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    #CodiceAntimafia, Marotta: Legge necessaria, ma ora Governo tolga equiparazione mafiosi-corrotti

    Votiamo a favore della riforma del Codice Antimafia, con senso di responsabilità, perché riteniamo che questa legge va necessariamente approvata adesso, altrimenti il rischio sarebbe il nulla di fatto prima della fine della legislatura. Il provvedimento contiene delle misure fondamentali per rafforzare la lotta alle mafia e anche per garantire una migliore ed efficiente trasparenza della gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata. Comprendiamo e condividiamo le perplessità e le critiche sollevate contro la norma che equipara i mafiosi a chi commette reati contro la Pubblica amministrazione. Si tratta di una battaglia di Alternativa popolare. Ma il no alla legge significava gettare il bambino con l’acqua sporca, e non potevamo permetterlo. Da parte del Governo abbiamo ottenuto un chiaro e inequivocabile impegno affinché sia tolta l’equiparazione mafia-corruzione in uno dei prossimi provvedimenti in discussione. Per Ap si tratta di una posizione imprescindibile e indiscutibile. Vigileremo e saremo inflessibili affinché ciò avvenga”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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    #CodiceAntimafia, Marotta: No equiparazione mafiosi e corrotti, bene impegno Governo

    “L’impegno del Governo, come emerge dalla stampa, di cancellare l’equiparazione tra mafiosi e chi commette reati contro la Pubblica amministrazione, come prevista dal Codice Antimafia, va incontro alle continue sollecitazioni di Alternativa popolare, ribadite anche ieri in commissione Giustizia alla Camera. In merito il nostro gruppo non ha presentato emendamenti al testo ma solo perché siamo convinti della necessità che, intanto, la riforma vada approvata prima della fine della legislatura. Un provvedimento che è fondamentale per potenziare le misure nella lotta alla mafia, nel contrasto alla corruzione e anche per una migliore ed efficiente trasparenza della gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata. Allo stesso tempo, quindi, siamo e rimarremo fermi e inflessibili sulla necessità che venga tolta l’equiparazione tra mafiosi, camorristi e corrotti, attraverso il sequestro dei beni per i reati contro la Pubblica amministrazione. Nel mio intervento di ieri in commissione Giustizia alla Camera ho, quindi, espresso chiaramente questo concetto, come posizione di Ap, che per noi rimane indiscutibile. Accogliamo perciò positivamente la volontà del Governo di seguirci su questa linea”. Lo dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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    #codiceantimafia, Marotta: Alla Camera modificheremo equiparazione corruzione a mafia

    Sul ddl sul nuovo codice antimafia dice bene l’onorevole Cicchitto. E’ irrazionale equiparare i reati contro la Pubblica amministrazione a quelli di mafia, che ovviamente presuppongono uno spessore e una capacità criminale ben diversa. Già in prima battuta alla Camera dei Deputati avevamo sollevato il problema senza però trovare riscontro nelle altre forze politiche di maggioranza. Affronteremo come al solito il problema appena il provvedimento tornerà ad essere discusso alla Camera e questa volta saremo intransigenti nel sostenere le nostre buone ragioni”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Alternativa popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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    #CodiceAntimafia, Marotta: #Ap alla Camera aveva già sollevato perplessità

    Per quanto riguarda le perplessità sull’estensione delle misure di prevenzione anche per i reati attinenti alla P.A., nell’ambito del ddl sul codice antimafia, il gruppo di Alternativa popolare alla Camera dei Deputati ha ben chiaro quali siano i limiti di questa norma. Tant’è che, durante il passaggio a Montecitorio, avevamo già sollevato vigorosamente la questione in tutte le sedi parlamentari opportune, non solo nel corso dell’iter in commissione ma anche in Aula, inclusa la dichiarazione di voto finale sul provvedimento. In quell’occasione, entrando nel merito della questione e intervenendo a nome del gruppo, ho esplicitamente affermato in Aula: “Noi condividiamo l’impalcatura del provvedimento, però, attenzione, perché, quando ci muoviamo nei confronti della pubblica amministrazione forse il momento iniziale non può essere solamente quello in cui siamo raggiunti da un avviso di garanzia, ma deve esserci qualche cosa in più per poter consentire che nei confronti di questo soggetto si sviluppino le misure di prevenzione personale o patrimoniale”. Quindi, in sostanza, relativamente a questa fattispecie di reato per noi non è sufficiente un sospetto, ma c’è bisogno di qualcosa in più, di concreto, ad esempio una sentenza, che possa giustificare una misura patrimoniale. La nostra battaglia in merito è stata forte e cristallina, avevamo infatti già sostenuto che si doveva perseguire una strada diversa. Cercheremo, nel passaggio alla Camera, di far valere nuovamente le nostre ragioni. Però, come ben sanno tutti i parlamentari, una cosa sono i numeri a Montecitorio, dove il Pd da solo ha la maggioranza assoluta, e un’altra cosa è il Senato, dove i numeri e il peso dei gruppi parlamentari sono ben diversi”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.