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    LUPI: RIAGGREGARE #MODERATI, UNIONE FA LA FORZA

    “È necessario riunire insieme i moderati e mettere fine alla diaspora. Tutti i partiti di centro si sentono dei Mandrake anche se piccoli, ma in realtà è l’unione che fa la forza: solo così riusciremo a mettere insieme una proposta seria, credibile ed efficace. Dobbiamo aggregarci per essere ancora più incisivi. Senza il centro in Italia non si vince”.
    Così Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa Popolare, nel suo intervento al Meeting di Alternativa Popolare che ha preso il via oggi al Castello di Limatola in provincia di Benevento. E ha aggiunto: “Noi ragioniamo sulla nostra identità non sulle alleanze perché il nostro obiettivo è dare risposte ai cittadini. Noi siamo quelli che si rimboccano le maniche e usano la ragione per proporre soluzioni realizzabili non chimere che, una volta che si arriva alla prova del nove del Governo, sono di fatto inattuabili. Chi propone soluzioni impossibili, come la Lega e il M5s, non fa altro che prendere in giro gli elettori”.
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    Marotta: Dopo parole #Alfano forze che guardano a #Ppe battano un colpo

    Condivido pienamente l’intervista odierna di Angelino Alfano. Parole chiare, tali da non poter essere soggette ad alcun equivoco. Ora se le forze di Centro esistono, e io ritengo di sì, devono battere un colpo. Perché questa è una chiamata alla responsabilità, con una strategia ben definita. C’è lo spazio elettorale per questa proposta e, sicuramente, anche lo spazio politico. C’è il richiamo in buona sostanza ai valori del Ppe e quindi, al di fuori di ogni alibi, chi si riconosce in questi valori deve valutare la possibilità di fare questo cammino insieme. Quando si parla chiaro, come ha fatto Alfano, è difficile poi nascondersi dietro a false rappresentazioni della realtà. Adesso non ci si può più tirare indietro”. E’ quanto dichiara il deputato di Alternativa popolare Nino Marotta.
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    Bianchi: #centro #moderato antidoto a crisi e risolve problemi

    Credo nel progetto di Alfano e in un centro moderato di governo. Solo il buon senso e la ragionevolezza, da noi dimostrata in questi anni, possono essere l’antidoto alla crisi e la soluzione dei problemi del Paese“. Lo afferma Dorina Bianchi, deputato di Alternativa Popolare e sottosegretario al Turismo. “Le defezioni di questi giorni – aggiunge – dimostrano che si e’ preferita una strada piu’ semplice rispetto a quella tutta in salita che e’ la costruzione di una nuova area liberale e popolare. E’ un’operazione che trova l’opposizione del palazzo proprio perche’, ne siamo convinti, ha il pieno sostegno degli italiani e risponde alle loro esigenze”.

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    Lupi: Asse tra noi e Pd fino alle elezioni. Centro o populisti, FI deve scegliere – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lupi: ho stima per Costa, ma non mi sento come se avessi il piede in due scarpe

    Sono anni che sento parlare delle nostre frantumazioni. No, ci siamo e ci saremo. Siamo nati in Parlamento ma passati per il test del voto

    Maurizio Lupi, Enrico Costa si è dimesso perché non voleva tenere due piedi nella stessa scarpa. Condivide? «Con Enrico c’è un rapporto di amicizia, ma si dimentica la ragione istituzionale e politica per cui questa legislatura non doveva esserci e invece è durata. Due forze grandi e distanti tra loro, sconfitte dagli elettori, collaborano, come in Germania e Spagna, e nessuno dice all’altro, alla fine, siete dei traditori. Personalmente non sento di avere il piede in due scarpa. Questo significherebbe non dare dignità e significato alla scelta fatta quattro anni fa».

    Scelta in cui Costa non si riconosce più, evidentemente. «Ma se tenere due piedi in una stessa scarpa ha significato passare da meno 2% di Pil al più 1,4 di quest’anno, ce ne metto 12 di piedi. E se ha voluto dire dare la possibilità a 3oo mila neo mamme di ricevere un bonus per il figlio nato, ce ne metto 64. E se ha voluto dire abolire l’Imu, ce ne metto 124».

