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    #Lavoro, Lupi: No a #redditocittadinanza, sì aiuti alle #imprese

    Diciamo no al reddito di cittadinanza, perché dare soldi anziché lavoro è un’assurdità. Se abbiamo 1 euro dobbiamo darlo alle imprese, perché il lavoro non lo crea lo Stato, ma l’imprenditore”. Così Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare, ospite di Rtl.

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    LUPI, DATI #ISTAT CONFERMANO BONTA’ RIFORME, ORA #LEGGEBILANCIO CHE AIUTI #FAMIGLIE E #IMPRESE

    “I dati dell’economia continuano a confermare la bontà delle riforme dei governi che, pur formati da forze di estrazione politica diversa, hanno accettato la sfida di portare il paese fuori della crisi. Ora l’ultimo atto, una legge di bilancio che aiuti le famiglie, vero agente di welfare in questi anni di crisi, e sostenga il rilancio delle imprese, solo così, infatti, si crea lavoro e occupazione”.
    Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
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    LUPI: AVANTI CON #GENTILONI PER UNA LEGGE BILANCIO CON MENO TASSE PER #IMPRESE E PIU’ AIUTI A #FAMIGLIE

    “Noi lo diciamo con molta chiarezza, sosteniamo il governo Gentiloni, non siamo alleati politicamente del Pd ma collaboriamo con il Pd perché, ad esempio nella prossima legge di bilancio, continuino ad esserci meno tasse per le imprese e più sostegno alle famiglie. Questa è la ragione per cui noi sosteniamo il governo Gentiloni”. Lo dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare in un’intervista al Tg1 rispondendo alla domanda se le dimissioni di Costa possano avere conseguenze sull’esecutivo Gentiloni.

  • Raffaello Vignali

    #CONCORRENZA, VIGNALI: CHIEDIAMO AUDIZIONE #IMPRESE E MINISTRO #CALENDA

    “Non condividiamo la decisione di riaprire le audizioni, la scelta di tempi lunghi per la presentazione degli emendamenti e l’indicazione dei due temi da “approfondire”. Ci chiediamo cosa ci sia ancora da approfondire dal momento che il provvedimento è in Parlamento da oltre tre anni. Ci sembra una decisione non di ordine legislativo, ma politico”. Lo dichiara Raffaello Vignali, responsabile sviluppo economico e capogruppo di AP in commissione Attività produttive.
    “Abbiamo comunque presentato formale richiesta al Presidente della X Commissione – spiega Vignali – affinché vengano audite le imprese ReteImprese Italia e Confindustria, e il Ministro Carlo Calenda e abbiamo anche richiesto – conclude – che l’audizione del Ministro avvenga in diretta TV”.
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    MAROTTA: PRESENTATA PDL PER DEBITO #FAMIGLIE ED #IMPRESE

    Le banche italiane sono appesantite da circa 200 miliardi di sofferenze riferibili a prestiti, mutui o fidi verso cittadini e imprese che non si riescono a recuperare: con la conseguenza che circa dieci milioni di cittadini sono in fortissima difficoltà nei loro confronti.
    Su tale massa di debito le banche hanno fatto accantonamenti per circa 120 miliardi, il che vuol dire che il gettito fiscale è diminuito di circa 60 miliardi.” Così in una nota il capogruppo di Alternativa popolare Nino Marotta in Commissione Giustizia, che prosegue : “La sovrabbondanza dell’offerta di crediti deteriorati in vendita, si confronta con una domanda costituita da pochi investitori, particolarmente liquidi, ma particolarmente esosi: i cosiddetti “fondi avvoltoio”. Si tratta di un oligopolio cui ha fatto cenno di recente il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Se le banche vendessero gli 80 miliardi residui ai prezzi correnti (10/20% del valore del credito) imposti dai fondi si registrerebbero perdite ulteriori tra i 40 e i 60 miliardi.
    Inoltre, prosegue Marotta, molti fondi di investimento hanno strutture societarie che consentono loro di non pagare tasse in Italia. Ne consegue che, alle contrazioni di gettito derivanti dalle perdite su crediti delle banche, si aggiunge la mancata tassazione del profitto dei fondi. Ho pertanto presentato una proposta di legge nella quale si prevede che i crediti certificati in sofferenza al 31 dicembre 2016, potranno essere rinegoziati direttamente tra banche e debitori a prezzi super scontati.
    Esponenti europei di peso, tra gli altri il vicepresidente portoghese della BCE, Victor Costancio, hanno “aperto alla rinegoziazione tra la banca e debitori ai prezzi di mercato super scontati dei crediti in sofferenza su base privata e senza interventi comunitari. Se questa mia proposta fosse attuata ne trarrebbero beneficio, le famiglie, le imprese, le banche, il fisco e l’intero sistema economico nazionale. E ci libereremmo degli avvoltoi,” conclude Marotta.
  • Raffaello Vignali

