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    #IusSoli, Lupi: no condizioni per fare buona legge. #Pd ne prenda atto

    “La nostra posizione è chiara da sempre e siamo lieti che Gentiloni ne avesse già preso atto a suo tempo evitando qualsiasi tipo di forzatura e non permettendo che su un tema così delicato, che non fa parte dell’accordo di programma del Governo, venisse messa la fiducia. I nostri ministri in Cdm e in Aula non l’avrebbero approvata”. Così Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare nel corso di una diretta Facebook. “Il Governo – spiega Lupi – non può essere messo sotto scacco dalle discussioni interne al PD e lo Ius soli non può essere trasformato in motivo di scontro fra tifoserie, un fiore all’occhiello di una parte per dire che è stato conquistato un diritto civile e dell’altra per dire che ha bloccato l’invasione del Paese. Se non ci sono condizioni per fare una buona legge, non si fa. E di questo ne dovrà prendere atto anche il Pd a meno che non voglia, a pochi mesi dalla fine della legislatura, trasformare il Senato in un’arena. Il Senato – prosegue Lupi – ha ben altre priorità, a partire dalla legge di Bilancio con la quale sarà impegnato almeno fino a metà novembre”.

  • lupi3images

    Lupi: no alla fiducia su #IusSoli. Non sia bandierina politica per tifoserie

    Su una legge così importante non si può fare una forzatura inutile come l’introduzione della fiducia, a meno di non voler trasformare, a fine legislatura, il Senato in un’arena facendo di un importante provvedimento una bandierina politica che le varie tifoserie possono sventolare in campagna elettorale. Noi non ci stiamo e ribadiamo che i ministri AP non voteranno la fiducia e chiediamo modifiche importanti al Senato, affinchè si arrivi a uno Ius culturae che è cosa ben diversa dallo Ius soli“. Così Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera, ospite di Agorà.
  • Sergio Pizzolante

    Pizzolante: #DeBortoli su Di Maio e Salvini? L’errore storico, che si ripete, di certa borghesia lombarda

    “L’errore storico, che si ripete, di certa borghesia lombarda. Sul Corriere della Sera di oggi, Ferruccio De Bortoli, di solito osservatore molto attento, compie un errore nel valutare le performance neo moderate, a Cernobbio, di Di Maio e Salvini. Gli interlocutori dei due avrebbero tirato un sospiro di sollievo secondo De Bortoli. Quindi si dà credito, dal principale giornale italiano, al Di Maio non populista. Grande errore. Come ha detto Vargas Llosa, la principale caratteristica dei populisti è dire le bugie. O dire alla platea che hanno di fronte, esattamente quello che vuol sentirsi dire. Per poi cambiare come cambia il vento, come prevede l’algoritmo. Come ha spiegato in un bel saggio, La rabbia e l’algoritmo, Giuliano Da Empoli. E non vale nemmeno sostenere che è una caratteristica della politica italiana, dire una cosa e farne un’altra. Gli americani hanno eletto Trump, che in questo si sta rivelando un maestro. No, la storia ritorna, purtroppo. Il Corriere ha iniziato con la Casta di Stella e Rizzo, come dopo il 1911 quando il Corriere di Albertini avviò un feroce antiparlamentarismo, per arrivare alla legittimazione oggi del grillismo o del leghismo peggiore, come del fascismo primordiale ieri. Allora Albertini se ne accorse troppo tardi. Oggi speriamo nel direttore Fontana e in editorialisti molto più consapevoli come Panebianco”. E’ quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare Sergio Pizzolante.

