• marotta

    #Osce, Marotta: #Gratteri scelta intelligente di #Alfano

    Scelta intelligente del ministro Alfano per il nostro rappresentante all’Osce. Nicola Gratteri è un magistrato indipendente e preparato che ha dato dimostrazione del proprio valore nella propria attività, condotta sempre avendo come riferimento la legalità e lo stato diritto”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.
     
  • gratteri

    #Osce, Scopelliti: Bene #Alfano, #Gratteri simbolo di legalità e giustizia

    “La Calabria ha tanti uomini e donne capaci di diventare simboli di vera e propria “eccellenza nel mondo”. Uno di questi è Nicola Gratteri, magistrato tutto d’un pezzo e dalla schiena dritta, che da anni è in prima fila nella sua battaglia per la legalità e la giustizia. Per questo il ministro Alfano ha scelto lui per il delicatissimo compito di rappresentare l’Italia nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Come e’ facile intuire non si tratta di una nomina politica, ma di una scelta chiara e forte, quella di mettere al servizio dell’Europa uno degli uomini migliori che l’Italia ha a disposizione. Da vero uomo di Stato, Gratteri ha accettato l’incarico e ha scelto di non ricevere alcun compenso, chiedendone ottenendo la massima garanzia di autonomia. Un’autonomia che il ministro Alfano e il governo sono ben lieti di assicurargli. Gli faccio i migliori auguri per questa nuova sfida al servizio del Paese e sono sicura che ancora una volta ci rendera’ tutti orgogliosi di lui”. Così, in una nota, Rosanna Scopelliti.
  • gratteri.jpg_997313609

    Sammarco: bene #Alfano che sceglie #Gratteri per rappresentare l’Italia nell’#Osce

    “Chi meglio di Nicola Gratteri poteva essere scelto per rappresentare l’Italia all’interno dell’Osce? In questo delicato momento storico ogni Paese deve schierare i suoi uomini migliori nella lotta alle minacce del nostro tempo, terrorismo in primis. Non è un caso che per questa nomina il ministro degli Esteri Angelino Alfano abbia pensato proprio a lui. Il procuratore capo di Catanzaro nell’accettare l’incarico ha chiesto e ottenuto di non ricevere alcun compenso, un particolare che fa capire quanto per lui la priorità assoluta sia il senso del dovere. Gratteri è nato, ha vissuto e opera in una realtà molto difficile, la Calabria, e da tantissimi anni si batte per cambiarla. E’ in questi contesti che nascono le personalità forti di cui l’Italia ha bisogno per contrastare il crimine a livello nazionale e internazionale. La Calabria, sua terra di origine, deve essere fiera di lui. I miei migliori auguri per un incarico difficile, ma che saprà sicuramente svolgere al meglio”. Così, in una nota, Gianni Sammarco.
  • conf amministrative

    Alfano: soddisfatti per #elezioniamministrative2017. #Ap è al 6,2% su scala nazionale

     Rilanciamo il progetto di un’area liberalpopolare moderata

    “Siamo molto soddisfatti per l’esito delle amministrative. Ap c’è, è forte. Facendo una media su scala nazionale dei nostri risultati, Ap è al 6,2%“. Lo ha detto il leader di Ap, Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa. “Ap c’è, dal Nord al Sud, dalla Brianza a Lampedusa”, ha spiegato. Stasera, ha aggiunto, si riunirà l’ufficio di presidenza di Ap per “rilanciare il nostro progetto di un’area liberal popolare moderata “.

  • Alfanoamministrative

    #elezioniamministrative2017, Alfano: #Ap c’è. Da Brianza a Lampedusa.

     “Ap c’è è forte e finalmente abbiamo avuto un sondaggio vero, con i voti. Da nord a sud ci siamo e lo abbiamo dimostrato, ci siamo nelle grandi città metropolitane e nei centri sotto i 15mila abitanti. Dalla Brianza a Lampedusa abbiamo dimostrato la nostra consistenza”. Lo ha detto Angelino Alfano commentando il voto amministrativo. “Così la smettiamo con la retorica dei grandi partiti”, sottolinea il leader Ap che si richiama ai “milioni di italiani che non sono di sinistra”.

