• calabrò

    Calabrò: #Zaccagnini cita uno studio sui #vaccini in Iraq e dimentica l’OMS

    «Lascia quanto meno sgomenti la domanda che si pone Zaccagnini sulla necessità dell’obbligo di vaccinazione nelle scuole in assenza di un’epidemia in corso, considerando che i vaccini hanno esattamente la funzione di evitare che scoppino epidemie». E’ quanto dichiara Raffaele Calabrò, capogruppo di Alternativa popolare in commissione Affari sociali alla Camera.

    «Inoltre, per accreditare la sua teoria su una vaccinazione consapevole e libera cita uno – e sottolineo uno – studio sui militari in Iraq, ma omette numerosi studi scientifici sull’efficacia dei vaccini, non ultimo quello dell’OMS che dimostra che ogni anno nel mondo muoiono un milione e mezzo di bambini per cause prevenibili con una semplice vaccinazione. Questo non è esattamente quell’informazione corretta che egli stesso cita».

  • Raffaele Calabrò

    Calabrò: legge in Parlamento non legalizzerà #eutanasia

    «Ormai siamo al paradosso che per l’associazione Coscioni i viaggi eutanasici in Svizzera sono trasferte di civiltà. Per altri, come me, restano tristi spedizioni di morte che suggellano un pericoloso modus pensandi sempre più in voga nei confronti della disabilità, sempre più concepita come qualcosa che va eliminata, e per sempre con l’aiuto di un medico». Commenta così Raffaele Calabrò, parlamentare AP e relatore di minoranza sulla legge sulle DAT, l’annuncio della morte di Davide in una clinica svizzera.

    «Non credo di essere parte di una minoranza, ma comunque sapere che nel nostro Paese c’è un’associazione che ha istituito un servizio di sos eutanasia e che oggi ha come obiettivo l’introduzione della morte a carico del Servizio sanitario nazionale, mi crea un’inevitabile senso di angoscia – conclude Calabrò -. E che tutto ciò avvenga durante il dibattito parlamentare sulla Legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento non può essere soltanto una coincidenza».

  • marotta

    #Giustizia, Marotta: Serve legge su #equocompenso avvocati, #Orlando batta un colpo

    Non è più rinviabile un intervento del governo sull’equo compenso per gli avvocati e altri professionisti, quali architetti e ingegneri. Da anni si discute in Parlamento senza grossi risultati. Lo scorso mese il ministro Orlando ha proposto un disegno di legge sul tema e sembrava che qualcosa si stesse muovendo. Ma, ad oggi, quel ddl non risulta approvato dal consiglio dei Ministri e quindi né presentato alle Camere. In merito ho presentato una specifica interrogazione al ministro della Giustizia per sapere come intende muoversi al riguardo. Siamo di fronte a un problema molto sentito soprattutto dai giovani avvocati, che spesso devono subire clausole di natura vessatoria e compensi irrisori, perpetrati in particolare da banche, assicurazioni, grandi gruppi economici. Senza segnali da parte del governo nella direzione da noi auspicata, sosterremo la manifestazione promossa per il prossimo 13 maggio a Roma da architetti, ingegneri e avvocati”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.
  • marotta

    #Consob, Marotta: Attacchi a #Minenna pretestuosi

    “Gli attacchi a Marcello Minenna lasciano il tempo che trovano. Ipotizzare conflitti d’interesse nella sua attività pubblicistica è alquanto pretestuoso. Minenna è un affermato e stimato economista che ha portato nel dibattito scientifico italiano ed internazionale considerazioni sulle imperfezioni dell’Eurozona e di come superarle. Invocare inesistenti interferenze con la sua attività in Consob sembra quindi un esercizio di stile. Inesistenti in quanto Minenna, nelle sue ricerche scientifiche e negli articoli che ne conseguono, si occupa di politica economica e mai di vigilanza sui mercati o sulle società quotate che è invece il core business di Consob”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Nino Marotta.

  • Vignali Raffaello

    VIGNALI: BENE #MIUR SU NASCITA #ORCHESTRAERASMUS. GRANDE OCCASIONE PER RILANCIARE CONSERVATORI ITALIANI

    La creazione di un’orchestra Erasmus voluta dall’Agenzia Erasmus –INDIRE del MIUR è una idea e un’occasione eccezionale per valorizzare l’eccellenza dei nostri conservatori musicali e per ribadire il valore della musica come strumento di aggregazione, di socialità e di dialogo soprattutto tra le giovani generazioni”. Lo dichiara Raffaello Vignali, deputato di AP-Alternativa Popolare e promotore del bonus Stradivari per gli studenti dei conservatori, in merito alla iniziativa dell’Agenzia Erasmus -INDIRE del Ministero dell’Istruzione di dare vita ad un’orchestra dei migliori studenti Erasmus dei Conservatori italiani per celebrare i 30 anni di Erasmus.

    “La musica – prosegue Vignali – è una delle grandi ricchezze che costituiscono lo straordinario patrimonio culturale dell’Italia, ma che oggi rischiamo di disperdere lasciando che altri Paesi raccolgano un’eredità che ci appartiene profondamente. Una grande perdita anche di identità della nostra comunità che dobbiamo invece tutelare e promuovere partendo proprio dalla valorizzazione delle istituzione preposte alla formazione musicale.”.

