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    TANCREDI: AUMENTARE SOGLIA USO CONTANTE PER ESSERE PIU’ COMPETITIVI

    Roma, 8 giugno 2015. “È opportuno alzare la soglia dell’utilizzo del contante in Italia in modo da metterci in linea con gli altri paesi Ue. Inoltre, economia e crescita hanno bisogno di libertà e non solo di tracciabilità. Il limite all’utilizzo del contante costituisce per noi anche un problema di competitività rispetto agli altri Paesi. L’incidenza delle banconote sul Pil è aumentata, negli ultimi anni, del 2,4%”. A dirlo è Paolo Tancredi, Vice Presidente della Commissione Politiche Ue alla Camera e deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc).

    “Diversi studi dimostrano, inoltre, – continua Tancredi – che non c’è correlazione tra uso del contante ed evasione fiscale. Del resto, nonostante in Italia abbiamo la più bassa soglia di utilizzo, non c’è stato nessun beneficio sull’economia reale. C’è, però, una relazione con il Pil: in paesi dove l’economia cresce, come Germania Francia e Belgio, il limite è alto mentre in quei paesi dove l’economia ristagna, come Italia Spagna e Portogallo, la soglia è minima”.

    E conclude: “bisogna poi considerare che, come evidenzia l’Istat, il contante è il mezzo di pagamento più diffuso. Inoltre in Italia esistono 15 milioni di unbanked, cioè coloro che non hanno un conto corrente e preferiscono tenere i soldi in casa. Su questo aspetto incidono gli alti costi di gestione e apertura dei conti correnti che in Italia sono più alti del 50% rispetto al resto dell’Europa. Del resto le stesse aziende, proprio per i costi di gestione del pos, percepiscono l’utilizzo del contante come un balzello ulteriore”. 

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    Pagano: Parole Papa Francesco su teoria gender assenti su siti informazione

    “Anche oggi Papa Francesco ha lanciato un duro monito in difesa della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, minacciata dall’ideologia gender. Ma di queste parole non c’è traccia sui principali siti di informazione online. Questo conferma come una buona parte dei media, compresi alcuni programmi televisivi delle reti del servizio pubblico, faccia del politically correct la propria bandiera, stando ben attenti a non infastidire le lobby gay e lgbt”. Lo dichiara Alessandro Pagano, deputato di Area popolare.

    “Non ci si rende conto però – prosegue – che ad essere a rischio sono le fondamenta della nostra stessa società, fondata sulla famiglia. Il 20 giugno in piazza San Giovanni a Roma, insieme ai comitati e alle associazioni per la famiglia, si darà voce proprio a tutti quei cittadini, la maggioranza del Paese, che difendono il diritto dei genitori all’educazione dei propri figli a scuola, che sostengono il matrimonio tra un uomo e una donna e per i quali – conclude Pagano – è primario il diritto di un bambino ad avere una mamma e un papà”.

     

    Roma, 8 giugno 2015

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    PISO: NON SOLO INASPRIMENTO PENE MA PIU’ SICUREZZA STRADALE

    Roma, 8 giugno 2015. “L’inasprimento delle pene può essere un buon deterrente per contrastare i reati legati agli incidenti stradali ma non l’unico. Fondamentali, per raggiungere l’obiettivo del dimezzamento degli incidenti entro il 2020, sono l’educazione stradale, il rafforzamento dei controlli e il miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali. Del resto è la stessa Ue che ci indica questa strada con il libro bianco in cui, in una logica di insieme, che ha indicato le direttrici da seguire”. A dirlo è Vincenzo Piso, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) intervenendo in aula sull’esame delle proposte di legge in tema di modifiche al codice della strada.

    “Ergastolo della patente e istituzione dell’omicidio stradale – continua Piso – devono essere inseriti in un sistema sanzionatorio e penale che garantisca la certezza della pena e l’adeguatezza della stessa. Proprio la mancanza di questi elementi ha determinato, finora, la giusta indignazione di una opinione pubblica affranta dinanzi alla facilità con cui omicida irresponsabili, dopo pochi giorni di restrizione, escono come se nulla fosse. La politica deve essere in grado di prevenire i disagi della popolazione non andare a rimorchio della pancia del Paese”.