  • Alfano a la repubblica_Pagina_1

    Alfano: Inciucio franato, noi avanti con Gentiloni e con l’agenda Calenda – Intervista a La Repubblica

    Il ministro degli Esteri: L’alleanza con i dem non c’è più, l’unico garante è il premier

     

    11 giugno 2017 – Ministro Alfano, dovevate sparire e invece siete vivi. È la rivincita dei partitini?
    «La legge elettorale del patto a quattro prevedeva quasi il cento per cento di nominati e secondo i sottoscrittori avrebbe portato il Paese immediatamente al voto. Guardiamo gli effetti: al Senato saranno tutti eletti con le preferenze e alla Camera i deputati nominati potrebbero essere una minoranza. Come risultato finale le sembra poco? Per l’Italia dico, non per me».

    Chi ha fatto saltare tutto?  Non Alternativa popolare visti i numeri.
    «Non abbiamo lavorato sui numeri ma sulla denuncia pubblica del malfunzionamento. Una denuncia che ha rotto un argine e ha visto sulle stesse posizioni eminentissimi leader della sinistra che non avevano certo il problema della soglia. Per il resto hanno fatto tutto i partiti del patto e questo rende ancora più drammatica la loro frana. Se si parte da un cartello parlamentare dell’80 per cento e si va sotto al primo voto segreto vuoi dire che i leader avevano deciso una cosa senza il consenso dei loro parlamentari».

    Quando si vota?
    «Nel 2018. Non bisogna chiamarla scadenza naturale, ma scadenza costituzionale. È la Costituzione a stabilire la fine della legislatura. Per me il capitolo elezioni anticipate è definitivamente chiuso. Adesso occorre farlo entrare bene in testa anche a chi sostiene il governo Gentiloni, sia sul piano dello sostanza sia sul piano della comunicazione. Non possiamo rendere precario il lavoro dell’esecutivo».

    Non c’è possibilità di varare una nuova legge elettorale?
    «Ap non ha i numeri per rimettere in moto il meccanismo di riforma. Con il consueto realismo ci stiamo organizzando per votare con le due leggi uscite dalla Consulta. Sono legali, sono costituzionali, anche se possono produrre due maggioranze differenti alla Camera e al Senato. Ma eliminare questo problema tocca in primo luogo al Pd. Se se la sentono facciano una proposta. Noi non chiediamo una legge diversa».

    La credo. Con il 3% entrare in Parlamento è più semplice.
    «Veramente al Senato è l’8 per cento e noi accettiamo questa sfida. Non abbiamo nemmeno presentato emendamenti sulla soglia del 5%. Per quanto paradossale possa sembrare, l’mciucellum ci aveva spinto a creare un soggetto nuovo e ambizioso, quindi ciò che era nato per danneggiarci ha finito per favorirci. Proveremo a rappresentare quei milioni di italiani stanchi di sentire solo parole come rottamazione, ruspa e vaffa. Le nostre parole chiave saranno invece costruzione e buon senso».

    È vero che Renzi vi aveva chiesto di far cadere Gentiloni?
    «Per me la vicenda è chiusa. Sono già avanti, molto avanti rispetto a tutto questo».

    Che rimane dei quattro anni di alleanza col centrosinistra?
    «I tanti risultati di governo che non sarebbero stati possibili senza di noi: mercato del lavoro, tasse, giustizia, sicurezza. Tutta roba della tradizione popolare, liberale, moderata. Ma siamo stati alleati di necessità senza costruire un accordo politico con il Pd. La legge della Consulta oggi giustifica la totale autonomia delle forze politiche. Per noi è una condizione di grande vantaggio».

    Ma dovete sostenere il governo con il Pd ancora un anno.
    «Lo faremo. Ma non siamo una maggioranza, non siamo una coalizione. Manca quel di più di coesione e solidarietà per esserlo. Non siamo alleati del Pd, l’unico garante è Gentiloni».

    Per fare cosa?
    «La priorità è l’economia. Proporremo un grande piano di privatizzazioni per abbattere il debito pubblico. Meno debito significa più flessibilità dall’Europa da usare per la famiglia e le imprese. Vogliamo più investimenti per la famiglia e dare respiro alle imprese con incentivi per il lavoro, non per la disoccupazione come chiede M5S con una ricetta neocomunista. Poi, va approvata subito l’agenda Calenda, a partire dalla legge sulla concorrenza. Altra priorità è la legittima difesa».

    Voterete la fiducia sul processo penale?
    «Io ero in consiglio dei ministri quando è stata autorizzata la fiducia. Ed è una legge che abbiamo già votato. Una serie di cose non ci piacciono, inutile negarlo. Ma ci piace molto la delega sulle intercettazioni. Se ne parla da dieci anni e ora si realizza, è un risultato storico».

    Lo ius soli?
    «È un’altra legge che abbiamo già votato una volta».

    Il biotestamento?
    «Su questo occorrerà ragionare e anche parecchio».

