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    #Biotestamento, Lupi: #Renzi legga bene la legge che vuole approvare, apre all’#eutanasia

    “Se veramente Matteo Renzi, come dice e come sento ripetere da molti oggi alla Leopolda, vuole dare dignità alla fine della vita di chi soffre si legga bene la legge che vuole approvare. È una legge che all’articolo 1 dice di voler tutelare la vita e la salute dell’individuo e poi teorizza il diritto alla morte. Una legge che giustamente dice no all’accanimento terapeutico e poi parla del bere e del mangiare come di trattamenti sanitari che possono essere sospesi, con il risultato di far morire una persona di fame e di sete. E questa sarebbe dignità? Le persone malate vanno accompagnate sino alla fine con amore, in un rapporto di alleanza con il medico e la famiglia, non vanno lasciate sole, mentre la legge che Renzi vuole approvare riduce il medico a un notaio, a un esecutore di disposizioni decise dal paziente magari anni prima, quando ora la medicina potrebbe invece intervenire efficacemente e salvarlo. Questa legge, per ammissione di molti dei suoi sostenitori, è un varco aperto per l’eutanasia e per il suicidio assistito. Allora, ripeto, Renzi la legga bene, e se è d’accordo lo dica chiaro: voglio introdurre l’eutanasia in Italia. Poi, visto che molti lo citano, si vada a rileggere anche quello che ha detto il Papa in merito: l’eutanasia rimane sempre illecita, in quanto si propone di interrompere la vita, procurando la morte. Abbiamo detto no a questa legge alla Camera, continueremo a dire no finché non verrà cambiata in una legge veramente a tutela della dignità dei malati, contro l’accanimento terapeutico e contro l’eutanasia. Renzi vuole votarsela con i 5 Stelle? Faccia pure. Noi non ci stiamo”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

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    Lupi: Il Papa è chiaro, no all’accanimento terapeutico e no all’#eutanasia. #Biotestamento

    Le parole del Papa sull’accanimento terapeutico e sull’eutanasia mi sembrano chiarissime: no all’accanimento terapeutico, no all’eutanasia. Che non siano una innovazione del magistero si preoccupa di sottolinearlo anche Papa Francesco, che non a caso cita Pio XII (1957), la dichiarazione della congregazione per la Dottrina della fede (1980) e il Catechismo della Chiesa cattolica (1992). Il no della Chiesa all’accanimento terapeutico in nome della dignità della persona anche nella morte è un dato acquisito. Così come il no all’eutanasia, il Papa lo ripete più volte. Prima di leggere nelle sue parole l’assenso all’autodeterminazione, come ho letto in alcune sintesi stampa, ci andrei cauto, e inviterei a leggerle fino in fondo, quando parla di dialogo con i medici, di prossimità responsabile, di amore e vicinanza, di cure palliative e dell’imperativo categorico di non abbandonare mai il malato. Sono parole che mi confermano nel mio no all’attuale legge sul biotestamento, proprio perché in essa vedo una deriva eutanasica. Come dice il papa, serve un supplemento di saggezza , più pacatezza nel discutere di questi temi, più riflessione e soluzioni normative il più possibile condivise”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

  • Raffaele Calabrò

    Calabrò: legge in Parlamento non legalizzerà #eutanasia

    «Ormai siamo al paradosso che per l’associazione Coscioni i viaggi eutanasici in Svizzera sono trasferte di civiltà. Per altri, come me, restano tristi spedizioni di morte che suggellano un pericoloso modus pensandi sempre più in voga nei confronti della disabilità, sempre più concepita come qualcosa che va eliminata, e per sempre con l’aiuto di un medico». Commenta così Raffaele Calabrò, parlamentare AP e relatore di minoranza sulla legge sulle DAT, l’annuncio della morte di Davide in una clinica svizzera.