    Vignali: dati #Istat, bene miglioramento fiducia #imprese e #famiglie

    I dati presentati oggi dall’Istat sull’aumento della fiducia di imprese è famiglie è molto positivo. La fiducia è alla base di ogni azione economica; quando c’è fiducia, l’economia gira. L’economia è una azione umana, non un algoritmo. Occorre che il Governo, a cominciare dal Def e dalla Manovra di aprile, consolidi la fiducia, anche arginando derive ideologiche fuori dalla realtà e dannose all’economia di famiglie e imprese, come la vicenda dei voucher” lo dichiara Raffaello Vignali, deputato Ap e responsabile economico di Alternativa popolare.
  • Raffaello Vignali

    VIGNALI: ABBATTIMENTO CONTRIBUTI #INPS PER #IMPRESE CHE ASSUMONO SIA PRIORITA’

    I dati dell’Inps sul crollo dei contratti a tempo indeterminato, ma soprattutto quelli sulla disoccupazione giovanile indicano una priorità assoluta e non più eludibile: reintrodurre l’abbattimento dei contributi previdenziali per le imprese che assumono. Il lavoro è il primo bene da tutelare e investire sul lavoro è la più importante politica di welfare che possiamo fare. Dobbiamo mettere le persone in grado di provvedere a se stesse, non assisterle tenendole passive”. Lo dichiara il capogruppo di Ap in Commissione Attività produttive, Raffaello Vignali.

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    Intervento di Paolo Tancredi: in legge bilancio incentivi a #famiglia

    “Abbiamo affrontato questa legge di bilancio, Presidente, in un clima difficile, dovuto a situazioni interne difficili, nel corso di una dialettica molto accesa del nostro Governo con la Commissione europea e con l’Europa in genere, con alcuni capi di governo di Paesi membri importanti. Questa dialettica l’abbiamo sostenuta, perché pensiamo che il Governo italiano abbia portato una posizione giusta, importante, alla luce di un percorso, Presidente, che abbiamo fatto in questi nove anni di crisi. Un percorso che ha visto quattro Governi, a cominciare dal Governo Berlusconi e poi il Governo Monti e il Governo Letta, dare un forte taglio alla spesa pubblica, con numeri che ho ripetuto tante volte in quest’Aula, che spesso non sono patrimonio del dibattito pubblico, ma noi abbiamo ridotto di 300 mila persone il personale pubblico. Abbiamo costruito una riduzione fortissima degli investimenti in conto capitale delle pubbliche amministrazioni, abbiamo fatto sacrifici, abbiamo riportato il Paese in una dinamica del deficit virtuosa, una delle più virtuose dell’area Euro, siamo ben al di sotto del 3 per cento e siamo molto più virtuosi di membri importanti come la Francia e la Spagna. Ebbene, sulla base del lavoro compiuto in questi anni, il Governo – come l’opinione pubblica chiedeva fortemente – ha giustamente rivendicato degli spazi all’Unione Europea. Da lì la flessibilità, ottenuta grazie all’azione del Governo Renzi, e poi i fattori straordinari al di fuori del ciclo che noi affrontiamo: la spesa per l’immigrazione –dossier di cui si occupano solo i Paesi frontalieri e drammaticamente l’Italia – che non vuole essere riconosciuta dall’Europa, addirittura con la beffa della sterilizzazione dei ricollocamenti negli altri Paesi membri. Alla luce di questo noi crediamo che il dibattito, forse a volte troppo acceso, che c’è stato prima e nel corso dell’approvazione della legge di bilancio tra Renzi e Juncker, o comunque tra il Governo italiano e la Commissione europea, sia un dibattito che dovrebbe vedere tutto il Paese su quelle posizioni, anche perché stiamo parlando di livelli di deficit che, sì si discostano dagli obiettivi di medio termine che ci eravamo dati, ma sono ampiamente e fortemente virtuosi. Noi siamo, nonostante tutto, al 2,3 per cento del deficit. Se non si parte da questa posizione non si riesce a leggere bene il documento di bilancio.

