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    #Banche, Pizzolante: Solidarietà al Sottosegretario #Boschi, #Vegas dovrebbe dimettersi, #DiMaio è un fake leader

    “Premesso che si sta rivelando un errore, spero non fatale, tutta questa vicenda della Commissione d’inchiesta sulle banche nelle ultime settimane della legislatura, dove gli aspetti elettoralistici e scandalistici finiscono per prevalere su ogni cosa. Premesso ancora che è un’ulteriore errore, per chi governa, trattare la questione banche con tratti populistici, che non possono non avvantaggiare i populisti professionisti. Mi ha fatto impressione ieri l’ansia di Vegas di dire qualcosa sulla Boschi” . Lo scrive sui social Sergio Pizzolante, vicepresidente dei deputati di Ap- CpE- Ncd.
    “Alle domande generiche di Zoggia, sulle relazioni fra membri di governo e CONSOB, Vegas rispondeva sollecitando domande più specifiche, alle quali mostrava essere desideroso di rispondere. Sostanzialmente: perché non mi dite che volete che vi parli della Boschi? Vi parlo della Boschi. Per uno che dovrebbe fare l’arbitro non è il massimo- commenta il parlamentare.
    È come se un arbitro di calcio dicesse al calciatore di una delle due squadre: vuoi chiedermi di darti un calcio di rigore? Chiedimi un calcio di rigore. Ti do il calcio di rigore. Ma qual è il fallo di rigore commesso dalla Boschi? Non c’è! Lo stesso Vegas dice che non c’è. Nessuna pressione, ha detto. Solo scambio di informazioni e di opinioni. A casa di Vegas, non in una sala torture. E c’era la preoccupazione della Boschi che ci fosse nocumento per l’industria aretina principale. Che c’è di male? Nulla. Ma Vegas non poteva non sapere l’impatto delle sue dichiarazioni, fortemente sollecitate, pur fondate sul nulla. Quindi deve dimettersi.
    Al Sottosegretario Boschi va tutta la mia solidarietà per gli attacchi violenti e ingiusti, di questi giorni e di questo ultimo anno, è stato un ottimo ministro e buon sottosegretario alla Presidenza. Non si può dire la stessa cosa di chi doveva arbitrare sulle banche e sul mercato. Solidarietà alla Boschi anche per gli attacchi demenziali di Travaglio. Uno che si è arricchito producendo spazzatura informativa e che Media incivili hanno eretto a star televisiva e teatrale. Solidarietà alla Boschi anche per l’insulto di Di Maio, il Fake leader dei 5stelle”, conclude Pizzolante.
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    SOTTOSEGRETARIO BIANCHI: VIGNETTA BOSCHI NON SATIRA MA VOLGARE SESSISMO

    Roma, 10 agosto 2016. “La vignetta di dubbio gusto che campeggia oggi sul Fatto Quotidiano e che ha come protagonista il ministro Boschi ci indigna. A lei va tutta la mia solidarietà per il penoso attacco ricevuto. Quando non si hanno argomenti per ribattere in una discussione e si ricorre alle insinuazioni sull’aspetto fisico, in particolare di noi donne, allora non è più satira ma sessismo volgare e offensivo. Il direttore Travaglio si scusi, doverosamente”. A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al MiBACT e deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc).   

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    BIANCHI: INTERVENTO BOSCHI INECCEPIBILE. MOZIONE SVILISCE RUOLO PARLAMENTO

    “L’intervento del ministro Boschi è stato ineccepibile e dimostra chiaramente come non esista alcun conflitto di interessi. Presentare una mozione di sfiducia è un atto parlamentare serio e va suffragato da elementi inoppugnabili, non può trasformarsi o peggio essere utilizzato per un attacco personale, che finisce per svilire il ruolo del Parlamento e delle istituzioni. Questo Governo ha detto chiaramente che non farà sconti a nessuno, ha dimostrato di voler affrontare il problema con un decreto e di volere la massima trasparenza con la commissione di inchiesta. Quanto è costata ai cittadini questa inutile giornata?” lo dichiara Dorina Bianchi, vicepresidente dei deputati di Area popolare.

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    Lupi: No a sfiducia strumentale e inutile a ministro Boschi

    Votiamo no alla mozione di sfiducia, la cui strumentalità e pochezza delle motivazioni fanno capire che e’ una cosa inutile. 

