• Raffaello Vignali

    Vignali: dati #Istat, bene miglioramento fiducia #imprese e #famiglie

    I dati presentati oggi dall’Istat sull’aumento della fiducia di imprese è famiglie è molto positivo. La fiducia è alla base di ogni azione economica; quando c’è fiducia, l’economia gira. L’economia è una azione umana, non un algoritmo. Occorre che il Governo, a cominciare dal Def e dalla Manovra di aprile, consolidi la fiducia, anche arginando derive ideologiche fuori dalla realtà e dannose all’economia di famiglie e imprese, come la vicenda dei voucher” lo dichiara Raffaello Vignali, deputato Ap e responsabile economico di Alternativa popolare.
  • denatalitàANSA842498_Articolo

    Calabrò: contro #cullevuote introdurre quoziente #familiare

    “Riconosco al Ministro Costa il merito di aver svolto un ruolo decisivo negli ultimi anni affinché venissero adottate misure a favore della famiglia, ma i tassi di denatalità dell’ultimo rapporto ISTAT spingono il Governo a fare di più, prevedendo una politica organica, in tempi brevi, ancor più incisiva di quella ricordata dal Ministro». Così il parlamentare AP, Raffaele Calabrò, durante il question time alla Camera sulle culle vuote.

    «Sono certo che il ministro avvierà una riflessione anche a livello fiscale sul rapporto tra il numero di figli di una famiglia e il fisco. Il Paese ha urgenza di rivedere il regime fiscale introducendo il quoziente familiare che nella vicina Francia ha consentito un boom demografico. Non c’è altro tempo da perdere», conclude Calabrò.

  • Gianfranco Sammarco

    Sammarco: Bene conferma misure pro family

    “Oggi segniamo un altro gol per le famiglie: 800 euro per tutte le neo mamme, una misura che vale per sempre, a prescindere dal reddito. Il via libera da parte dell’Inps rende finalmente applicativo il bonus introdotto nella legge di Bilancio grazie al lavoro di Ncd-Area popolare e del ministro Costa”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Gianni Sammarco.

    “Si tratta di un importante sostegno alla natalità, in un periodo caratterizzato da un preoccupante crollo demografico. Il pacchetto di misure pro family voluto da Ap prevede anche il buono nido e il bonus bebè. Queste sono le politiche formato famiglia per le quali ci battiamo, con significativi risultati”.

    Roma, 28 febbraio 2017

  • imagestancredi

    Intervento di Paolo Tancredi: in legge bilancio incentivi a #famiglia

    “Abbiamo affrontato questa legge di bilancio, Presidente, in un clima difficile, dovuto a situazioni interne difficili, nel corso di una dialettica molto accesa del nostro Governo con la Commissione europea e con l’Europa in genere, con alcuni capi di governo di Paesi membri importanti. Questa dialettica l’abbiamo sostenuta, perché pensiamo che il Governo italiano abbia portato una posizione giusta, importante, alla luce di un percorso, Presidente, che abbiamo fatto in questi nove anni di crisi. Un percorso che ha visto quattro Governi, a cominciare dal Governo Berlusconi e poi il Governo Monti e il Governo Letta, dare un forte taglio alla spesa pubblica, con numeri che ho ripetuto tante volte in quest’Aula, che spesso non sono patrimonio del dibattito pubblico, ma noi abbiamo ridotto di 300 mila persone il personale pubblico. Abbiamo costruito una riduzione fortissima degli investimenti in conto capitale delle pubbliche amministrazioni, abbiamo fatto sacrifici, abbiamo riportato il Paese in una dinamica del deficit virtuosa, una delle più virtuose dell’area Euro, siamo ben al di sotto del 3 per cento e siamo molto più virtuosi di membri importanti come la Francia e la Spagna. Ebbene, sulla base del lavoro compiuto in questi anni, il Governo – come l’opinione pubblica chiedeva fortemente – ha giustamente rivendicato degli spazi all’Unione Europea. Da lì la flessibilità, ottenuta grazie all’azione del Governo Renzi, e poi i fattori straordinari al di fuori del ciclo che noi affrontiamo: la spesa per l’immigrazione –dossier di cui si occupano solo i Paesi frontalieri e drammaticamente l’Italia – che non vuole essere riconosciuta dall’Europa, addirittura con la beffa della sterilizzazione dei ricollocamenti negli altri Paesi membri. Alla luce di questo noi crediamo che il dibattito, forse a volte troppo acceso, che c’è stato prima e nel corso dell’approvazione della legge di bilancio tra Renzi e Juncker, o comunque tra il Governo italiano e la Commissione europea, sia un dibattito che dovrebbe vedere tutto il Paese su quelle posizioni, anche perché stiamo parlando di livelli di deficit che, sì si discostano dagli obiettivi di medio termine che ci eravamo dati, ma sono ampiamente e fortemente virtuosi. Noi siamo, nonostante tutto, al 2,3 per cento del deficit. Se non si parte da questa posizione non si riesce a leggere bene il documento di bilancio.