    Abbiamo fatto anni fa una legge, criticatissima, che rimette a regime il nostro sistema pensionistico, che è l’unica curva della spesa pubblica che cresce fortemente, eppure con la legge Fornero siamo riusciti a riportarla. Quella impostazione ha portato degli scompensi, quegli scompensi li stiamo sanando.

    In questa legge di bilancio, e da questo voglio partire, facciamo un passo forte, perché per me e per noi di Area Popolare, i contenuti importanti erano già contenuti nella legge di bilancio. Per la prima volta non devo enfatizzare interventi fatti in Commissione o durante l’iter dei lavori, a noi il testo piaceva così e in molte sue parti lo abbiamo difeso fortemente. Sulle pensioni, oltre alla tax area, altro che gli spiccioli che diceva poco fa il rappresentante della Lega, abbiamo introdotto due forme come l’anticipo pensionistico volontario e l’APE social, che sono delle novità, sono delle opportunità in più che diamo alla platea di pensionati italiani. Io non riesco a capire come ci si possa scandalizzare. L’APE su base volontaria è un’opportunità, qualcuno dice che non la farà nessuno, ma lo vedremo. Se non la utilizzerà nessuno, comunque, forse avremo sbagliato, ma tanto danno non l’avremo fatto. Io sono comunque convinto che avremo dei numeri sorprendenti. Così come l’APE social che, invece, dà una possibilità ai lavoratori prematuri e a chi svolge lavori usuranti, di accedere a un trattamento pensionistico ben prima della data prevista dalla legge Fornero. Noi di Area Popolare abbiamo difeso il testo, abbiamo fatto un emendamento – l’emendamento della collega Binetti– a cui tenevamo molto. Ci siamo poi accontentati di un ordine al giorno, però, Presidente, quella rimane la nostra piattaforma, per usare un termine sindacale. Noi pensiamo che se l’APE social deve essere ulteriormente migliorata, vada migliorata a favore di quelle mamme o papà, che nella loro vita lavorativa hanno anche avuto un altro compito importante, quello di assistere un parente in uno stato di disabilità, chi ha avuto dentro casa un figlio che per tanti anni ha dovuto assisterlo e ha dovuto aiutarlo. Ecco, quella è la nostra indicazione su come migliorare l’APE social e su come dare i premi, perché noi pensiamo, Presidente, che una mamma o un papà che hanno svolto quel compito e che possono continuare a svolgerlo magari andando in pensione, fanno e svolgono un ruolo sussidiario allo Stato, danno una mano allo Stato, sono importanti per gli obiettivi che anche la comunità e la società hanno. Perciò, da questo punto di vista, è quello il nostro obiettivo, il miglioramento dell’APE social. Abbiamo anche fatto l’ottava salvaguardia sugli esodati e credo che siamo arrivati a un livello di approssimazione ottimo. Probabilmente si dovrà intervenire di nuovo, ma in questa legge di bilancio abbiamo trovato anche questo spazio. Quindi, molto sulle pensioni, molto sulle famiglie, appunto continuando il discorso dell’importanza della famiglia che per noi è un elemento di politica economica imprescindibile, un elemento che è orientato al futuro e alla crescita. La famiglia con i figli è inevitabilmente orientata al futuro e alla crescita e allora in questa legge di bilancio, nel testo che è arrivato – e noi l’abbiamo difeso fortemente – c’è un’impostazione di incentivo alla famiglia e di incentivo alla nascita, che noi condividiamo totalmente. L’abbiamo difeso rispetto a chi, invece, voleva introdurre, per esempio, dei criteri di proporzionalità o voleva introdurre il calcolo dell’ISEE. Per noi, soprattutto il premio nascita, ma anche il