• VOUCHER32017-04-06-PHOTO-00004866

    Lavoro intermittente, mini Jobs e bonus famiglia – La proposta di #AP

    Ampliamento delle possibilità di utilizzo del lavoro intermittente; introduzione di un nuovo istituto denominato ‘Lavoro ad orario ridotto’; nuova regolamentazione del lavoro occasionale, limitata nella portata applicativa e con maggiori tutele per i lavoratori. Sono questi i cardini della proposta di legge di Alternativa Popolare, depositata ieri a Montecitorio, che mira a colmare il vuoto normativo nato dopo l’eliminazione dei voucher.

    In particolare, l’articolo 1 del provvedimento, stabilisce che il contratto di lavoro intermittente è il contratto, anche a tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può “utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo “. La norma si applica a tutti i settori economici e viene soppressa la limitazione per età precedentemente prevista ( era limitata ai soggetti con meno di 25 anni di età o con più di 55 anni). In ogni caso, con l’eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo, il ricorso ad esso è ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari, superato il quale il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.
    L’articolo 2 prevede l’introduzione del lavoro a orario ridotto, sul modello dei ‘mini jobs’ in uso in Germania. Diversamente dall’istituto del lavoro intermittente, nel quale il lavoratore da la sua disponibilità e attende la chiamata, nel lavoro ad orario ridotto il lavoratore concorda, con un datore di lavoro, l’utilizzo della sua prestazione lavorativa in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. I limiti posti sono: un periodo massimo di lavoro complessivamente non superiore a 70 giornate nell’arco di un anno e per un monte di ore non superiore a 500, anche variamente distribuite tra le giornate lavorative. In caso di superamento del predetto periodo di 70 giorni il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Il costo orario della prestazione di lavoro a orario ridotto è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro. Il contratto di lavoro a orario ridotto non può dar luogo, per il lavoratore a compensi superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile. Di conseguenza la prestazione di lavoro del contratto di lavoro a orario ridotto è esente da imposizione sul reddito delle persone fisiche. Tuttavia il datore di lavoro provvede al versamento per conto del lavoratore dei contributi previdenziali all’INPS, in misura pari al 13 per cento del costo orario e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Di conseguenza il lavoratore ha diritto alle garanzie sociali in caso di malattia e infortunio.
    Con l’articolo 3 infine si riprendono le tematiche del ‘lavoro occasionale’. Il nuovo istituto si applica alle attività lavorative saltuarie rese a favore di famiglie (lavori domestici, baby sitting, assistenza domiciliare temporanea, insegnamento privato supplementare, lavori di giardinaggio e di manutenzione) e a favore di associazioni di volontariato o a committenti non imprenditori per la realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli, o destinate allo sviluppo del turismo locale. O per interventi in caso di calamità naturali Le attività lavorative di natura occasionale, non possono dar luogo a compensi non superiori a 7.500 euro nel corso di un anno civile e di 2.000 euro relativamente alle attività lavorative svolte a favore di un singolo committente.
    Per usufruire delle prestazioni i committenti acquistano attraverso modalità telematiche o presso le rivendite autorizzate uno o più pacchetti di coupon lavoro orari, numerati progressivamente e datati, per prestazioni di lavoro occasionale. Al fine di evitare abusi i dati identificativi degli acquirenti e il numero dei coupon acquistati sono trasmessi, dai soggetti presso i quali è stato effettuato l’acquisto a una banca dati, nella quale confluiscono anche i dati sull’uso dei coupon. L’incrocio dei dati, assieme all’altra previsione che I coupon lavoro non possono essere ceduti a terzi, consente di ridurre fortemente i possibili abusi. Il valore nominale dei coupon lavoro orari è fissato con decreto del Ministro del lavoro tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative , in attesa del quale il costo orario è fissato in 12 euro.
    I coupon lavoro sono esenti da imposizione fiscale e il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i coupon lavoro orari, effettuando il versamento per suo conto dei contributi previdenziali all’INPS, , in misura pari al 13 per cento del valore nominale del coupon lavoro e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL, in misura pari al 7 per cento. Quanto alle sanzioni, nei casi in cui venga accertato l’improprio utilizzo del buono lavoro, sia da parte della committenza, che dei lavoratori, ferme restando le conseguenze penalmente rilevanti in caso di false dichiarazioni, il superamento dei limiti quantitativi e qualitativi di utilizzo di tali forme di lavoro, determina l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 600 ad euro 3.600. E’ prevista inoltre la trasformazione del rapporto in un rapporto di lavoro di natura subordinata a tempo indeterminato, qualora le prestazioni rese risultino funzionali all’attività di impresa o professionale.

