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    #MIGRANTI, ALLI: BENE #RIFORMADUBLINO, VITTORIA #ALFANO E GOVERNO

    “L’appoggio del Parlamento europeo alla riforma del regolamento di Dublino sull’asilo è un importante passo in avanti per arrivare ad una vera politica comune Europea sul diritto di asilo. Ora attendiamo il via libera anche da parte del Consiglio europeo in modo che la svolta possa essere effettiva. L’auspicio è che la larghissima maggioranza preannunciata dalla relatrice Cecilia Wikstrom si realizzi effettivamente. Questo sarebbe un segnale molto importante per la nostra opinione pubblica, che chiede da tempo una Europa più attenta ai problemi reali della gente, come è appunto quello migratorio”. A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare e Presidente dell’Assemblea Parlamentare della NATO.
    “L’eliminazione del criterio del primo paese di accesso – afferma – costituirebbe una importante vittoria del nostro Paese e della determinazione con la quale il governo italiano, negli ultimi anni, ha posto il tema della corresponsabilità su tutti i tavoli europei. In questo senso è doveroso citare l’ottimo lavoro fatto da Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, che hanno lavorato tenacemente per raggiungere questo obiettivo”.
    E conclude: “Quello che lascia perplessi è l’atteggiamento di partiti come Lega Nord, che si sono astenuti, e Movimento 5 stelle che non hanno votato a favore. Di fatto non fanno per nulla gli interessi del loro Paese che li ha mandati in Europa”.
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    #NORDCOREA, ALLI: NO A SOLUZIONI BILATERALI. COINVOLGERE ANCHE CINA, RUSSIA, GIAPPONE E COREA SUD

    “La questione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti è più ampia di quanto si possa pensare e una soluzione bilaterale sarebbe controproducente. È necessario includere al tavolo di confronto gli altri grandi attori regionali, come Cina e Russia da un lato, Giappone e Corea del Sud dall’altro. Non bisogna dare adito a soluzioni limitate, che farebbero il gioco della Cina, avallate dallo stesso Trump”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    “È chiaro, infatti, – aggiunge – il forte interesse da parte della Cina, e della stessa Russia, di allontanare gli Stati Uniti dalla regione per potervi esercitare un controllo pressoché totale. La tendenza al bilateralismo di Trump e la sua politica che si riassume nel motto “America first” rischiano di fare un favore a Pechino e a Mosca, senza peraltro risolvere le vere contraddizioni di fondo di una regione tra le più dinamiche e, al tempo stesso, complesse dell’intero pianeta.
    E conclude: “L’iniziativa del Vaticano, come ha precisato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Greg Burke, ha proprio l’obiettivo di inserirsi in un contesto multilaterale e globale. In questo senso la accogliamo con grande favore perché può essere un’opportunità per confrontarsi sul futuro dell’intero pianeta”.
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    #MIGRANTI, ALLI: ABOLIZIONE PAESE INGRESSO POSITIVA NOVITA’ STRUTTURALE

    La decisione preannunciata in sede di Parlamento Europeo dalla Commissione Libertà Civili relativamente alla proposta di eliminare dal meccanismo del trattato di Dublino il principio del Paese di primo ingresso costituisce una prima positiva novità strutturale sul tema della immigrazione”.
    A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare e Presidente dell’Assemblea Parlamentare della NATO, commentando le anticipazioni rilasciate alla stampa dalla relatrice Cecilia Wikstrom sulla proposta di rivedere l’attuale sistema, per cui il Paese di primo ingresso deve farsi carico di tutte le domande d’asilo, sostituendolo con un sistema automatico e permanente di ricollocamento dei richiedenti nei vari Paesi UE.
    “La revisione del trattato di Dublino – afferma – costituisce il punto di partenza fondamentale per arrivare a una vera politica comune Europea sul diritto di asilo. Se confermata, questa decisione costituirà una prima vittoria del nostro Paese e della determinazione con la quale il governo italiano, negli ultimi anni, ha posto il tema della corresponsabilità su tutti i tavoli europei. In questo senso è doveroso citare l’ottimo lavoro fatto da Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, che hanno lavorato tenacemente per raggiungere questo obiettivo”.
    E conclude: “In attesa di poter leggere il testo della proposta, che speriamo eviti scappatoie che consentano ad alcuni Paesi di continuare a sottrarsi agli obblighi di ripartizione, auspichiamo che la larghissima maggioranza preannunciata dalla relatrice Cecilia Wikstrom si realizzi effettivamente. Questo sarebbe un segnale molto importante per la nostra opinione pubblica, che chiede da tempo una Europa più attenta ai problemi reali della gente, come è appunto quello migratorio”.
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    Alli: accordo Hamas-Fatah positivo ed ulteriore passo in avanti risoluzione conflitto nel #MedioOriente