    Il reato di tortura?
    «Mai avuto obiezioni di principio. Però ci vuole un ascolto attentissimo delle preoccupazioni delle forze dell’ordine per evitare un cattivo uso della legge nei loro confronti».

    Chi sarà il vostro leader?
    «Lo sceglieremo ma partiamo da valori e programma. Ap lavorerà alla creazione di un soggetto nuovo senza rivendicare alcuna leadership. Puntiamo a essere decisivi nel prossimo Parlamento. Impedire altri inciucellum, per esempio, è più importante del destino di ciascuno di noi».

    L’idea di Calenda leader centrista è concreta?
    «Lo stimo molto e lo rispetto. Proprio per questo non lo strattoniamo se dice di non voler fare politica. Intanto lo sosteniamo con forza al governo».

     

    di: Goffredo De Marchis

    fonte: La Repubblica

     

  • Intervista Alfano sul Corriere_Pagina_1

    Alfano: Renzi fa cadere terzo premier? Se il PD andrà al Governo peserà meno – Intervista a Il Corriere della Sera

    «Per la fretta di una persona sola di tornare a Palazzo Chigi, per non attendere quattro o cinque mesi, ovvero la scadenza naturale della legislatura, il Pd si appresta a determinare la terza crisi di governo in quattro anni. Io mi chiedo se ha ancora amor patrio o se invece è ormai travolto da questa fretta, che ha troppe cose che non tornano». Angelino Alfano, ministro degli Esteri, leader di Alternativa popolare, principale alleato dei governi a trazione pd degli ultimi quattro anni, da quello di Enrico Letta sino a quello di Paolo Gentiloni, è reduce da uno scontro durissimo con Renzi. Qui, più che all’ex premier, si rivolge al resto del suo partito.

    Lei crede che davvero si voterà settembre o ad ottobre?
    «La situazione è molto delicata e noi ci stiamo sforzando di fare, come sempre, l’interesse nazionale. Con una voluta provocazione il Pd ha deciso di tenere fuori dalla scrittura della legge elettorale Ap, che ha garantito la stabilità in questa legislatura e che ha sostenuto il processo riformatore, sia in materia economica che istituzionale».

    La gratitudine in politica non è a buon mercato.
    «Certo, ma alla luce di tutto questo, e dell’atteggiamento del Pd, la nostra reazione è di ferma responsabilità. Noi continuiamo a tifare Italia e sosteniamo il governo di Gentiloni. Ora spetta al Pd dire una parola chiara sul punto di fondo: se cioè il Paese può contare su un partito che ha amor patrio, che fa prima gli interessi nazionali e poi quelli del suo segretario, e che non viene travolto dall’impazienza di interrompere quattro mesi prima la legislatura per motivi del tutto incomprensibili. Noi la nostra parte la stiamo facendo, a dispetto di ogni provocazione».

    Renzi dice che siete arrabbiati perché non superate la soglia del 5%.
    «Per noi la questione della soglia non è più un problema. Non abbiamo difficoltà a dire che accettiamo la sfida. Per noi si tratta di prendere mezzo punto in più di quanto abbiamo preso alle Europee. È alla nostra portata e anzi sarà la scintilla per produrre quell’aggregazione di centro, popolare e moderna, che fin qui avevamo con fatica cercato senza riuscire nell’intento».

    Renzi e Berlusconi vi stanno facendo un favore?
    «Sembrerà paradossale, ma la legge elettorale può favorire questo processo di aggregazione di tutte le forze moderate. Saremo nella prossima legislatura il punto di equilibrio e di affidabilità istituzionale, a maggior ragione se il Pd con il comportamento delle prossime settimane si dimostrerà inaffidabile, producendo la terza crisi di governo in 4 anni. Noi dovremo raccogliere l’esperienza di ciò che di buono hanno prodotto questi anni di governo e allo stesso tempo essere il movimento politico che ha a cuore l’Italia. Il metodo che ci promettiamo di portare avanti è un manifesto di ideali, programmi e valori su cui aggregare leader politici, protagonisti della vita sociale, uomini della cultura e delle istituzioni, lasciando la questione della leadership a conclusione del processo».