    Anche Alfano ha dichiarato conclusa la collaborazione. «Infatti, concludendo la legislatura si esauriscono le ragioni delle stare insieme. Ma prima no. C’è stato un periodo in cui qualcuno pensava che questo fosse un governo monocratico pd, ma non è stato così. È stato un governo straordinario di responsabilità e lo dimostra la sensibilità istituzionale del premier, che ha capito come sullo ius soli ponevamo questioni serie».

    Renzi ha detto che la scelta di Costa è stata «seria e coerente» e la portavoce di Ap Valentina Castaldini lo ha definito «bugiardo e ipocrita». «Non mi piace quando i toni si alzano e la politica finisce in rissa. Quanto a Renzi, gli domanderei: “La diversità non l’ho mai nascosta, con la dignità delle mie idee, eppure si collaborava. Allora, secondo questa logica, avrei dovuto tenermi le mie idee e non dargli il mio appoggio quando era premier?”».

    Ap rischia smottamenti e emorragie di parlamentari? «Sono quattro anni, prima con Ncd poi con Ap, che ogni settimana si parla di smottamenti e frantumazioni. No: noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Siamo l’unica forza nata in Parlamento che si è messa alle prove alle urne e ha preso un milione e 200 mila voti».

    Fatto sta che Costa e altri stanno per far nascere un altro partito. «Mi fa piacere che per la prima volta tutti dicano che c’è bisogno di un centro. Lo dice Forza Italia e lo dice anche Renzi, che è a caccia di voti moderati».

    Rischiano di esserci molti partiti di centro e centrodestra alle elezioni. «Vedo tanta frammentazione. Prima di pensare alle alleanze vanno definiti il contenuto e i confini politici del centro. I cittadini devono avere una ragione per votarti. Siamo alternativi al Pd, non perché mangino i bambini, ma perché abbiamo idee diverse, e alternativi alla destra lepenista che vuole portarci fuori dall’Europa».

    E Berlusconi? «Sono d’accordo con Renzi, Berlusconi deve scegliere se essere popolare o populista».

    Ma non lavorate a un «rassemblement» per un nuovo grande centro? «Certo, ci lavoriamo da anni. Il nostro compito è quello di dare un contributo perché possa nascere un nuovo soggetto, ma senza primogeniture. Invece vedo una discussione surreale e vedo una corsa a tornare in Forza Italia per la paura di non essere rieletti. Un’alleanza non artificiosa può essere fatta solo tra soggetti che esistono, che hanno una chiara identità e visioni convergenti».

    Ieri ha incontrato Zanetti e Cesa. «Si e ho parlato anche con Casini. Si può e si deve lavorare insieme, ma non come somma di tanti soggetti: serve il coraggio di una nuova proposta».

     

    di: Alessandro Trocino

    fonte: Il Corriere della Sera

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    LUPI: SPAZIO AL #CENTRO? SI’, QUELLO CHE FA TORNARE GRANDE L’#ITALIA

    “Lo hanno dimostrato questi anni: ci sono milioni di cittadini italiani che non si riconoscono nel Pd e neanche in una destra lepenista e populista che ci vuole portare fuori dall’Europa. C’è bisogno di buonsenso, di rimboccarci le maniche e dire che insieme l’Italia può tornare ad essere grande. Questo è lo spazio del centro”. Così il capogruppo di Alternativa popolare Maurizio Lupi risponde ai microfoni del tg1 alla domanda se esiste uno spazio di centro alternativo alla destra e alla sinistra.

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    Marotta: Forza di #Centro autonoma ispirata al #Ppe è strada giusta

    “In queste ultime ore è tornato prepotentemente alla ribalta il dibattito sulla costruzione di una forza di Centro. Se questa è la strada, e credo che sia quella giusta, il percorso che abbiamo di fronte a noi è chiaro: costruire una forza di Centro autonoma che si richiami ai valori tradizionali e al programma del Ppe. Se questa è la base di partenza allora non sarà difficile mettere d’accordo tutti coloro che, distinti dal Pd e dalle forze lepeniste, guardano alla famiglia dei popolari europei. Ci sono tutti i presupposti, quindi, per diventare forza attrattiva e punto di riferimento per milioni di cittadini in vista delle prossime elezioni”. E’ quanto dichiara il deputato di Alternativa popolare Nino Marotta.