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    LUPI: MARONI EVITI DI FARE IL LEGHISTA ALLA SALVINI

    MILANO (ITALPRESS) – “Maroni e’ il presidente della Regione, ha
    grande stima da tutti noi, eviti da presidente della Regione di
    fare il leghista alla Salvini. Ci basta un Salvini”. Lo dice il
    capogruppo AP alla Camera, Maurizio Lupi, commentando la
    ‘minaccia’ del governatore lombardo di tagliare i trasferimenti
    regionali ai comuni lombardi che accoglieranno ancora profughi.
    “Ricordo al presidente Maroni che, quando dovette affrontare, lui
    stesso, da ministro degli Interni, l’emergenza profughi chiese il
    coinvolgimento degli enti locali, chiese alle Regioni di farsi
    carico, quelle del Nord come quelle del Sud, apri’ un centro di
    accoglienza. Allora non faceva il leghista alla Salvini”, continua
    Lupi, a margine dell’Assemblea 2015 di Confcommercio, a Rho-Fiera.
    “Io penso che di fronte a quello che sta accadendo, bisogna, con
    responsabilita’, tutti insieme, dal nord al sud del Paese, ma in
    particolare l’Europa, cercare di risolvere questo problema”,
    aggiunge. “Non e’, certamente alzando i toni o minacciando di
    tagliare le risorse che si risolve un problema drammatico come
    quello a cui stiamo assistendo”, ribadisce. “Mi auguro che il
    presidente Renzi, anche oggi, dal G7, ottenga, con piu’ forza, un
    coinvolgimento delle organizzazioni internazionali”, conclude.
    (ITALPRESS).

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    Buttiglione: Populismo non e’ formula per centrodestra liberale

    “Nunzia di Girolamo ci chiede di uscire dal governo. Ci dice, giustamente, che non è facile costruire l’alternativa a Renzi mentre governiamo con Renzi. Vi sono però due domande, alle quali è necessario dare risposta, prima di considerare seriamente una uscita dal governo”. E’ quanto dichiara Rocco Buttiglione, vicepresidente vicario del gruppo Area Popolare alla Camera.
    “La prima è: su quali contenuti si costruisce l’alternativa a Renzi? Per completare il risanamento della finanza pubblica, migliorare la competitività delle nostre imprese, camminare verso l’Europa? Oppure – continua Buttiglione – per riaprire i cordoni della spesa, accrescere la burocrazia e l’assistenzialismo, sprofondare in un Medio Oriente senza pace?
    Vogliamo l’economia sociale di mercato come la Germania o condividiamo le idee (ed il destino) della Grecia di Tsipras? Se scegliamo il primo cammino come facciamo a stare insieme con Salvini che ha già scelto il secondo? Il populismo – osserva il parlamentare di Ap – può essere la formula politica di una destra eversiva ma non è quella di un centro destra democratico e liberale. Si può certo aggregare un consenso, anche grande, facendo promesse impossibili da mantenere. Dopo però non si governa e si porta il paese alla rovina”.
    “La seconda domanda è: se noi usciamo dal governo chi governa questo paese? Abbiamo fatto grandi sforzi per afferrare la ripresa economica e tutti gli indicatori economici dicono che ci siamo riusciti. La ripresa è però ancora fragile ed incerta e la grande maggioranza degli italiani ancora non hanno visto un miglioramento della loro situazione. Bisogna rafforzarla, consolidarla, espanderla. Se si precipita adesso verso nuove elezioni al buio – conclude Buttiglione – perderemo con ogni probabilità il frutto di tutti i sacrifici fatti e non avremo neanche il tempo di costruire una alternativa a Renzi che sia migliore di lui”.

