• segrcom

    Nunzia De Girolamo ha presentato un’interrogazione scritta sugli asili nido nella pubblica amministrazione

    Nunzia De Girolamo, ha presentato un’interrogazione scritta al ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sugli asili nido nella pubblica amministrazione. Nonostante infatti, il progetto Nidi PA sia partito alla fine del 2009, con un finanziamento di 7 milioni e 200mila euro, l’apertura di asili nido è in forte ritardo. Ad ostacolarla, l’intero procedimento autorizzativo particolarmente complesso ed articolato.

    Vai al testo dell’interrogazione:

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20809&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+|+%27CAMERA%27

  • Antonino Minardo

    Nino Minardo ha presentato un’interrogazione sulla chiusura del reparto di pediatria dell’Ospedale Maggiore di Modica

    Nino Minardo ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sulla chiusura del reparto di pediatria dell’Ospedale Maggiore di Modica, in provincia di Ragusa. La struttura pediatrica in questione, chiusa per mancanza di personale, è unica in un territorio molto vasto ed è stata gestita sin d’ora con grande professionalità dal personale medico e paramedico. Al ministro della Salute, per quanto di sua competenza, si chiedono iniziative urgenti per salvaguardare i livelli essenziali di assistenza.

    Vai al testo dell’interrogazione:

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=21026&stile=7&highLight=1&paroleContenute=

  • De Girolamo interrogazione al Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

    On. Nunzia De Girolamo

    al Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

    Per sapere;

    premesso che:

    –         alla fine del 2009 è stato avviato il progetto Nidi  PA per incrementare l’ offerta di nidi a disposizione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’ intesa tra il Ministro della pubblica amministrazione e l’ innovazione, il Ministro per le pari opportunità e il  Sottosegretario per le politiche per la famiglia. Il protocollo prevedeva “ l’attivazione di un insieme coordinato di azioni e di interventi volti a favorire la realizzazione, presso la pubblica amministrazione di tutti i livelli di governo, di nidi aziendali e di eventuali altri servizi socio-educativi per l’ infanzia, al fine di tutelare e favorire il lavoro femminile, anche nell’ ottica del progressivo innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici del settore pubblico;

    –         e’ stato, quindi, avviato un primo intervento che comprendeva a) il progetto pilota NIDI PA presso le sedi centrali e periferiche delle pubbliche amministrazioni nazionali finanziato con 18.000.000 euro dal Dipartimento per le politiche della famiglia; b) un intervento di sostegno dell’ avvio e della gestione dei servizi di nido, finanziato con 7.200.000 euro dal Dipartimento per le Pari Opportunità; c) un’ indagine conoscitiva , curata dal Formez e dal Dipartimento della Funzione pubblica sulla rete dei servizi educativi per la prima infanzia presso le pubbliche amministrazione italiane;

    –         quest’ ultima indagine, conclusasi nel marzo 2010, ha rilevato che i nidi aziendali, pur se presenti da anni all’ interno di alcune Amministrazioni centrali, hanno grande difficoltà a diffondersi. Essi assumono caratteristiche particolarmente interessanti quando riescono ad offrire un servizio mirato e flessibile, ovvero a strutturare un’ offerta che non sia solo aggiuntiva a quella istituzionale, ma che garantisca prestazioni  aggiuntive. E’ il caso, in particolare dei nidi delle aziende sanitarie ed ospedaliere dove  gli asili garantiscono ai genitori un orario personalizzato in linea con l’articolazione dell’ orario di lavoro. IL servizio appare, inoltre, limitato sia da condizioni oggettive, quali il progressivo aumento dell’età media dei dipendenti, sia da una relativa incapacità, da parte delle amministrazioni , di individuare le caratteristiche distintive che il servizio di nido dovrebbe assumere per cogliere pienamente le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. La ricerca ha inoltre evidenziato che alle spese di istituzione dei nidi aziendali hanno partecipato in maniera significativa soggetti diversi dall’ente stesso, talvolta anche privati.

