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    LUPI: AVANTI CON #GENTILONI PER UNA LEGGE BILANCIO CON MENO TASSE PER #IMPRESE E PIU’ AIUTI A #FAMIGLIE

    “Noi lo diciamo con molta chiarezza, sosteniamo il governo Gentiloni, non siamo alleati politicamente del Pd ma collaboriamo con il Pd perché, ad esempio nella prossima legge di bilancio, continuino ad esserci meno tasse per le imprese e più sostegno alle famiglie. Questa è la ragione per cui noi sosteniamo il governo Gentiloni”. Lo dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare in un’intervista al Tg1 rispondendo alla domanda se le dimissioni di Costa possano avere conseguenze sull’esecutivo Gentiloni.

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    MAROTTA: PRESENTATA PDL PER DEBITO #FAMIGLIE ED #IMPRESE

    Le banche italiane sono appesantite da circa 200 miliardi di sofferenze riferibili a prestiti, mutui o fidi verso cittadini e imprese che non si riescono a recuperare: con la conseguenza che circa dieci milioni di cittadini sono in fortissima difficoltà nei loro confronti.
    Su tale massa di debito le banche hanno fatto accantonamenti per circa 120 miliardi, il che vuol dire che il gettito fiscale è diminuito di circa 60 miliardi.” Così in una nota il capogruppo di Alternativa popolare Nino Marotta in Commissione Giustizia, che prosegue : “La sovrabbondanza dell’offerta di crediti deteriorati in vendita, si confronta con una domanda costituita da pochi investitori, particolarmente liquidi, ma particolarmente esosi: i cosiddetti “fondi avvoltoio”. Si tratta di un oligopolio cui ha fatto cenno di recente il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Se le banche vendessero gli 80 miliardi residui ai prezzi correnti (10/20% del valore del credito) imposti dai fondi si registrerebbero perdite ulteriori tra i 40 e i 60 miliardi.
    Inoltre, prosegue Marotta, molti fondi di investimento hanno strutture societarie che consentono loro di non pagare tasse in Italia. Ne consegue che, alle contrazioni di gettito derivanti dalle perdite su crediti delle banche, si aggiunge la mancata tassazione del profitto dei fondi. Ho pertanto presentato una proposta di legge nella quale si prevede che i crediti certificati in sofferenza al 31 dicembre 2016, potranno essere rinegoziati direttamente tra banche e debitori a prezzi super scontati.
    Esponenti europei di peso, tra gli altri il vicepresidente portoghese della BCE, Victor Costancio, hanno “aperto alla rinegoziazione tra la banca e debitori ai prezzi di mercato super scontati dei crediti in sofferenza su base privata e senza interventi comunitari. Se questa mia proposta fosse attuata ne trarrebbero beneficio, le famiglie, le imprese, le banche, il fisco e l’intero sistema economico nazionale. E ci libereremmo degli avvoltoi,” conclude Marotta.
  • natalità

    Bianchi: “Da Ncd convinto sostegno a natalità”

    I dati Istat sul crollo delle nascite confermano che il nostro Paese ha un drammatico bisogno di politiche a sostegno della natalita’. Per questo siamo sempre piu’ convinti e ostinati a portare avanti il percorso intrapreso dal Ncd al governo, ponendo finalmente la famiglia al centro dell’agenda dell’Esecutivo. La nostra risposta e’ all’interno della legge di stabilita’. Per la prima volta, e’ stato introdotto un fondo dedicato interamente alla famiglia, a sostegno della natalita’ e della maternita’, che abbiamo fortemente voluto. Mezzo miliardo per il bonus bebe’, mille euro annui per le famiglie numerose per l’acquisto di pannolini, libri di scuola, 100 milioni per il rilancio degli asili. Sono alcune misure targate Ncd attraverso le quali veniamo incontro alle mamme e ai papa’ in difficolta’ o di una coppia di giovani che vuole creare una famiglia. Siamo inoltre al lavoro per una concreta applicazione del fattore famiglia sul piano fiscale e per rendere sempre piu’ compatibile il lavoro e la maternita’. In gioco c’e’ il futuro della nostra societa’ e, come ha ribadito il nostro leader Alfano, lo sviluppo della nostra stessa politica economica.

