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    #DEGASPERI, ALLI: SUO RICORDO MONITO A RECUPERARE IDEA DI #EUROPA E VALORI #CRISTIANI

     

    Roma, 19 agosto 2017. “Il ricordo di De Gasperi sia per noi tutti un monito a tornare a quell’idea di Europa che col tempo si è affievolita. Il suo grande progetto fu il tentativo di dare una dimensione politica e costituzionale al processo di integrazione europea. La sua politica estera ha dato credibilità all’Italia sul piano internazionale basandosi sui principi di libertà, giustizia e dignità umana che sono le fondamenta dello stesso progetto europeo”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare nel 63esimo anniversario della morte di De Gasperi.

    E aggiunge: “Inoltre, la sua profonda fede cristiana permeó tutta la sua azione politica: l’Europa deve recuperare e affermare le proprie radici cristiane, unico e possibile antidoto alle forze nichiliste del terrorismo e del fondamentalismo jihadista. Infine, bisogna recuperare la sua visione riguardo alla difesa comune europea come condizione per arrivare a una effettiva unione politica. Visione che si dimostra a distanza di più di 60 anni valida più che mai”.

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    LUPI: TRATTATI SIANO OPPORTUNITÀ RINASCITA E NON OCCASIONE SPRECATA

    “Oggi la celebrazione dei 60 anni dei trattati di Roma non possiamo permetterci il lusso di viverla come un’occasione sprecata. Come ha chiesto il Papa ai leader europei, dobbiamo immedesimarci nelle sfide che portarono all’Unione europea per cogliere quelle di oggi come l’opportunità di una rinascita. Non possiamo limitarci a un approccio contabile, burocratico ed economico, i cambiamenti in atto ci pongono una domanda che è soprattutto culturale. La politica ha oggi questa responsabilità, non può limitarsi ad agitare paure e proporre arroccamenti. L’Europa nacque perché ogni Paese uscì dal proprio egoismo e capì di avere un compito storico. Compito che non si è esaurito, e che è ben vivo nell’esperienza soprattutto dei giovani. Sarebbe un vero tradimento se, come ha detto il presidente Mattarella, dopo averli fatti crescere europei negassimo loro l’Europa”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

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    Lupi: Sfide di oggi impongono la riforma dei Trattati #Europa

    A sessant’anni dai trattati di Roma l’Europa ha l’occasione per un salto di responsabilità nella costruzione della casa comune. Ogni crisi, ogni sfida della storia, è anche una chance che permette di verificare oggi e come concreta speranza per il futuro la validità degli ideali che spinsero i padri fondatori dell’Unione a mettere da parte ciò che aveva diviso i loro Paesi sino ad arrivare a una guerra per lavorare insieme su quanto li poteva unire. La strada oggi è la stessa di allora: l’altro non è una minaccia ma una risorsa. La sicurezza, la pace e il benessere non sono la conseguenza di un arroccamento ma il frutto di un dialogo. Abbiamo il dovere di questa “vicendevole responsabilità” e di questa “solidarietà nei benefici e negli oneri”, come ci ha ricordato nel suo discorso al Parlamento il presidente della repubblica Sergio Mattarella. Per un’Europa all’altezza di queste sfide una riforma dei Trattati è ormai ineludibile. Da destra e da sinistra abbiamo definito “stupidi” certi parametri. Continuare ad adeguarci senza cambiarli, questo sì sarebbe stupido”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

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    Alfano: no a #populismo sovranista, #Europa va cambiata non lasciata

    Alfano: no a populismo sovranista, Europa va cambiata non lasciata. Sono da sempre un cattolico liberale, per questo stavo in Fi

    “Con le due grandi crisi, quella economica da una parte e quella dei migranti e del terrorismo dall’altra, nel nostro occidente, si è formato un flusso che ognuno ha interpretato a suo modo. Questo è avvenuto anche in Italia. Il sistema politico europeo ha visto la nascita di un polo populista – chamiamolo come vogliamo- e oggi c’e’ quindi una spaccatura verticale tra chi vuole cambiare Europa e chi la vuole lasciare. Noi, ovviamente, per la nostra consapevole fede europeista, non vogliamo scappare dall’Europa, ma intendiamo cambiarla“. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Angelino Alfano, presentando alla direzione del partito da lui fondato il progetto di superamento di Ncd in una più grande casa dei moderati italiani. “Per quel che mi riguarda – ha sottolineato Alfano- io sono un cattolico liberale e per questo, quando era nata Forza Italia, mi ero riconosciuto nel suo programma liberale. Ma tutto quello in cui noi abbiamo creduto e per cui abbiamo lottato e che ci ha portato a essere in pista sempre, non appartiene a questa nuova destra. Perché questa destra interpreta un fenomeno (per fare una analisi sugli altri, che ci porti a rafforzare ciò che siamo invece noi) lontano anni luce dalla impostazioni liberale, caratterizzato da una fortissima spinta sovranista che, tradotto in parole semplici, significa uscire dall’euro, ripristinare le frontiere interne, aprire le porte al protezionismo economico”. “Noi – ha evidenziato Alfano- siamo l’esatto contrario: noi abbiamo avuto e abbiamo una grande fede europeista, che non è stata cieca adesione a Europa, ma che ha anche visto punti negoziali molto importanti”.