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    La mozione di sfiducia individuale che è stata presentata – lo diciamo subito voteremo contro la mozione di sfiducia personale che è stata presentata e ancora di più convintamente contro dopo aver sentito il suo intervento – ci permette, partendo anche dal suo intervento, di fare alcune considerazioni che potrebbero essere molto utili all’interno del conflitto e del confronto politico che avviene nel nostro Paese. La prima è una considerazione di merito. Lei ha già, ovviamente, risposto puntualmente, ma a me preme recuperare la sintesi delle motivazioni e comprendere come la strumentalità delle mozioni di sfiducia, e della mozione di sfiducia che è stata presentata, riduce anche il valore dello strumento.

    È talmente evidente e talmente palese la strumentalità e la vuotezza delle considerazioni che sono state presentate che, forse, anziché perderci troppo tempo vale la pena sintetizza sintetizzarla in tre motivi che possano rimanere nella memoria di tutti e possano far capire come non fare clamorosamente questi errori.

    Il primo, lei lo ha citato in maniera molto chiara, il commissariamento operato da questo Governo non ha favorito alcuno, neanche le persone che a lei sono legate.

    Il secondo, ancora più importante. Il decreto-legge salva-banche che abbiamo presentato e poi messo nella legge di stabilità ha sì favorito qualcuno: 1 milione di correntisti, 3,4 miliardi di euro di risparmi, 7.200 lavoratori!

    Il terzo, ed è la questione politica a cui tutti noi dovremmo fare riferimento, che forse avrebbe evitato qualsiasi mozioni di sfiducia individuale o mozioni di sfiducia contro il Governo, che ovviamente sono assolutamente legittime: immediatamente dopo i fatti, a fronte della richiesta da parte dell’opposizione di una Commissione d’inchiesta, dieci secondi dopo l’intera maggioranza ha detto «sì» alla Commissione d’inchiesta.

    Questo è il dato politico più rilevante, di cui un Parlamento e il confronto tra forze politiche legittimamente diverse, di chi sta in maggioranza e di chi sta all’opposizione, dovrebbero tener conto, dovrebbero far riferimento, valorizzando l’uso e la funzione di questa istituzione! Cosa di più di una Commissione di inchiesta parlamentare può ridare il ruolo ad un Parlamento e riportare all’accertamento delle responsabilità non penali, ma politiche, che possono esserci?

    Questi tre punti rispondono in maniera convinta al perché noi come Area Popolare voteremo contro la mozione di sfiducia; e facciamo un appello perché non si ripetano errori come quelli che si stanno facendo, perché sviliscono il ruolo delle istituzioni e gli strumenti che le istituzioni e l’istituzione parlamentare si dà. Però ci sono altre due considerazioni che voglio fare, e che lei ha toccato nel suo intervento, e che forse possono aiutarci: il tempo può darci ragione nel fare e nel non dimenticare queste considerazioni. La prima lei l’ha toccata in un passaggio, ma troppo spesso noi ci dimentichiamo di questo: chi giudica? Lei ha detto: chi giudica quando e se hai sbagliato? Sono i talk show, sono le intercettazioni che vengono pubblicate, sono la gogna mediatica o il dibattito mediatico legittimo a cui si assiste nei giorni in cui accadono questi fatti, o c’è un giudizio oggettivo a cui tutti noi dobbiamo riferirci? Quante storie in questo Paese, quanti fatti di questo Paese che riguardano cittadini comuni, ma anche cittadini che hanno responsabilità politiche, hanno fatto capire che se si va dietro la notizia, la gogna mediatica, le pubblicazioni delle intercettazioni, l’avviso di garanzia che dovrebbe essere una tutela, si sminuiscono e si riducono non solo le libertà individuali, ma la forza politica e la democrazia di un Paese! Cito solo nell’ultimo mese e mezzo i fatti che sono accaduti e che dovrebbero farci riflettere: Penati, Errani, Paolo Ligresti, il caso Mannino, il caso Fitto, il caso Vendola, il caso Azzolini… e mettiamo tutti i puntini che possono proseguire e che ci fanno lanciare un campanello d’allarme alla nostra memoria e alla nostra responsabilità politica. Io credo che troppo spesso ci indigniamo quando accadono questi fatti, e ce ne dimentichiamo per sottoporre questi fatti all’uso strumentale della nostra legittima battaglia politica: non facciamo un favore alla politica, non facciamo un favore alle istituzioni, non facciamo un favore e un aiuto alla democrazia di questo Paese, e al legittimo confronto anche duro tra maggioranza e opposizione. La nostra storia, la storia di Area Popolare e la storia di ognuno di noi, la storia delle persone e dei gruppi parlamentari che sono rappresentati in questo Parlamento è la storia di chi si batte per una politica con la «P» maiuscola, e per delle istituzioni che sono la sintesi e la garanzia di un Paese, tanto più il Paese vuole essere unito e vuole guardare al futuro.

    La seconda considerazione, che però è conseguente a questa prima, che lei ovviamente ha toccato nel suo intervento ma che sottostà al dibattito di tutti questi giorni: il confronto politico, l’uso politico, il confronto legittimo e politico tra maggioranza e opposizione, come lo salvaguardiamo, come lo rendiamo dignitoso? È evidente anche nel suo caso! Io domando a chiunque ci ascolti, ai colleghi parlamentari ma anche chi ci ascolta seguendo i nostri lavori: può il senso di giustizia di un Paese come il nostro ridursi a tanto? Può il concetto di responsabilità personale sancito dalla nostra Costituzione essere così svillaneggiato? Può la lotta politica abbassarsi a questo livello?

    Si vuole attaccare la Ministra Boschi? La si attacchi fino in fondo, perché ha sbagliato la riforma costituzionale, perché sta lavorando male, perché sta portando avanti in questo Governo provvedimenti che non sono e non si ritengono giusti; ma non si usi o non si festeggi e non si prenda l’appiglio ad un particolare per pensare che questo sarà il modo con cui si distrugge l’avversario politico. Perché non si è distrutto l’avversario politico: si sono create le condizioni perché anche tu, magari fra sei mesi, fra sei anni, fra dieci anni, sarai distrutto allo stesso modo, e si è abbassato il confronto politico nel nostro Paese. Si è tolta la totale dignità al confronto delle istituzioni. È talmente evidente in questo caso!

    Ma la colpa può essere che Pier Luigi Boschi sia papà di Maria Elena Boschi, o che Maria Elena Boschi sia la figlia di Pier Luigi Boschi? Ma è possibile che la responsabilità personale non sia garantita fino alla fine, fino a che non ci sono fatti concreti che evidenziano responsabilità? Allora, se qualcuno ha sbagliato, ne risponde; ma siccome a questo momento non ci sono fatti che provino mancanze, la discussione che noi stiamo facendo è un paradosso: o meglio, è un elemento che ci può aiutare forse a non commettere più questi errori, a non fare questi clamorosi autogol.

    Non voglio neanche – e lo dico perché in questi giorni sui giornali è emersa questa domanda – sottrarmi alla considerazione: ma che differenza c’è tra il caso della Ministra Boschi e il mio caso? Perché io mi sono dimesso e la Ministra Boschi non si è dimessa? Io credo che ci sia un dato comune tra i due casi: non avevo fatto assolutamente nulla io, non ha fatto assolutamente nulla la Ministra Boschi!

    Per quanto riguarda il mio caso personale, l’ho detto nel discorso che ho fatto in quel marzo a questo Parlamento, chi vuole vada a rileggersi gli atti: è stata una considerazione assolutamente personale riguardo alla mia concezione di politica, alla mia concezione di responsabilità e al fatto che non si rinuncia, anche se si fa politica, ad essere persone. Per me la famiglia, i rapporti sono una cosa importante, e questo è quello che io voglio ribadire sempre; il resto è ovviamente legato alla legittima assunzione di responsabilità personale. Anche perché, lo dico per chi mi conosce: se il Presidente del Consiglio avesse chiesto le mie dimissioni a fronte di una cosa che non avevo assolutamente commesso, quello sarebbe stato un motivo per cui non mi sarei dimesso.

    Quindi questa mozione è costruita sul nulla. Noi non vediamo ragioni per cui la Ministra Boschi dovrebbe dimettersi. Non vedo argomenti in questa mozione di sfiducia: vedo solo il fatto positivo di aver salvato i conti di molti italiani, vedo la volontà di cercare la responsabilità di quanto successo, vedo l’impegno con cui si sta operando per una riforma del credito; e lo ricordo alla maggioranza, che non sia calata dall’alto! E quindi per un’effettiva tutela del risparmio. Per tutti questi motivi il gruppo di Area Popolare voterà «no» alla richiesta di sfiducia.

  • EXPO, ASSEMBLEA ASSOLOMBARDA CONFINDUSTRIA CON MATTARELLA - FOTO 7

    Ormai Salvini comanda e Forza Italia esegue ubbidiente

    “Abbiamo tutti fatto il duro mestiere dell’opposizione, ma est modus in rebus. Spiace vedere un partito con la storia e la consistenza di Forza Italia al traino prima del Movimento 5 Stelle e tentata dalla mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Boschi per il reato di figliolanza e poi, abbandonata la strada pentastellata, accodarsi al carro salviniano per una mozione di sfiducia al governo tout court. Governo che viene definito ‘abusivo’ perché non ha vinto le elezioni. Ma le elezioni, forse Forza Italia l’ha dimenticato, nel 2013 non le ha vinte nessuno. Di lì, su intuizione di Silvio Berlusconi nacque la proposta della rielezione del presidente Napolitano e la formula dell’attuale governo, sostenuto in un primo tempo direttamente da Forza Italia nella versione Letta e in un secondo tempo indirettamente dal Patto del Nazareno nella versione Renzi. Mentre va dato atto alla Lega almeno di coerenza, se non di validità degli argomenti, per averlo contrastato sin dall’inizio, che dire dell’andamento ondivago di Forza Italia che della linea politica della Lega salviniana sta diventando, purtroppo, giorno dopo giorno soltanto un fedele interprete?”. 

    Lo dichiarano in una nota congiunta Maurizio Lupi e Renato Schifani, presidenti dei deputati e dei senatori di Area popolare.

  • Antonino Bosco

    Bosco: da Lega soliti attacchi beceri e strumentali

    Soliti attacchi beceri e fuori bersaglio da chi, Lega in primis, lavora solo per aizzare paure per meri fini elettorali. L’Italia ha dato grande esempio di umanità e solidarietà. Grazie al costante impegno delle istituzioni e del ministro degli Interni, Angelino Alfano, con Mare Nostrum abbiamo salvato migliaia di vite. L’Italia può andare a testa alta.
    Dopo tanta insistenza del governo italiano, finalmente l’Europa si è svegliata e con il commissario Malmstroem – aggiunge – abbiamo avviato Frontex plus. Risultato frutto del delicato lavoro della diplomazia italiana e del ministro Alfano. C’è chi lavora e porta a casa risultati seri e responsabili, c’è chi invece fa solo propaganda sulla pelle degli altri.

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    Pagano: uso contanti come Cuba castrista

    Alessandro Pagano: Oggi il governo ha contraddetto la propria mission, ossia lavorare al rilancio della nostra economia. Non può, infatti, che definirsi contraddittoria, anzi una vera minaccia ad una economia che a fatica tenta di riprendersi dalla crisi, l’iniziativa del ministro Boschi che ha portato all’eliminazione della norma sull’uso del contante da parte di cittadini stranieri introdotta con un emendamento al dl competitività dal Senato.

    Si tratta di una decisione che disincentiverà i visitatori stranieri (non solo turisti ma anche uomini d’affari) dal soggiornare e fare acquisti in Italia dirottandoli verso altri Paesi, nostri diretti concorrenti, dove non esistono vincoli all’uso del contante o sono in vigore regole molto più elastiche. L’Italia, ancora alle prese con una congiuntura economica estremamente difficile, non aveva certamente bisogno di un intervento tanto anacronistico quanto illiberale.

    E allora ci domandiamo quale sia la ratio dietro questa decisione visto che il Paese non ne trarrà alcun beneficio ne’ tanto meno serve per combattere il fenomeno dell’evasione. Se questa iniziativa non sarà rimessa in discussione confermeremo di essere più vicini alla Cuba castrista che non alle grandi economie occidentali, con buona pace di Renzi il quale continua a dichiarare che il Pil ripartira’ non si sa in virtu’ di quale coincidenza astrale.

  • saltamartini1

    Saltamartini: Insulti a Boschi vergognosi. Stop a derive verbali

    Saltamartini: Gli insulti sessisti al ministro Boschi sulla pagina Facebook di Grillo sono vergognosi e da stigmatizzare senza appello. Gia’ in passato avevamo assistito ad episodi analoghi verso le Istituzioni e le donne da parte di chi dice di riconoscersi nel M5S. L’auspicio e’ che tutto cio’ possa far riflettere quanti all’interno del loro Movimento, parlamentari e simpatizzanti, credono in un confronto politico sano in cui prevalga il rispetto dell’avversario, senza derive comportamentali e verbali che possono dare adito a questi episodi infelici. In attesa delle necessarie scuse, al ministro Boschi tutta la mia personale vicinanza e solidarieta’, come donna e come parlamentare.