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    Ncd: “45mln per buoni acquisto per famiglie numerose”

    “Vinta la battaglia per le famiglie numerose. E’ stato approvato in commissione un emendamento del Nuovo Centrodestra che destina, per il prossimo anno, 45milioni di euro ai nuclei familiari con almeno quattro figli in buoni-acquisto per beni e servizi finalizzati alla crescita e al mantenimento dei propri figli minori. Una misura che completa il pacchetto di interventi fortemente voluto da Ncd: per la prima volta, infatti, in questa legge di stabilità è stato istituito un fondo per la famiglia. All’interno del quale abbiamo già previsto 500milioni di euro per i nuovi nati per i prossimi tre anni e i 400milioni di euro per il fondo per la non autosufficienza e i malati di Sla”. E’ quanto dichiarano il vicepresidente e capogruppo Ncd in commissione Bilancio, Barbara Saltamartini e Paolo Tancredi.
    “Con questo emendamento approvato oggi quindi – aggiungono i parlamentari di Ncd – le famiglie numerose avranno a disposizione fino a un massimo di mille euro annui in buoni per l’acquisto ad esempio di pannolini, latte in polvere o libri di testo per la scuola. L’intervento riguarda i nuclei familiari con un reddito Isee pari a 8.500 euro, che corrisponde a circa 32mila euro di Ise. Una ulteriore conferma dell’impegno preso dall’Ncd di Alfano nei confronti delle famiglie, con particolare attenzione per quelle numerose e in difficoltà economica. #lafamigliaprimaditutto”, concludono Saltamartini e Tancredi.

  • Alessandro Pagano

    Pagano: Incidente ferrovie, cordoglio per morte tre operai

    Pagano: Non ci sono parole per quanto avvenuto sulla linea ferroviaria nel nisseno, dove tre operai hanno perso tragicamente la vita in servizio, sul posto di lavoro.
    Bene ha fatto il ministro Lupi a richiedere subito un rapporto scritto per capire le dinamiche dell’incidente. Lo dobbiamo soprattutto alle famiglie dei tre operai, cui va il mio personale cordoglio.

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    Intervista ad Angelino Alfano: in autunno uno choc fiscale per aiutare le famiglie

    Alfano: Soglie da cambiare, l’Italicum così non va.
    E ci batteremo per superare l’articolo 18

    06 luglio 2014 – Alle riforme non c`è alternativa, «non possiamo fallire, apriremmo la strada a Grillo». Nel Pd c`è una minoranza che «sta facendo opposizione e questo è tema che dovrà risolvere Renzi, come premier e segretario del Pd». Forza Italia invece «ha fatto il balletto tra il sì e il no».
    Noi non «facciamo minacce, ma occorrono almeno tre correzioni. Sulle soglie della legge elettorale, sulle preferenze, sulle partecipate degli enti locali: che vadano ai privati se sono in grado di garantire un servizio migliore dello Stato».
    Angelino Alfano è ministro dell`Interno, leader del Nuovo centrodestra, partito appena nato, che ha l`esigenza di stare al governo dimostrando di influenzare agenda delle riforme e politiche economiche.
    Non è un compito facile, di fronte alla visibilità di Renzi, ma insieme al punto sulle riforme è proprio sulla politica economica che intende giocare la sua partita: «In autunno, con la legge di Stabilità, e questo per noi sarà dirimente, puntiamo ad introdurre uno choc fiscale per aiutare le famiglie, con gli ottanta euro abbiamo premiato i singoli percettori di reddito ora occorre puntare sui figli a carico e sui nuclei familiari, sia con le detrazioni che con le semplificazioni, eventualmente con veri e propri bonus. Occorre dare attuazione all`articolo 31 della Costituzione».

    Anche Renzi ha detto che il bonus è solo l`inizio, ma le coperture?
    «Solo una manovra di choc fiscale può tenere insieme crescita e conti in ordine, non possiamo inseguire la tenuta dei conti con correzioni recessive, che prevedono solo tagli di spesa e rischiano di deprimere ulteriormente i consumi. Occorre riportare gli italiani nei negozi e nei centri commerciali. I margini di finanziamento ci sono, sia nei tagli alla spesa pubblica, sia nelle privatizzazioni, sia negli spazi di flessibilità europea che saremo in grado di ottenere».

    Le riforme non possono fallire, ma anche voi ponete più di un paletto.
    «I fermenti ci sono stati in tutti i partiti, noi siamo stati gli unici a non fare capricci, a non dover cambiare i propri membri in commissione per tenere fede agli impegni. È chiaro che poniamo i nostri temi».

    Per esempio?
    «Nella riforma del Titolo V va inserita una norma di riforma delle partecipate pubbliche, mi riferisco ai tanti carrozzoni comunali e regionali che sono diventati centri di clientelismo. Una municipalizzata può esistere solo se il privato non è in grado di fare lo stesso servizio a minor costo e con maggiore efficacia. Lo Stato deve fare quello che il privato non è in grado di fare, a meno che non si tratti di interessi strategici, e su questo punto, nel Titolo V, occorre un rafforzamento delle competenze centrali, a cominciare da energia e infrastrutture».