    Non avete molto tempo.
    «Sarà comunque un processo molto rapido, e modulato sulla durata della legislatura: un conto è che vada a scadenza naturale, altra cosa sarà se il segretario del Pd costringerà l’Italia all’ennesima crisi. Noi di Ap abbiamo avuto il grande merito di portare avanti una legislatura che era nata morta e abbiamo rappresentato il vero punto di stabilità di fronte a mille polemiche. Ora il Pd dica una parola chiara e definitiva, intende fare cadere il terzo governo in 4 anni? Vuole determinare la terza crisi istituzionale e politica in 4 anni alla sesta potenza del mondo? È davvero questo che l’Italia merita dal suo principale partito? Abbiamo noi il diritto di sapere, ma soprattutto hanno questo diritto gli italiani, e il Pd ha il dovere di rispondere».

    Avete accusato Renzi di avervi chiesto la testa di Gentiloni in cambio di una legge elettorale favorevole. È vero?
    «Se nel mio partito si sbilanciano in quel modo non dicono bugie. Ma il punto essenziale è il futuro e cioè se davvero il Parlamento sarà costretto a votare sia una legge sia una sorta di autoscioglimento».

    Un voto che è anche un benservito a Gentiloni.
    «Gentiloni è un gentiluomo e non intendo trascinarlo in una vicenda nella quale lui sta facendo il proprio dovere, la questione non è lui, tant’è che lo stiamo difendendo. Semmai c’è da aggiungere che con questa legge, che si accingono ad approvare, anche qualora il Pd tornasse a Palazzo Chigi, otterrebbe un governo dove avrebbe un peso minore. Perché questa fretta? Troppe cose non tornano».

    Renzi dice che non cambia nulla fra votare a settembre o a marzo.
    «Per l’Italia cambia tanto, eccome. Innanzitutto si capovolge la narrazione di Paese normale e si afferma che il destino di tutti gli italiani è appeso alla fretta di una persona sola, fretta di tornare a Palazzo Chigi».

     

    di: Marco Galluzzo

    fonte: Il Corriere della Sera

     

     

  • alfano1

    Alfano: #Parisi leader #moderati? faremo le primarie

     “Faremo le primarie tra chi vuole farle. Prima viene il progetto di riaggregazione moderata, liberale e popolare, fondata su un programma, e poi vengono le primarie a cui hanno detto già di sì, l’8 aprile, i Centristi per l’Europa di Casini, il Movimento Fare di Tosi, Sc. Lavoreremo per unire e per aggregare tutti coloro i quali credono nei valori liberali, popolari e moderati, ma il leader lo sceglieremo con metodo democratico“. Lo afferma Angelino Alfano rispondendo ad una domanda su Parisi leader dei moderati. “Intanto, buona regola è diffidare sempre dai retroscena. Sono sempre ispirati da qualcuno… Faremo le primarie tra chi vuole farle”, spiega Alfano interpellato dall’Ansa al riguardo. Ci sono gli altri protagonisti oltre quelli dell’otto aprile? “Vedremo nei prossimi giorni, ma abbiamo già numerose manifestazioni di interesse”, risponde Alfano chiarendo – alla domanda se si candiderà alle primarie – che “deciderà al momento giusto, in base al bene di questo progetto”.

  • imagestancredi

    #VoliStato, Tancredi: Su #Alfano abbaglio a #5Stelle per qualche clic in più su blog

    Ennesimo abbaglio a 5Stelle. La notizia dell’archiviazione della denuncia contro Alfano per l’uso dei voli di Stato ribadisce la strumentalità e la malafede con le quali i grillini cavalcano alcuni temi solo per avere qualche clic in più sul blog. Stentiamo a credere, infatti, che non sappiano come un ministro dell’Interno o degli Esteri debba necessariamente servirsi dei voli di Stato per motivi di sicurezza, a maggior ragione se si tratta di un esponente pubblico che in passato ha ricevuto anche minacce dalla mafia.”. Lo dichiara il deputato di Ap Paolo Tancredi.

  • marotta

    Marotta: Parole #Alfano su #leggeelettorale sagge e responsabili

    “Le parole di Angelino Alfano sulla legge elettorale sono sagge e responsabili: individuano una strada per la riforma che sia il frutto innanzitutto di una intesa tra le forze di maggioranza“. È quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.
    “Si tratta del percorso più giusto e naturale, se consideriamo che l’attuale maggioranza in questi anni ha garantito stabilità all’Italia ed ha contribuito a far sì che tornasse il segno ‘più’ nei principali parametri e indicatori economici, come peraltro legittimamente rivendica sempre lo stesso Renzi. Andiamo avanti, quindi, in questa direzione, coinvolgendo e aprendo il confronto poi a quante più forze possibili tra quelle che, con senso di responsabilità, vogliono dare al Paese un sistema elettorale che garantisca governabilità e rappresentatività, tenendo conto delle indicazioni della Consulta e del presidente Mattarella”.