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    Lupi: Alternativa popolare supererà il 3% ora valutiamo i programmi – Intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno

    Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare: la legge elettorale è un mix tra proporzionale e uninominale. Il suo partito con chi intende allearsi? «È questa un’impostazione sbagliata. Molti candidati saranno eletti con il sistema proporzionale, e quindi ogni partito presenterà i propri candidati con un programma specifico».

    Ma un terzo sarà eletto con l’uninominale che impone, per avere speranza di vincere, le coalizioni. In quel caso dovrete scegliere con chi stare. Giusto? «Il nostro obiettivo è quello di rilanciare con forza la nostra identità. Noi presenteremo i nostri candidati e in Puglia ho incontrato politici e esponenti della società civile che possono essere espressione del territorio».

    Qual è il bilancio di questi vostri cinque anni? «Il tratto fondamentale del nostro partito è il senso di responsabilità e di concretezza. Noi abbiamo messo davanti a tutto l’interesse del Paese. Voglio ricordare al Pd, che gli ultimi non sono stati governi di centrosinistra, ma governi nati dopo il voto e per l’impossibilità di avere una maggioranza. Questo ha indotto alla collaborazione forze diverse».

    Quindi una scelta eccezionale? «Frutto dell’esito elettorale, che ci auguriamo che questo non debba accadere nel 2018, ma che potrebbe teoricamente ripetersi. Ma la nuova legge elettorale ha il vantaggio che le coalizioni non sono forzate».

    È in atto una fuga dal vostro partito? «Noi non chiediamo niente a nessuno, né andiamo avanti con il piattino in mano. Anche se abbiamo perso dei parlamentari, i sondaggi ci dicono che siamo oltre il 3%. Ogni parlamentare libero di fare le sue scelte. Noi riteniamo che sia necessario uno strumento nuovo, un partito moderato e responsabile».

    In Puglia l’ex sottosegretario Cassano ha lasciato Ap ed è ritornato con Forza Italia. Sorpreso? «Certo, la decisione mi ha sorpreso. Una settimana prima avevamo fatto una manifestazione in Puglia. Ognuno fa le sue scelte. Poi in questi due giorni in Puglia, ho visto che c’è una presenza orgogliosa e forte di Ap».

    Alternativa popolare potrebbe essere interessata al progetto del “quarto petalo”, con Fitto, Quagliariello e altri? «I petali sono i primi che cadono. Il tema non è fare il quarto petalo di una coalizione, ma discutere se riteniamo che ci sia una proposta politica nuova, che partendo dalla tradizione, non guardi al passato ma al futuro. In Italia c’è bisogno di un partito di centro moderato, aperto, che guarda al Ppe. Noi siamo al 3%, mentre tutto i petali o petaloni sono allo 0,1-0,2%».

    Su quale base siete disponibili al confronto? «Il nostro obiettivo non è di far parte di una coalizione per avere qualche collegio, ma vogliamo fare una proposta seria E siamo disponibili a correre da soli. Su questa base si può pensare se e come entrare in una coalizione, ma questa deve essere coerente alla nostra proposta Non si tratta di dire con chi andiamo, ma di dire chi siamo».

    In Sicilia appoggiate il candidato del Pd, mentre state nel Ppe con Berlusconi. C’è qualcosa che non quadra? «Noi rispettiamo l’autonomia dei territori. In Sicilia i nostri hanno fatto la loro scelta. Io sarei andato da solo, ma è una decisione territoriale. Non implica nulla. L’Udc ha detto che a livello nazionale vuole andare con l’alleanza del centrodestra, mentre in Puglia sta con il governo di centrosinistra. Le elezioni nazionali hanno un altro significato».

    I capisaldi del vostro programma elettorale? «Famiglia, impresa e lavoro. II reddito di cittadinanza del M5S è una enorme baggianata. II giovane e l’over-cinquantenne non hanno bisogno di assistenza. II lavoro lo danno le imprese e se c’è un euro a disposizione lo si dia alle imprese affinché possano assumere».

    E le pensioni? «Una discussione assurda, altro che sei mesi in più. II dramma è quello degli over-cinquanta. Se perdono il lavoro che fanno prima della pensione? Se spostare di sei mesi l’età pensionabile costa 5-6 miliardi meglio spenderli per abbassare il costo del lavoro».