    Con queste riforme si corre il rischio che una minoranza del Paese prenda tutto, eleggendo il capo dello Stato, dicono nel Pd. Condivide?
    «La spinta alla governabilità è imprescindibile, la sera del voto ci vuole un governo. E questo principio si può bilanciare rafforzando la rappresentanza. La soglia per il premio di maggioranza va alzata al 40%, le diverse soglie di sbarramento andrebbero armonizzate e razionalizzate, oggi appaiono come la pizza ai quattro gusti. Ed è inaccettabile che se in una coalizione la soglia la supera solo un partito il premio vada solo a quello benché guadagnato con i voti di tutta la coalizione».

    Il balletto dei sì e dei no dunque è anche vostro.
    «Il nostro è un sì netto e chiaro, cerchiamo di migliorare il prodotto finale. Riteniamo che anche la questione della preferenze è fondamentale: le abbiamo alle Europee, alle Regionali e Comunali, perché escluderle dalle Politiche? Ma le nostre non sono minacce, non c`è ostruzionismo, l`obiettivo è migliorare le riforme, alla luce del sole senza offrire sponde alle opposizioni o a correnti di partito».

    Le nomine alla Commissione europea possono provocare un rimpasto?
    «No, se un ministro va via si sostituisce, se si inizia con i cambi, a Costituzione vigente, non si sa dove si va a finire».

    Il centrodestra vive un tramonto che potrebbe durare anni.
    «Oggi non esiste un centrodestra, ne esistono tre. Un`area moderata e programmaticamente alternativa alla sinistra, come noi, che sta nel Ppe, dentro il processo di riforme e nel governo, che vuole cambiare il Paese. Poi c`è un altro centrodestra, Forza Italia, che sta nel Ppe, che dice di non volere uscire dall`euro sebbene faccia un pò di confusione, che sta tra mille dubbi nel processo di riforme ma fuori dal governo. E poi ci sono Lega e Fratelli d`Italia che stanno con la Le Pen e fuori da tutto: euro, governo e riforme. In un momento storico difficilissimo per quest`area (era dal 1958 che un partito non superava il 40%), noi, anche se appena nati, abbiamo superato, con l`Udc, lo sbarramento e preso un milione e 200 mila voti. La prossima volta puntiamo a raddoppiarli, ce ne sono tutte le condizioni. Forza Italia ha dimezzato voti ed eletti, la Lega è passata dal 10 al 6%, Fdl è rimasta fuori. Noi dobbiamo riunificare tutti i moderati che vogliono le riforme, sono nel Ppe e sostengono il governo».

    Ma Renzi guadagna voti tra i moderati. Eravate diversamente berlusconiani, oggi cosa siete? Diversamente renziani?
    «Macché, non è mica un monocolore Pd. Noi siamo quelli che lavorano per il Paese e non stanno nel Pd. Siamo stati votati per questo».

    Cioè per fare che cosa?
    «Le faccio un esempio: sull`articolo 18 faremo una battaglia di superamento definitivo, in Parlamento può essere maggioritaria. Occorre quantomeno limitare, per i contratti a tempo indeterminato, le ipotesi di reintegrazione in caso di licenziamento discriminatorio. E poi: riforma della giustizia, modifiche del Csm e alle intercettazioni, taglio alla spesa pubblica, politiche che appartengono al nostro dna e che stiamo affermando. Certo, la nostra è una sfida, dobbiamo rendere la nostra identità più forte e visibile, anche sui temi civili: diciamo no ai matrimoni fra i gay, no alle adozioni e alla reversibilità pensionistica, e al tempo stesso diciamo si a maggiori garanzie patrimoniali sui casi di convivenza. Ma siamo destinati a crescere proprio perché non siamo renziani. Quando le condizioni saranno mature staremo dall`altra parte. Al termine delle riforme ognuno farà le sue primarie e riprenderà la sua strada naturale».

    Convincerete la Ue a darci una mano sull`immigrazione clandestina?
    «Al Consiglio europeo mi pare abbiano capito, ma non possiamo aspettare a lungo, Mare Nostrum è nata come un`operazione a tempo».

    Fonte: Corriere della Sera
    Di Marco Galluzzo

  • Barbara Saltamartini

    SALTAMARTINI: OK DL IRPEF PRIMO PASSO. ORA RAFFORZARE MISURE IMPRESE E FAMIGLIE NUMEROSE

    Saltamartini: Il Nuovo Centrodestra sostiene questo provvedimento che ci consente di rafforzare il percorso di stabilità e di riforme fiscali, di sostegno al lavoro, alla famiglia e alle imprese. Un percorso necessario per affrontare con maggiore capacità negoziale la sfida con l’Europa, affinché l’Italia non sia più un’allieva costretta a eseguire i compiti dettati dall’Europa.