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    COSTA A DE GIROLAMO: NON COMPROMETTERE STABILITÀ GOVERNO

    ROMA (ITALPRESS) – “Cara Nunzia, sono convinto come te che occorra riaggregare una proposta unitaria di matrice liberale, che le divisioni ci facciano perdere e la compattezza sia premiante. Detto questo, quando insieme a te decidemmo di non mandare il nostro Paese nella confusione che sarebbe derivata dall’ingovernabilita’, assumemmo una scelta fondata sulla responsabilita’ e non certo sull’interesse di bottega”. E’ quanto afferma il Viceministro della Giustizia Enrico Costa (Area Popolare), replicando all’ex capogruppo alla Camera di Ap, Nunzia De Girolamo, che oggi ha invitato il Nuovo Centrodestra a uscire dal Governo. “Oggi dobbiamo essere coerenti e non smarrire la via della stabilita’ – sottolinea Costa -, lavorando, in questa fase di emergenza, per dare al Governo una fisionomia riformatrice sempre piu’ ancorata ai valori liberali. Nel frattempo, tutti insieme, ognuno nel proprio ruolo, ognuno apportando il proprio contributo, diamo l’avvio al cantiere della grande casa dei liberali, perche’ dopo la stagione delle riforme possa ripartire una vera democrazia dell’alternanza”

  • sergio-pizzolante

    PIZZOLANTE: RISULTATO AREA POPOLARE NON ESALTANTE. MA DE GIROLAMO SBAGLIA

    Roma, 1 giugno 2015. “Il risultato elettorale di Area Popolare non è esaltante ma non va banalizzato. È stata certamente una operazione politica di difficile impatto elettorale. Infatti è arrivato il momento di comprendere che non si possono fare le riforme con Renzi e allearsi con Salvini, dove lui vuole. Ma è addirittura folle sostenere, come fa Nunzia De Girolamo, che il nostro modello è la Liguria con la Lega sopra il 20% e noi sotto il 2%”. A dirlo è a Sergio Pizzolante, Vice Presidente dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc).

    Continua Pizzolante: “come si fa a fare con Renzi il jobs act, la riforma della scuola, la responsabilità civile dei giudici, le riforme istituzionali, la legge elettorale, dare gli 80 euro e il bonus bebè alle famiglie e poi dire di essere alternativi. Noi, evidentemente, siamo alternativi a Salvini perché non vogliamo uscire dall’Europa nè tantomeno dall’euro nè radere al suolo i campi rom o costruire muri sul Mediterraneo. Inoltre, con Forza Italia al 10%, ancella di Salvini e ormai tutta immersa in una logica nostalgica, non si va da nessuna parte. Occorre una discussione seria sul nostro destino da fare nei prossimi giorni. Io penso che noi dobbiamo sfidare Renzi a non arrendersi alla sua sinistra e ad accelerare sulle riforme di stampo liberale, guardando con grande interesse all’affermarsi in Italia di una cultura e di una forza di Governo riformista”.

     

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    BINETTI: HANNO VINTO NEMICI POLITICA, ASSENTEISMO E DIVISIONI INTERNE PARTITI

    “Vincitori e vinti si confrontano oggi tra dichiarazioni e contraddizioni, ma è indubbio che ancora una volta, sia a destra che a sinistra, hanno vinto due nemici della politica: l’assenteismo e la mancanza di unità interna ai partiti, quel continuo e logorante contrapporsi tra i membri di una stessa squadra, che rende insopportabile la politica ai cittadini comuni. Sono note le lotte interne al Pd, che lasciano temere possibili regolamenti di conto nelle prossime ore e altrettanto note sono le diatribe interne a Forza Italia, culminate con l’uscita di Fitto e forse la vittoria della Lega sarebbe stata ancor più sostanziosa senza la separazione tra Tosi e Zaia. Ma anche il risultato elettorale di Area Popolare se non è stato esaltante in gran parte lo si deve anche alle contrapposizioni tra De Mita e il gruppo dirigente UDC e tra Nunzia De Girolamo e il gruppo dirigente di NCD” Lo afferma Paola Binetti, parlamentare di Area Popolare.

    “Area popolare sconta anche i silenzi televisivi, dal momento che la logica dominante nei talk show, ma anche nei telegiornali e nelle altre occasioni di esposizione mediatica, ha sempre privilegiato i due Matteo, forse proprio per la loro dirompente diversità; ne ha sottolineato le gaffe, ma ne anche evidenziato la forza di bucare lo schermo, ignorando il posizione equilibrato di chi cercava di argomentare le proprie scelte stando lontano dalle facili promesse o dalla drammatiche minacce” spiega Paola Binetti.

    “I nuovi linguaggi della politica sono sempre più aspri e duri; non sono linguaggi di moderati per moderati. Evocano una dialettica a tratti perfino violenta, che cancella fin troppo facilmente quei partiti, di piccola o media dimensione, che vogliono fare del dialogo e della moderazione la vera alternativa ad una politica di piazza sguaiata e sensazionalistica. Ed è su questo punto che Area popolare dovrà interrogarsi nelle prossime settimane, se non vuole che scompaia una delle migliori tradizioni politiche su cui il nostro Paese ha costruito il suo miracolo economico; unica vera esigenza per le famiglie e per le piccole e medie imprese italiane. E su questa linea continueremo il nostro impegno parlamentare sostenendo tutte quelle riforme che nel mondo della scuola e nel mondo del lavoro guardano ai giovani e alle famiglie come al vero capitale italiano” conclude.

     

    Roma, 1 giugno 2015

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    BIANCHI: DISFATTISMO #DEGIROLAMO INCOMPRENSIBILE E NON CONDIVISIBILE

    “Il disfattismo espresso dalla collega De Girolamo è incomprensibile e comunque non condivisibile.  Basta un’analisi attenta dei risultati. Dal voto delle regionali emergono due dati positivi: il Nuovo Centrodestra conferma il buon risultato ottenuto alle ultime elezioni Europee mentre nelle regioni dove siamo riusciti a costruire un’area moderata, Area Popolare è stata premiata dai cittadini con risultati positivi. Il Nuovo Centrodestra è nato con l’ambizione di portare il Paese fuori dalla crisi e ci stiamo riuscendo, con le nostre proposte costruttive. Se poi si sta cercando la scusa per un ripensamento ed un rientro in Forza Italia, si cerchino motivazioni basate su una visione politica sensata. Non si blocchino le riforme per l’interesse dei singoli”‎ lo dichiara, in una nota, Dorina Bianchi, vicepresidente dei deputati di Area Popolare (Ncd – Udc). 

  • Beatrice Lorenzin

    LORENZIN: CHI NON HA MAI LASCIATO FI PRENDA LA SUA STRADA 

    Risultato migliore dei pronostici, ma abbiamo pagate incoerenze in alcune zone

    Roma, 1 giu. (AdnKronos) – Nell’Ncd ci sono persone “che non sono mai uscite da Forza Italia” e “quotidianamente destabilizzano il partito” ed è ora “che prendano la loro strada se non vogliono più stare con noi in maggioranza”. Lo afferma Beatrice Lorenzin, in una nota di analisi del risultato elettorale, che suona come una risposta all’ex capogruppo alla Camera, Nunzia De Girolamo. La requisitoria del ministro della Salute arriva dopo una valutazione del risultato delle elezioni regionali: “Dal voto -afferma- esce un risultato chiaro: Renzi vince ma non deve perdere la vocazione maggioritaria guardando solo a sinistra”.

     

    “Rischia -prosegue- di perdere tutti i voti di quei moderati che alle europee l’avevano portato al 40%, molti voti che venivano da quella forza sociale moderata, liberale e riformatrice, elettori che in questa tornata elettorale regionale non sono andati a votare e in parte sono stati recuperati dalla Lega e da Grillo. La prova che il voto più presente nel tessuto sociale e’quello dei moderati”. E aggiunge: “Ncd pur avendo avuto una media del 4% con punte del 6% e quindi ben al di sopra dei pronostici pre elettorali, paga su alcuni territori rilevanti la mancanza di una linea politica coerente, frutto di tutte quelle persone che non sono mai veramente uscite da Forza Italia e che quotidianamente destabilizzano il partito guardando a progetti da ‘ritorno al futuro’ che non hanno portato nessun risultato netto a due cifre, né aiutato la crescita di Ncd. È ora che queste persone prendano la loro strada se non vogliono più stare con noi in maggioranza”.

     

    “Per capitalizzare il nostro determinante contributo alle riforme -sottolinea Lorenzin– non si può uscire dal governo, faremmo lo stesso errore di Forza Italia che è sceso alle percentuali di consenso più basse della sua storia politica. Non si sono altre strade. Ncd e’nato per salvare l’Italia dai seri rischi di fallimento economico e per fare le riforme costituzionali necessarie al Paese. Da questa strada e da questa posizione -conclude- bisognava e bisogna costruire un partito di riferimento maggioritario”.