    Se il governo pone la fiducia sullo ius soli, che fate? «Se la votano Minniti e i ministri del Pd che legittimamente vogliono fare dello ius soli una battaglia ideologica. Sarebbe una forzatura, non la voteremmo. Poi, se il Pd vuole approvare una legge si approvi lo ius culturae e si rimandi la discussione sullo ius soli alla prossima legislatura».

     

    di: Michele Cozzi

    fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

  • INTERVISTA PRESIDENTE LUPI SU IL MATTINO

    Lupi: L’unica legge possibile, un buon compromesso – Intervista a Il Mattino

    Lupi coordinatore di Ap: Il M5S urla al colpo di Stato sono le regole della democrazia

    Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare e capogruppo di Alternativa  popolare alla Camera, ha concluso la sua due giorni elettorale in Campania.

    Onorevole Lupi, che commento fa dell’approvazione della legge elettorale anche in Senato con il voto di fiducia? «Dico che mi meraviglia che il Movimento 5 Stelle parli di golpe eversivo e attentato alla democrazia per il ricorso al voto di fiducia su una legge elettorale che vede d’accordo parte delle opposizioni».

    Perché si meraviglia? «Perché il M5S parla di attacco alla democrazia se è fuori da un’intesa e definiva accordo politico, invece, quando era concorde su un’altra ipotesi di legge elettorale. Esiste uno strumento parlamentare, che si chiama voto di fiducia, cui si può ricorrere. Il Movimento 5 Stelle, in questa vicenda, ha dimostrato diverse contraddizioni».

    A cosa si riferisce? «Il M5S aveva sempre sostenuto che ogni parlamentare doveva assumersi in maniera palese le sue responsabilità politiche, criticando il ricorso al voto segreto che invece, in questo caso, ha chiesto».

    Difende questa legge elettorale? «Contiene molti elementi positivi, come i 231 candidati di collegio che ritornano, i nomi sulle schede elettorali, il proporzionale per scegliere i due terzi dei deputati. Era necessario dare al Paese una omogenea legge elettorale per andare alle urne a fine legislatura».

    È la migliore legge possibile? «Ogni legge è frutto di un compromesso politico, ognuno deve rinunciare a qualcosa. Era l’unica legge possibile».

    Cosa pensa dell’intervento di  Giorgio Napolitano al Senato? «Come sempre ha detto con chiarezza ciò che pensa, ribadendo che il meglio è nemico del bene. Non si poteva lasciare il Paese allo sbando, senza une legge elettorale».

    Vi presenterete da soli alle elezioni? «Sì. Crediamo che ci sia una sfida nuova alle elezioni del 2018. Non si può farla con strumenti vecchi. Ap ha una forte identità, avallata dagli elettori alle Europee dove avemmo un milione e 200mila voti».

    Quali prospettive elettorali pensa abbia il suo partito? «I sondaggi ci danno al 3 per cento, ma alle recenti elezioni amministrative siamo arrivati al 5-6 per cento in Campania come in Lombardia. Ci sentiamo una forza moderata, che non fa della sua politica uno scontro tra tifoserie».

    È chiusa la vostra esperienza di alleati del Pd? «L’alleanza è nata, in maniera responsabile, dopo elezioni in cui tutti, tranne il M5S, avevano perso. Prima un governo istituzionale di larghe intese, poi con Ncd e Ap un governo di ricostruzione del Paese. Consideriamo, a fine legislatura, il Pd non un nemico, ma una forza diversa da noi e ci fa piacere che, uscendo dalla maggioranza di governo, Mdp abbia riconosciuto la nostra incidenza su molti provvedimenti».

    Recriminazioni sull’azione di governo? «Non siamo riusciti a essere efficaci per introdurre più riforme sulla giustizia. Non c’è stato, su questo tema, il necessario coraggio della buona politica».

    Quali ritenete i vostri interlocutori a destra? «Cerchiamo interlocutori che vogliano, con noi, costruire un’area moderata popolare. Guardiamo alle forze che sono nel Ppe. Forza Italia dovrà fare le sue scelte».

    Rinnega la storia in Forza Italia? «Mai, è stata una storia importante. Ne ho rispetto, ma gli elettori si conquistano con le proposte. Non andiamo da nessuno con il cappello in mano, ci consideriamo uno dei pilastri tra le forze moderate».

    di: Gigi Di Fiore

    fonte: Il Mattino

  • EXPO, ASSEMBLEA ASSOLOMBARDA CONFINDUSTRIA CON MATTARELLA - FOTO 7

    #Rosatellum, Lupi: con questa legge ci presenteremo da soli

    AP rappresenta il centro, i moderati, i liberali e credo che alle prossime elezioni politiche, con questa legge elettorale, si presenterà da sola“. Lo ha detto il coordinatore nazionale di Ap, Maurizio Lupi. “Le coalizioni saranno eventualmente una possibilità a fronte di una condivisione di un programma o della realizzazione seria di obiettivi che si possono raggiungere”, ha aggiunto il presidente dei deputati di Ap. “Noi con questa legge elettorale sceglieremo la strada della nostra proposta, della nostra serietà e della credibilità di chi dice che è più importante costruire che demolire”, ha concluso Lupi.

