Italia . 

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    Perchè Sì al Referendum #InsiemeSìcambia

    Le ragioni storiche, politiche e di merito a sostegno della Riforma costituzionale

    “Dopo 30 anni di insuccessi, la scelta è tra innovazione e conservazione. Da una parte c’è chi vuole cambiare il Paese ed organizzare le istituzioni perché siano in grado di rispondere alle grandi trasformazioni sociali ed economiche che abbiamo di fronte, dall’altra parte esiste un fronte con profonde contraddizioni interne, che va da Casa Pound ad alcuni partigiani dell’Anpi “ si legge nel documento approvato.

    “La riforma pone fine al bicameralismo perfetto ed avrà un impatto fondamentale sulla crescita e sulla piena attuazione dei diritti fondamentali sanciti nella prima parte della Costituzione. L’Italia, infatti, è il Paese che ha reagito peggio di fronte alla grande crisi economica finanziaria, per colpa anche del cattivo funzionamento delle sue istituzioni e dalla loro incapacità cronica di rispondere agilmente e velocemente alla grande domanda di riforma e cambiamento. La Riforma consente il superamento delle degenerazioni del parlamentarismo, determinando il passaggio da un sistema nato nel dopoguerra, che ha frenato di fatto i governi, ad un a democrazia finalmente governante. Inoltre, semplifica l’iter di formazione delle leggi con una data certa con una conseguente limitazione dell’abuso dei decreti legge. Con il Sì a queste riforme, Parlamento e Governo saranno più forti perché capaci di funzionare meglio: è la grande occasione politica per restituire potere e prestigio alle istituzioni democraticamente elette – potere esecutivo e legislativo – che oggi sono soccombenti rispetto ai poteri non eletti, in primo luogo media e magistratura. Il sì farà chiarezza definitamente tra l’interesse nazionale e il regionalismo responsabile con un riparto di competenze più efficace e chiaro e comporterà un significativo abbattimento dei costi della politica, con l’abolizione del Cnel e una significativa riduzione del numero dei senatori” così nel documento che illustra le ragioni del Sì al referendum, approvato oggi dalla direzione Ncd

    Scarica le slide: pdf-perche-si-al-referendum

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    PERCHE’ SI’ AL REFERENDUM – DIREZIONE NAZIONALE NCD

    DIREZIONE NAZIONALE NCD – APPROVATO DOCUMENTO CALDERISI – PIZZOLANTE “PERCHE’ SI’ AL REFERENDUM”

    La Direzione Nazionale del Nuovo Centrodestra, riunitasi questo pomeriggio presso il Tempio di Adriano a Roma, ha approvato il documento “Perché Sì al Referendum. Le ragioni storiche, politiche e di merito a sostegno della Riforma costituzionale”, elaborato da Peppino Calderisi e Sergio Pizzolante.

    “Dopo 30 anni di insuccessi, la scelta è tra innovazione e conservazione. Da una parte c’è chi vuole cambiare il Paese ed organizzare le istituzioni perché siano in grado di rispondere alle grandi trasformazioni sociali ed economiche che abbiamo di fronte, dall’altra parte esiste un fronte con profonde contraddizioni interne, che va da Casa Pound ad alcuni partigiani dell’Anpi “ si legge nel documento approvato.

    “La riforma pone fine al bicameralismo perfetto ed avrà un impatto fondamentale sulla crescita e sulla piena attuazione dei diritti fondamentali sanciti nella prima parte della Costituzione. L’Italia, infatti, è il Paese che ha reagito peggio di fronte alla grande crisi economica finanziaria, per colpa anche del cattivo funzionamento delle sue istituzioni e dalla loro incapacità cronica di rispondere agilmente e velocemente alla grande domanda di riforma e cambiamento. La Riforma consente il superamento delle degenerazioni del parlamentarismo, determinando il passaggio da un sistema nato nel dopoguerra, che ha frenato di fatto i governi, ad un a democrazia finalmente governante. Inoltre, semplifica l’iter di formazione delle leggi con una data certa con una conseguente limitazione dell’abuso dei decreti legge. Con il Sì a queste riforme, Parlamento e Governo saranno più forti perché capaci di funzionare meglio: è la grande occasione politica per restituire potere e prestigio alle istituzioni democraticamente elette – potere esecutivo e legislativo – che oggi sono soccombenti rispetto ai poteri non eletti, in primo luogo media e magistratura. Il sì farà chiarezza definitamente tra l’interesse nazionale e il regionalismo responsabile con un riparto di competenze più efficace e chiaro e comporterà un significativo abbattimento dei costi della politica, con l’abolizione del Cnel e una significativa riduzione del numero dei senatori” così nel documento che illustra le ragioni del Sì al referendum, approvato oggi dalla direzione Ncd.

    ”La riforma e il referendum non riguardano la legge elettorale ma ciò nonostante il Nuovo Centrodestra ritiene che dopo il referendum sia necessario cambiare la legge elettorale perché in un sistema politico tripolare l’Italicum valorizza i perdenti che si uniscono contro i vincenti. Per questo, Ncd si rivolge anche a tutta l’area del centrodestra ed in particolar modo agli elettori di Forza Italia, partito che fino ieri ha votato la riforma contribuendo a scriverla e che oggi è sul fronte opposto. Siamo certi che molti elettori del centrodestra, a disagio rispetto a questo repentino ed ingiustificato cambio di fronte, condivideranno la nostra linea di coerenza, guardando come noi ed insieme a noi all’innovazione e al futuro” conclude il documento.

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    #Stabilità2016: Una legge per la crescita targata #AreaPopolare

    Ieri al Senato è stata approvata in via definitiva la legge di Stabilità. L’impegno e il lavoro dei nostri parlamentari è stato costante ed ha portato i suoi frutti. L’Italia, finalmente, ha imboccato la strada della crescita e le politiche messe in atto dal governo grazie a noi iniziano a dare i loro frutti.

    Scarica le slide sulla Legge di Stabilità

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