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    Alli: accordo Hamas-Fatah positivo ed ulteriore passo in avanti risoluzione conflitto nel #MedioOriente

    L’accordo raggiunto tra Fatah e Hamas è un ulteriore e importante passo in avanti rispetto alle recenti dichiarazioni e riveste una rilevante centralità nel complesso e delicato processo di pace e di equilibrio nel Medio Oriente. L’auspicio è che questo percorso non incontri ostacoli anche perché, come ho avuto modo di constatare durante un colloquio bilaterale con Abu Mazen, lo stesso presidente dell’ANP si è detto ben predisposto ad arrivare a un accordo per permettere le elezioni in Palestina. Un accordo bilaterale appare come l’unica strada possibile per la risoluzione delle tensioni. Una Palestina unita nel segno della moderazione costituisce la premessa indispensabile per una riapertura dei canali di dialogo con Israele che si erano interrotti ormai molti anni fa”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri.

    E conclude: “Hamas, che finora è stata considerata da larga parte della comunità internazionale come un’organizzazione terroristica, sta addivenendo a più miti consigli che dovrebbero portare a un auspicabile ricompattamento delle due componenti palestinesi. Su tale positivo cambiamento di Hamas ha infuito, certamente, sia la recente elezione a presidente di Ismail Haniyé, più moderato del suo predecessore, sia le forti pressioni di Israele e dell’Egitto sulla Striscia di Gaza che hanno fortemente indebolito l’immagine di Hamas di fronte alla popolazione, sia, infine, la posizione dello stesso Abu Mazen e di Fatah, che non hanno ostacolato le iniziative israeliane volte a indebolire la stessa Hamas”.
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    #NATO, GAROFALO: BUON LAVORO AD #ALLI PER RICONFERMA, FRUTTO SUO GRANDE LAVORO

    “La riconferma del collega Alli alla presidenza dell’Assemblea Parlamentare della Nato è un’ottima notizia, frutto del grande lavoro da lui svolto fino ad ora. A Paolo vanno i miei più sinceri auguri di buon lavoro, certo che saprà mettere a frutto nel migliore dei modi la sua esperienza in campo internazionale e le sue grandi doti di mediazione”. Lo dichiara Vncenzo Garofalo, deputato di Alternativa popolare
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    #NATO, LUPI: CONFERMA PRESIDENZA #ALLI SUGGELLA OTTIMO LAVORO SVOLTO. AUGURI DA GRUPPO #AP

    “A nome mio e di tutto il gruppo parlamentare di Alternativa popolare esprimo le più sentite congratulazioni al collega e amico Paolo Alli per la rielezione alla presidenza dell’Assemblea Parlamentare della NATO. Un secondo mandato che suggella l’ottimo lavoro svolto in questo primo anno di presidenza in cui ha saputo mettere a frutto la sua grande esperienza in politica internazionale. A lui i nostri auguri di buon lavoro”. Così Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera
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    ALLI: SGOMENTI PER EFFERATEZZA STRAGE A #LASVEGAS

    L’insensata sparatoria di Las Vegas ci lascia sgomenti per l’efferatezza con cui è stata compiuta e la gravità per il numero di vittime. È assurdo come la follia di un solo uomo possa falcidiare vite innocenti. Alle famiglie delle vittime e agli Stati Uniti va il nostro più sentito cordoglio”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri. E aggiunge: “È chiaro che è necessario far luce sull’episodio per capirne la matrice. Sempre più spesso i concerti e i luoghi di raccolta dei giovani diventano teatro di stragi. La comunità internazionale deve fare fronte comune per mettere in campo tutte le strategie possibili per potenziare la prevenzione: una strada è una sempre maggiore condivisione delle informazioni di intelligence”.
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    ALLI: #MILANO, CANDIDATURA DI GRANDE PRESTIGIO. #EMA

    “Nei giorni scorsi sono stato a Riga, dove, a nome dell’intergruppo parlamentare a sostegno della candidatura di Milano come sede per l’Ema ho avuto importanti colloqui. La Lettonia è uno dei paesi che non ha presentato una propria candidatura, quindi il suo sostegno sarebbe particolarmente prezioso. L’Ema è una grande opportunità per Milano e per l’Italia e rafforzerebbe ancora di più la nostra posizione in Europa. Anche nella capitale baltica ho incontrato interesse e attenzione, perché Milano è considerata da tutti una città di grande prestigio”. A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare.
    “L’offerta che è stata fatta dalla città meneghina – aggiunge – è molto solida ma dovrà affrontare una concorrenza agguerritissima. Quindi, non sarà certamente una partita facile, ma se manteniamo una forte unità abbiamo possibilità di successo”.
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    #COREANORD, ALLI: ATTEGGIAMENTO MUSCOLARE #TRUMP FAVORISCE INSTABILITÀ