    Abbiamo fatto anni fa una legge, criticatissima, che rimette a regime il nostro sistema pensionistico, che è l’unica curva della spesa pubblica che cresce fortemente, eppure con la legge Fornero siamo riusciti a riportarla. Quella impostazione ha portato degli scompensi, quegli scompensi li stiamo sanando.

    In questa legge di bilancio, e da questo voglio partire, facciamo un passo forte, perché per me e per noi di Area Popolare, i contenuti importanti erano già contenuti nella legge di bilancio. Per la prima volta non devo enfatizzare interventi fatti in Commissione o durante l’iter dei lavori, a noi il testo piaceva così e in molte sue parti lo abbiamo difeso fortemente. Sulle pensioni, oltre alla tax area, altro che gli spiccioli che diceva poco fa il rappresentante della Lega, abbiamo introdotto due forme come l’anticipo pensionistico volontario e l’APE social, che sono delle novità, sono delle opportunità in più che diamo alla platea di pensionati italiani. Io non riesco a capire come ci si possa scandalizzare. L’APE su base volontaria è un’opportunità, qualcuno dice che non la farà nessuno, ma lo vedremo. Se non la utilizzerà nessuno, comunque, forse avremo sbagliato, ma tanto danno non l’avremo fatto. Io sono comunque convinto che avremo dei numeri sorprendenti. Così come l’APE social che, invece, dà una possibilità ai lavoratori prematuri e a chi svolge lavori usuranti, di accedere a un trattamento pensionistico ben prima della data prevista dalla legge Fornero. Noi di Area Popolare abbiamo difeso il testo, abbiamo fatto un emendamento – l’emendamento della collega Binetti– a cui tenevamo molto. Ci siamo poi accontentati di un ordine al giorno, però, Presidente, quella rimane la nostra piattaforma, per usare un termine sindacale. Noi pensiamo che se l’APE social deve essere ulteriormente migliorata, vada migliorata a favore di quelle mamme o papà, che nella loro vita lavorativa hanno anche avuto un altro compito importante, quello di assistere un parente in uno stato di disabilità, chi ha avuto dentro casa un figlio che per tanti anni ha dovuto assisterlo e ha dovuto aiutarlo. Ecco, quella è la nostra indicazione su come migliorare l’APE social e su come dare i premi, perché noi pensiamo, Presidente, che una mamma o un papà che hanno svolto quel compito e che possono continuare a svolgerlo magari andando in pensione, fanno e svolgono un ruolo sussidiario allo Stato, danno una mano allo Stato, sono importanti per gli obiettivi che anche la comunità e la società hanno. Perciò, da questo punto di vista, è quello il nostro obiettivo, il miglioramento dell’APE social. Abbiamo anche fatto l’ottava salvaguardia sugli esodati e credo che siamo arrivati a un livello di approssimazione ottimo. Probabilmente si dovrà intervenire di nuovo, ma in questa legge di bilancio abbiamo trovato anche questo spazio. Quindi, molto sulle pensioni, molto sulle famiglie, appunto continuando il discorso dell’importanza della famiglia che per noi è un elemento di politica economica imprescindibile, un elemento che è orientato al futuro e alla crescita. La famiglia con i figli è inevitabilmente orientata al futuro e alla crescita e allora in questa legge di bilancio, nel testo che è arrivato – e noi l’abbiamo difeso fortemente – c’è un’impostazione di incentivo alla famiglia e di incentivo alla nascita, che noi condividiamo totalmente. L’abbiamo difeso rispetto a chi, invece, voleva introdurre, per esempio, dei criteri di proporzionalità o voleva introdurre il calcolo dell’ISEE. Per noi, soprattutto il premio nascita, ma anche il buono nido, sono dei presidi che devono incentivare il totale della popolazione a mettere al mondo figli, a investire sul futuro della famiglia e dei figli. Questo è il senso della nostra impostazione e per questo abbiamo fatto quelle battaglie, anche in Commissione. Per fortuna la nostra impostazione è andata in porto. Così come siamo per la libertà di scelta delle famiglie, le riteniamo un elemento di politica economica, pensiamo che debbano essere libere di fare le loro scelte educative e sociali, perciò anche in questa legge di bilancio, nel testo originario, erano inseriti nuovi e importanti presidi per le scuole paritarie, a cui è aumentato il plafond per avere accesso ai bonus. Con il lavoro in Commissione abbiamo anche inserito la possibilità del riparto dei fondi per l’alternanza scuola-lavoro, anche alle scuole paritarie, così come abbiamo inserito – ed è la prima volta – la possibilità per le scuole paritarie di accedere ai fondi PON in maniera competitiva come tutti gli altri. Questa è l’impostazione importante che abbiamo cercato di dare, che – ripeto – era già contenuta nel documento di bilancio. Io sto parlando di norme e contenuti che erano già nella legge di bilancio, che noi, nel passaggio in Commissione, abbiamo solo perfezionato e migliorato nelle parti marginali e nei dettagli. Una parte molto importante, Presidente, della legge di bilancio – naturalmente non posso parlare di tutto il suo contenuto, perché andrei fuori tempo – è quella dedicata alla crescita, allo sviluppo e alle imprese. Su questo non posso non citare anche il decreto fiscale, su cui abbiamo cercato di ricostruire anche il rapporto fra l’impresa e il fisco. Io credo che abbiamo messo in campo una serie di norme che sono in questo momento apprezzate da molte categorie che secondo me nel 2017 porteranno i loro effetti.

    Innanzitutto, la prima cosa, che qualcuno si dimentica, è che da gennaio 2017 le imprese italiane pagheranno tre punti in meno di imposta sul reddito. Probabilmente è passata inosservata perché era già nei tendenziali della stabilità per il 2016, ma, mentre abbiamo annullato e sterilizzato le clausole di salvaguardia, sulla questione dell’IRES, invece, siamo rimasti fermi. Così come abbiamo messo la flat tax anche per gli autonomi e per le imprese individuali; insomma, c’è tutta la partita delle ristrutturazioni fiscali, delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni, c’è tutta la partita dei super ammortamenti e degli iper ammortamenti, che insomma costituiscono un intervento dalla parte della domanda di lavoro importante, perché vede è anche di grande soddisfazione che siamo, durante l’iter della legge di bilancio, riusciti ad avere la notizia che l’ANPAL ha deliberato un testo con cui proroga al 2017 lo sgravio fiscale per quasi tutta la platea dei lavoratori sotto i 24 anni e per quelli sopra i 24 anni che comunque hanno semplicemente sei mesi di iscrizione ai centri per l’impiego. Ma questa misura è legata, al Sud, anche alla possibilità per le aziende di investire praticamente quasi gratis con il super ammortamento e, cumulata anche al sud, in particolare, con lo sgravio fiscale e il credito d’imposta sugli investimenti. Io credo che oggi per il 2017 noi abbiamo realizzato nel campo degli investimenti e nel campo delle assunzioni, soprattutto al sud, una condizione di favore eccezionale per chi, imprenditore, volesse davvero investire. Ma potrei parlare della nuova Sabatini o del credito di imposta sulla ricerca: è una legge gravida di contenuti, a favore delle imprese e a favore dell’economia.

    Alcune cose, Presidente, le abbiamo purtroppo tralasciate: c’era una soluzione per mettere a regime il credito d’imposta sugli investimenti per le ristrutturazioni. Quella era una soluzione buona. Non è stato trattato l’articolo 2, così come sono rimaste aperte alcune questioni legate al lavoro, che sicuramente dovremo andare a sanare, spero nel passaggio al Senato.

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    Lupi: un paese che non fa figli e’ un paese che ha paura del proprio futuro

    (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 28 NOV – Arriva dall’Istat un’ulteriore conferma del calo della natalità. Nel 2015 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 485.780 bambini, quasi 17 mila in meno rispetto al 2014. Il calo è attribuibile principalmente alle coppie di genitori entrambi italiani. Ma calano anche i nati da coppie straniere. E a novembre non migliora, dice sempre l’istituto nazionale di statistica, il clima di fiducia dei consumatori che rimane sostanzialmente stabile attestandosi a quota 107,9 (108,0 a ottobre). I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese scendono lievemente (il saldo passa da -52 a -53) così come le aspettative il cui saldo si attesta sul valore più basso registrato da marzo 2014. In calo la fiducia delle imprese. 

    Dobbiamo lavorare per politiche propositive sulla natalità e sulla denatalità“, dice al VELINO, il presidente dei deputati di Ap, Maurizio Lupi.

     “Un paese che guarda al futuro non può farlo se non mette al mondo figli. Per il nostro gruppo la famiglia è uno dei pilastri. E Ap si è impegnata perché in manovra entrassero misure a sostegno della famiglia. Per la prima volta – dice Lupi – in manovra c’è un capitolo ‘Politiche per la famiglia’ in cui si prevede il bonus nido di 1000 euro che non e’ stato vincolato all’Isee. E grazie all’emendamento Binetti, il bonus nido da mille euro viene esteso anche per i bambini che presentano gravi patologie, tali da non poter frequentare l’asilo. Risorse che potranno essere utilizzate per forme di supporto a casa”. 

    Poi c’è il bonus mamma da 800 euro corrisposto al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione di un minore. E la conferma del bonus bebè di 80 euro al mese per tre anni. 

    “Si tratta – dice Lupi – di un piccolo contributo che va nel senso da noi auspicato di politiche fiscali e di aiuto a famiglie e giovani coppie. Obiettivo e’ arrivare alla revisione dell’Irpef con l’introduzione del fattore famiglia”. (mal) 

  • istat

    BINETTI: DATI #ISTAT SU #NATALITA’ DRAMMATICI, OCCUPARSI DI MISURE PER #FAMIGLIA

    “Le conferme sul calo della natalità arrivano oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica nel suo rapporto 2016: si tratta di 17mila bambini in meno rispetto al 2014, anche le donne in età riproduttiva sono sempre meno, come naturale conseguenza di un calo di natalità che ormai viene da almeno trenta anni. Secondo l’Istat, il calo è attribuibile soprattutto alle coppie di genitori entrambi italiani, perché non solo le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno, ma nello stesso tempo mostrano una propensione ad avere figli sempre più bassa. Non stupisce quindi che almeno 100.000 bambini in meno siano nati da genitori italiani, per la precisione 95 mila in meno negli ultimi anni. La carenza di politiche efficaci per la famiglia ha indubbiamente contribuito a creare un altro fenomeno sorprendente: diminuiscono i bambini nati da coppie sposate e crescono invece quelli nati da genitori non coniugati. Ma continua anche il calo dei bambini nati da genitori stranieri, nel 2015 sono stati 3 mila in meno rispetto al 2014. Evidentemente in Italia sembra che da un po’ di tempo si respiri un clima non particolarmente favorevole né ai bambini né alle famiglie regolarmente costituite.”
    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Non ci resta che sperare che le misure stabilite dalle recente legge di Bilancio a favore dei bambini: dal bonus bebè al contributo per l’asilo nido, aiutino i genitori ad essere un po’ più ottimisti sul futuro dei figli. Il fatto è che l’Italia, ormai da diversi decenni, era diventata un paese di figli unici e i dati Istat di oggi ci dicono che la diminuzione è particolarmente forte proprio per i primi figli e: il numero medio di primi figli per donna è passato da 0,73 a 0,65. Come dire che assisteremo ad un veloce dimezzamento della popolazione nei prossimi anni. Per un Paese come il nostro, abituato ad essere considerato il Paese delle famiglie, fino a far dire a qualcuno che l’Italia era un paese fondato sulla famiglia, oggi mostra una fragilità estrema proprio in uno di quei punti chiave che hanno sempre garantito la maggior coesione sociale al Paese, con una trasmissione di cultura e di valori diretta, di generazione in generazione. Ora tutto ciò sta cambiando: è in atto una riforma silenziosa, con un trend stabile volto soprattutto a garantire diritti individuali, ansie e bisogni di autorealizzazione messi in primo piano rispetto ai sogni e alle responsabilità familiari. Tutto ciò inciderà sullo stile di vita italiano in modo progressivo, contaminandone l’identità proprio sotto il profilo della italianità naturale che si trasmette attraverso le generazioni. Chissà se dopo il 5 potremo tornare ad occuparci anche di questi temi e problemi”, conclude la Binetti.
     
  • famiglia

    BINETTI: PACCHETTO #FAMIGLIA CON MISURE INTERESSANTI, MERITO DI #AREAPOPOLARE

     
    Il Pacchetto famiglia passato in Legge di Bilancio alla Camera contiene molti aspetti interessanti: certamente più del solito, grazie anche ad una particolare attenzione del Gruppo di AP: dal bonus ai bambini che nasceranno nel 2017, al contributo per la frequenza dell’asilo, dovunque vorranno iscriverli i loro genitori. Tra le misure del pacchetto famiglia approvate c’è anche l’aumento del congedo parentale dei padri e tutta una serie di azioni positive volte a rafforzare la coesione sociale, attraverso il contrasto alla povertà, che in questi anni è diventata una sorta di patologia dilagante nel ceto medio. Non possiamo di fatto dimenticare che gli strascichi delle crisi economica si fanno sentire ancora in modo graffiante in molte famiglie e la disoccupazione o più spesso la sotto-occupazione pesa enormemente sul bilancio familiare”.
    Lo ha affermato l’onorevole Paola Binetti di AP, intervenendo in discussione generale sulla legge di bilancio: “Per questo consideriamo particolarmente utili alcuni interventi fatti anche sul piano previdenziale. Facilitare attraverso l’APE sociale che chi assiste un familiare in gravi condizioni di salute possa svolgere il suo lavoro di cura serenamente, sapendo di poter contare su di un oggettivo sostegno governativo, è molto importante. Certamente ridurrà lo stress che ogni lavoro di cura comporta e lo renderà meno usurante. Nello stesso spirito va anche la norma che include i pazienti affetti da Alzheimer tra quelli che potranno accedere al Fondo del Dopo di Noi, che è stato giustamente implementato. La famiglia diventa in questo ddl una sorta di filo di Arianna, che nel labirinto degli articoli e dei commi che la contraddistinguono, mantiene alto il valore della sua forza unitiva, di servizio alle persone più fragili, la libertà di poter avere i figli che desidera e di offrire loro la formazione che ritiene più conveniente. Forse non è molto, ma certamente non è poco,” conclude la Binetti.
     
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    L. BILANCIO: BINETTI, BENE CONGEDO PARENTALE, COSI’ MAGGIORE COESIONE A NUCLEO FAMILIARE

    “Ho sottoscritto con convinzione l’emendamento di Titti Di Salvo che propone 4 giorni di congedo parentale alla nascita di un bambino: è giusto che i padri si facciano carico fin dal primo momento delle esigenze della propria compagna oltre che della mamma del proprio figlio. Ne avevo presentato uno più restrittivo, che si fermava a tre giorni, ma sono felice che la norma passata abbia uno sguardo più ampio. Parlando di politiche demografiche ci si ferma troppo spesso ai soli aspetti economici e alla scarsità delle risorse su cui possono contare oggi le giovani coppie. Ma non è di minore importanza il fatto che le donne siano lasciate ancora oggi troppo spesso sole davanti alla responsabilità di farsi carico del figlio. Il coinvolgimento del padre nella relazione di cura può contribuire a dare maggiore coesione al nucleo familiare, e quindi anche maggiore stabilità nel tempo. Non bastano certamente i tre-quattro giorni di congedo parentale per attivare una riforma così importante, ma sul piano simbolico hanno davvero un grande valore“.

    Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.

    “La legge di Bilancio è sempre un grande contenitore in cui confluiscono i più disparati bisogni in un contesto di progressiva riduzione di risorse. Scegliere gli obiettivi su cui investire ha una grossa valenza politica e per Area popolare la centralità della famiglia include prepotentemente il coinvolgimento della figura paterna, accanto a quello della mamma. Ogni bambino fin dal primo istante ha bisogno di entrambi, ed è questo il senso dell’emendamento approvato, presentato anche da me e sottoscritto nella versione attuale”, conclude Binetti.

