• lupi_vista

    LUPI: AVANTI CON #GENTILONI PER UNA LEGGE BILANCIO CON MENO TASSE PER #IMPRESE E PIU’ AIUTI A #FAMIGLIE

    “Noi lo diciamo con molta chiarezza, sosteniamo il governo Gentiloni, non siamo alleati politicamente del Pd ma collaboriamo con il Pd perché, ad esempio nella prossima legge di bilancio, continuino ad esserci meno tasse per le imprese e più sostegno alle famiglie. Questa è la ragione per cui noi sosteniamo il governo Gentiloni”. Lo dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare in un’intervista al Tg1 rispondendo alla domanda se le dimissioni di Costa possano avere conseguenze sull’esecutivo Gentiloni.

  • garofalo

    #Tlc, Garofalo: Governo apra tavolo lavoro su #fibra

    Il Governo apra un tavolo di lavoro sul piano banda ultralarga. E’ quanto chiederemo domani nel corso del question time alla Camera con il ministro Calenda. Riteniamo assolutamente sbagliato e dannoso, infatti, lo scontro pubblico-privato, tra Enel, Cdp e Telecom, emerso negli ultimi giorni in un settore di questa rilevanza. Bisogna evitare il rischio della costituzione di nuovi monopoli e realizzare, con l’accordo ed il sostegno degli attori interessati, un progetto essenziale per il futuro del Paese”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Vincenzo Garofalo, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera.

  • Alfano a la repubblica_Pagina_1

    Alfano: Inciucio franato, noi avanti con Gentiloni e con l’agenda Calenda – Intervista a La Repubblica

    Il ministro degli Esteri: L’alleanza con i dem non c’è più, l’unico garante è il premier

     

    11 giugno 2017 – Ministro Alfano, dovevate sparire e invece siete vivi. È la rivincita dei partitini?
    «La legge elettorale del patto a quattro prevedeva quasi il cento per cento di nominati e secondo i sottoscrittori avrebbe portato il Paese immediatamente al voto. Guardiamo gli effetti: al Senato saranno tutti eletti con le preferenze e alla Camera i deputati nominati potrebbero essere una minoranza. Come risultato finale le sembra poco? Per l’Italia dico, non per me».

    Chi ha fatto saltare tutto?  Non Alternativa popolare visti i numeri.
    «Non abbiamo lavorato sui numeri ma sulla denuncia pubblica del malfunzionamento. Una denuncia che ha rotto un argine e ha visto sulle stesse posizioni eminentissimi leader della sinistra che non avevano certo il problema della soglia. Per il resto hanno fatto tutto i partiti del patto e questo rende ancora più drammatica la loro frana. Se si parte da un cartello parlamentare dell’80 per cento e si va sotto al primo voto segreto vuoi dire che i leader avevano deciso una cosa senza il consenso dei loro parlamentari».

    Quando si vota?
    «Nel 2018. Non bisogna chiamarla scadenza naturale, ma scadenza costituzionale. È la Costituzione a stabilire la fine della legislatura. Per me il capitolo elezioni anticipate è definitivamente chiuso. Adesso occorre farlo entrare bene in testa anche a chi sostiene il governo Gentiloni, sia sul piano dello sostanza sia sul piano della comunicazione. Non possiamo rendere precario il lavoro dell’esecutivo».

    Non c’è possibilità di varare una nuova legge elettorale?
    «Ap non ha i numeri per rimettere in moto il meccanismo di riforma. Con il consueto realismo ci stiamo organizzando per votare con le due leggi uscite dalla Consulta. Sono legali, sono costituzionali, anche se possono produrre due maggioranze differenti alla Camera e al Senato. Ma eliminare questo problema tocca in primo luogo al Pd. Se se la sentono facciano una proposta. Noi non chiediamo una legge diversa».

    La credo. Con il 3% entrare in Parlamento è più semplice.
    «Veramente al Senato è l’8 per cento e noi accettiamo questa sfida. Non abbiamo nemmeno presentato emendamenti sulla soglia del 5%. Per quanto paradossale possa sembrare, l’mciucellum ci aveva spinto a creare un soggetto nuovo e ambizioso, quindi ciò che era nato per danneggiarci ha finito per favorirci. Proveremo a rappresentare quei milioni di italiani stanchi di sentire solo parole come rottamazione, ruspa e vaffa. Le nostre parole chiave saranno invece costruzione e buon senso».