    L’accordo raggiunto tra Fatah e Hamas è un ulteriore e importante passo in avanti rispetto alle recenti dichiarazioni e riveste una rilevante centralità nel complesso e delicato processo di pace e di equilibrio nel Medio Oriente. L’auspicio è che questo percorso non incontri ostacoli anche perché, come ho avuto modo di constatare durante un colloquio bilaterale con Abu Mazen, lo stesso presidente dell’ANP si è detto ben predisposto ad arrivare a un accordo per permettere le elezioni in Palestina. Un accordo bilaterale appare come l’unica strada possibile per la risoluzione delle tensioni. Una Palestina unita nel segno della moderazione costituisce la premessa indispensabile per una riapertura dei canali di dialogo con Israele che si erano interrotti ormai molti anni fa”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri.

    E conclude: “Hamas, che finora è stata considerata da larga parte della comunità internazionale come un’organizzazione terroristica, sta addivenendo a più miti consigli che dovrebbero portare a un auspicabile ricompattamento delle due componenti palestinesi. Su tale positivo cambiamento di Hamas ha infuito, certamente, sia la recente elezione a presidente di Ismail Haniyé, più moderato del suo predecessore, sia le forti pressioni di Israele e dell’Egitto sulla Striscia di Gaza che hanno fortemente indebolito l’immagine di Hamas di fronte alla popolazione, sia, infine, la posizione dello stesso Abu Mazen e di Fatah, che non hanno ostacolato le iniziative israeliane volte a indebolire la stessa Hamas”.
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    #NATO, GAROFALO: BUON LAVORO AD #ALLI PER RICONFERMA, FRUTTO SUO GRANDE LAVORO

    “La riconferma del collega Alli alla presidenza dell’Assemblea Parlamentare della Nato è un’ottima notizia, frutto del grande lavoro da lui svolto fino ad ora. A Paolo vanno i miei più sinceri auguri di buon lavoro, certo che saprà mettere a frutto nel migliore dei modi la sua esperienza in campo internazionale e le sue grandi doti di mediazione”. Lo dichiara Vncenzo Garofalo, deputato di Alternativa popolare
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    #NATO, LUPI: CONFERMA PRESIDENZA #ALLI SUGGELLA OTTIMO LAVORO SVOLTO. AUGURI DA GRUPPO #AP

    “A nome mio e di tutto il gruppo parlamentare di Alternativa popolare esprimo le più sentite congratulazioni al collega e amico Paolo Alli per la rielezione alla presidenza dell’Assemblea Parlamentare della NATO. Un secondo mandato che suggella l’ottimo lavoro svolto in questo primo anno di presidenza in cui ha saputo mettere a frutto la sua grande esperienza in politica internazionale. A lui i nostri auguri di buon lavoro”. Così Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera
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    ALLI: SGOMENTI PER EFFERATEZZA STRAGE A #LASVEGAS

    L’insensata sparatoria di Las Vegas ci lascia sgomenti per l’efferatezza con cui è stata compiuta e la gravità per il numero di vittime. È assurdo come la follia di un solo uomo possa falcidiare vite innocenti. Alle famiglie delle vittime e agli Stati Uniti va il nostro più sentito cordoglio”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri. E aggiunge: “È chiaro che è necessario far luce sull’episodio per capirne la matrice. Sempre più spesso i concerti e i luoghi di raccolta dei giovani diventano teatro di stragi. La comunità internazionale deve fare fronte comune per mettere in campo tutte le strategie possibili per potenziare la prevenzione: una strada è una sempre maggiore condivisione delle informazioni di intelligence”.
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    ALLI: #MILANO, CANDIDATURA DI GRANDE PRESTIGIO. #EMA