  • INTERVISTA AL PRESIDENTE LUPI SUL CORSERA

    Lupi: Costruiremo un’area di centro. Saranno in tanti a cercarci – Intervista a Il Corriere della Sera

    Maurizio Lupi: alternativi alla sinistra. Il centrodestra? La distanza è ampia

     

    ROMA Un po’ se la ride, Maurizio Lupi: «Il giorno dopo le elezioni, sia a sinistra che a destra stanno già litigando: significa che c’è davvero bisogno della serietà e della saggezza del centro…».

    Sì, ma voi centristi di Ap non potete stare solo a guardare. «Assolutamente no, e anzi, voglio dirlo con molta chiarezza: se prima ci eravamo in qualche modo spaventati dalle possibili elezioni a settembre ed eravamo in forte movimento, ora ci stiamo rilassando un po’ troppo. Beh, è ora di accelerare nella costruzione di un’ampia, credibile, importante area di centro autonoma, un po’ troppo indipendentemente da quello che faranno gli altri. Partiamo da un 5% che è stato decisivo in queste elezioni, possiamo sicuramente crescere».

    Cioè, non vi interessa quello che succede nel centrodestra? «Berlusconi che dice di pensare a un centrodestra “moderato, liberale” e perfino cattolico, che pensa di costruire il Ppe italiano, è per noi è musica. E’ il nostro progetto, perché siamo sicuramente non nemici ma alternativi alla sinistra».

    Dunque, quale è il problema? «Che dall’altra parte c’è Salvini che già pensa di mettersi a capo di questo centrodestra, peraltro dopo aver perso clamorosamente la sua prova di forza a Padova e attaccandoci da una parte e chiedendoci i voti per vincere a Monza dall’altra… Insomma, non aspettiamo Godot. Se vogliamo contare nella politica, e sappiamo che la nostra è un’offerta che gli elettori cercano, dobbiamo dipendere da noi stessi, non dalle liti degli altri».

    Come? «Appunto costruendo una larga area autonoma, senza dover per forza richiederne la leadership. Mi rivolgo ai Cesa, ai Casini, ai Tosi, ai Parisi: muoviamoci, non perdiamo altro tempo».

    La legge elettorale quanto conta nelle vostre scelte? «Ovviamente conterà, per noi come per tutti. E già domani (oggi, ndr) chiederemo nella capigruppo che venga calendarizzata in Aula per l’inizio di settembre, perché dobbiamo tentare di cambiarla. La nostra proposta rimane quella di garantire una base proporzionale ma con un premio di governabilità, anche di coalizione. Ripartiamo dagli accordi che avevamo raggiunto».

    Col premio alla coalizione stareste con il centrodestra? «Ripeto, siamo alternativi al Pd, ma non ci si mette assieme solo per vincere, ma per governare. Le distanze ad oggi restano elevate».

    Se invece si votasse con questa legge, che al Senato prevede una soglia dell’8% regionale, non sareste fatti fuori? «Non abbiamo paura di niente. Se siamo al 5% ora, possiamo tranquillamente arrivare all’8% lavorando seriamente e da subito, tutti insieme. E in quel caso, non ho molti dubbi, saranno in tanti a cercarci».

     

    di: Paola Di Caro

    fonte: Corriere della Sera

     

  • intervista PRESIDENTE MaurizioLUPI

    Lupi: Comuni, siamo decisivi. Al centro lo spazio c’è non inseguiremo gli altri – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lupi: Scardinata alle urne la sfida destra-sinistra

    «Alla faccia di chi ci diceva che non potevamo ambire al 5%. Una settimana fa eravamo quelli brutti, sporchi e cattivi che bisognava far fuori dal sistema politico. Adesso siamo decisivi quasi ovunque…». Dopo il voto che ha resuscitato l’antico derby centrosinistra-centrodestra, Maurizio Lupi gongola per la cifra che Alternativa popolare ha incassato in giro per l’Italia. «Siamo circa al 6% nei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove ci siamo presentati. È la prova che un centro con ambizioni di governo è ancora una carta vincente. Con buona pace dei sondaggi».