  • F35 f16a5972-7b7d-11e7-8e8c-39c623892090

    #F35, ALLI: DA #CORTECONTI GIUDIZIO AMPIAMENTE POSITIVO. NECESSARIO LEGGERLO TUTTO

    Dal rapporto della Corte dei Conti sul programma Joint Strike Fighter (JSF), che ha per oggetto la produzione dei velivoli F-35, emergono ragioni inequivocabili per un giudizio largamente positivo sulla prosecuzione del programma da parte del nostro Paese. Considerazioni molto puntuali e ineccepibili, che dovrebbero chiarire definitivamente le idee a chi, anche in Parlamento, ha spesso parlato di progetto tecnologicamente inadeguato e di scelta economicamente non giustificata. È auspicabile che i nostri ottimi giornalisti e molti colleghi parlamentari abbiano la pazienza di leggerlo per intero”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri, in una lettera pubblicata sul sito Formiche.net.
    “Nel suo documento – spiega Alli – la Corte dei Conti anzitutto evidenzia il fatto che, sul piano economico, nonostante i tagli fatti nel 2012 e nel 2016, l’investimento rimane in grado di generare per la nostra industria notevoli benefici in termini di occupazione e di introiti, mentre i tagli, anziché generare un risparmio, rischiano di ridurre le opportunità per il Paese. Ma, soprattutto, mette in evidenza due aspetti chiave: la vastità dell’intero progetto che, dice la Corte, “evidenzia la sua rilevanza nel tempo e la sostanziale sterilizzazione di possibili programmi analoghi”. Come a dire che non esistono oggi nel mondo programmi alternativi altrettanto validi. Il secondo aspetto sottolineato è quello dell’altissimo livello della tecnologia impiegata, a proposito del quale la Corte parla letteralmente di “possibilità di fruire di un livello tecnologico non disponibile attualmente nel Paese”. In altri termini, uscire dal progetto significherebbe restare indietro nel campo delle tecnologie aerospaziali rispetto a molti altri Paesi. Sono queste due considerazioni assolutamente fondamentali che confermano la bontà della partecipazione italiana al programma”.
  • alliimmagini.quotidiano.net

    #LIBIA, ALLI: #HAFTAR? DIPENDE DA AL-SISI. NECESSARIO RICUCIRE CON #EGITTO

    “Le parole e le minacce del generale Haftar, confermate al Corriere della Sera, dimostrano che è necessario ricucire i rapporti tra l’Egitto e l’Italia, che, senza dimenticare il caso Regni, deve avere nuovamente un ambasciatore a Il Cairo. Ne va della nostra possibilità di continuare a giocare un ruolo internazionale nel Mediterraneo”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E spiega: “L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi, al-Sisi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Questo significa che Haftar si muove solo con in accordo con al-Sisi, e le sue parole di oggi sembrano scritte sotto dettatura. Né si possono escludere influenze francesi in queste posizioni anti italiane”.

  • commAffariCostituzionaliindex

    Le nostre proposte emendative al testo sulla cittadinanza – Senato

    gli emendamenti di Ap in commissione Senato sulla cittadinanza

    1.7325

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Al comma 1, lettera a), capoverso «b-bis)», aggiungere, in fine, le seguenti parole: «L’acquisizione della cittadinanza è subordinata ad un effettivo grado di integrazione sociale ed al rispetto, anche in ambito familiare, delle leggi dello Stato e dei principi fondamentali della Costituzione, da verificare secondo le modalità stabilite da un regolamento del Ministero dell’Interno da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge».

     

    1.7326

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, lettera a), capoverso «b-bis)», aggiungere, in fine, le seguenti parole: «L’acquisizione della cittadinanza italiana è subordinata alla verifica dei seguenti requisiti:

    1. a)buona conoscenza della lingua italiana, scritta parlata;
    2. b)conoscenza della storia italiana;
    3. c)conoscenza della Costituzione italiana;
    4. d)frequentazione di un corso della durata di almeno dodici mesi, finalizzato all’approfondimento della conoscenza di cui alle lettere a)b) e c)».

     

    1.7327

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Al comma 1, lettera a), capoverso «b-bis)», aggiungere, in fine, le seguenti parole: «L’acquisizione della cittadinanza italiana è subordinata al rispetto degli obblighi fiscali e all’assenza di carichi pendenti».

     

    1.7639

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, lettera d), capoverso 2-bis, sostituire le parole da: «del dodicesimo anno» fino alla fine del capoverso con le seguenti: «dell’ottavo anno di età e che ha assolto il ciclo scolastico dell’obbligo acquista la cittadinanza italiana al compimento della maggiore età. La cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale legalmente residenti in Italia, all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza, da annotare nel registro dello stato civile. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza».

     

    1.7669

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Al comma 1, lettera e), capoverso lettera f-bis), sostituire le parole: «un ciclo scolastico», con le seguenti: «con profitto un intero ciclo scolastico».