    «Non credo di essere parte di una minoranza, ma comunque sapere che nel nostro Paese c’è un’associazione che ha istituito un servizio di sos eutanasia e che oggi ha come obiettivo l’introduzione della morte a carico del Servizio sanitario nazionale, mi crea un’inevitabile senso di angoscia – conclude Calabrò -. E che tutto ciò avvenga durante il dibattito parlamentare sulla Legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento non può essere soltanto una coincidenza».

  • raffaele pdl - RAFFAELE CALABRO' - Fotografo: imagoeconomica

    Calabrò: appello al dialogo per una legge migliore su #Biotestamento

    «Ho ancora speranza che sulle Dichiarazioni Anticipate di trattamento sia possibile un confronto obiettivo, privo di posizioni ideologiche e pregiudizi. Basterebbero poche modifiche migliorative per consegnare al Paese una legge che affermi il diritto all’autodeterminazione del paziente senza sminuire il ruolo del medico e che soprattutto non si presti a interpretazioni forzate che rischiano di condurre a scelte eutanasiche. Il rinvio per l’arrivo del decreto sui voucher può essere un’occasione di cambiamento e di riflessione per tutti». Lo afferma Raffaele Calabrò, relatore di minoranza sulla legge sul consenso informato.

  • nino_bosco

    Bosco: Migliorare testo per evitare apertura a eutanasia

    Quando in ballo ci sono temi di così grande importanza si deve sgomberare il campo da ogni visione ideologica ed evitare che una legge del Parlamento parli ad una parte sola e non al tutto. Per questo, condividiamo le parole del presidente Maurizio Lupi: si usi questo tempo ancora a disposizione per approfondire, discutere e migliorare il testo, così come si è fatto sino ad ora. Diversamente, significherebbe che il Parlamento ha deciso di abdicare al suo ruolo e si appresta ad approvare una legge che apre all’eutanasia. Significherebbe ridurre il ruolo del medico a quello di mero esecutore testamentario, che per noi è inaccettabile, e far passare alimentazione e idratazione come cure e non come elementi essenziali per la vita” lo dichiara, Nino Bosco, deputato di Area popolare.

     

    Roma, 28 marzo 2017

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    #BIOTESTAMENTO, LUPI: SE SI VUOLE #EUTANASIA LO SI DICA CHIARAMENTE. NOI DICIAMO NO

    “Se proprio si vuole che diventi legge dello Stato nel breve periodo si faccia lo sforzo di accogliere anche le sensibilità e le richieste degli altri. Chiediamo pertanto che si spendano le ultime ore di discussione per migliorare il testo e il nostro gruppo ha lavorato in questa direzione, anche contro ogni tentativo di trasformare questa legge in una bandiera ideologica. È diritto di un uomo esplicitare la volontà di non volere le cure, è anche diritto di un uomo decidere di togliersi la vita, ma non esiste un diritto civile di chiedere allo Stato di dare la morte a qualcuno. In base a questo sacrosanto principio della cultura occidentale riteniamo che sarebbe un grave errore per il Parlamento dire che non vuole raggiungere un determinato obiettivo, ovvero l’eutanasia o il suicidio assistito, e poi raggiungerlo indirettamente. Per noi di Area popolare rimangono alcune contraddizioni che vanno sciolte: a partire dal ruolo del medico che non può essere un mero esecutore delle volontà altrui, dall’assurdità di interrompere alimentazione e idratazione che non possono essere certo assimilabili a cure, ma sono elementi essenziali perché la vita continui ad avere una dignità e dai criteri in base ai quali si stabilisce che una persona non è più in grado di intendere e di volere”.

    Lo ha detto in Aula alla Camera il capogruppo di Area popolare, Maurizio Lupi, nel suo intervento durante la discussione generale sul complesso degli emendamenti alla legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento.

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    #Eutanasia, Calabrò: Lo Stato deve aiutare, ma non assistere fino al suicidio

    “Dj Fabo ha scelto di recarsi in Svizzera per morire ed uscire da un corpo che non sentiva più suo. Una decisione che provoca dolore e grande tristezza, avremmo voluto o potuto come Stato fare di più, ma non di certo assisterlo fino al suicidio assistito. Non è questo il compito di uno Stato e non lo sarà neanche se il Parlamento approverà la legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento che esclude l’introduzione dell’eutanasia attiva”. Ad affermarlo è Raffaele Calabrò, capogruppo di Area popolare in commissione Affari Sociali alla Camera.

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    Lupi: Lo Stato non può dare la morte. #DjFabo

    Un uomo è libero di fare di sé ciò che vuole, nel senso che ha questa possibilità, ma non esiste un diritto alla morte, un obbligo cioè per lo Stato di procurarmela quando la chiedo. Perché se la vita anche solo di una persona non ha più senso, pure la vita di tutti noi non ha più senso, né come singoli, né come vita comune, né come speranza per coloro ai quali diamo la vita, i nostri figli. Ognuno di noi ha nella sua famiglia o nella stretta degli affetti più cari esperienze di malattia e di dolore, per questo fa dispiacere vederne usata una per forzare il Parlamento nei confronti di un disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico che con il caso del dj Fabo non c’entra nulla. Dj Fabo ha chiesto di essere ucciso perché trovava insopportabile la sua vita dopo un terribile incidente. Noi tutti possiamo comprendere la disperazione di un uomo che non può più fare la vita che ha sognato, ma non abbiamo il potere né il diritto di definire per legge quando una vita sia indegna di essere vissuta e lo Stato possa quindi metterle termine. Aumenteremmo solo in modo infinito la profonda solitudine a cui condanneremmo chiunque pensasse di avere un’esistenza non degna delle sue aspettative. E ce ne laveremmo le mani, come singoli e come comunità, venendo meno al dovere di solidarietà che come persone abbiamo, questo sì, gli uni verso gli altri. Ne nascerebbe un tipo di società in cui sarebbe veramente triste nascere, vivere e anche morire, come è triste questa morte”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

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    Marotta: Pieno sostegno a battaglia contro deriva eutanasica. #Biotestamento

    “Sul disegno di legge sulle Dat in commissione Affari sociali si sono verificate forzature sia sul piano procedurale che sui contenuti da parte dell’inedito asse Pd-M5S e sinistra. Nel metodo si è cercato in tutti i modi di strozzare il confronto democratico, attraverso appigli regolamentari che a tratti hanno impedito ad alcune forze politiche di esprimere e discutere le proprie proposte di modifica. Nel merito va contestata la palese intenzione di ridurre il medico a mero esecutore, di impedirgli di rispettare il giuramento di Ippocrate nell’assistenza e nelle cure del malato, e quindi rimanere schiavo di una legge che di fatto legalizza la sospensione di idratazione e nutrizione nei pazienti affetti da malattia non terminale. Pieno sostegno, dunque, alla battaglia dei colleghi che si stanno opponendo a questa deriva eutanasica”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Marotta.

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    Calabrò: Va in scena l’#eutanasia della democrazia. #Biotestamento

    “Sul testamento biologico cala il sipario in commissione Affari Sociali della Camera Deputati. Così ha stabilito la strana alleanza Pd- M5Stelle e Sinistra Italia tenuta insieme della fretta di licenziare il testo sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, arrogandosi il diritto di voler approvare in una sola seduta oltre la metà del provvedimento”. E’ quanto afferma Raffaele Calabrò, capogruppo di Area popolare in XII commissione.

    “Una drastica riduzione dei tempi che ha poco di democratico e nasconde una corsa tra quegli stessi partiti ad intestarsi una vittoria ideologica se non addirittura strategie politiche completamente estranee al tema. Ma la consapevolezza che una legge sul fine vita meriti maggior tempo, la ricerca di convergenza tra le varie forze politiche mi vede costretto a non prendere più parte ai lavori della Commissione che domani in una notturna manderà in Aula una legge che apre all’eutanasia passiva e al suicidio assistito”.