    –         La stessa indagine ha rilevato che, a fronte dello stanziamento di 25 milioni di euro, solo il 4 per cento delle Amministrazioni ha aderito all’ iniziativa coinvolgendo unicamente 3.500 bambini. Le stesse amministrazioni hanno inoltre sottolineato che gli ostacoli maggiori per l’apertura di nidi aziendali sono stati individuati nella burocrazia connessa all’ intero procedimento autorizzativo. Inoltre, l’ indagine ribadisce come l’adesione da parte delle famiglie dei lavoratori pubblici al progetto NIDI PA dipenda dalle capacità di fornire un servizio modulato sulle esigenze specifiche legate all’ orario di lavoro e al contesto territoriale in cui è inserita l’ Amministrazione/Ente di riferimento;

    –         Diventa importante e fondamentale, quindi,  attivare investimenti al fine di favorire la costituzione di asili nido nella Pubblica amministrazione centrale e nelle sedi periferiche;

    –         L’ Italia è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Strategia di Lisbona, dove si fissano obiettivi per l’ occupazione femminile garantendo servizi come gli asili nido. L’ Unione europea ha chiesto più volte agli Stati membri di raggiungere l’ obiettivo di Lisbona, che prevede  negli asili nido un numero di posti equivalente a 33 ogni 100 bambini di età compresa tra 0 e 3 anni entro la fine del 2010;

    –         Il nostro Paese è, altresì, caratterizzato  da una bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro: il tasso di occupazione femminile è uno tra i più bassi in Europa. La disponibilità sul territorio degli asili nido è un fattore che incide molto su questo fenomeno. Infatti, spesso le giovani madri, a causa una scarsa offerta di servizi per l’ infanzia, sono costrette a rinunciare al posto di lavoro per prendersi cura dei figli;

    Quali iniziative intenda adottare ai fini della costruzione di asili nido all’ interno della Pubblica amministrazione;

    Se non sia necessario attuare quanto stabilito dalla Strategia di Lisbona;

    Se non ritenga opportuno snellire le procedure burocratiche per l’apertura di nidi aziendali.

  • Interpellanza presentata dall’On. Piso: alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Venerdì 30 maggio 2014

    INTERPELLANZA

    Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso
    che:
    la società Wpd Italia Offshore ha presentato un progetto per la realizzazione di un impianto
    eolico off-shore di fronte alla costa di Mattinata (Foggia), con una potenzialità complessiva
    originariamente di 342 megawatt da attuarsi mediante l’installazione di 95 pale, rimodulate poi a
    65 aerogeneratori, aventi ciascuno una potenza di 3,6 megawatt. L’area interessata, per la quale il
    proponente ha chiesto il rilascio della concessione demaniale, si trova a circa 10,5 chilometri dalla
    costa, si estende per una fascia di lunghezza compresa tra 13 e 14,7 chilometri, si sviluppa al largo
    per 6 chilometri e copre un’area di circa 77,15 chilometri quadrati su un perimetro di 40,23 chilometri;
    l’iter autorizzativo del progetto è partito nel 2008. Nonostante la contrarietà della regione
    Puglia, rimpianto ha ottenuto il via libera del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di quello
    dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che ha dato parere positivo alla valutazione di
    impatto ambientale (Via) Il diniego alla realizzazione è invece arrivato dal Ministero dei beni e delle
    attività culturali e del turismo;
    il contrasto tra i Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dei beni e delle
    attività culturali e del turismo ha portato il fascicolo all’attenzione del Consiglio dei ministri; tuttavia, la
    Presidenza del Consiglio già in passato si è negativamente espressa su progetti simili, uno dei quali
    localizzato nella stessa area del progetto sopra descritto;
    se l’impianto non dovesse effettivamente prendere il via, andrebbe perso un investimento di
    circa 800 milioni di euro, dei quali circa la metà con ricadute dirette in Italia in termini di occupazione,
    investimenti e infrastrutture; fatto ancora più grave la società tedesca Wpd, che è uno dei colossi
    dell’offshore mondiale, si concentrerebbe in altre aree geografiche, abbandonando l’Italia –:
    se non ritenga opportuno valutare con attenzione le ricadute economiche negative che
    potrebbero derivare al nostro Paese, nel caso in cui l’impianto eolico offshore, descritto in premessa,
    avesse parere negativo.