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    Lupi: #Rai3 fa 6 puntate sulle #unionigay, quando un programma sulle #famiglie numerose?

    “’Stato civile – L’amore è uguale per tutti’, questo il titolo della trasmissione che da giovedì 3 novembre su Rai3 racconta quella che la senatrice Monica Cirinnà definisce la “nuova Italia”, storie di coppie omosessuali e delle loro unioni civili a cui da quest’anno hanno diritto. Sei puntate, quattro devono andare ancora in onda, per le quali la senatrice Cirinnà ringrazia la “coraggiosa Daria Brignardi”. Nulla da eccepire. Chiedo solo se il servizio pubblico, dopo aver dedicato sei puntate a una realtà che coinvolge 869 coppie in Italia (tante sono state le unioni civili celebrate sinora, più le circa 500 che sono state prenotate), pensa di dedicare altrettante puntate alle oltre 482.000 famiglie numerose che hanno almeno tre figli, una realtà che coinvolge direttamente almeno due milioni e mezzo di persone. Oppure agli oltre quattro milioni di famiglie che hanno un disabile in casa e alla loro fatica del vivere. O anche al milione di famiglie che scelgono per la libertà di educazione e mandano a loro spese i figli alle scuole pubbliche paritarie. Non pretendo un numero di puntate proporzionato ai numeri in questione, ma almeno una par condicio. Resto in attesa per sapere se anche ‘questa Italia’ interessa al nostro ‘servizio pubblico’ o se la nuova Rai è invece ‘al servizio’ di una senatrice del Pd e delle sue battaglie pagate con i soldi del canone versato da tutti i cittadini”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

  • famiglia

    BINETTI: #FAMIGLIA PRIMO DISEGNO ORGANICO ATTESO DA 20 ANNI. GRAZIE MINISTRO COSTA

    “Sportello unico per le famiglie: se ne comincia a parlare ora, ma l’approdo è previsto per il 2018 e quindi molto probabilmente sarà in carico alla prossima legislatura e al nuovo Parlamento. Nonostante questa facile previsione, è davvero importante quello che ha detto oggi il ministro Costa, parlando del Testo unico che prevede l’avvio di uno Sportello unico per la famiglia, capillarmente diffuso sul territorio, vero punto di riferimento multi-tematico. Tutti speriamo davvero che in questo modo si riesca a introdurre il cosiddetto Fattore famiglia, che andrà di pari passo con la riforma dell’Irpef in programma sempre per il 2018”.

    Lo dichiara l’on. di Area popolare Paola Binetti.

    “Ma non è questa l’unica novità in programma: la figura professionale dell’assistente materna potrebbe arrivare anche da noi. Necessiterà di un’adeguata job description, per metterne a fuoco compiti e competenze, ma sarà un appoggio efficace per tutte le giovani coppie. Un supporto alla maternità, necessario per invertire il trend negativo delle nascite che sta diventando sempre più strutturale e meno legato alla crisi economica. Se con l’attuale legge di bilancio il Bonus bebè e il contributo ‘Mamma domani’ andranno definitivamente in porto, si potranno supportare le famiglie giovani nelle primissime spese, tenendo conto che ‘Mamma domani’ è un premio di 800 euro alla nascita, che si può richiedere già durante la gravidanza. L’aiuto alle famiglie inoltre – spiega Binetti – crescerà tanto più quanto più in difficoltà si trovano; per esempio raddoppierà nel caso di famiglie con un reddito complessivo inferiore a 7.000 euro. Se a tutto ciò si aggiunge anche Il buono nido, che arriva a mille euro l’anno ed è previsto sia per nidi pubblici che privati, ci rendiamo conto che le diverse misure definiscono un’autentica progettualità a favore del far famiglia. E se i genitori rinunceranno al congedo parentale potranno ottenere in cambio un voucher di 600 euro al mese per sei mesi proprio per pagare l’asilo o la baby sitter. È la prima volta negli ultimi 20 anni – conclude Binetti – che siamo davanti a proposte organiche di sostegno alla famiglia e di questo va dato al ministro Costa che ha saputo reagire a un’inerzia legislativa che con i suoi silenzi sembrava davvero ostile alla famiglia”.