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    #AreaPopolare per l’Italicum, le ragioni di un sì

    21 maggio 2015 – Iniziamo con Area Popolare per Italicum la serie “Ap Books”, una sorta di quaderni di Area popolare che documenterà l’attività del gruppo parlamentare della Camera dei deputati fornendo strumenti di lavoro (e di memoria) sui vari temi che il potere legislativo va via via affrontando.

    Il primo di questi instant book è dedicato all’Italicum, la legge elettorale finalmente approvata dal Parlamento italiano in modo definitivo con il voto del 4 maggio 2015, alla quale hanno contribuito in modo determinante i deputati di Area Popolare: senza i nostri 29 voti la coalizione di governo sarebbe rimasta sotto la soglia 316, il numero che certifica la maggioranza alla Camera. Abbiamo votato convintamente questa legge, dopo averne a lungo discusso, dopo aver chiesto e ottenuto modifiche significative rispetto al testo originario e che l’hanno migliorata. Le ragioni del nostro sì le trovate nei discorsi pronunciati in Aula da Dorina Bianchi, Sergio Pizzolante, Fabrizio Cicchitto, Rocco Buttiglione, Ferdinando Adornato e dal capogruppo Maurizio Lupi. Io aggiungo solo una considerazione: questa legge elettorale dà stabilità al sistema politico italiano. Ci siamo sentiti dire per tanti anni che l’Italia doveva diventare un “Paese normale”, con questa legge, grazie alla quale si saprà con certezza il giorno dopo le elezioni chi ha vinto e chi ha perso, siamo sulla buona strada: chi governa avrà i numeri per farlo, chi si è presentato davanti agli elettori avrà la possibilità di rappresentarli adeguatamente anche se in minoranza. Risolti tutti i nostri problemi? Certamente no. Un grande poeta del ’900, Thomas S. Eliot ha scritto parole che demistificano ogni utopia che affidi in modo automatico la soluzione della problematica del vivere comune a leggi, decreti o a ingegnerie sociali studiate a tavolino: “Sognano sistemi talmente perfetti da rendere inutile all’uomo di essere buono”. Non esiste meccanismo elettorale o istituzionale che possa sostituirsi alla libera iniziativa, all’impegno, alla creatività, alla progettualità di chi ha la capacità di mettersi insieme per cambiare con coraggio uno status quo che non piace, che non genera novità, speranza per il futuro, sviluppo. L’Italicum non è il risultato di un colpo di bacchetta magica di un uomo solo, è il frutto di un lavoro fatto insieme da chi si è assunto la responsabilità del cambiamento anche nel dare nuove regole alla nostra democrazia. Come tale l’Italicum determina le condizioni per cui, come ha saputo fare il centrosinistra, anche il centrodestra possa reinventarsi, senza inseguire facili slogan demagogici ed estremisti che drogano i sondaggi ma non pongono in essere nessuna vera alternativa alla sinistra che sia praticabile per i moderati, i liberali, i popolari italiani. è questo il compito che ci aspetta. Buona lettura e buon lavoro.

    Angelino Alfano

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