    On. Vincenzo Piso

  • Pizzolante: Al Ministro del lavoro

    Roma, 26.03.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

    Per sapere, premesso che:

    • sono circa 80.000 le lavoratrici e i lavoratori italiani che ogni giorno attraversano i confini nazionali per prestare la loro attività lavorativa all’estero con il permesso di frontalieri;

    • nonostante la rilevanza del fenomeno, il nostro Paese non dispone di una specifica disciplina legislativa in grado di riconoscere pienamente il valore e l’importanza del lavoro frontaliero per il contesto economico e sociale delle aree territoriali ove è presente;

    • i provvedimenti del Governo adottati negli ultimi anni hanno ignorato la specificità dello status di lavoratore frontaliere; a titolo esemplificativo si sono verificate controversie in ordine al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione; non è risolta in via definitiva la questione dell’esenzione per i redditi di lavoro dipendente prodotti all’estero in zone di frontiera; a tale problema si è provveduto con misure temporanee, da ultimo con una disposizione apposita nella legge di stabilità 2014, pur permanendo problematiche relative alla previdenza;

    • inoltre, con riferimento a San Marino, il Protocollo sulla doppia imposizione sottoscritto a Roma il 13 giugno 2012 e ratificato con legge 19 luglio 2013, n.88 prevede che con legge ordinaria del Parlamento italiano si risolva in maniera definitiva la questione del trattamento fiscale e previdenziale dei lavoratori frontalieri; sul punto esistono proposte depositate in Parlamento -:

    se, in attesa di pervenire al più presto all’approvazione di uno Statuto dei lavoratori frontalieri (presumibilmente mediante l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle associazioni sindacali e dei lavoratori dei territori di confine – impegno assunto dal Governo a seguito dell’approvazione presso questa Camera il 22 ottobre 2013, della mozione Braga, Pizzolante, Antimo Cesaro, Kronbichler, Plangger ed altri n.1-00013), non ritenga opportuno dare seguito a quanto previsto dal Protocollo con San Marino ratificato con la legge 19 luglio 2013, n.88, presentando al Parlamento le proprie proposte in materia di trattamento fiscale e previdenziale dei lavoratori frontalieri.

    on. Sergio Pizzolante

  • Bianchi, Tancredi: Al Ministro dell’ambiente

    Roma, 11.03.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

    Per sapere, premesso che:

    • come evidenziato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti della XVI legislatura, nel documento «Relazione sulle bonifiche dei siti contaminati in Italia: i ritardi nell’attuazione degli interventi e i profili di illegalità» e dal dossier di Legambiente «Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà ?», presentato a Roma il 28 gennaio 2014, gli interventi di messa in sicurezza e bonifica dei siti di interesse nazionale in Italia stentano a procedere per mancanza di risorse e di coordinamento tra enti di controllo locali e nazionali, in particolar modo per quanto concerne lo stato del processo di bonifica del sito di interesse nazionale di Crotone;

    • allo stesso tempo, come mostrano le recenti inchieste giudiziarie che hanno visto il coinvolgimento di soggetti privati, ma anche di funzionari pubblici in ruoli apicali del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, aumentano gli episodi di corruzione e l’interesse delle associazioni criminali nella gestione delle attività di bonifica;

    • alla mancata bonifica dei siti di interesse nazionale sono connesse anche gravi problematiche sanitarie come ha mostrato lo studio Sentieri, effettuato dall’Istituto superiore di sanità -:

    in che modo il Ministro interrogato intenda dare impulso, in particolar modo sotto il profilo finanziario e organizzativo, al programma di bonifica dei siti di interesse nazionale, con particolare riferimento al sito di interesse nazionale ex Pertusola di Crotone, specificando quale sia la strategia del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per riorganizzare e potenziare il sistema dei controlli pubblici nel campo delle bonifiche ed evitare sovrapposizioni di competenze tra enti di controllo che, di fatto, a parere dell’interrogante finiscono per paralizzare le attività.

    on. Dorina Bianchi

    on. Paolo Tancredi

  • Bianchi, Roccella, Calabrò, Leone: Al Ministro della Salute

    Roma, 11.02.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro della Salute.

