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    Marotta: Serve cambio culturale, #magistrati tutelino propria terzietà.

    Tra la carriera del magistrato e del giudice e quella del politico c’è una vocazione fondamentale diversa, perché il magistrato ha una vocazione magistratuale, il politico una vocazione politica: non possono confondersi, non ci sarà e non dovrà esserci mai un momento in cui possono incontrarsi, perché nel momento in cui si incontrano vuol dire che il magistrato ha perduto quella caratteristica che lo tiene al di fuori del sistema, che contraddistingue il proprio status: la terzietà. Si tratta di un cambio culturale che auspichiamo parta dalla stessa magistratura”. Lo ha detto il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta, intervenendo in Aula sul voto favorevole del gruppo al ddl sulle toghe in politica.

    “Il politico infatti è di parte, non può essere diversamente perché il politico rappresenta delle scelte, rappresenta dei valori, una parte politica. Il magistrato questo non se lo può permettere. Per questo con questa legge abbiamo inserito una serie di paletti sull’ingresso e l’uscita dei magistrati in politica ai quali rivolgiamo un appello: queste sono le regole, ma il vostro primo interesse deve essere quello di portare avanti e salvaguardare quell’impegno che avete assunto con la Repubblica italiana”.