    Con il suo atteggiamento muscolare contro la Corea del Nord e l’Iran, il presidente Trump non fa altro che dare adito a quegli attori cui giova la situazione di instabilità regionale e che talvolta la cavalcano per approfittarsene. Il rischio della logica di Trump è che il multilateralismo, che ha caratterizzato il lavoro della comunità occidentale, venga poco per volta soppiantato da logiche bilaterali tipiche della Russia e della Cina”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E aggiunge: “Il principio reiterato dell’America first e le recenti dichiarazioni del Presidente Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sembrano confermare un retro pensiero caratterizzato dell’affermazione di una logica bilaterale che costituirebbe un gravissimo pericolo per la collettività. E’ fondamentale, dunque, che gli USA, così come tutti gli attori internazionali, continuino ad affermare il ruolo delle Nazioni Unite, dell’Unione europea, della NATO e dei grandi organismi all’interno dei quali ci si confronta con pari importanza e dignità. Questo è l’unico strumento in grado di garantire e tutelare un clima di tolleranza e di pace nel sistema internazionale, in un tempo nel quale, come vediamo quotidianamente, i rischi aumentano anziché ridursi”.
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    #MedioOriente, Alli: Apertura #Hamas importante. Auspichiamo da parole ai fatti

    “La dichiarazione di apertura da parte di Hamas riveste una importanza fondamentale all’interno del complesso processo di pace in Medio Oriente. Solo due mesi fa, in occasione di una mia visita in Israele e nei territori palestinesi, avevo avuto occasione di ascoltare direttamente dal presidente dell’ANP Abu Mazen, durante un mio colloquio bilaterale con lui, l’auspicio che Hamas e Fatah potessero arrivare ad un accordo che consentisse finalmente, dopo anni, lo svolgimento di elezioni in Palestina”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri.
    E aggiunge: “Ora assistiamo all’inizio di un auspicabile ricompattamento delle due componenti palestinesi, che dovrebbe condurre a una maggior ragionevolezza da parte di quella Hamas che è stata ed è considerata da larga parte della comunità internazionale come un’organizzazione terroristica. Bisogna solo sperare che ora, alle dichiarazioni, seguano i fatti”.
    “Certamente – conclude – sono stati determinanti, per spingere la componente che controlla la Striscia di Gaza a più miti consigli, sia la recente elezione a presidente di Ismail Haniyé, più moderato del suo predecessore, sia le forti pressioni di Israele e dell’Egitto sulla Striscia di Gaza che hanno fortemente indebolito l’immagine di Hamas di fronte alla popolazione, sia, infine, la posizione dello stesso Abu Mazen e di Fatah, che non hanno ostacolato le iniziative israeliane volte a indebolire la stessa Hamas. Una Palestina unita nel segno della moderazione costituisce la premessa indispensabile per una riapertura dei canali di dialogo con Israele che si erano interrotti ormai molti anni fa. Ancora una volta si evidenzia il ruolo cruciale dell’Egitto negli equilibri della Regione. L’avvento al potere di Al Sisi dopo la parentesi dei Fratelli Musulmani, ha, infatti, ulteriormente contribuito all’isolamento della componente radicale e terroristica all’interno del mondo palestinese, costituendo un ulteriore elemento che favorisce oggi questa decisione, destinata certamente ad avere conseguenze importanti e, auspicabilmente, positive”.
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    #CoreadelNord, Alli: Soluzioni bilaterali impossibili. Serve responsabilità di Cina, Russia, Giappone e Usa

     “Il lancio di missili effettuato da Pyongyang e la conseguente reazione di Seul confermano l’impressione di tensione che ho avuto durante la mia visita e giorni scorsi in Corea del Sud durante la quale mi sono potuto confrontare con i massimi livelli parlamentari e governativi. Ho avuto, però, la conferma che la Corea del Sud non intende procedere sulla via della sua nuclearizzazione ma che anzi intende continuare a lavorare per la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato in Commissione Affari Esteri alla Camera dei deputati.