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    LUPI: EUROPA NON PUO’ LASCIARE SOLI CRISTIANI CONTRO PERSECUZIONI. #EGITTO

    “Ennesimo tragico episodio ai danni di un cristiano egiziano bruciato vivo dall’Isis nel Sinai e di un altro copto ucciso a colpi di arma da fuoco. Di fronte a tali scempi non possiamo che ribadire come sia necessario difendere le nostre radici e i nostri valori che rappresentano la nostra storia e dovranno essere il faro per disegnare il futuro. E’ indispensabile, anche alla luce di simili tragedie, andare contro ogni facile populismo e batterci affinché ci sia più Europa, nel senso più nobile del significato. Non possiamo permettere che la più grande comunità di cristiani del Medio Oriente continui a subire una vera e propria persecuzione da parte di chi li definisce ‘infedeli’. I cristiani sono il cuore dell’Europa e l’Europa non può lasciarli soli”.  Lo dichiara il capogruppo di Area popolare alla Camera, Maurizio Lupi.

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    Intervista a Sergio Pizzolante: Non si chiudono 30mila imprese per l’Europa

     «LE aziende non si possono chiudere per legge: le imprese, semmai, le chiude il mercato, non l’UE», esordisce Sergio Pizzolante, deputato di Area Popolare, tra le anime della legge delega varata ieri dal governo. 

    Onorevole Pisolante, quale svolta introduce questa legge? «Il governo italiano si è assunto la responsabilità politica di affermare, nero su bianco, che per le spiagge non si possono effettuare gare subito e al buio senza rete. Tutto questo a differenza di quanto affermato qualche settimana fa, con posizioni rigide e ottuse dal Commissario europeo del settore». 

    Quali sono i principali punti fermi che avete indicato? «Innanzitutto è necessario un periodo di transizione per il passaggio da un regime all’altro. Inoltre, quando si faranno evidenze pubbliche per le assegnazioni, occorrerà tenere conto del valore commerciale degli investimenti compiuti». 

    II timore degli imprenditori balneari è proprio di vedersi ‘scippare’ le spiagge…  «Infatti. Il commissario europeo non tiene conto della realtà di 30mila imprese in Italia che non sono nate abusivamente, ma sulla base di leggi che garantivano continuatà e rinnovo automatico: proprio facendo leva su queste normative dello Stato, le aziende hanno realizzato investimenti e creato ricchezza. Nel momento in cui cambia il regime, secondo i principi europei, è chiaro che non si chiudono per legge 30mila aziende». 

    Come fare, tuttavia, con le regole europee? «In realtà la Corte europea, con le sue sentenze, si è dimostrata più consapevole e aperta sui principi di difesa dell’impresa e ha anche rimarcato che gli Stati possono far valere questioni di interesse nazionale». 

    In vista del decreto attuativo, comunque, si dovrà affrontare nuovamente l’Europa: cosa vi aspettate? «Sarà una trattativa difficile ma, credo, non impossibile». 

    Di: Stefano Marchetti

    Fonte: Il Resto del Carlino

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    Lupi: Non voteremo nuove tasse. Tagli di spesa vadano ai terremotati

    “Le elezioni, a giugno o quando saranno, non c’entrano. Noi di Area popolare non siamo disponibili ad alcuna manovra aggiuntiva richiesta dall’Unione europea, non la voteremo mai. L’obiettivo prioritario, fissato dalla legge di stabilità italiana (ma dovrebbe esserlo anche per l’Europa) è finanziare la crescita. Siamo assolutamente contrari quindi a ulteriori tasse che graverebbero sui cittadini e anche a tagli di spesa che non servano ad aiutare i terremotati. Ripeto per non essere frainteso: se dovremo individuare nuovi tagli di spesa e realizzare ulteriori efficienze, in questo momento riteniamo che debbano essere destinate alle zone terremotate e non ad astratti pareggi contabili. Oggi ogni euro risparmiato deve servire per finanziare interventi nelle regioni e nei comuni, per le persone, le scuole e le imprese così duramente colpite dal terremoto”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.
    Roma, 27 gennaio 2017

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    Buttiglione: Renzi fa bene ad alzare voce in Europa, Italia ha fatto i compiti a casa

