• Lupi

    Lupi: #DiMaio supponente. Lui premier? Parliamo di cose serie

    “Luigi Di Maio faccia poco il supponente con battute scontate che denotano, oltre alla comprovata imperizia in geografia e grammatica italiana, anche poca fantasia. E pure una certa dose di maleducazione. Se non vuole rispondere alle domande dei giornalisti su Alfano, libero di farlo, a lui più che il confronto con gli avversari politici, clamorosa la sua fuga dal faccia a faccia con Renzi dopo l’insuccesso siciliano, piacciono le interviste sedute senza contraddittorio in quei salotti televisivi dove aveva giurato che non sarebbe mai andato. Di Maio premier? Appunto, parliamo di cose serie” lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.
     
     
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    Lupi: Ma la #Rai fa servizio pubblico o servigi ai #5Stelle?

    “Il Movimento 5 Stelle si sente evidentemente padrone dei palinsesti delle tivù, private o pubbliche che siano, e gestisce a suo piacere presenze, inviti e veti per questo o quell’ospite. Dopo aver lanciato la sfida di Luigi Di Maio al segretario del Pd Matteo Renzi, dopo aver inscenato il balletto sul dove farla e sul conduttore preferito è arrivato il rifiuto: io con lui non mi confronto più! Rifiuto tanto sdegnoso quanto pusillo. E adesso scopriamo che il candidato premier grillino sarà ospite solitario di Fabio Fazio. Io penso che ognuno sia libero di fare quello che vuole, ma che nelle cose si debba comunque sempre conservare un po’ di dignità. La fuga di Di Maio dal confronto si commenta da sola, ma mi sembra che anche la Rai in questa occasione perda molto della sua credibilità. Snobbata dall’aspirante premier grillino si sottomette ora come seconda scelta alla sua vanità da apparizione. Sembra di risentire Nanni Moretti: mi si nota di più se vengo con un avversario, se non vengo o se vengo da solo? Spero che la Rai ci ripensi, la sua missione è fare servizio pubblico non di rendere servigi all’onorevole Di Maio“. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore di Alternativa popolare.
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    #Sicilia, Lupi: #DiMaio misuri parole, non urlare sempre al complotto

    Di Maio stia attento all’uso delle parole: faremo di tutto per bloccare la legge elettorale, che cosa vuol dire di tutto? L’altro giorno ha parlato di atto eversivo, sa che cosa è stata l’eversione nella storia del nostro Paese? Vuole gli osservatori dell’Osce per le elezioni in Sicilia, pensi piuttosto a regolamentare le proprie primarie o parlamentarie che siano, che quando il risultato non soddisfa i leader le annullano come è successo a Genova. Faccio un appello a tutti: torniamo alla serietà della politica. Ed evitiamo, ogni volta che una legge non ci piace, di gridare sempre al complotto“. Lo ha dichiarato il coordinatore nazionale di Ap Maurizio Lupi intervenendo a CoffeeBreak su La7.
     
     
  • Sergio Pizzolante

    Pizzolante: #DeBortoli su Di Maio e Salvini? L’errore storico, che si ripete, di certa borghesia lombarda

    “L’errore storico, che si ripete, di certa borghesia lombarda. Sul Corriere della Sera di oggi, Ferruccio De Bortoli, di solito osservatore molto attento, compie un errore nel valutare le performance neo moderate, a Cernobbio, di Di Maio e Salvini. Gli interlocutori dei due avrebbero tirato un sospiro di sollievo secondo De Bortoli. Quindi si dà credito, dal principale giornale italiano, al Di Maio non populista. Grande errore. Come ha detto Vargas Llosa, la principale caratteristica dei populisti è dire le bugie. O dire alla platea che hanno di fronte, esattamente quello che vuol sentirsi dire. Per poi cambiare come cambia il vento, come prevede l’algoritmo. Come ha spiegato in un bel saggio, La rabbia e l’algoritmo, Giuliano Da Empoli. E non vale nemmeno sostenere che è una caratteristica della politica italiana, dire una cosa e farne un’altra. Gli americani hanno eletto Trump, che in questo si sta rivelando un maestro. No, la storia ritorna, purtroppo. Il Corriere ha iniziato con la Casta di Stella e Rizzo, come dopo il 1911 quando il Corriere di Albertini avviò un feroce antiparlamentarismo, per arrivare alla legittimazione oggi del grillismo o del leghismo peggiore, come del fascismo primordiale ieri. Allora Albertini se ne accorse troppo tardi. Oggi speriamo nel direttore Fontana e in editorialisti molto più consapevoli come Panebianco”. E’ quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare Sergio Pizzolante.