    Sappiamo che il decreto non è esaustivo, ma è un primo fondamentale passo per affrontare una situazione emergenziale e arrivare a una ridefinizione della spesa pubblica e dell’intervento fiscale. Siamo soddisfatti per l’iniziativa del taglio del 10% dell’Irap, e noi di Ncd abbiamo sollecitato affinché si ampliasse l’area dell’esenzione. Così come per l’approccio sulle famiglie con figli, che devono diventare parametro di riferimento nelle politica di riduzione delle tasse e dunque di maggiore equità fiscale attraverso l’introduzione del fattore famiglia.

     

  • dore-misuraca-400x215

    Misuraca: Divario Nord- Sud non tollerabile in un Paese Civile

    Misuraca: Il forte divario fra Nord e Sud non è assolutamente tollerabile in un Paese civile come l’Italia. Nel Sud-Italia i redditi delle famiglie sono nettamente inferiori alle media, il dato occupazionale riporta il segno meno, il potere d’acquisto cala il doppio rispetto alle regioni del Nord, vivendo così in situazioni disagiate dal punto di vista economico e sociale. Non possiamo permettere che si consolidi ulteriormente questo trend negativo. Il Sud non deve essere e non può essere la zavorra d’Italia e noi del Nuovo Centrodestra  lo sappiamo bene. E’ per questo, infatti,  che la nostra azione all’interno del Governo segue questa direzione. Sono certo che le misure stabilite dall’esecutivo, riescano ad invertire questa triste tendenza, e ciò sarà possibile soltanto guardando ai giovani e soprattutto alle famiglie, la prima impresa su cui puntare, altrimenti rimarremo ben distanti dalla ripresa.

  • Paolo Tancredi

    Tancredi: Irpef, Riduzione fiscale inverte trend. Adesso misure anche per autonomi e partite Iva

    Tancredi: Il giudizio del Nuovo Centrodestra sul Dl Irpef è positivo. Ma al provvedimento dovranno seguire misure strutturali che riguardino anche i lavoratori autonomi, le partite Iva e le famiglie da introdurre nella prossima Legge di Stabilità. Si tratta di un provvedimento nuovo, sicuramente in controtendenza rispetto al trend degli ultimi anni. Non si può negare del resto che siamo di fronte ad un intervento di riduzione fiscale al quale siamo orgogliosi di contribuire, di una misura capace di aumentare il reddito disponibile per una platea larghissima di cittadini.

    Adesso occorre mettere a regime queste misure nella Legge di Stabilità. Su questo il Nuovo Centrodestra ha posto alcune questioni importanti, tra cui l’estensione del bonus Irpef anche agli autonomi, alle partite Iva e alle famiglie. Accogliamo con fiducia i timidi segnali di ripresa che giungono dai recenti dati sulla produttività e sui consumi. Ma questi indicatori ci confermano che il processo di riforme, non solo sul piano fiscale, iniziato da questo governo va alimentato e completato affinché il Paese possa agganciare la ripresa ed evitare scenari peggiori.

  • Alessandro Pagano

    PAGANO: Comunali, PD NON E’ INARRESTABILE

    Pagano: Le amministrative appena concluse rivelano due dati particolarmente significativi rispetto alle europee: in appena 15 giorni l’astensionismo è tornato a livelli record con un’affluenza che dal 70,61% è scesa al 49,49%, mentre l’onda lunga del Pd, che sembrava inarrestabile, ha invece rallentato la sua corsa non riuscendo a ripetere il successo del 40,8% del 25 maggio. Evidentemente nell’elettorato comincia a emergere la consapevolezza che il Pd non è in grado di dare tutte le risposte ai problemi del Paese né che le ricette proposte siano in assoluto le più valide. E’ innegabile che il centrodestra italiano e con esso il Nuovo Centrodestra siano in una fase di transizione, come pure è innegabile che Ncd concorrendo a dare vita ad un governo di emergenza nazionale con il Pd, pur ritagliandosi nell’esecutivo un ruolo di ‘sentinella’ nei confronti degli alleati, abbia finito per ingenerare negli elettori confusione, perplessità, equivoci. Tuttavia gli scenari alla fine determinatisi ci dicono che possiamo tornare ad essere, al termine di questa fase emergenziale, il vero e unico punto di riferimento dei moderati, alternativo al Pd e al suo modello di Paese, nonché forza di governo in grado di portare a pieno compimento, in un’ottica liberale, non statalista né centralista, le riforme necessarie al Paese. Tutto questo sarà possibile a patto di non smarrire le nostre radici politico-culturali e a patto di non cedere sui valori ‘forti’ che costituiscono la nostra base identitaria e che rappresentano il solo e più efficace argine al pensiero ‘debole’ oggi dilagante che sta minando la nostra società in tutte le sue componenti, dalla politica all’economia, passando per le istituzioni, la famiglia, la scuola. Solo così torneremo ad essere riconoscibili e credibili agli occhi dei nostri elettori.