    “Renzi alza la voce in Europa e fa bene perché se lo può permettere. Noi i famosi “compiti a casa” li abbiamo fatti, altri non invece no. Non li abbiamo fatti tutti e non sempre li abbiamo fatti bene ma comunque il bilancio dello stato è sotto controllo ed il debito pubblico ha smesso di crescere. Non siamo più gli ultimi della classe. Prima di proporre sanzioni all’Italia la Commissione dovrebbe spiegare perché non le ha proposte e non le propone alla Francia, alla Spagna ed a una mezza dozzina di altri Paesi. Renzi allora ha titolo per parlare a voce alta e se questo lo aiuta a raggranellare qualche voto in più in questo sciagurato referendum in cui si parla di tutto tranne che del merito della questione non c’è da scandalizzarsi”. Lo dichiara il vicepresidente vicario dei deputati di Area popolare, Rocco Buttiglione. 
    “Renzi però – prosegue – deve stare attento a tre cose. 1. La Commissione era onnipotente quando la sua garanzia era l’unica barriera fra noi ed i mercati finanziari inferociti che non volevano più finanziare il nostro debito pubblico. Adesso i mercati sono piuttosto benevoli e la garanzia, nel caso, la dà la Banca Centrale Europea con il Quantitative Easing. Se vogliamo sfidare la Commissione dobbiamo essere in grado di guadagnarci da soli la fiducia dei mercati. E non dobbiamo dimenticare che il Quantitative Easing non finirà nel marzo del 2017, come qualcuno teme, ma non durerà per sempre. 2. Il fiscal compact – aggiunge Buttiglione – non funziona e comunque è in scadenza. Riscriverlo è necessario ma anche difficile e complicato. Se qualcosa dovesse andare male non dobbiamo dare pretesti per dire che la colpa è dell’Italia. Le responsabilità vere sono altrove. 3. Fare il campione dell’interesse nazionale in Europa è giusto e fa guadagnare voti in patria. Se però veramente vogliamo risolvere i problemi dobbiamo uscire dalla logica del “sacro egoismo nazionale” per formulare un nuovo progetto per l’Europa, un progetto che possa avere anche il consenso degli alleati e sia un segno di speranza per tutti”.

     

     

    Roma, 22 ottobre 2016

     

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    Buttiglione: Ue non può sanzionare Italia per deficit eccessivo. #leggebilancio

     “La Commissione Europea non può sanzionare l’Italia per deficit eccessivo. Non può farlo in una fase storica in cui Francia, Spagna ed altri Paesi hanno deficit notevolmente più alti di quello italiano da diversi anni senza subire sanzioni”. E’ quanto dichiara il vicepresidente vicario dei deputati di Area popolare, Rocco Buttiglione.

    “Certo – prosegue -, l’Italia ha il dovere di una maggiore cautela perché ha un debito pubblico più alto di quello francese, ma anche il deficit italiano è notevolmente più basso di quello francese mentre il debito francese si avvia rapidamente a superare il 100% del Pil se pure già non lo ha fatto. Questo naturalmente non vuol dire che possiamo permetterci una politica di spesa pubblica facile. Il limite a cui dobbiamo guardare – aggiunge Buttiglione – è quello posto dai mercati: quanto sono disposti a finanziare il debito pubblico italiano prima di cominciare a chiedere premi di rischio crescenti? Un compromesso ragionevole con la Commissione è inevitabile. Piuttosto questa vicenda mostra che il fiscal compact così come è non funziona e sta perdendo credibilità. È urgente riformarlo”.

     

    Roma, 20 ottobre 2016

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    Causin: Italia guidi processo difesa comune europea #Brexit

    L’Italia ha tutte le carte in regola per poter assumere una iniziativa per la creazione di una forza di difesa e una politica di difesa comune europea. In merito le parole del ministro Pinotti vanno sostenute”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Andrea Causin, componente della commissione Difesa, intervenuto in Aula durante il question time alla Camera.
    “La crescente esigenza di sicurezza esterna dei nostri confini e interna nelle nostre città richiede – prosegue Causin – una nuova cultura in tema di investimento sulla difesa. In Europa si spende poco e male sulla sicurezza, solo il 2 per cento del Pil a fronte di una crescente percezione di insicurezza. Tra l’altro è sempre più chiaro che la politica degli Usa rispetto al resto dell’Occidente sarà sempre più defilata. Credo quindi che l’Italia debba essere in prima fila per assumere questa iniziativa. A livello internazionale godiamo di credibilità e tutti ci riconoscono la giusta esperienza, l’eccellenza del nostro modello e del contributo italiano alle missioni internazionali di pace. Tutto ciò consente al nostro Paese – conclude Causin – di avere un profilo adeguato per poter guidare questo processo di difesa comune europea”.

    Roma, 29 giugno 2016