     

    1.7680

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Al comma 1, dopo la lettera f), inserire la seguente:

    «c) dopo l’articolo 9-bis è inserito il seguente:

    ”Art. 9-bis.01. – 1. I procedimenti di cui alla presente legge si concludono nel termine perentorio di due anni dalla data di presentazione dell’istanza. Si applica l’articolo 2, comma 9, della legge 7 agosto 1990, n. 241.”».

     

    1.7693

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Al comma 1, lettera h), capoverso «Art. 23-bis.», comma 2, sostituire l’ultimo periodo con il seguente: «Eventuali periodi di cancellazione anagrafica pregiudicano la qualità di residente legale».

     

    1.7696

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, lettera h), capoverso «Art. 23-bis.», comma 3, sostituire le parole: «novanta giorni per anno» con le seguenti: «sessanta giorni per anno».

     

    1.7699

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, lettera h), capoverso «Art. 23-bis», comma 3, sostituire le parole: «l’assenza dal territorio della Repubblica non può essere superiore a sei mesi consecutivi» con le seguenti: «L’assenza dal territorio della Repubblica non può essere superiore a quattro mesi consecutivi».

     

    1.7705

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, lettera h), capoverso «Art. 23-ter, comma 1, sopprimere le seguenti parole: «e una giornata dedicata alla ufficializzazione dei nuovi cittadini».

     

    1.0.1

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Dopo l’articolo, inserire il seguente:

    «Art. 1-bis.

    1. L’acquisizione della cittadinanza italiana acquista efficacia con la prestazione del giuramento, che avviene nella sede della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo competente per territorio, in base alla residenza dell’istante.
    2. L’interessato presta giuramento pronunciando la seguente formula: ”Giuro di essere fedele alla Repubblica ltaliana, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, riconoscendo la pari dignità sociale di tutte le persone”.».

     

    1.0.2

    TORRISIMANCUSOMARINELLO

    Dopo l’articolo, inserire il seguente:

    «Art. 1-bis.

    1. Precludono l’attribuzione della cittadinanza italiana:
    2. a)la condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale;
    3. b)la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione;
    4. c)la condanna per un reato non politico a una pena detentiva superiore a un anno da parte di un’autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italla;
    5. d)la dichiarazione di delinquenza abituale;
    6. e)la condanna per uno dei crimini o delle violazioni previsti dallo statuto del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, firmato a New York il 25 maggie 1993, o dallo statuto del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, firmato a New York l’8 novembre 1994, o dallo statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato a Roma il 17 luglio 1998, reso esecutivo dalla legge 12 luglio 1999, n. 232.»

     

    4.3

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Al comma 1, sostituire le parole: «negli ultimi cinque anni» con le seguenti: «negli ultimi dieci anni».

     

    4.6

    MARINELLOTORRISIMANCUSO

    Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

    «3-bis. Colui che acquisisce la cittadinanza ai sensi dei commi 1 e 2, perde la cittadinanza acquisita se, per un periodo superiore a due anni consecutivi, risiede all’estero e non può esibire atti di proprietà, o contratti di affitto, o utenze, o conti correnti bancari o dichiarazioni dei redditi che attestino la persistenza di suoi interessi economici nel territorio nazionale».

  • PizzolanteImagoeconomica_644512

    PIZZOLANTE: #FRANCESCHINI ENNESIMO NUOVO BERSAGLIO DI #RENZI

    “Quindi il mirino di Renzi ha un nuovo bersaglio. Rifacciamo i conti: D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando, Alfano e oggi Franceschini. Si può governare un partito e aspirare a rigovernare il Paese così?
    Franceschini gli ha ricordato una cosa semplice: ” da soli non si vince e gli alleati minori vanno aiutati a tornare in parlamento non il contrario. È quello che faceva la DC, anche quando aveva più del 40%.” Così fanno i grandi partiti.
    Anche il PCI e poi il Pds coltivavano buone relazioni con gli alleati minori. È l’abc della politica.
    Per Renzi no. Vede il pericolo M5S e la crescita dei populismi, ma la sua principale attività è quella di far fuori gli alleati interni ed esterni. È come se De Gasperi, di fronte alla minaccia del frontismo, si fosse impegnato a cacciare Saragat dal Parlamento! È come se Fanfani, di fronte alla grande crescita del PCI, fosse interessato solo a punire Malagodi e La Malfa!
    Boh… ” così in una nota Sergio Pizzolante, componente la segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
  • marottaimage