    “Nei giorni scorsi sono stato a Riga, dove, a nome dell’intergruppo parlamentare a sostegno della candidatura di Milano come sede per l’Ema ho avuto importanti colloqui. La Lettonia è uno dei paesi che non ha presentato una propria candidatura, quindi il suo sostegno sarebbe particolarmente prezioso. L’Ema è una grande opportunità per Milano e per l’Italia e rafforzerebbe ancora di più la nostra posizione in Europa. Anche nella capitale baltica ho incontrato interesse e attenzione, perché Milano è considerata da tutti una città di grande prestigio”. A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare.
    “L’offerta che è stata fatta dalla città meneghina – aggiunge – è molto solida ma dovrà affrontare una concorrenza agguerritissima. Quindi, non sarà certamente una partita facile, ma se manteniamo una forte unità abbiamo possibilità di successo”.
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    #COREANORD, ALLI: ATTEGGIAMENTO MUSCOLARE #TRUMP FAVORISCE INSTABILITÀ

    Con il suo atteggiamento muscolare contro la Corea del Nord e l’Iran, il presidente Trump non fa altro che dare adito a quegli attori cui giova la situazione di instabilità regionale e che talvolta la cavalcano per approfittarsene. Il rischio della logica di Trump è che il multilateralismo, che ha caratterizzato il lavoro della comunità occidentale, venga poco per volta soppiantato da logiche bilaterali tipiche della Russia e della Cina”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E aggiunge: “Il principio reiterato dell’America first e le recenti dichiarazioni del Presidente Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sembrano confermare un retro pensiero caratterizzato dell’affermazione di una logica bilaterale che costituirebbe un gravissimo pericolo per la collettività. E’ fondamentale, dunque, che gli USA, così come tutti gli attori internazionali, continuino ad affermare il ruolo delle Nazioni Unite, dell’Unione europea, della NATO e dei grandi organismi all’interno dei quali ci si confronta con pari importanza e dignità. Questo è l’unico strumento in grado di garantire e tutelare un clima di tolleranza e di pace nel sistema internazionale, in un tempo nel quale, come vediamo quotidianamente, i rischi aumentano anziché ridursi”.
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    #MedioOriente, Alli: Apertura #Hamas importante. Auspichiamo da parole ai fatti

    “La dichiarazione di apertura da parte di Hamas riveste una importanza fondamentale all’interno del complesso processo di pace in Medio Oriente. Solo due mesi fa, in occasione di una mia visita in Israele e nei territori palestinesi, avevo avuto occasione di ascoltare direttamente dal presidente dell’ANP Abu Mazen, durante un mio colloquio bilaterale con lui, l’auspicio che Hamas e Fatah potessero arrivare ad un accordo che consentisse finalmente, dopo anni, lo svolgimento di elezioni in Palestina”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri.
    E aggiunge: “Ora assistiamo all’inizio di un auspicabile ricompattamento delle due componenti palestinesi, che dovrebbe condurre a una maggior ragionevolezza da parte di quella Hamas che è stata ed è considerata da larga parte della comunità internazionale come un’organizzazione terroristica. Bisogna solo sperare che ora, alle dichiarazioni, seguano i fatti”.
    “Certamente – conclude – sono stati determinanti, per spingere la componente che controlla la Striscia di Gaza a più miti consigli, sia la recente elezione a presidente di Ismail Haniyé, più moderato del suo predecessore, sia le forti pressioni di Israele e dell’Egitto sulla Striscia di Gaza che hanno fortemente indebolito l’immagine di Hamas di fronte alla popolazione, sia, infine, la posizione dello stesso Abu Mazen e di Fatah, che non hanno ostacolato le iniziative israeliane volte a indebolire la stessa Hamas. Una Palestina unita nel segno della moderazione costituisce la premessa indispensabile per una riapertura dei canali di dialogo con Israele che si erano interrotti ormai molti anni fa. Ancora una volta si evidenzia il ruolo cruciale dell’Egitto negli equilibri della Regione. L’avvento al potere di Al Sisi dopo la parentesi dei Fratelli Musulmani, ha, infatti, ulteriormente contribuito all’isolamento della componente radicale e terroristica all’interno del mondo palestinese, costituendo un ulteriore elemento che favorisce oggi questa decisione, destinata certamente ad avere conseguenze importanti e, auspicabilmente, positive”.