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    #LIBIA, ALLI: #HAFTAR? DIPENDE DA AL-SISI. NECESSARIO RICUCIRE CON #EGITTO

    “Le parole e le minacce del generale Haftar, confermate al Corriere della Sera, dimostrano che è necessario ricucire i rapporti tra l’Egitto e l’Italia, che, senza dimenticare il caso Regni, deve avere nuovamente un ambasciatore a Il Cairo. Ne va della nostra possibilità di continuare a giocare un ruolo internazionale nel Mediterraneo”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E spiega: “L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi, al-Sisi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Questo significa che Haftar si muove solo con in accordo con al-Sisi, e le sue parole di oggi sembrano scritte sotto dettatura. Né si possono escludere influenze francesi in queste posizioni anti italiane”.

  • Guerra-Libia

    Pagano: tentativi disinformazione non minino sforzi diplomatici

    Sulla crisi libica c’e’ il rischio di una azione di disinformazione che potrebbe compromettere gli sforzi diplomatici in atto. Non si comprende infatti in questa logica, il tentativo  di inserire il generale libico, Khalifa Haftar, nella lista nera dell’Onu. Il governo italiano vigili per evitare che aumenti il caos politico-diplomatico gia’ abbondantemente presente in Libia e si schieri dalla parte di Haftar. In queste ore l’inviato speciale Onu Bernardino Leon e’ impegnato in un’importante opera di mediazione con i paesi e le forze del territorio coinvolte. E anche in questo lavoro ci sono tentativi di delegittimare l’autorevolezza degli interlocutori riconosciuti dalla comunita’ internazionale. Non ci sono quindi solo scontri militari sul territorio, ma forti ‘scontri’ anche tra le diverse diplomazie in campo. E’ chiaro che continuiamo a confidare sul successo del dialogo, per il quale il nostro governo e l’Alto rappresentante Ue per la politica estera possono e devono svolgere un ruolo determinante. Ma e’ altrettanto chiaro che, se la situazione dovesse precipitare  l’Italia deve farsi trovare pronta.