    Per sapere, premesso che:

    • l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), sin dal febbraio 2013, sta conducendo una indagine per accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza esistente tra le società dei gruppi Roche, produttrici del farmaco Avastin, e Novartis, produttrici del farmaco Lucentis; entrambi detti farmaci rappresentano trattamenti per la maculopatia, malattia degenerativa della retina;

    • la Società Oftalmologica Italiana (SOI), attraverso svariati comunicati diffusi dai media, ha segnalato l’esistenza di un cartello tra i gruppi Roche e Novartis per impedire l’uso sul mercato dell’Avastin, a favore del Lucentis; dagli stessi comunicati emerge l’equivalenza sia in termini di sicurezza, che di efficacia terapeutica dei due farmaci, nonché viene resa nota la rilevante differenza di costo esistente; in particolare, la SOI segnala che Avastin costa 60 volte meno del Lucentis: una iniezione al mese di Lucentis costerebbe 1.000 euro, rispetto ai 15 euro di Avastin;

    • la medesima Società ha pubblicamente chiesto che il farmaco Avastin sia reinserito nell’elenco dei farmaci previsto dalla legge n. 648 del 1996, affinché ne sia consentita l’erogazione a totale carico del SSN, come avviene per i farmaci di cui al predetto elenco, impiegati anche per una indicazione diversa da quella autorizzata;

    • il rappresentante del Governo, nella seduta del 27 novembre 2013, rispondendo ad una interrogazione orale in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha comunicato che, con decisione del 18 ottobre 2012, l’AIFA ha escluso l’Avastin dall’elenco dei farmaci rimborsabili ai sensi della legge n. 648 del 1996, in quanto porrebbe problematiche sotto il profilo della sicurezza dei pazienti -:

    se il Ministro interrogato, al fine di garantire effettività delle cure e, nel contempo, ridurre i costi a carico del SSN, non intenda adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria per verificare la sussistenza dei presupposti per il reinserimento del farmaco Avastin nell’elenco di cui alla legge n. 648 del 1996.

    on. Dorina Bianchi

    on. Eugenia Roccella

    on. Raffaele Calabrò

    on. Antonio Leone

  • Bianchi, Piso, Garofalo: Al Ministro delle infrastrutture

    Roma, 04.02.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

    Per sapere, premesso che:

    • il trasporto aereo svolge un ruolo fondamentale per l’integrazione e la competitività del Paese, nonché per la sua interazione con l’Europa ed il resto del mondo. In tale contesto si inserisce la forte attenzione dell’opinione pubblica, dei media e del mondo politico per la vicenda Alitalia, i piani industriali di sviluppo prospettati, le alleanze internazionali possibili;

    • il venir meno di tale realtà imprenditoriale provocherebbe pesanti ripercussioni in termini di occupazione e di sviluppo sugli scali aeroportuali ed in particolare sull’hub di Fiumicino, principale scalo italiano;

    • in queste ultime settimane la trattative fra Alitalia e la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, Etihad, sembra essere giunta ad una svolta;

    • la stampa parla di un investimento di almeno 300 mln di euro, fino alla acquisizione del 49% di Alitalia. L’ingresso della Compagnia aerea Etihad nel capitale sociale di Alitalia è stato uno dei temi di cui il Presidente del Consiglio Letta ha parlato nei suoi incontri con le autorità politiche degli Emirati;

    • nonostante questi avvenimenti, perseguiti con decisione dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, permangono perplessità e preoccupazioni in alcuni settori dell’opinione pubblica, anche nel nostro paese. Tali perplessità hanno origine da una storia non breve che ha visto spesso lo Stato italiano nella veste di ripianatore delle perdite di gestioni inefficienti;

    • oggi il rapporto fra Stato e compagnia di bandiera ha caratteristiche profondamente diverse, ma permane l’esigenza di alcuni chiarimenti;

    • sarebbe, infatti necessario in primo luogo, chiarire quali effetti occupazionali possa avere l’eventuale accordo con la compagnia araba;

    • inoltre, pare opportuno che il Governo informi il Parlamento sulla sua posizione in merito alla dura reazione della Compagnia aerea Lufthansa che denuncia, nel comportamento del nostro Esecutivo nell’intera vicenda Alitalia, una forma mascherata di aiuto di Stato;

