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    #Ilva, Lupi: Bravo #Calenda. Sul #salario niente ricatti

    Bene ha fatto il ministro Calenda ad aggiornare il tavolo tra sindacati, governo e Am Investco sull’Ilva. Il mancato rispetto degli accordi di luglio sui salari e sugli scatti di anzianità acquisiti non permetteva di andare avanti nella trattativa. In Italia c’è un serio problema salariale e su questo tema non sono accettabili ricatti da parte di chi si presenta come ‘salvatore’ di un’azienda in crisi, soprattutto se ha già preso impegni che garantivano il livello retributivo. Lavorare non è fine a sé stesso, lavorare serve per mantenere una famiglia”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

  • Cera

    Cera: con dl #Ilva bene interventi a tutela occupazione e ambiente

     Area popolare ha votato con convinzione a favore del decreto sull’Ilva. Sin dall’inizio il nostro gruppo ha mantenuto una posizione costante e coerente su queste problematiche: oltre alla tutela dell’ambiente e della salute umana, la necessità di tutelare la continuità aziendale in una industria fondamentale per il nostro Paese, quella dell’acciaio, industria di base i cui prodotti sono utilizzati da tutte le altre imprese, dalla cantieristica navale, alla meccanica, alle costruzioni”. E’ quanto ha dichiarato il deputato di Area popolare Angelo Cera, componente commissione Ambiente della Camera, intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto sul dl Ilva.

    “Di sicuro una cosa non si poteva fare: chiudere, o meglio far chiudere gli stabilimenti Ilva, questo non solo per una questione occupazionale molto importante, ma anche per una questione ambientale strettamente legata a quella della salute dei cittadini. Per questo – ha aggiunto Cera – accogliamo positivamente l’arrivo del regolamento del Ministero dell’Ambiente che disciplina gli interventi di bonifica, ripristino ambientale e messa in sicurezza delle aree inquinate destinate alla produzione agricola, settore che sarà adeguatamente valorizzato dalla prossima legge di bilancio. Positivo inoltre l’intervento sul piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria; quindi il piano ambientale, che modifica le procedure e proroga di ulteriori 18 mesi il termine ultimo per l’attuazione del piano ambientale. A tutela dell’occupazione – ha concluso Cera – è stata preannunciata una clausola sociale per i lavoratori nella legge di stabilità: saranno infatti previsti gli ammortizzatori sociali specifici dell’Ilva”.

  • #ILVA, Binetti: No anche per situazioni analoghe sul territorio.

    “Con il decreto Ilva da oggi in votazione alla Camera si torna a ragionare su di uno dei problemi più scottanti del nostro tempo: il rapporto tra salute ed ambiente, tra sviluppo tecnologico e tutela della salute, tra progresso scientifico e possibili applicazioni alla prevenzione di molte malattie, tra inquinamento e salute pubblica, tra diritto al lavoro e diritto alla salute”. Così Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc). “Un dibattito che va ben oltre la situazione dell’ILVA e, attualmente, investe anche tutta la Terra dei fuochi, da cui stanno emergendo evidenze scientifiche sul rapporto tra cancro e malagestione dei rifiuti. Sono dati di tale portata che richiedono urgentemente decisioni complesse, forse scomode per alcuni, costose sul piano degli investimenti, ma ormai improcrastinabili, come l’esperienza delle persone del posto richiedeva da tempo. A Taranto, come nella Terra dei fuochi e in molti altri posti, basta ricordare quante vittime ha fatto l’amianto- si consuma davvero quella frattura che il Papa denuncia ripetutamente tra interessi privati, perseguiti in spregio ai diritti degli altri, e cultura dello scarto, con cui si marginalizzano sempre più le fasce deboli della nostra società: bambini, anziani, malati, o semplicemente persone povere ed indigenti, che vivono in situazioni deflagranti per la loro salute, perché non sanno dove altro potrebbero andare a vivere o a lavorare. Votare il decreto Ilva senza dire un No forte e deciso anche alle situazioni analoghe presenti sul nostro territorio, può essere davvero una ipocrisia che tanta gente pagherà con un prezzo altissimo. L’Ilva diventa accettabile solo nella misura in cui si definisce un nuovo paradigma bio-politico di lotta in cui l’ecologia ambientale recupera tutta la sua dimensione umana e forti di una nuova ecologia umana si dice basta a tutte quelle aggressioni all’ambiente di cui si contano a decine e a centinaia i malati gravi e i morti.”