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    Bosco: bene #Cassazione, ora si approvi dl #Vaccini

    Dopo la scienza, ora anche la legge, con la sentenza della Cassazione, ha spazzato via le vergognose fake news circa una possibile correlazione tra le vaccinazioni e malattie come l’autismo. Ora è il momento che il buon senso prevalga tra tutte le forze politiche e che il Parlamento prenda su di sè la propria responsabilità, approvando quanto prima il decreto vaccini in discussione alla Camera. La campagna di contro e disinformazione ha gia’ creato enormi danni, causando un drastico calo delle vaccinazioni in Italia. Ora che la verita’ e’ stata definitivamente e legalmente ristabilita dobbiamo recuperare il gap creatosi, a tutela della salute dei nostri cittadini. Ancora una volta il lavoro e la responsabilita’ del ministro Lorenzin e di tutta AP ha prevalso sull’irresponsabilita’ dei tanti sciacalli del web”. Lo afferma Nino Bosco, deputato di AP.

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    #Vaccini, Lorenzin: bene #Cassazione, stop bufale su #autismo

    “Direttamente o indirettamente la tesi principale dei no vax è quella di paventare un presunto collegamento tra le vaccinazioni e l’insorgenza di malattie come l’autismo, giocando sulla paura delle madri e delle famiglie. Questa tesi è stata smentita in questi anni prima di tutto dalla comunità scientifica mondiale e adesso anche dal diritto e dalla giustizia grazie alla sentenza della Corte di Cassazione“. E’ il commento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla sentenza della Cassazione che ha negato il collegamento tra vaccini e autismo. “Rivendichiamo la bontà del decreto vaccini, ora all’esame della Camera – aggiunge Lorenzin – per innalzare velocemente l’immunizzazione di massa in Italia, calata in modo preoccupante soprattutto a causa del dilagare di queste tesi anti scientifiche. Ecco perche’ e’ importante -áriconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste nessuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo. Le forze politiche tutte hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali. Con la forza della ragione e della scienza – conclude – dobbiamo voltare pagina e lavorare insieme per tutelare la salute dei nostri concittadini”.

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    BINETTI: #AUTISMO NO CORRELAZIONE CON #VACCINI, PROFILASSI IMPORTANTE

    “Il grido d’allarme del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità non può rimanere inascoltato: il caso di difterite che si è verificato in questi giorni mostra come il calo di vaccinazioni stia diventando progressivamente sempre più pericoloso per la salute pubblica. Vaccinarsi costituisce un gesto di profonda responsabilità non solo sul piano personale, ma anche sul piano della tutela della salute pubblica. Ce lo ricorda il comma 1 dell’articolo 32 della nostra Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. Ma per questo serve un salto di qualità di tutti gli italiani nell’approccio ai grandi temi della salute. Non si tratta solo di un diritto individuale da rivendicare quando si ha bisogno di cure, è anche un dovere di tutela nei confronti della salute degli altri. Ed è uno dei primi modi con cui le famiglia fanno educazione alla salute con i propri figli, spiegando il perché delle vaccinazioni, mentre le scuole esigono i relativi certificati di vaccinazione. E’ una sinergia positiva a cui non ci i può sottrarre in nome di false teorie scientifiche: nessun vaccino è mai stato responsabile dell’autismo di un bambino. Questa falsa credenza è la conseguenza di un falso storico ormai pienamente documentato. Vaccinare i propri figli è un diritto ed un dovere a cui non ci si può sottrarre, anche a tutela di tanti altri bambini.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Se ne parlerà oggi alla LUMSA in occasione dell’inaugurazione di un Master sull’autismo, nel tentativo di imparare a distinguere tra vere e false teorie nel complesso mondo della scienza e della clinica. E se ne parlerà ad un folto gruppo di docenti, che hanno a loro carico anche una parte importante dell’educazione alla salute dei loro studenti. L’obbligo della vaccinazione come punto chiave della salute pubblica di un paese è anche un modo concreto per evitare costi personali e sociali, che possono raggiungere livelli tutt’altro che irrilevanti. Ma il Master sull’Autismo, diretto dalla Prof. Maria Cinque, sarà anche occasione per capire come trattare i soggetti che rientrano nello spettro autistico, applicando quella pedagogia curativa, che potenzia al massimo le risorse del soggetto, aiutandolo ad individuare tutte le strategie possibili per fronteggiare le sue difficoltà nel campo della comunicazione e della relazione,” conclude la Binetti.
     
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    BINETTI: #AUTISMO URGENTI NUOVE LINEE GUIDA SU LEGGE 134

     
    “Poco più di un anno fa, nell’agosto 2015, il Parlamento ha approvato la legge 134 sull’autismo, che contiene disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie. Successivamente con la legge di stabilità 2016 è stato creato un fondo di 5 milioni per realizzare gli obiettivi previsti dalla legge, finora però quel fondo, oggettivamente limitato, ma concreto e reale, è rimasto bloccato in attesa che il governo definisse meglio come destinare le risorse accantonate. Attualmente il ministro della salute propone di destinare le risorse per aggiornare le Linee guida (articolo 2 della legge), rivedere le Linee di indirizzo (articolo 3) e promuovere progetti di ricerca (artcolo 4), che riguardino non solo gli aspetti eziologici dell’autismo, ma anche le modalità più opportune per facilitare il loro inserimento nel contesto scolastico prima e nel contesto professionale successivamente. Tutte attività necessarie e importanti, proprio per poter applicare rigorosamente la legge 134, a cominciare dall’aggiornamento delle linee guida che risalgono al 2011. E’ importate ricordare inoltre che quelle linee guida si fermavano sulla soglia dell’adolescenza, mentre la legge attuale ha il grande merito di considerare il soggetto con sindrome dello spettro autistco a tutto campo, nell’intero arco della sua vita.“
    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che della legge è stata relatrice alla camera. “ I nuovi LEA, pur tra i tanti meriti che hanno, includono l’autismo in un modo non del tutto soddisfacente, proprio perché mancano linee guida adeguate a rispondere agli sviluppi che la scienza ha fatto in questi anni, soprattutto sul piano della cura e della riabilitazione. Ma è soprattutto fondamentale interrogarsi su come rispondere ai bisogni del giovane autistico, nel momento in cui esce dal percorso scolastico e cerca nuove modalità di inclusione nella società. C’è urgenza di fare passi avanti, non solo nella ricerca genetica, per la quale forse è possibile utilizzare risorse disponibili presso i fondi europei o presso il MIUR, ma anche sul piano didattico e socio-professionale. Occorre capire come sostenere meglio le famiglie, ricordando che l’INPS ha reso disponibile per loro l’indennità di accompagnamento fino ai 18 anni, mentre dovremmo estenderlo per tutto il tempo necessario a quanti ne hanno bisogno. La legge sull’autismo è una delle pochissime leggi di origine parlamentare, elaborata, discussa e approvata all’unanimità nella Commissione Sanità e apprezzata più volte anche dal Presidente della Repubblica. Per questo desideriamo che la sua applicazione sia completa e coerente e che le risorse di cui disponiamo siano spese nel miglior modo possibile. E’ chiaro che le Regioni, nell’ambito delle risorse di cui dispongono debbono migliorare le ore di trattamento con interventi di tipo multiprofessionale per i pazienti complessi. Ma questo non deve impedire una pronta revisione e attuazione di nuove linee guida, che meglio rispondano allo spirito della legge.”
     
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    BINETTI: PREVEDERE MAGGIORE ASSISTENZA PER AFFETTI DA AUTISMO #SANITA’

     
     