    “Nei nostri conservatori – dichiara – si formano giovani e incredibili talenti musicali destinati ad essere ambasciatori della cultura italiana in tutto il mondo e la creazione di un’orchestra Erasmus – conclude- faciliterà la condivisione di esperienze per rilanciare questo importante patrimonio”.

  • marotta

    Marotta: Serve cambio culturale, #magistrati tutelino propria terzietà.

    Tra la carriera del magistrato e del giudice e quella del politico c’è una vocazione fondamentale diversa, perché il magistrato ha una vocazione magistratuale, il politico una vocazione politica: non possono confondersi, non ci sarà e non dovrà esserci mai un momento in cui possono incontrarsi, perché nel momento in cui si incontrano vuol dire che il magistrato ha perduto quella caratteristica che lo tiene al di fuori del sistema, che contraddistingue il proprio status: la terzietà. Si tratta di un cambio culturale che auspichiamo parta dalla stessa magistratura”. Lo ha detto il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta, intervenendo in Aula sul voto favorevole del gruppo al ddl sulle toghe in politica.

    “Il politico infatti è di parte, non può essere diversamente perché il politico rappresenta delle scelte, rappresenta dei valori, una parte politica. Il magistrato questo non se lo può permettere. Per questo con questa legge abbiamo inserito una serie di paletti sull’ingresso e l’uscita dei magistrati in politica ai quali rivolgiamo un appello: queste sono le regole, ma il vostro primo interesse deve essere quello di portare avanti e salvaguardare quell’impegno che avete assunto con la Repubblica italiana”.

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    Lupi: #Avvenire ha ragione, risolvere nodo giudici-politica

    “Nel giorno in cui scopriamo che due italiani su tre non credono nel sistema giudiziario, uno su due ha poca o nessuna fiducia nei giudici, il 69 per cento pensa che settori della magistratura perseguano obiettivi politici, il 72 per cento trova inopportuno che un magistrato si candidi e il 62 per cento è contrario alle porte girevoli, ovvero al rientro nei ranghi togati dopo un mandato elettorale, come rivela un sondaggio Swg, consiglio a tutti di leggere l’editoriale di Avvenire, il quotidiano della conferenza episcopale italiana. La politica di fronte a questi dati, e alle polemiche più o meno interessate scatenatesi sui casi Lotti e Minzolini, ha la possibilità non di lanciarsi nell’ennesimo scontro frontale con alcuni magistrati, ma di normare finalmente con equilibrio, restringendo al massimo le incertezze interpretative, la questione del ritorno in funzioni inquirenti e giudicanti di magistrati che hanno fatto politica. Ne va del credito sempre più basso di cui (non) gode il potere legislativo presso i cittadini e anche del credito dell’ordine giudiziario. Una democrazia che sia tale non solo di nome non può reggere in una situazione simile, se non ci assumeremo la responsabilità anche di queste riforme non lamentiamoci dei populismi in crescita”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

    Roma, 22 marzo 2017

  • lupi1

    Lupi: Abrogazione totale #Voucher? Noi voteremo contro

    “Non siamo assolutamente d’accordo con quanto deciso dalla commissione Lavoro della Camera dei deputati. Abrogare i voucher per evitare un referendum è il classico caso in cui si butta via il bambino con l’acqua sporca. È come eliminare i semafori perché c’è chi passa col rosso. Il danno all’economia, soprattutto dei piccoli imprenditori, dei lavoratori occasionali, delle famiglie si farà presto sentire. Senza l’introduzione certa di strumenti di flessibilità, ad esempio i voucher alla francese o i mini jobs alla tedesca, che continuino a garantire la possibilità di svolgere lavori occasionali contribuendo così al reddito familiare o mantenendosi in questo modo gli studi, il nostro voto sarà contrario”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

  • calabrò

    Calabrò: Riparto FSN, apertura verso deprivazione ottima notizia. #sanità

    Qualcosa si muove e in meglio per la sanità delle Regioni del Sud. L’approvazione all’unanimità del riparto del fondo sanitario, raggiunto solo grazie a un correttivo che non ha tenuto conto solo del dato anagrafico penalizzante per la giovane Campania, indica l’inizio della caduta di veti contro il criterio della deprivazione socioeconomica“.

    E’ quanto afferma Raffaele Calabrò, capogruppo Ap in Commissione Affari Sociali della Camera.

    “L’istituzione di un tavolo di esperti dedicato allo studio di criteri che tengano conto di indice di mortalità e condizioni socioeconomiche nella distribuzione di risorse destinate alla sanità rappresenta il primo segnale concreto di cambiamento – prosegue Calabrò -. Al gruppo di esperti l’appello di portare a termine quanto prima i lavori, dalla loro parte hanno d’altronde già una solida letteratura scientifica internazional”.

  • Lupi a Orfini: alla Camera tanti i nodi irrisolti. #IusSoli

    “La fiducia la mette il Cdm” 

    Roma, 22 feb. (askanews) – “Ricordo al reggente Orfini che la fiducia la decide il consiglio dei ministri nella sua collegialità. E su un tema come quello dello ius soli non si mette la fiducia. In secondo luogo, ricordo sempre a Orfini, che alla Camera, pur avendo votato il relativo ddl dopo un lungo lavoro emendativo, avevamo già espresso le nostre perplessità che sarebbero dovute essere risolte nel passaggio al Senato”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Area popolare alla Camera, Maurizio Lupi.