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    Lorenzin: Più sicurezza per tutti, coinvolgeremo i genitori – Intervista a Il Messaggero

    Il ministro della Salute: il testo non cambia, alla Camera ci sarà la fiducia.

    Ministra dopo l’approvazione in Senato, alla Camera sarà più facile? «Il testo non cambierà e metteremo la fiducia, al Senato è stato approvato con 172 sì, un voto assolutamente trasversale. È una svolta storica ed è il più grande piano vaccini riconosciuto anche dal M5S».

    Ma perché tornare alla obbligatorietà? «L’obbligatorietà è stata tolta nel 1999, dobbiamo recuperare 17 anni e perché all’inizio del 2017 sono stati segnalati 3.670 casi di morbillo e 3 decessi, con un incremento di oltre il 500% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a livello di criticità l’OMS dice che sul morbillo siamo il secondo paese tra Europa e Africa».

    Cosa cambia per le famiglie? «C’è il divieto di accesso a scuola tra zero e sei anni se non vaccinati. Questo perché i bimbi più piccoli sono quelli che hanno lo stato immunitario più basso e quindi più esposti a virus e infezioni e più soggetti a trasmetterli. Per quelli dai 6 ai 16 anni rimane obbligatorietà con sanzione. Inoltre è stata tolta la segnalazione al tribunale dei minori e abbiamo diminuito la sanzione da 7500 a 500 euro».

    Perché ci sono famiglie che esitano, si è data una risposta? «In questi 17 anni senza obbligatorietà è successo che gli italiani che non ha un’informazione scientifica adeguata hanno pensato che siccome vaccinarsi non era più obbligatorio non fosse importante. Poi succede che scoppia l’emergenza meningite, con i morti ci si spaventa e c’è stata una richiesta enorme».

    Da dove viene lo spirito anti vax? «Sono movimenti finti libertari che vengono da lontano, che hanno fomentato le persone con leggende metropolitane che con l’avvento dei social sono diventate virali. Il punto è che quello che dice Pinco Pallino su internet vale quanto quello che asserisce un Premio Nobel. I vaccini servono e sono serviti per eradicare malattie come polio e vaiolo. Ora dobbiamo raggiungere il 95% di copertura ricordandoci che c’è un 5% di bimbi immunodepressi che non può essere vaccinato e che ha diritto di vivere come tutti e non stare in isolamento».

    Ci sono molte zone in Italia sotto quel 95%? «Sì, in Sicilia l’81% e in Veneto l’89% per non parlare di singole province come Napoli sull’80 o la Provincia di Bolzano al 67% sul morbillo, o 89% in Friuli per la polio. Se tu non vaccini 50, 60 mila bimbi l’anno in 10 anni chiediamoci quanti sono rimasti fuori dall’immunizzazione: persone che poi prendono quelle malattie da adulti magari con maggiori rischi».

    II decreto prevede un coinvolgimento dei pediatri e se si come? «Il pediatra è l’ingaggio più importante di questo piano. Faremo una campagna di informazione per i genitori. Con noi ci sono gli ordini dei medici e le società scientifiche».

    Perché 10 vaccini obbligatori e 4 fortemente raccomandati? «Le due meningiti, rotavirus e pneumococcica trasferiscono l’obbligatorietà alle Regioni e alle ASL che faranno una chiamata attiva a casa e cercheranno di capire e convincere le famiglie illustrando i motivi del rispetto del calendario vaccinale. Con il decreto pensiamo che in 3 anni riusciremo a tornare alla copertura massima. Fra tre anni infatti il prossimo ministro verificherà se ci sono coperture sufficienti a togliere l’obbligatorietà sulla tetravalente (morbillo, varicella, rosolia e parotite detti comunemente orecchioni). Il decreto è pensato come strumento flessibile in base agli andamenti epidemiologici. Ma ora è emergenza e quindi, vaccini obbligatori. Abbiamo seguito l’esempio della California che dopo le epidemie di morbillo ha introdotto 9 vaccini obbligatori e in 18 mesi ha ottenuto una copertura accettabile. La Francia anche ne sta introducendo 9, La Germania ha varato sanzioni molto alte e anche l’Austria sta ragionando sull’obbligatorietà».

    Ora un genitore cosa deve fare? «Se ha figli alla scuola dell’obbligo ha tempo di portare documenti e autocertificazioni entro il 31 ottobre 2017, per la scuola d’infanzia e i nidi entro il 10 settembre. L’intera documentazione va confermata entro il 10 marzo 2018. C’è tutto il tempo e vale anche per il differimento dell’immunizzazione e la lista d’attesa».

    I vaccini sono gratuiti? «Sì, tutti».

    Ci sarà un’anagrafe vaccinale? «Sì, e permetterà di avere i dati elettronici di tutti. Dal 2019 al 2020 poi non ci sarà più bisogno della scuola come segnalatore ma saranno dati in possesso delle ASL».

    Monitorerete le reazioni avverse? «Esiste già un sistema e Aifa darà i dati, anche noi li pubblicheremo analizzandoli. Le reazioni avverse le segnaliamo sempre tutte: sono qualche linea di febbre, arrossamenti o la parte del corpo coinvolta che si indurisce. Non esiste invece alcuna correlazione tra autismo o altre patologie. Non si conoscono ancora le cause di queste patologie purtroppo e ci sono migliaia di studi indipendenti su milioni di persone. Il vaccino è l’unico farmaco che viene somministrato a persone sane quindi è sicuro. Appena c’è un sospetto viene ritirato».

    Il Veneto non rinuncia allo spirito free vax e annuncia ricorso. «Mi dispiace molto politicamente: questa è una norma di civiltà e sicurezza pubblica e anche loro non stati esenti da problemi: da chi faceva vaccini per finta alla copertura ancora molto bassa per l’esavalente e il morbillo. A livello tecnico non ho nessun timore: fino al 1999 c’era obbligatorietà e la Costituzione era la stessa».

     

    di: Stefania Piras

    fonte: Il Messaggero