    È vero che Renzi vi aveva chiesto di far cadere Gentiloni?
    «Per me la vicenda è chiusa. Sono già avanti, molto avanti rispetto a tutto questo».

    Che rimane dei quattro anni di alleanza col centrosinistra?
    «I tanti risultati di governo che non sarebbero stati possibili senza di noi: mercato del lavoro, tasse, giustizia, sicurezza. Tutta roba della tradizione popolare, liberale, moderata. Ma siamo stati alleati di necessità senza costruire un accordo politico con il Pd. La legge della Consulta oggi giustifica la totale autonomia delle forze politiche. Per noi è una condizione di grande vantaggio».

    Ma dovete sostenere il governo con il Pd ancora un anno.
    «Lo faremo. Ma non siamo una maggioranza, non siamo una coalizione. Manca quel di più di coesione e solidarietà per esserlo. Non siamo alleati del Pd, l’unico garante è Gentiloni».

    Per fare cosa?
    «La priorità è l’economia. Proporremo un grande piano di privatizzazioni per abbattere il debito pubblico. Meno debito significa più flessibilità dall’Europa da usare per la famiglia e le imprese. Vogliamo più investimenti per la famiglia e dare respiro alle imprese con incentivi per il lavoro, non per la disoccupazione come chiede M5S con una ricetta neocomunista. Poi, va approvata subito l’agenda Calenda, a partire dalla legge sulla concorrenza. Altra priorità è la legittima difesa».

    Voterete la fiducia sul processo penale?
    «Io ero in consiglio dei ministri quando è stata autorizzata la fiducia. Ed è una legge che abbiamo già votato. Una serie di cose non ci piacciono, inutile negarlo. Ma ci piace molto la delega sulle intercettazioni. Se ne parla da dieci anni e ora si realizza, è un risultato storico».

    Lo ius soli?
    «È un’altra legge che abbiamo già votato una volta».

    Il biotestamento?
    «Su questo occorrerà ragionare e anche parecchio».

    Il reato di tortura?
    «Mai avuto obiezioni di principio. Però ci vuole un ascolto attentissimo delle preoccupazioni delle forze dell’ordine per evitare un cattivo uso della legge nei loro confronti».

    Chi sarà il vostro leader?
    «Lo sceglieremo ma partiamo da valori e programma. Ap lavorerà alla creazione di un soggetto nuovo senza rivendicare alcuna leadership. Puntiamo a essere decisivi nel prossimo Parlamento. Impedire altri inciucellum, per esempio, è più importante del destino di ciascuno di noi».

    L’idea di Calenda leader centrista è concreta?
    «Lo stimo molto e lo rispetto. Proprio per questo non lo strattoniamo se dice di non voler fare politica. Intanto lo sosteniamo con forza al governo».

     

    di: Goffredo De Marchis

    fonte: La Repubblica

     

  • marotta

    #leggeelettorale, Marotta: Legarla a tenuta maggioranza pretestuoso. Noi leali a #Governo, gli altri?

    “La legge elettorale è un capitolo a sé, legarla alla tenuta della maggioranza è assolutamente pretestuoso. Non siamo stati certo noi a scegliere un percorso fuori dalla maggioranza e fuori dal Parlamento”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

    Nei rapporti con il governo noi non abbiamo alcun problema. Siamo stati e siamo una forza responsabile, abbiamo sempre collaborato in maniera leale. Ci aspettiamo quindi altrettanta lealtà, correttezza e trasparenza per portare a termine gli importantissimi provvedimenti in corso. A partire dalla prossima legge di Bilancio, come ha detto ieri sera lo stesso onorevole Carbone, per proseguire con la riforma penale. E’ chiaro che la legislatura deve andare a scadenza naturale”.

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    PIZZOLANTE: #RENZI SI ALIMENTA D’ODIO, GLI RITORNERA’ CONTRO

    Renzi è uno strano fenomeno. Se non ha un nemico da insultare o da rasserenare, non sta bene. D’Alema, Bersani, Letta, Cuperlo, Orlando e adesso Alfano e Gentiloni. In Italia, più di ogni altro Paese europeo i populisti, fra M5S e Lega, sono quasi al 50% e il problema di Renzi qual’è? Alfano! E qual’è il delitto commesso da Alfano? Non aver fatto cadere Gentiloni già nel mese di febbraio. E perché bisognava e bisogna far cadere Gentiloni? Perché il nostro vuole la rivincita, dopo il referendum. Perché gli è stato tolto il giocattolo del governo e adesso lo rivuole. È un capo che divide e si alimenta d’odio. Gli ritornerà tutto contro. Non riavrà il giocattolo. Un’altro prima di Renzi aveva detto: ” molti nemici molto onore”. Non ha fatto una bella fine.” così Sergio Pizzolante, componente della segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
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    LUPI: SU #VOUCHER GOVERNO RISPETTI IMPEGNI PRESI