    • medesima informazione al Parlamento dovrebbe essere fatta su quali conseguenze potrà avere l’eventuale raggiungimento dell’accordo Alitalia-Etihad sulla partnership di Alitalia con Air France-KLM -:

    se il ministro interrogato ritenga che possano sussistere effetti per il trasporto aereo italiano – e di che natura – in seguito a una eventuale conclusione positiva dell’accordo, sia in termini di livello di interconnessione e di efficienza della rete aeroportuale, che di incremento della domanda turistica.

    on. Dorina Bianchi

    on. Vincenzo Piso

    on. Vincenzo Garofalo

  • Minardo, Saltamartini, Bernardo: al Ministro dello sviluppo economico

    Roma, 21.01.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro dello sviluppo economico.

    Per sapere, premesso che:

    • la ricerca applicata rappresenta il ponte tra la ricerca di base e quella industriale e ha lo scopo di verificare le implicazioni produttive delle scoperte che provengono dalla ricerca di base nei diversi settori sociali e industriali. a comunicazione efficiente tra ricerca di base e ricerca applicata è essenziale per la rapida applicazione delle nuove scoperte scientifiche;

    • l’Italia è particolarmente debole proprio nella fase finale, quella dello sviluppo di prodotto e di processo e l’attuale assetto della ricerca italiana incontra crescenti difficoltà ad adeguarsi ai ritmi dell’innovazione e alle nuove mo alità di trasferimento tecnologico imposto dalla globalizzazione; è improcrastinabile la necessità di riorganizzare il sistema nel suo complesso a partire dagli enti pubblici, dando impulso alla collaborazione con il mondo produttivo na ionale;

    • l’articolo 3 del decreto legge n.145 del 2013 (destinazione Italia) prevede un credito di imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo; la legge di stabilità ha introdotto un credito d’imposta per le im rese e le reti di impresa che investono direttamente in ricerca e sviluppo e affidano tale attività a università ed enti di ricerca; nell’ambito dell’industrial compact che sarà a breve presentato dall’Unione europea per rilanciare l’ec nomia e la produttività degli Stati è presente il Programma “Orizzonte 2020” volto a promuovere ricerca e innovazione, con una dotazione di 100 miliardi da qui al 2020 -:

    • quali siano i tempi di emanazione del decreto applicativo credito d’imposta per le imprese e le reti di impresa che investono direttamente in ricerca e sviluppo e come intende coordinare e ottimizzare l’utilizzo dei diversi finanziament di fonte nazionale e comunitaria, destinati alla ricerca applicata.

    on. Dorina Bianchi

    on. Antonino Minardo

    on. Barbara Saltamartini

    on. Maurizio Bernardo

  • Costa: Interrogazione Al Ministro della Giustizia

    Roma, 14.01.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro della Giustizia.

    Per sapere, premesso che:

    • con la finalità di realizzare risparmi di spesa ed incremento di efficienza, l’articolo 1, della legge n. 148 del 2011, ha delegato il Governo a rivedere la geografia giudiziaria in modo da realizzare un riduzione complessiva degli uffici giudiziari presenti sul territorio del nostro Paese;

    • in esercizio della delega, il Governo ha adottato due distinti decreti-legislativi concernenti rispettivamente: la nuova distribuzione degli uffici del giudice di pace e la nuova organizzazione sul territorio degli uffici di tribunale e del pubblico ministero;

    • la revisione delle circoscrizioni giudiziarie sta provocando disagi organizzativi e determinando forti problematiche in ordine al buon funzionamento degli uffici;

    • è necessario, quindi, prestare sollecita attenzione al monitoraggio degli effetti dei primi mesi di applicazione della riforma e proporre soluzioni organizzative e normative per superare le eventuali criticità presenti nelle disposizioni approvate attraverso decreti legislativi correttivi -:

    se il Governo ritenga di predisporre atti normativi previsti dalla legge delega alla luce del monitoraggio effettuato e delle criticità emerse nei primi mesi di applicazione della riforma.

    On. Enrico Costa