buono nido, sono dei presidi che devono incentivare il totale della popolazione a mettere al mondo figli, a investire sul futuro della famiglia e dei figli. Questo è il senso della nostra impostazione e per questo abbiamo fatto quelle battaglie, anche in Commissione. Per fortuna la nostra impostazione è andata in porto. Così come siamo per la libertà di scelta delle famiglie, le riteniamo un elemento di politica economica, pensiamo che debbano essere libere di fare le loro scelte educative e sociali, perciò anche in questa legge di bilancio, nel testo originario, erano inseriti nuovi e importanti presidi per le scuole paritarie, a cui è aumentato il plafond per avere accesso ai bonus. Con il lavoro in Commissione abbiamo anche inserito la possibilità del riparto dei fondi per l’alternanza scuola-lavoro, anche alle scuole paritarie, così come abbiamo inserito – ed è la prima volta – la possibilità per le scuole paritarie di accedere ai fondi PON in maniera competitiva come tutti gli altri. Questa è l’impostazione importante che abbiamo cercato di dare, che – ripeto – era già contenuta nel documento di bilancio. Io sto parlando di norme e contenuti che erano già nella legge di bilancio, che noi, nel passaggio in Commissione, abbiamo solo perfezionato e migliorato nelle parti marginali e nei dettagli. Una parte molto importante, Presidente, della legge di bilancio – naturalmente non posso parlare di tutto il suo contenuto, perché andrei fuori tempo – è quella dedicata alla crescita, allo sviluppo e alle imprese. Su questo non posso non citare anche il decreto fiscale, su cui abbiamo cercato di ricostruire anche il rapporto fra l’impresa e il fisco. Io credo che abbiamo messo in campo una serie di norme che sono in questo momento apprezzate da molte categorie che secondo me nel 2017 porteranno i loro effetti.

    Innanzitutto, la prima cosa, che qualcuno si dimentica, è che da gennaio 2017 le imprese italiane pagheranno tre punti in meno di imposta sul reddito. Probabilmente è passata inosservata perché era già nei tendenziali della stabilità per il 2016, ma, mentre abbiamo annullato e sterilizzato le clausole di salvaguardia, sulla questione dell’IRES, invece, siamo rimasti fermi. Così come abbiamo messo la flat tax anche per gli autonomi e per le imprese individuali; insomma, c’è tutta la partita delle ristrutturazioni fiscali, delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni, c’è tutta la partita dei super ammortamenti e degli iper ammortamenti, che insomma costituiscono un intervento dalla parte della domanda di lavoro importante, perché vede è anche di grande soddisfazione che siamo, durante l’iter della legge di bilancio, riusciti ad avere la notizia che l’ANPAL ha deliberato un testo con cui proroga al 2017 lo sgravio fiscale per quasi tutta la platea dei lavoratori sotto i 24 anni e per quelli sopra i 24 anni che comunque hanno semplicemente sei mesi di iscrizione ai centri per l’impiego. Ma questa misura è legata, al Sud, anche alla possibilità per le aziende di investire praticamente quasi gratis con il super ammortamento e, cumulata anche al sud, in particolare, con lo sgravio fiscale e il credito d’imposta sugli investimenti. Io credo che oggi per il 2017 noi abbiamo realizzato nel campo degli investimenti e nel campo delle assunzioni, soprattutto al sud, una condizione di favore eccezionale per chi, imprenditore, volesse davvero investire. Ma potrei parlare della nuova Sabatini o del credito di imposta sulla ricerca: è una legge gravida di contenuti, a favore delle imprese e a favore dell’economia.