    Niente balletti, ricatti o melina sui voucher. L’impegno che il governo si è assunto è chiaro e inequivocabile: il lavoro occasionale, cioè il lavoro per milioni di giovani e di disoccupati deve avere uno strumento per non ricacciare nel nero chi in questi anni l’ha finalmente fatto venendo retribuito regolarmente. Mini job, lavoro a chiamata, buoni famiglia: il nostro contributo di idee è altrettanto chiaro e inequivocabile come l’impegno del governo. Guidare un paese implica responsabilità e rispetto degli impegni presi, soprattutto su un tema decisivo come il lavoro”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: No a deriva a sinistra del governo. #Ap chiede incontro urgente con #Gentiloni

    Siamo seriamente preoccupati di una deriva a sinistra dell’azione del governo. Per questo io la senatrice Laura Bianconi, capigruppo di Alternativa popolare alla Camera e al Senato, abbiamo chiesto un incontro urgente con il presidente del Consiglio, perché riteniamo necessario e inderogabile un confronto su alcuni temi dell’agenda politica quali i voucher, la manovra economica, la riforma della legittima difesa, il ruolo del servizio pubblico televisivo”. Lo dichiara in una nota Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
    Roma, 3 aprile 2017

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    Lupi: #Governo non rincorra #Cgil, noi argine a deriva verso sinistra

    “Vigileremo affinché il governo Gentiloni non renda inutili tutte le riforme fatte in questi anni. Quanto accaduto con i voucher ad esempio è vergognoso. Eviteremo dunque che in quest’ultima fase della legislatura l’Esecutivo si sposti sempre più a sinistra per rincorre la Cgil o per ammiccare alla sinistra interna o ai fuoriusciti del Pd”. Lo ha detto il capogruppo di Alternativa popolare Maurizio Lupi in collegamento da Malta su Rainews24.

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    Lupi: Sfidiamo l’egemonia di toghe e 5Stelle – Intervista ad Avvenire

     Maurizio Lupi:I moderati si rimettano in marcia. Il giustizialismo fa male al Paese. Restiamo al governo a vigilare che la sinistra non smantelli le riforme e per sostenere la famiglia. Ma le componenti del Ppe dovranno tornare insieme.

     

    ROMA moderati, popolari e liberali debbono rimettersi in moto. La sfida è a una nuova egemonia culturale, rappresentata dal Movimento 5 Stelle, e da una magistratura che riempie il vuoto lasciato dalla politica», dice Maurizio Lupi. Oggi il capogruppo alla Camera di Area popolare avvia la sua scuola di formazione a Roccaraso.
    «Un nuovo progetto politico non può che partire dalla cultura, da una visione comune delle cose da fare».

    Ma sempre alleati con Renzi?
    Leggo Tommaso Nannicini, lo stratega del Lingotto, proporre il ritorno all’egemonia culturale di Gramsci e sono preoccupato. Se dice «basta con la bulimia riformista», mi chiedo se invece il nostro compito non sia ripartire proprio dalle cose da fare, più che da ideologie superate. O da una astratta logica delle alleanze. Siamo di fronte a un cambiamento epocale, sono saltate le certezze e la politica non può affrontare questi mutamenti con categorie del passato e un respiro corto che non guardi oltre le prossime elezioni, con i listoni o le demonizzazione dell’avversario. Ripartiamo, allora, da quel che siamo. Ciò che unisce la nostra area è un tono non urlato, ma soprattutto una capacità di realismo e concretezza, per dire chiaro ai cittadini che cosa si intende fare. Il contrario delle contrapposizioni ideologiche che vedo riaffiorare.

    Ciclicamente, da un quarto di secolo, torna la tentazione di farsi dettare gli organigrammi politici dalle inchieste.
    È la spia di un motore in avaria. Le inchieste alla fine della Prima Repubblica si sono inserite al posto di una politica che non si accorgeva di esser diventata autoreferenziale, staccata dagli interessi dei cittadini. È questo l’errore da non ripetere, la politica non può lasciare spazio a un’egemonia culturale esterna su cui il M5S marcia in base all’idea che il Parlamento sia pieno di corrotti, per cui bisogna dare spazio ai tribuni del popolo. Teorizzando una sorta di governo dei giudici, chiamati persino a decidere la legge elettorale.