    #CodiceAntimafia, Marotta: #Ap alla Camera aveva già sollevato perplessità

    Per quanto riguarda le perplessità sull’estensione delle misure di prevenzione anche per i reati attinenti alla P.A., nell’ambito del ddl sul codice antimafia, il gruppo di Alternativa popolare alla Camera dei Deputati ha ben chiaro quali siano i limiti di questa norma. Tant’è che, durante il passaggio a Montecitorio, avevamo già sollevato vigorosamente la questione in tutte le sedi parlamentari opportune, non solo nel corso dell’iter in commissione ma anche in Aula, inclusa la dichiarazione di voto finale sul provvedimento. In quell’occasione, entrando nel merito della questione e intervenendo a nome del gruppo, ho esplicitamente affermato in Aula: “Noi condividiamo l’impalcatura del provvedimento, però, attenzione, perché, quando ci muoviamo nei confronti della pubblica amministrazione forse il momento iniziale non può essere solamente quello in cui siamo raggiunti da un avviso di garanzia, ma deve esserci qualche cosa in più per poter consentire che nei confronti di questo soggetto si sviluppino le misure di prevenzione personale o patrimoniale”. Quindi, in sostanza, relativamente a questa fattispecie di reato per noi non è sufficiente un sospetto, ma c’è bisogno di qualcosa in più, di concreto, ad esempio una sentenza, che possa giustificare una misura patrimoniale. La nostra battaglia in merito è stata forte e cristallina, avevamo infatti già sostenuto che si doveva perseguire una strada diversa. Cercheremo, nel passaggio alla Camera, di far valere nuovamente le nostre ragioni. Però, come ben sanno tutti i parlamentari, una cosa sono i numeri a Montecitorio, dove il Pd da solo ha la maggioranza assoluta, e un’altra cosa è il Senato, dove i numeri e il peso dei gruppi parlamentari sono ben diversi”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

  • marotta

    #Professionisti, Marotta: Su #equocompenso #Pd batta un colpo

    Sulla legge sull’equo compenso credo sia arrivato il momento di dare un segnale. E’ inammissibile che da mesi continuiamo a dibattere senza un riscontro concreto, tra le legittime proteste degli ordini professionali di cui abbiamo sostenuto la manifestazione lo scorso maggio. Lo stesso ministro Orlando nelle ultime settimane ha più volte affrontato il tema, ricordando il suo ddl presentato in Cdm ma non ancora discusso. Un disegno di legge che intende porre rimedio agli squilibri nei rapporti contrattuali tra professionisti e clienti ‘forti’. Lo stesso Guardasigilli ha provato a sensibilizzare il proprio partito di riferimento, il Pd, nonché partito di maggioranza relativa. E allora perché non si muove foglia? E’ quanto chiederemo domani al ministro nel corso del question time alla Camera”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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    #Tlc, Garofalo: Su #fibra l’obiettivo è il servizio, ma senza nuovi monopoli

    Sulla questione open fibra, cioè sulla copertura totale del territorio con un servizio di qualità per le comunicazioni, e sulla polemica che coinvolge Enel, Cdp e Telecom, l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno è di uno scontro pubblico-privato. Da questo punto di vista ci sembrano fuori luogo i toni usati dal sottosegretario Giacomelli nell’intervista a Repubblica. A noi interessa che ci sia un servizio qualificato in tutto il territorio nazionale, e le infrastrutture digitali sono ormai strategiche per l’Italia. Coscienti di questo, quando Maurizio Lupi era al Ministero delle Infrastrutture abbiamo sensibilizzato il governo e imprese pubbliche e private su questo tema. E in una situazione in cui era evidente l’impossibilità di una soluzione che avesse come protagonista solo i privati lo Stato ha deciso, giustamente, di intervenire. Ma bisogna stare attenti che un intervento positivo non si trasformi in una inibizione del mercato e in un danno. Telecom che è privata deve essere libera di seguire la propria strada. Proprio perché ci siamo fatti paladini del servizio per tutti i cittadini, chiediamo che se ci sono problemi ci si sieda intorno a un tavolo evitando anatemi e ultimatum, e soprattutto il rischio di costituire nuovi monopoli”. Lo dichiara l’onorevole Vincenzo Garofalo di Alternativa popolare e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati.