• int. Costa

    Costa: Faremo gare pubbliche. Serve tempo, ma non trent’anni – Intervista a Il Corriere della Sera

     

    Ministro Costa, quali sono i principi della legge quadro ai quali lavora coordinando 7 ministeri? «Va detto innanzitutto che non è mai esistita una disciplina organica della materia. Partendo dal presupposto che una sentenza della Corte Ue del 2016 ci ha invitato a fare ordine e uniformarci alla Direttiva Bolkestein su mercato e concorrenza, un primo principio- ammesso anche dalla Corte Ue- sarà quello del riconoscimento degli investimenti effettuati dai concessionari delle spiagge. Un secondo principio sarà l’introduzione, nel regime delle concessioni, di un fattore di concorrenza, secondo una selezione pubblica e trasparente. Un terzo principio è tenere conto della professionalità acquisita dai gestori: non una prelazione, ma parametri oggettivi. Quarto nodo, la fissazione di un limite minimo e massimo per le concessioni. Infine va determinato un periodo transitorio per l’adeguamento dei concessionari a standard da fissare prima delle gare».

    Non c’è il rischio che il «periodo transitorio» si trasformi nella solita proroga sine die di concessioni già ultradecennali? «Sono contrario a proroghe trentennali come è stato chiesto da qualcuno, ma credo che un periodo di adeguamento sia necessario in una materia così vasta e complessa. Tra chi chiede tout court una proroga di 30 anni e chi vuole totale concorrenzialità va trovata una posizione di equilibrio».

    Non ritiene che i canoni sinora praticati ai concessionari delle spiagge siano ridicolmente bassi? «È certamente necessario un adeguamento dei canoni e gli stessi operatori privati lo riconoscono. Vanno rideterminati».

    di: F. Pin.

    Fonte: Il Corriere della Sera