    Dopo il voto tutti, da Renzi a Berlusconi, si dicono a parole pronti a riscoprire le coalizioni unitarie. Non è una bella notizia per voi. «È un errore macroscopico dire, dopo un voto per i sindaci, che “uniti si vince”. Le vecchie coalizioni, a cominciare dal centrosinistra che sfidava Berlusconi, erano fondate sull’essere “anti” qualcosa. Buone per vincere, pessie per governare. Sulle loro ceneri, non a caso, è sorta l’antipolitica».

    In molti casi vi siete presentati col centrodestra. «E siamo stati decisivi nel raggiungere ottimi risultati. A Genova come nel Lazio, a Catanzaro come in Puglia».

    Salvini vi ha attaccato molto meno, negli ultimi tempi? «Salvini fa benissimo il suo mestiere. E noi abbiamo dimostrato che non facciamo politica ragionando da rancorosi».

    A Monza siete l’ago della bilancia tra centrosinistra e centrodestra. «Scegliamo sempre sulla base dei sindaci. Certo, governando con loro in Lombardia, sarebbe naturale sostenere il candidato del centrodestra. ,a aspettiamo, faremo le nostre valutazioni».

    Una settimana fa, voi di Ap eravate sull’orlo di una crisi di nervi. Ora sorridete. «Se si riferisce al dibattito sul “tedeschellum” segnalo, con un sorriso, che Pd, M5S, Lega e FI sembravano pronti anche a votare per le politiche il 17 settembre, in estate. Ora dicono che ai ballottaggi del 25 giugno, ci andrà poca gente perché è estate… Non direi che è una bella prova di coerenza».

    La prossima legge elettorale? «Ci sono diverse proposte in campo. E otto mesi di tempo. Il Parlamento li sfrutti».

    La vostra marcia di avvicinamento alle elezioni? «Il voto alle amministrative dimostra che lo spazio al centro c’è. Guardate il risultato della lista di Tosi a Verona, che è riuscita ad andare al ballottaggio scardinando la sfida tra centrodestra e centrosinistra. Oppure l’impresa a Parma di Pizzarotti, che dismessi gli abiti del populista è riuscito a imporsi con una ricetta di governo, che potrà non piacere a me ma è piaciuta ai suoi concittadini. Noi dobbiamo lavorare ad un soggetto moderato, popolare e liberale che sia alternativo alla sinistra e alla destra. Non si tratta più di inseguire Forza Italia, questo o quello. Abbiamo degli interlocutori nella nostra area, da Parisi a Tosi, dagli orfani di Monti all’Udc. Ci si metta a lavorare insieme partendo dal presupposto che in giro non ci sono né Maradona né Mandrake. Se ci fossero, saremmo andati a prenderli. Ma non ci sono».

    di: Tommaso Labate

    fonte: Il Corriere della Sera

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    Lupi: c’è spazio politico enorme per costruire area di #centro

    “C’e’ uno spazio politico enorme, nonostante tanti soloni, e noi mettiamo a disposizione il nostro peso per costruire un’area determinante per il governo del Paese“, dice il capogruppo Ap alla Camera, Maurizio Lupi, commentando i risultati delle Comunali.

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    #LEGGEELETTORALE, LUPI: #CENTRO QUOTATO A 6.5%, PROBLEMA NON E’ SOGLIA

    “Circa un mese fa il sondaggio del Corriere della Sera quotava tutte le forze del centro, da noi a Cesa, a Fitto arrivando ad altri, al 6,5%, il problema non è lo sbarramento al 5%, ma serve una legge elettorale che garantisca governabilità e responsabilità“. Noi non abbiamo paura del 5%: l’area di centro che va da Fitto a Cesa, a Parisi è al 6,5%”. Lo dice il capogruppo di Ap alla Camera Maurizio Lupi, arrivando alla direzione nazionale del partito. “Renzi legittimamente puo’ fare quello che vuole- osserva- ma questa impostazione è sbagliata. Noi discuteremo la legge elettorale in Parlamento”.