    Scarica la nostra proposta: Pdl Ap lavoro occasionale

    VOUCHER12017-04-06-PHOTO-00004911

    VOUCHER22017-04-06-PHOTO-00004912

    VOUCHER32017-04-06-PHOTO-00004913

    VOUCHER42017-04-06-PHOTO-00004914

     

     

     

     

     

  • WhatsApp Image 2017-02-28 at 15.20.57

    #leggeelettorale, Italicum a Senato e premio a coalizione – La proposta di #AP

    (ANSA) – ROMA, 28 FEB – Attribuire il premio di governabilità alla coalizione e non alla lista che supera il 40% e mantenere la soglia di sbarramento al 3%; trasferire questo sistema anche al Senato cosi’ da omogeneizzare i due sistemi, come ha chiesto la Corte Costituzionale. E’ quanto prevede la proposta di legge di Ap, presentata in una conferenza stampa dai capigruppo Maurizio Lupi e Laura Bianconi, nonché da Dore Misuraca e Giampiero D’Alia.

    Secondo Lupi la previsione della coalizione e la soglia di sbarramento al 3% sono “elementi comuni” alle proposte di legge di diversi gruppi. “Se nessuno fa melina – ha aggiunto – la Camera ragionevolmente in due mesi può approvare la legge”.

    La proposta vuole “omogeneizzare” i sistemi di Camera e Senato, come hanno sollecitato il presidente della Repubblica e la Sentenza 35/2017 della Consulta. Per quanto riguarda il sistema della Camera viene modificato innanzi tutto l’attribuzione del premio per chi supera il 40%: non più alla lista ma alla coalizione. La soglia per le coalizioni e’ dell’8% mentre quella per il singolo partito che corre da solo o nella coalizione e’ del 3%. Si risponde poi alla richiesta della Corte di trovare un criterio automatico di attribuzione del seggio in caso di multicandidatura nel ruolo di capolista: l’elezione scatta nel collegio dove e’ più basso il rapporto tra i voti presi dal partito e i voti validi complessivi”. La proposta introduce poi la possibilità di candidarsi in piu’ collegi anche per i candidati che corrono per le preferenze. Queste ultime salgono da due a tre, con l’obbligo che siano di genere diverso, pena la nullita’ della seconda e terza preferenza.

    Ap propone quindi di trasportare questo sistema anche al Senato. L’unica differenza e’ che in caso di superamento del 40% il premio di governabilità sarebbe “ponderato” su base regionale, cosi’ come chiedeva la sentenza 1/2014 della Corte. La proposta affronta anche il caso in cui la soglia venga superata da due diverse coalizioni o partiti nei due rami del Parlamento: in tal caso non scatterebbe il premio, che invece verrebbe attribuito nel caso in cui il 40% venisse superato in un solo ramo del Parlamento. “Lo scenario politico – ha osservato D’Alia – e’ incerto, in una fase di composizione e ricomposizione. Occorre allora una legge priva di divieti o con delle camicie di forza. Il nostro sistema e’ neutro, e lascia spazio alle scelte politiche” per dar vita o meno a coalizioni. Quanto alle scelte di Ap, Lupi ha spiegato che “occorre ricostruire una proposta politica di centro, o liberal popolare o moderata; di certo – ha aggiunto – non ci alleeremo mai con la destra lepenista. Con il sistema elettorale in vigore, che impone la lista, cercheremo di dar vista ad una lista insieme alle forze liberal-popolari”.

    Scarica la Pdl Legge elettorale AP

  • periferie

    Lupi propone commissione parlamentare di inchiesta su sicurezza e degrado

    “Oggi, con l’onorevole Andrea Causin, il gruppo dei deputati di Area popolare si è trasferito idealmente in  una periferia milanese, Gratosoglio, proprio per riportare la periferia al centro sia della vita delle città, sia dell’azione politica, nazionale e locale. Come Area popolare abbiamo un’idea sulla riqualificazione delle periferie, che troppo spesso sono associate soltanto al degrado, e abbiamo deciso di lanciarla proprio da una periferia. Noi intendiamo invertire la rotta e vogliamo farlo dando vita a una commissione parlamentare d’inchiesta che coinvolga esperti, sociologi, operatori e possa quindi mettere a disposizione del legislatore dati concreti su cui poter lavorare. Dobbiamo partire da dati oggettivi affinché l’azione legislativa abbia maggiore efficacia”. Così Maurizio Lupi capogruppo di Area popolare e leader di Milano popolare, nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge “Periferie al Centro” che chiede l’istituzione di una commissione monocamerale di inchiesta “sullo stato della sicurezza e del degrado delle città italiane e delle loro periferie”.

  • DE GIROLAMO e DORINA BIANCHI: Proposta di legge

    “Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, in materia di pagamenti delle pubbliche amministrazioni e di compensazione dei crediti, nonché disposizioni concernenti la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese” (2318)