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    PIZZOLANTE: #FRANCESCHINI ENNESIMO NUOVO BERSAGLIO DI #RENZI

    “Quindi il mirino di Renzi ha un nuovo bersaglio. Rifacciamo i conti: D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando, Alfano e oggi Franceschini. Si può governare un partito e aspirare a rigovernare il Paese così?
    Franceschini gli ha ricordato una cosa semplice: ” da soli non si vince e gli alleati minori vanno aiutati a tornare in parlamento non il contrario. È quello che faceva la DC, anche quando aveva più del 40%.” Così fanno i grandi partiti.
    Anche il PCI e poi il Pds coltivavano buone relazioni con gli alleati minori. È l’abc della politica.
    Per Renzi no. Vede il pericolo M5S e la crescita dei populismi, ma la sua principale attività è quella di far fuori gli alleati interni ed esterni. È come se De Gasperi, di fronte alla minaccia del frontismo, si fosse impegnato a cacciare Saragat dal Parlamento! È come se Fanfani, di fronte alla grande crescita del PCI, fosse interessato solo a punire Malagodi e La Malfa!
    Boh… ” così in una nota Sergio Pizzolante, componente la segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
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    Garofalo: #PonteStretto è priorità Paese, bene #Franceschini. Ora i fatti, basta stop and go

    Il Ponte sullo Stretto non può non essere una priorità strategica per il Paese. Per Alternativa popolare si tratta di un punto chiave del proprio programma. Le parole del ministro Franceschini guardano in faccia la realtà: il Ponte si deve fare, in linea anche con i propositi dell’ex premier Renzi. E a quanti sostengono che prima viene l’Alta velocità, rispondiamo che le due cose non sono affatto alternative, né l’una esclude l’altra. Come lo stesso Franceschini ha spiegato bene: l’Av deve arrivare in Sicilia e il Ponte è parte organica di questo progetto. In questi mesi se n’è discusso molto, noi stessi abbiamo depositato una proposta di legge, abbiamo presentato emendamenti nell’ultima legge di Bilancio. Ma ora si passi una volta per tutte ai fatti: si dia in maniera ufficiale alle due aziende dello Stato Ferrovie e Anas il compito di definire un aggiornato quadro economico oltre che tecnico per dare un segnale concreto. Basta con i continui stop and go”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, di Ap.
    Roma, 1 aprile 2017

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    #CINEMA, DOMANI CONVEGNO DI AREA POPOLARE CON MINISTRO #FRANCESCHINI

    Roma, 21 dicembre 2015. Si svolgerà domani a partire dalle 16 presso la Sala Capranichetta (Piazza Montecitorio, 125) il convegno promosso dal Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) alla Camera dei deputati dal titolo “C’era una volta il cinema?”.

    Di seguito il programma del convegno:

    Introduce e modera – Paolo Bonaiuti, senatore di Area Popolare

    Interventi:

    · Lo stato di salute dell’industria cinematografica italiana – Michele Lo Foco, avvocato e giurista

    · Cinema e televisione, radiografia di un rapporto – Marco Mele, giornalista, inviato del Sole 24Ore

    · Il ruolo e la mission di Rai Cinema – Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema

    Intervento di Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività culturali

    Conclusioni – Maurizio Lupi, Presidente di Area Popolare

  • SAMMARCO: FRANCESCHINI VERIFICHI CORRETTO UTILIZZO FONDI TAX CREDITI CINEMA

    Roma, 30 settembre 2015. “È necessario verificare come sono state utilizzate le risorse destinate al tax credit cinematografico (95 milioni di euro) che nel 2013 hanno superato il contributo diretto alla produzione cinematografica (91 milioni di euro). Infatti non sono previsti controlli e questo può portare a illeciti. È possibile, infatti, che oltre 36 milioni di euro annui sui 95 erogati sia il valore del finto tax credit che non ha in realtà apportato alcun reale beneficio per il settore”. È quanto chiede Gianni Sammarco, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) che ha presentato una interrogazione al Ministro Franceschini. “Nella legge che assegna il Tax Credit – continua – c’è una falla: si richiedono dichiarazioni congiunte dei diversi attori in gioco (imprenditori-finanziatori, produttori, banche), ma poi non sono previsti controlli per verificare che le somme indicate siano state integralmente utilizzate per la produzione del film”. E conclude: “infatti, se imprenditore anche esterno al settore cinematografico versa una quota associativa parziale in una produzione cinematografica, il 40% è lo sconto fiscale cui l’impresa ha immediato diritto. Il recupero del rimanente 60% dovrebbe essere legato a eventuali utili del film cioè dovrebbe prevedere la partecipazione ad un “rischio”. Viceversa parrebbe sussistere una metodologia applicativa irregolare, che può funzionare solo tramite una rete di “silenzi interessati”, nella quale tutti gli “attori” coinvolti guadagnano a spese dello Stato”.

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    Tancredi: Sindaco Pescara “rottama” D’Annunzio, Franceschini e Alfano intervengano

    Tancredi: Lo stemma “Pescara Città Dannunziana” era stato introdotto attraverso una delibera comunale. Il Sindaco Alessandrini pretende di eliminarlo attraverso una semplice lettera. Può farlo? Franceschini e Alfano intervengano e chiariscano la legittimità di questo atto. E se il Comune di Pescara vuol “rottamare” D’Annunzio, allora sia il MIBACT a tutelare un patrimonio della cultura italiana ed europea come il Vate e promuovere iniziative che colleghino ufficialmente il suo nome alla Città d’origine.

    I ministri  chiariscano se una delibera, come quella attraverso cui la passata amministrazione del Comune di Pescara aveva introdotto l’utilizzo dello stemma, possa essere superata da una lettera, come quella utilizzata dal Sindaco Alessandrini per vietarlo. Una semplice lettera che, peraltro, comporta maggiori oneri per le casse comunali. E soprattutto, il ministro Franceschini valuti se non ritenga opportuno adottare proprie iniziative per collegare in via ufficiale il nome di Gabriele D’Annunzio alla sua terra e città d’origine.

     

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    DE GIROLAMO: REGGIA DI CASERTA, SCONCERTANTE DEGRADO. MINISTRO FRANCESCHINI INTERVENGA

    De Girolamo: Una recente inchiesta giornalistica, andata in onda durante la trasmissione di La7, L’Aria che tira, ha evidenziato un preoccupante stato di abbandono e di degrado della Reggia di Caserta, storica residenza dei Borbone di Napoli, riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’Unesco sin dal 1997. Oltre al nuovo crollo di una porzione del tetto della zona ovest del palazzo, gli splendidi giardini risultano chiusi a tempo indeterminato, così come la sala del Presepe del Seicento e Settecento napoletano. Oltre a ciò, si aggiunga che il gioiello architettonico del Vanvitelli è divenuto luogo di spaccio di droga e di vendita abusiva di articoli e gadget che hanno trasformato la Reggia di Caserta in un ‘suk’ fuori controllo. Il giovedì successivo alla Santa Pasqua, quando il parco della Reggia, doveva risultare in teoria chiuso al pubblico, una decina di giovani sono entrati e si sono immersi nelle fontane, inscenando un’indegna gazzarra senza che alcuno intervenisse. La Reggia di Caserta è un bene pubblico di impareggiabile bellezza e valore. Per questo, chiediamo al ministro azioni dirette, volte a preservare il monumento e salvaguardarlo da tale insultante situazione. Chiediamo, infine, urgenti iniziative per affrontare e risolvere il problema che rischia di gettare ulteriore discredito sul nostro Paese, incapace di gestire e rendere fruibile il suo enorme patrimonio culturale.