    “Il secondo missile da parte di Kim Jong-un – continua – è una evidente reazione annunciata alle sanzioni, per altro ammorbidite grazie l’intervento di Cina e Russia, che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso qualche giorno fa. Occorre una chiara dimostrazione di senso di responsabilità da parte dei quattro grandi attori che sono protagonisti degli scenari nella penisola coreana, cioè Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti. E occorre sfuggire alla tentazione di soluzioni bilaterali, in quanto una situazione come quella che ormai si è consolidata da oltre 60 anni non è risolvibile se non in un consesso globale. Le Nazioni Unite, da questo punto di vista continuano a costituire il tavolo di trattative più credibile e serio”.
    “L’escalation di tensione nella regione – conclude – preoccupa il mondo intero e non si può negare che vi sia una responsabilità primaria delle due grandi potenze che hanno sempre, in un modo o nell’altro, sostenuto il regime nordcoreano, cioè Cina e Russia. Al di là delle unanimi condanne da parte dell’intera comunità internazionale, alle quali ci associamo, bene ha fatto il segretario di Stato americano Tillerson a richiamare esplicitamente Pechino e Mosca affinché utilizzino tutte le leve, delle quali solo loro dispongono, per indurre Pyongyang alla ragione. D’altra parte le reazioni muscolari del presidente Trump non hanno giovato certamente alla distensione in quella tormentata area, anzi, in un contesto delicato e sensibile come quello orientale, hanno rappresentato e rappresenta un elemento di forte preoccupazione sia a livello politico, sia nella percezione della popolazione”.
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    #MIGRANTI, ALLI: #VERTICEPARIGI RISULTATO DELLA SCONFITTA DEI #POPULISMI EUROPEI

    “Il risultato del vertice di Parigi costituisce non solo una vittoria e un’affermazione della linea italiana ma anche una conferma che le semplificazioni populiste sono destinate a essere sconfitte dalla ragionevolezza e dal duro lavoro di chi cerca soluzioni reali e non si limita a urlare. É un buon auspicio per le prossime tornate elettorali, a cominciare dall’Austria”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    “Molti si domandano come mai una apertura così chiara da parte dei principali interlocutori europei sul tema dell’immigrazione avvenga solo ora e quali nuovi fattori l’abbiano determinata. In realtà – spiega – questo è il risultato di una serie di cause legate alle vicende interne dei vari paesi europei. Infatti, in Francia ci sono state le elezioni e non ha vinto la destra lepenista, in Spagna è finalmente stato formato un governo dopo un anno di caos e la Merkel, sicura di vincere le elezioni in Germania, può ora proseguire sulla linea della corresponsabilità, che aveva inaugurato già due anni fa accogliendo un milione di rifugiati siriani e che, in un primo momento, le aveva causato un crollo di popolarità.”
    E conclude: “L’affermazione della linea italiana, che non nasce certo oggi, ma che oggi raggiunge un punto di maturazione adeguato, dimostra ancora una volta una realtà che più volte abbiamo affermato, contro l’autolesionismo tipico di molta parte dell’opinione pubblica: la capacità di coniugare dialogo e fermezza conferma la centralità del nostro Paese sugli scenari europei e mondiali. Il merito di questo va al premier Gentiloni, che è stato un eccellente regista, al ministro Minniti, che ha saputo fare scelte anche dure, e al ministro Alfano che non ha mai interrotto la linea del dialogo con nessuno dei soggetti e degli interlocutori in campo, in particolare nel complesso rapporto con la Libia. E si conferma l’importanza fondamentale della scelta di rimandare il nostro ambasciatore in Egitto, Paese che costituisce un punto di equilibrio fondamentale per l’intera sponda sud del Mediterraneo. Gli apprezzamenti ricevuti da tutti a livello internazionale sono la miglior dimostrazione di questo eccellente gioco di squadra”.
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    #BARCELLONA, ALLI: NECESSARIO UNIRE SISTEMI INTELLIGENCE E #DIFESACOMUNEEUROPEA

    “L’attentato di Barcellona è l’ennesimo colpo inferto all’Europa, all’Occidente e alla nostra identità. Serve una reazione forte, un moto di coscienza di tutti contro un unico nemico e che ci spinga sulla strada della collaborazione e dell’unità senza cedere a false semplificazioni che creano solo conflitti ideologici“. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare ai microfoni di Tgcom24.
    “Sulla prevenzione del terrorismo in Europa sono stati fatti molti passi in avanti – ha aggiunto – ma è evidente che non basta: serve ancora più collaborazione tra i sistemi di intelligence della Ue e della comunità internazionale. I nostri sono tra i migliori ed i più efficienti ed efficaci e questa è una delle ragioni per le quali finora la prevenzione ha avuto effetti positivi. Inoltre, è necessaria una difesa comune europea con l’ambizione di difendere i comuni confini. Solo così si crea la coscienza di essere una reale unione degli Stati Uniti d’Europa, quell’unione che De Gasperi aveva prospettato già molti anni fa”.
    E ha concluso: “Molti si erano probabilmente illusi che con la riconquista di qualche roccaforte dell’Isis il terrorismo fosse stato sconfitto. Purtroppo invece ci troviamo a renderci conto drammaticamente del contrario. La lotta sarà ancora lunga e, poiché il terrorismo ha dimostrato doti di grande resilienza, si manifesterà anche secondo modalità nuove e imprevedibili. Non possiamo abbassare la guardia, anzi la sfida diventa sempre più complessa”.