• De Girolamo interrogazione al Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

    On. Nunzia De Girolamo

    al Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

    Per sapere;

    premesso che:

    –         alla fine del 2009 è stato avviato il progetto Nidi  PA per incrementare l’ offerta di nidi a disposizione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’ intesa tra il Ministro della pubblica amministrazione e l’ innovazione, il Ministro per le pari opportunità e il  Sottosegretario per le politiche per la famiglia. Il protocollo prevedeva “ l’attivazione di un insieme coordinato di azioni e di interventi volti a favorire la realizzazione, presso la pubblica amministrazione di tutti i livelli di governo, di nidi aziendali e di eventuali altri servizi socio-educativi per l’ infanzia, al fine di tutelare e favorire il lavoro femminile, anche nell’ ottica del progressivo innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici del settore pubblico;

    –         e’ stato, quindi, avviato un primo intervento che comprendeva a) il progetto pilota NIDI PA presso le sedi centrali e periferiche delle pubbliche amministrazioni nazionali finanziato con 18.000.000 euro dal Dipartimento per le politiche della famiglia; b) un intervento di sostegno dell’ avvio e della gestione dei servizi di nido, finanziato con 7.200.000 euro dal Dipartimento per le Pari Opportunità; c) un’ indagine conoscitiva , curata dal Formez e dal Dipartimento della Funzione pubblica sulla rete dei servizi educativi per la prima infanzia presso le pubbliche amministrazione italiane;

    –         quest’ ultima indagine, conclusasi nel marzo 2010, ha rilevato che i nidi aziendali, pur se presenti da anni all’ interno di alcune Amministrazioni centrali, hanno grande difficoltà a diffondersi. Essi assumono caratteristiche particolarmente interessanti quando riescono ad offrire un servizio mirato e flessibile, ovvero a strutturare un’ offerta che non sia solo aggiuntiva a quella istituzionale, ma che garantisca prestazioni  aggiuntive. E’ il caso, in particolare dei nidi delle aziende sanitarie ed ospedaliere dove  gli asili garantiscono ai genitori un orario personalizzato in linea con l’articolazione dell’ orario di lavoro. IL servizio appare, inoltre, limitato sia da condizioni oggettive, quali il progressivo aumento dell’età media dei dipendenti, sia da una relativa incapacità, da parte delle amministrazioni , di individuare le caratteristiche distintive che il servizio di nido dovrebbe assumere per cogliere pienamente le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. La ricerca ha inoltre evidenziato che alle spese di istituzione dei nidi aziendali hanno partecipato in maniera significativa soggetti diversi dall’ente stesso, talvolta anche privati.

    –         La stessa indagine ha rilevato che, a fronte dello stanziamento di 25 milioni di euro, solo il 4 per cento delle Amministrazioni ha aderito all’ iniziativa coinvolgendo unicamente 3.500 bambini. Le stesse amministrazioni hanno inoltre sottolineato che gli ostacoli maggiori per l’apertura di nidi aziendali sono stati individuati nella burocrazia connessa all’ intero procedimento autorizzativo. Inoltre, l’ indagine ribadisce come l’adesione da parte delle famiglie dei lavoratori pubblici al progetto NIDI PA dipenda dalle capacità di fornire un servizio modulato sulle esigenze specifiche legate all’ orario di lavoro e al contesto territoriale in cui è inserita l’ Amministrazione/Ente di riferimento;

    –         Diventa importante e fondamentale, quindi,  attivare investimenti al fine di favorire la costituzione di asili nido nella Pubblica amministrazione centrale e nelle sedi periferiche;

    –         L’ Italia è in evidente ritardo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Strategia di Lisbona, dove si fissano obiettivi per l’ occupazione femminile garantendo servizi come gli asili nido. L’ Unione europea ha chiesto più volte agli Stati membri di raggiungere l’ obiettivo di Lisbona, che prevede  negli asili nido un numero di posti equivalente a 33 ogni 100 bambini di età compresa tra 0 e 3 anni entro la fine del 2010;

    –         Il nostro Paese è, altresì, caratterizzato  da una bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro: il tasso di occupazione femminile è uno tra i più bassi in Europa. La disponibilità sul territorio degli asili nido è un fattore che incide molto su questo fenomeno. Infatti, spesso le giovani madri, a causa una scarsa offerta di servizi per l’ infanzia, sono costrette a rinunciare al posto di lavoro per prendersi cura dei figli;

    Quali iniziative intenda adottare ai fini della costruzione di asili nido all’ interno della Pubblica amministrazione;

    Se non sia necessario attuare quanto stabilito dalla Strategia di Lisbona;

    Se non ritenga opportuno snellire le procedure burocratiche per l’apertura di nidi aziendali.