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    Lupi: #Avvenire ha ragione, risolvere nodo giudici-politica

    “Nel giorno in cui scopriamo che due italiani su tre non credono nel sistema giudiziario, uno su due ha poca o nessuna fiducia nei giudici, il 69 per cento pensa che settori della magistratura perseguano obiettivi politici, il 72 per cento trova inopportuno che un magistrato si candidi e il 62 per cento è contrario alle porte girevoli, ovvero al rientro nei ranghi togati dopo un mandato elettorale, come rivela un sondaggio Swg, consiglio a tutti di leggere l’editoriale di Avvenire, il quotidiano della conferenza episcopale italiana. La politica di fronte a questi dati, e alle polemiche più o meno interessate scatenatesi sui casi Lotti e Minzolini, ha la possibilità non di lanciarsi nell’ennesimo scontro frontale con alcuni magistrati, ma di normare finalmente con equilibrio, restringendo al massimo le incertezze interpretative, la questione del ritorno in funzioni inquirenti e giudicanti di magistrati che hanno fatto politica. Ne va del credito sempre più basso di cui (non) gode il potere legislativo presso i cittadini e anche del credito dell’ordine giudiziario. Una democrazia che sia tale non solo di nome non può reggere in una situazione simile, se non ci assumeremo la responsabilità anche di queste riforme non lamentiamoci dei populismi in crescita”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

    Roma, 22 marzo 2017

  • Enrico Costa

    Intervista Enrico Costa: “IL GIUDICE CHE SBAGLIA PAGHERA'”

    Il viceministro Enrico Costa «II giudice che sbaglia pagherà e i risarcimenti saranno più facili»

    Vent`anni che se ne parla e quasi ci siamo.

    «Tolga il quasi, è la volta buona».

    Enrico Costa, viceministro della Giustizia, esponente del Ned, non è in vacanza. Insieme al Guardasigilli Andrea Orlando, sta limando proprio in queste ore il pacchetto di riforma della giustizia che il consiglio dei ministri esaminerà il 29 agosto.

    Onorevole Costa, di riforma del sistema giudiziario si parlava già quando lei e il premier portavate i pantaloni corti. Perché questa dovrebbe essere la “volta buona”?

    «Abbiamo usato un metodo nuovo e consultato prima di scrivere il disegno di legge tutte le parti, raccolto i suggerimenti e le critiche. Per questa ragione non ci aspettiamo sorprese ».

    Si parla di riforma della giustizia civile e anche del superamento della logica correntizia del Csm. Quanto tempo ci vorrà?

    «Siamo pronti su tutto, deciderà il premier ma penso che la riforma potrebbe avere la forma di un “pacchetto” unico. Ne parliamo il 29».

    La riforma del processo civile l`hanno chiesta l`Ue e le aziende italiane. Come sarà?

    «La giustizia civile si trova in una situazione drammatica sia per il numero di cause arretrate sia per gli effetti che la sua lentezza ha sull`economia del nostro Paese. È certamente la riforma meno “mediatica”, ma più pesante. Tutti gli interventi sono ispirati a tré “r”: rapidità, rigore, rispetto del cittadino».

    “Rigore” nei confronti di chi, scusi?

    «Di tutti, compreso nei confronti del magistrato che sbaglia. La toga che commette un errore crea danno non solo alla vittima di quell`errore, ma anche allo Stato: fa perdere credibilità al sistema della giustizia».

    Il Csm solitamente fa da “scudo” ai magistrati che sbagliano.

    «II rigore che vogliamo è anche per chi rappresenta l`autogoverno della magistratura: non si può pensare che siano le correnti a fare il bello e il cattivo tempo, che gestiscano e orientino nomine e provvedimenti disciplinari. Troppo spesso decisioni magari inappuntabili del Csm lasciano il dubbio che siano state assunte seguendo logiche correntizie e non per giustizia. Si cambia».

    Il Parlamento ha votato per la responsabilità civile dei magistrati, che Fi chiede dal 1994. Ci sarà?

    «Un emendamento della Lega ha dimostrato che la maggioranza del Parlamento ritiene che la norma attuale non sia efficace: i casi di risarcimento riconosciuto si contano sulle dita di una mano, del resto».

    L`emendamento che cita parlava di «responsabilità diretta» e personale dei magistrati e prevedeva la possibilità di fare loro causa personalmente. Sarà così?

    «Molti pensano che l`azione diretta non sia sostenibile, ma toglieremo i troppi lacci e lacciuoli che finora hanno impedito ai cittadini vittime della malagiustizia di chiedere un risarcimento. Sopprimeremo il “filtro”, cioè la valutazione di ammissibilità della richiesta di risarcimento che, al di là del merito della causa, impediva fino ad oggi ai più di presentare la domanda».

    Silvio Berlusconi parla da sempre di riforma della giustizia e non è mai riuscito ad approvarla. Questa gli piacerà e gli basterà?

    «Sicuramente ci sono alcuni titoli e interventi che sono in linea con quanto ha sempre chiesto. Mi auguro che ci possa essere una convergenza di Forza Italia sulla maggior parte dei provvedimenti».

    Ha proposto davvero che tutti i processi entrino in prescrizione dopo 12 mesi?

    «No. Ho detto che la prescrizione ha una funzione ed è quella di evitare che i processi durino all`infinito e sia consentito di difendersi provando. Come si possono fornire prove a propria discolpa dopo decenni, come si può pensare che la pena sia una “rieducazione” se la giustizia punisce da pensionato chi ha commesso un reato da militare, a 18 anni?».

    A proposito, il deputato Fi Lugi Cesare ha rischiato l`arresto salvo poi scoprire che, a detta del Riesame, non sussistevano prove. Un cittadino comune sarebbe finito in galera. È una cosa da Paese civile?

    «Penso che sia necessario intervenire sulla custodia cautelare e c`è un provvedimento in discussione alla Camera. Il problema non sono le norme, ma il modo in cui vengono applicate. La custodia cautelare nello spirito del primo legislatore doveva essere un caso eccezionale e purtroppo le leggi non vengono sempre applicate in maniera fedele, anzi».

    DI: PAOLO EMILIO RUSSO
    FONTE: LIBERO