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    #leggeelettorale, Lupi: 375 voti a favore non sono atto eversivo

    “Le leggi elettorali sono strumenti e la legge elettorale approvata ieri è stato il risultato di un compromesso che ha visto la collaborazione delle forze di maggioranza e di forze dell’opposizione. È passata con 375 voti a favore, quindi si può dire che magari a qualcuno non piace, ma non certo che c’è stato un atto eversivo” . Così Maurizio Lupi, coordinatore di Alternativa popolare, ospite di Agorà.
    “Il Parlamento ha assolto al suo dovere, approvare una legge elettorale per far sì che gli italiani non andassero al voto con due leggi diverse e non omogenee. Certo anche noi -spiega Lupi – avremmo voluto qualcosa di diverso a partire dalle preferenze, ma ricordo a chi ora grida allo scandalo come il Movimento 5 Stelle che approvano il Tedeschellum che non prevedeva le preferenze”.
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    Lupi: Da noi nessun soccorso a Denis e ad Alfano Salvini avrebbe detto no – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lupi: i moderati corrano da soli con dignità

     

    ROMA «Non è la legge migliore possibile, ma è un buon compromesso».

    Presidente Maurizio Lupi, per il M5S la fiducia è stato un «atto eversivo». «Ho sentito parole pesanti, in piazza e fuori — risponde il capogruppo di Ap —. Ma cosa c’è di eversivo quando un Parlamento approva la legge elettorale a larghissima maggioranza, a voto segreto?».

    Il suo emendamento salva Verdini o salva Alfano? «Intanto è una proposta della maggioranza, non di un singolo partito. E ha lo scopo di migliorare la legge Tremaglia sul voto all’estero».

    Anche lei con questa storia della reciprocità? «Il relatore Fiano lo ha spiegato benissimo. Come un italiano residente all’estero si può candidare in Italia, adesso un italiano residente in Italia si può candidare all’estero. Ognuno ha il diritto di candidarsi dove vuole».

    Verdini in Oceania? «Sono curioso di scoprire come quella norma potrebbe favorirlo. Intanto non è detto che decida di candidarsi, visto che ha sempre detto di volersi difendere nei processi. E poi nessuna legge elettorale salva nessuno».

    Cosa intende? «La storia insegna. La Dc esce di scena quando approva il Mattarellum, un sistema di voto che fa entrare in campo Berlusconi. Il quale perde nel 2006 proprio con il “suo” Porcellum. Se facciamo una legge per salvare o punire qualcuno, gli elettori puniscono noi».

    Per Daniela Santanchè il suo emendamento è stato congegnato per Alfano. Ci ha preso la deputata di FI? «Le sembra pensabile che Salvini possa votare una legge per salvare Alfano? Il leader della Lega non nutre una grande simpatia politica per lui».

    Andrete in coalizione con il Pd? «Io sono per andare da solo, con la nostra dignità e le proposte di una forza popolare e moderata, che fa della responsabilità e della serietà il proprio programma».

    Quanti parlamentari riuscirete a far eleggere? «Una ventina di deputati e una quindicina di senatori. E poi, ovviamente, la mia ambizione è anche più ampia».

    L’ambizione di tornare al governo? «Le poltrone sono lo strumento con cui realizzi le tue politiche. Il problema è come quelle poltrone si usano».