    “Il Dibattito sui nuovi Lea, attesi da oltre 10 anni e salutati complessivamente in modo positivo da tutto il pianeta Sanità, presentano comunque una serie di perplessità che non possono essere liquidate con un generico ottimismo o con una rassicurazione non sufficientemente fondata su ciò che realmente il Decreto dice, o non dice. Dispiace alle associazioni che da tempo si occupano dei diritti dei malati il fatto che l’impianto generale dei Lea rifletta ancora un sistema di tipo assistenzialistico e manchi quella indispensabile proiezione verso processi e sostegni finalizzati all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva alla vita di comunità. Gli ultimi disegni di legge recentemente approvati in Parlamento a cominciare da quello sull’Autismo, ma anche il Dopo di Noi, riflettono un impianto più moderno e più coerente con la Convenzione ONU, che supera decisamente la logica meramente assistenziale per proporre una visione a 360 gradi della vita del soggetto, dei suoi diritti e del suo inserimento nella società. “
    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che si sofferma in particolare sul rapporto Lea ed autismo. “La recente legge sull’autismo, approvata circa un anno fa, si poneva come modello di riferimento per molte altre patologie proprio per il suo riferimento iniziale alla Convenzione ONU e ai diritti delle persone con disabilità. L’accento sulla parola diritto spazzava via tante modalità assistenziali legate ad un approccio di segno diverso e ricostituiva un itinerario che avrebbe dovuto accompagnare il soggetto per tutto l’arco della sua vita. Ora nei nuovi Lea non appare nessun riferimento esplicito all’attenzione da prestare al soggetto autistico adulto, al suo bisogno assoluto di inserimento anche sul piano professionale, parte integrante di un progetto terapeutico a tutto tondo. Il fatto poi, -prosegue la Binetti- che la revisione delle linee guida non sia ancora iniziata è un ulteriore fattore di debolezza rispetto alle attese delle associazioni, che restano ancora vincolate alle prime insoddisfacenti linee guida del 2011. Insoddisfacenti perché si fermavano sulla soglia dell’adolescenza, disconoscendo tutte le problematiche specifiche delle età successive e quindi erano prive di quella verifica di efficacia che solo il tempo può dare ad ogni modello di tipo abilitativo o riabilitativo. Di tutto questo stiamo parlando in numerosi e diversi contesti proprio per mettere a fuoco quelle correzioni di rotta su cui insisteremo quando il decreto sui Lea arriverà in Parlamento. Dopo aver atteso oltre 10 anni per il suo aggiornamento non ci si può accontentare di un modello incompleto e in parte superato nella filosofia che lo anima. Per quanto possa sembrare paradossale c’è una vera e propria filosofia della salute che si ispira a quella cultura dei diritti individuali così cara al nostro tempo, soprattutto quando vanno declinati come diritti sociali e si interfacciano con il sistema in cui la persona è inserita. Il diritto alla salute non ammette cedimenti di sorta e obbliga a garantire i migliori servizi disponibili su base tecnico-scientifica a tutte le persone che ne hanno bisogno e di questo parliamo quando affrontiamo il tema dei livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti Lea”, conclude la Binetti.
     
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    Binetti: Nuova legge su autismo un bel salto di qualità.

    “La nuova legge sull’Autismo, definitivamente approvata oggi in Senato, rappresenta una bella sfida per fare un vero e proprio salto di qualità sul piano della inclusione sociale per tutti i soggetti che rientrano nello spettro autistico”. Lo afferma Paola Binetti, deputato di Area Popolare.
    “È una delle novità più interessanti di questo disegno di legge che allunga il suo sguardo dal bambino autistico all’autistico adulto. C’è una forte attenzione alla diagnosi precoce e ai trattamenti abilitativi a cui il bambino va sottoposto non appena scatta il dubbio diagnostico, inoltre la legge include un nuovo interesse al sua vita nelle fasi successive: prevede un inserimento a scuola propedeutico a quello che inseguito sarà il suo inserimento professionale, dove si richiedono nuove e diverse modalità di formazione e di capacitazione.

    In questa legge, che è una legge quadro, e questo è certamente uno degli aspetti più positivi, emerge lo sforzo di prendere in considerazione tutto l’arco della vita di una persona, andando oltre la prevalente medicalizzazione con cui fino ad oggi è stato trattato il ‘bambino’ autistico.

    Tra i nuovi LEA e le nuove Linee Guida che l’Istituto Superiore di Sanità dovrà pubblicare quanto prima, i bisogni dei soggetti autistici trovano nella legge una declinazione a 360 gradi.

    Sono queste le sfide future che proprio in virtù della legge dovremo affrontare per creare le occasioni più opportune che consentano ai bambini autistici di crescere fino a diventare adulti il più autonomi possibile, ed è per questo che le linee guida dell’ISS dovranno tener conto non solo dei modelli puerocentrici ma dovranno rispondere ad una domanda fondamentale: che farà questo bambino da grande? Come lo aiuteremo a diventare grande?

    Questa legge- spiega la deputata- va oltre il naturale e classico coinvolgimento dei neuropsichiatri infantili e dei pediatri,infatti si concentra notevolmente sugli psichiatri, sugli insegnanti, sui professionisti e sugli imprenditori.

    Un’attenzione particolare, quindi, è rivolta a tutta la società che deve disporsi ad una inclusione effettiva delle persone che rientrano nello spettro autistico, non solo quando sono dei bambini ma anche quando diventano grandi e hanno voglia di essere presi in considerazione proprio come persone capaci di contribuire al bene della società”.