    Alcune cose, Presidente, le abbiamo purtroppo tralasciate: c’era una soluzione per mettere a regime il credito d’imposta sugli investimenti per le ristrutturazioni. Quella era una soluzione buona. Non è stato trattato l’articolo 2, così come sono rimaste aperte alcune questioni legate al lavoro, che sicuramente dovremo andare a sanare, spero nel passaggio al Senato.

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    Un nuovo regime fiscale per le piccole imprese

     “INTERVENTI SU FAMIGLIE, IMPRESE E CASA” 

    Un nuovo regime fiscale per le micro e piccole imprese: a distanza di due settimane dal seminario di studi “I tre pilastri della Stabilità” con i ministri Angelino Alfano e Luigi Casero, Area popolare passa dalle parole ai fatti ed, in vista della Legge di Bilancio, presenta le sue proposte concrete per uno dei settori più vitali del nostro paese, ovvero le micro e piccole imprese.
    Le nostre proposte, riguardano più di due milioni di imprenditori che rappresentano il cuore pulsante del tessuto economico italiano. Tre sono le misure che, come ha sottolineato Maurizio Lupi, chiederemo che vengano inserite e recepite nella prossima legge di bilancio e già questa sera nella nota di aggiornamento del Def: 

    1. escludere il reddito d’impresa degli imprenditori individuali dalla base imponibile Irpef e assoggettarlo a tassazione separata con aliquota al 24%, la stessa prevista per l’Ires;

    2. permettere alle imprese a contabilità semplificata di pagare le tasse con criteri di cassa, quindi esclusivamente su quanto effettivamente incassato;

     3. modificare il regime dei minimi Iva, innalzando per alcune categorie di 10mila euro la soglia sotto la quale scatta il regime forfettario.

    Noi di Area popolare, come ha detto il ministro Angelino Alfano, siamo orgogliosi di avere avuto un ruolo determinante nell’eliminazione dell’art.18, della detassazione sui nuovi assunti, dell’eco bonus e lo sconto Irap sul costo del lavoro. Queste quattro norme, che sono state scritte con una mano destra, con una sinistra radicale non sarebbero state possibile. Adesso ci accingiamo al finale di legislatura, per questo si deve intervenire su famiglie, imprese e casa. Questo e’ il programma dei moderati: famiglie, imprese e casa.

    Il Paese, come ha ribadito il viceministro Casero, può ripartire solo investendo sulle imprese, solo con una detassazione forte a sostegno delle imprese. Si tratta di fare una rivoluzione culturale: la piccola impresa, il punto di forza dell’Italia . 

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    Tancredi: Su taglio tasse imprese giusta direzione, ora le famiglie

    “Seppur ancora insufficiente, è comunque una buona notizia l’arretramento di undici giorni del Tax free day ovvero del momento in cui gli imprenditori finiscono di pagare le tasse. Conferma che il percorso intrapreso dal governo è sì ancora lungo e tortuoso ma sicuramente va nella giusta direzione. Così come accogliamo positivamente la conferma da parte del viceministro Casero che nel 2016 non ci sarà alcun aumento delle tasse per le imprese, l’annuncio di interventi di semplificazione e sburocratizzazione e sull’imminente riforma degli studi di settore. Come Area popolare ci batteremo in Parlamento con forza affinché, come previsto grazie a noi nel Def, siano rispettati gli interventi per allentare la pressione fiscale verso le famiglie e a favore della natalità”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Area popolare in commissione Bilancio alla Camera, Paolo Tancredi.