• IMG_2923.JPG

    La lettera di Dorina Bianchi all’Unita’ 

    Questa deve essere la priorità dell’esecutivoCaro direttore, i recenti dati Svimez e Istat impongono al Parlamento e al Governo di mettere il Mezzogiorno e l’occupazione tra le priorità dell’agenda dei prossimi mesi. Se le recenti riforme hanno fatto segnare piccoli passi in avanti, permane forte preoccupazione: una su tutte, il divario fra le diverse macroaree del Paese. 

    Dal 2000 al 2013 il Sud e’ cresciuto del 13% la meta’ della Grecia che ha segnato +24%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 ( +53,6%).

    Il divario del Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud è tornato ai livelli del secolo scorso. Il lento recupero dell’Italia dopo la crisi del 2008 dipende anche da questo. 

    Come donna del Sud sono costretta ad ammettere che troppe volte noi meridionali abbiamo ceduto a quella logica familistica che poi, anche, quando non è degenerata nel malaffare, ha condannato intere generazioni all emigrazione e la nostra bella terra al degrado. La politica nazionale poi, dall’Unitá d’Italia a tempi più recenti ha drenato più che investire, sia in termini economici che nell’evoluzione culturale.

     Recuperare si puó e si deve. Serve accelerare verso la modernitá, servono politiche in grado di coinvolgere la tanta cittadinanza attiva e volenterosa, serve guardare alle tante eccellenze che abbiamo e usarle come spinta per la risalita: non si pensi sempre e solo al Sud della criminalitá, dell’evasione fiscale e del tira-a-campare ma si riparta dalle ricette dei tanti imprenditori agricoli, dell’alimentare, del manifatturieroche ce l’hanno fatta, comunque. Tra l’altro, l’UE nel piano 2014-2020 ha inserito il Sud fra le aree privilegiate per gli interventi economici. L’opportunitá non puó essere persa ma non si lasci alle strutture locali o alla burocrazia spesso inadeguata, la gestione di fondi che sono i ndispensabili e che possono portare corollari alquanto virtuosi quali l’aumento dell’occupazione, il recupero dell’arretratezza di certe aree e lo stop alla diaspora perenne. 

    Il Mezzogiorno ha bisogno del suo ministro, di un’attenzione impari rispetto alla regioni del Nord giá in grado di competere coi mercati internazionali. Si faccia attenzione peró a un presupposto importante: il dicastero deve servire a recuperare quel divario che spesso è il freno a mano della crescita di tutto il Paese, deve squilibrare gli interventi per compiere una volta per tutte una vera unificazione. Dal Governo deve arrivare innanzitutto la progettualità e una task force dedicata all’ottenimento e all’impiego dei fondi europei, poi un coordinamento centrale che si occupi di stendere un piano a step di breve/medio termine per rilanciare l’occupazione attraverso la modernizzazione delle infrastrutture e la valorizzazione del territorio. 

    Il Sud devediventarelaSilicon Valley italiana, un’area naturalisticamente impareggiabile dove si faccia impresa, si attraggano investimenti e si sperimentino nuove strade. Solo in questo modo potremo dire che dopo 150 anni, il Governo del Paese ha dato una svolta determinante per l’economia di tutti. 

    Il Premier Renzi ha fatto della “svolta” un concetto fondante dell’attivitá di Governo. Auspico che gli anniche mancano alla scadenza di questa legislatura vedano una sterzata soprattutto riguardante quelle zone che vanno riportate ad essere risorsa del Paese e non zavorra.
    Di: Dorina Bianchi

    Fonte: L’Unita’