  • Paolo Alli

    Alli: Su Israele Di Maio spericolato equilibrista

    “Il giovane aspirante primo ministro Luigi Di Maio pare ben avviato a diventare uno spericolato equilibrista, non solo in patria ma anche all’estero. Di Maio va in Israele, dove prima rassicura il governo israeliano, per poi dichiarare candidamente che il Movimento 5 Stelle, quando sarà al Governo, riconoscerà immediatamente lo stato palestinese”. A dirlo è Paolo Alli, capogruppo di Area Popolare in commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemble Parlamentare Nato.

    E aggiunge: “Al di là delle considerazioni di merito sul fatto che si possa riconoscere uno Stato che non sa, o non vuole, liberarsi dei terroristi di Hamas, resta il fatto che nel confronto con il giovane Di Maio molti politici della vituperata prima repubblica sembrano oggi dei poveri dilettanti. Ancora un paio di uscite internazionali come questa e il primo ministro grillino in pectore toglierà alla comunità internazionale qualsiasi dubbio sulla totale inconsistenza e inaffidabilità sua e del suo movimento. In Italia si può anche cercare di raccogliere consensi con il reddito di cittadinanza, nel mondo – conclude Alli – è molto più complicato guadagnarsi credibilità”.

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    Bianchi: Parole di Di Maio offensive, dimostri lui di non essere legato alla poltrona e si dimetta

    “Questo governo è nato per raggiungere due obiettivi: portare il Paese fuori dalla crisi economica e modernizzare con le riforme l’assetto istituzionale. La legge elettorale è un tassello determinante per raggiungere questo traguardo. Essere attaccati alle poltrone significa proprio tenere in vita un Governo incapace di fare le riforme. Da Renzi, dunque, una semplice constatazione”. E’ quanto dichiara il vicecapogruppo di Area popolare (Ncd-Udc) alla Camera, Dorina Bianchi. “Così come è oggettivo che le riforme non possono essere seppellite dai ricatti strumentali di maggioranza e opposizione che hanno votato l’identica legge al Senato. Le parole di Di Maio sono offensive, dimostri lui di non essere legato alla poltrona e si dimetta, essendo venuta meno nei fatti il suo ruolo di garante e rappresentate dell’Assemblea. E magari sarà anche più libero di sproloquiare..”. Roma, 27 aprile 2015

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    Pizzolante: Inaccettabili parole Di Maio. Si dimetta da vicepresidente della Camera

    Roma, 27 aprile 2015. “Le frasi del Vice Presidente Di Maio sui colleghi del Partito Democratico, e su tutti coloro che voteranno la riforma elettorale, sono gravi e inaccettabili, a maggior ragione perché vengono da una figura che dovrebbe essere di equilibrio e di garanzia. In democrazia è accettata la critica, non l’insulto gratuito e diffamatorio. Di Maio dovrebbe, quindi, dimettersi da Vice Presidente della Camera perché chi considera “miserabili” i parlamentari che non hanno la sua stessa opinione e che consapevolmente sostengono questa legge elettorale e le riforme non può presiedere l’aula”. A dirlo è Sergio Pizzolante, Vice Presidente dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc).

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    Buttiglione: Per Di Maio deputati miserabili? Mi auguro smentita. non può vilipendere assemblea di cui è vice presidente

    Roma, 27 aprile 2015. “Mi auguro che la frase riportate del Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio non siano state pronunciate e non corrispondono al suo pensiero. Crediamo che abbia il dovere di smentirle e di offrire un chiarimento. L’antiparlamentarismo, l’offesa gratuita ai parlamentari e la loro rappresentazione come un’orda di approfittatori e di opportunisti, ovvero di miserabili, è un cliché usuale della propaganda antidemocratica dei fascisti e dei comunisti”. A dirlo è Rocco Buttiglione, Vice Presidente Vicario dei deputati del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). Per Buttiglione “la frase come quella attribuita a Di Maio, che ripeto mi auguro di vedere presto smentita, fanno parte dell’armamentario del diciannovismo, cioè di quel clima torbido di attacco alle istituzioni parlamentari, di disprezzo della democrazia e di predicazione dell’odio che negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale ha preparato all’avvento del fascismo ed anche la nascita del partito comunista in Italia. Invitiamo caldamente l’onorevole Di Maio a riflettere sulle responsabilità che gli derivano dal fatto di essere Vice Presidente di una assemblea alla quale ha il dovere di rendere onore e che non può vilipendere”.