    Ma la Consulta ha chiesto al Parlamento di fare il suo mestiere.
    Ha ricordato che una legge la deve fare la classe politica. Ma se tu ti ritiri, quel vuoto da qualcuno sarà riempito. Come moderati dobbiamo chiederci proprio questo: vogliamo delegare ad altri, o vogliamo tornare ad essere protagonisti? Renzi ha messo in crisi la tradizionale impostazione della sinistra, Salvini ha abbandonato quella della Lega per inseguire Lepen a destra, M5S cavalca la crisi della politica e noi, mi chiedo, come ci poniamo, che proposta facciamo? Berlusconi nel ’94 fece una proposta seria, non si accontentò di fare un nuovo casting.

    Da che temi ripartire, quindi?
    C’è uno spazio enorme. Il rischio è che il Pd per ritrovare l’unità a sinistra rimetta in discussione tante riforme fatte. Pensando sulla scuola, di abolire l’Invalsi, l’idea di merito, togliendo la bocciatura alle elementari. O sul lavoro, abolire una novità assoluta come i voucher per andare dietro al referendum della Cgil. O introdurre il reddito di cittadinanza. Noi siamo per sostenere il lavoro, non la disoccupazione. E poi la famiglia. Bene abbassare il cuneo fiscale, ma non è possibile di fronte ai dati sulla denatalità pensare che sia un tema da cattolici. È in gioco il futuro della società. Ecco, su questi temi c’è uno spazio enorme per noi.

    Ma non si vota domani. Nel frattempo restate alleati del Pd?
    Siamo preoccupati che il Pd, per interessi interni, possa cedere ai ricatti di una componente che punta a cambiare l’impostazione del governo. O a forzature, come sul fine vita. O sulla giustizia Presidieremo perché questa deriva non vi sia, nel contempo evitando di rincorrere Renzi o Salvini puntiamo a ricostruire una proposta liberal-popolare. Basata sull’idea di bene comune, sulla berlusconiana moralità del fare.

    A proposito di Berlusconi, non ha usato parole gentili con Alfano.
    Non è il momento di parlare di alleanze. Ognuno deve riflettere al proprio interna io continuo a pensare che il compito di chi sta insieme nel Ppe sia quello di unirsi, invece di ricorrere fantomatiche alleanze per vincere le elezioni, che poi non permettono di governare. Siamo in tanti: Ap, Parisi, Udc. E c’è Forza Italia, ma divisi non siamo credibili. C’è tutta un’area spaesata, priva di riferimenti. Penso che dovremo fare tutti un passo indietro, per fame due avanti insieme.

    Di: Angelo Picariello
    Fonte: Avvenire

     

  • Antonino Minardo

    Minardo: Paese non si può bloccare, #Sud e #giovani attendono risposte

    Le preoccupazioni del ministro Lorenzin sono pienamente condivisibili. Il nostro paese, con tutti i problemi che lo attanagliano, non può permettersi instabilità, né tantomeno un salto nel buio. Oltre alle emergenze elencate dal ministro, non possiamo dimenticare i giovani, il lavoro e il Sud che sono tra le principali priorità ad oggi che il Governo deve affrontare”. Lo afferma in una nota il deputato di Area popolare Nino Minardo.

    “Ricordo infatti che negli ultimi anni, nonostante gli sforzi, gli incentivi e le misure normative approvate, si è solo in parte attenuata l’emorragia occupazionale, soprattutto nel Mezzogiorno e in Sicilia. E’ chiaro che di fronte questo scenario, dopo mesi di dura campagna referendaria, non possiamo permetterci un Governo come un’anatra zoppa né tantomeno che il Paese si blocchi per una continua ed estenuante campagna elettorale. Tra l’altro con questa legge elettorale non avremmo alcuna garanzia di governabilità, anzi tutt’altro, col rischio di dover tornare alle urne a stretto giro. Si faccia dunque velocemente la riforma elettorale, si armonizzino i due sistemi vigenti come richiesto dal presidente Mattarella e si utilizzi il tempo a disposizione per dare risposte al Paese, in tempi brevi”.