     

    di: Monica Guerzoni

    fonte: Corriere della Sera

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    #leggeelettorale, Marotta: Buon compromesso, fiducia non è golpe

    La riforma elettorale in discussione è un buon compromesso, l’unico possibile, per evitare di arrivare alla consultazione elettorale senza una legge armonica ed omogenea tra Camera e Senato. D’altronde tutte le leggi sono frutto di ragionevoli compromessi in Parlamento. La maggioranza ha deciso di fare ricorso alla fiducia proprio per evitare imboscate e portare al traguardo una legge che, ricordo e sottolineo, trova il consenso del 70 per cento delle forze parlamentari, quindi con buona parte delle opposizioni. Nessuno scandalo, dunque, nessun golpe e nessun attacco alla democrazia, ma solamente l’uso appropriato degli strumenti parlamentari così come previsto dai regolamenti. A giugno attraverso il legittimo ricorso al voto segreto venne affossato il Tedeschellum e allora nessuno gridò al golpe o alla fine della democrazia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

    “Sul piano prettamente politico, l’ampio consenso raggiunto su questa legge è un segnale importante, anche verso il Paese. Un modo per dire che nei momenti cruciali, nei momenti di difficoltà, al di là delle battaglie quotidiane, vengono fuori ed emergono le forze politiche serie e responsabili. Le forze politiche nate come antisistema, invece, sono sempre state di rottura e continueranno ad agire così, perché prive del senso dello Stato e delle Istituzioni”.

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    #leggeelettorale, Lupi: I #5stelle hanno l’eversione facile

    Ai colleghi del Movimento 5 Stelle che parlano di eversione suggerisco di andarci piano con le parole: le parole pesano, e armano le mani. Ciò che avviene in un’Aula parlamentare, nel rispetto della legge, del regolamento e votato dalla maggioranza non può assolutamente essere definito eversivo. Si chiama esercizio della democrazia, con la quale forse hanno ancora poca dimestichezza. Noi non abbiamo definito eversivi i loro tentativi di occupare l’Aula di Montecitorio. Non abbiamo considerato eversivi, sebbene offensivi per l’istituzione, i bivacchi sui tetti della Camera, né l’assalto fisico ai banchi del governo o il tentativo di irruzione nella sala della presidenza che ha mandato in infermeria quattro commessi. Preoccupante, ma non eversivo, neanche l’ultimatum ai sindacati: o cambiano o ci pensiamo noi! Il precedente è illustre, Benito Mussolini. Ricordiamo anche l’invito ad Al Qaida di bombardare il Parlamento, con offerta delle coordinate per poter centrare il bersaglio. Forse l’appello ai capi delle Forze armate a non difendere più le istituzioni, quello sì, forse, era un po’ al limite, un po’ – ma anche allora ci trattenemmo dal dirlo – eversivo. Come può essere eversiva allora la legittima richiesta di un voto di fiducia che chiede che la Camera si esprima, anche con voto segreto, pro o contro un testo di legge? Perché questo non dicono: la fiducia riguarda il fatto che venga sottoposto a ogni deputato un testo definito da un lavoro in Commissione frutto della mediazione fra partiti di maggioranza e di opposizione. Nel voto finale, che potrà essere – ripeto – a scrutinio segreto, la Camera potrà dire sì o no. Ma ai grillini l’accusa di eversione scappa spesso e volentieri; per Grillo sono ‘eversori del fronte anti popolare’ anche quelli che non capiscono che il web può salvare la democrazia. Quindi tutti gli italiani meno i 31.000 che hanno votato Di Maio alle primarie”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

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    #leggeelettorale, Lupi: Chi grida al golpe non sa quello che dice

    La fiducia sulla legge elettorale è un atto politicamente serio, ma giunti a questo punto è un atto di responsabilità. A sei mesi dalle elezioni il Parlamento non poteva ancora una volta non decidere e non dare agli italiani una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato, così come insistentemente richiesto dal Capo dello Stato. Alla Camera la fiducia è sulla richiesta di sottoporre all’Aula un testo, quello faticosamente uscito da un lavoro che ha coinvolto partiti di maggioranza e partiti di opposizione, e non coincide con l’approvazione di quel testo. Ci sarà poi una seconda votazione sul merito e tutti i deputati potranno promuoverlo o bocciarlo, e forse, se richiesto, a voto segreto. Solo si è voluto sottrarre l’accordo finalmente raggiunto allo stillicidio dei trabocchetti su questo o quell’emendamento con la richiesta pur legittima di voto segreto. C’è un testo frutto di mediazione, pronunciamoci su quello. Il Movimento 5 stelle che parla di golpe e di eversione non sa quello che dice. Studino l’italiano e la storia del nostro Paese e impareranno che i golpe non c’entrano nulla con una libera decisione di quest’Aula, portata avanti secondo la legge e il regolamento e approvata da una maggioranza. Tutto ciò si chiama semplicemente democrazia ”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

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    #leggeelettorale, Lupi: I #grillini che parlano di golpe mi ricordano la volpe e l’uva

    I grillini gridano addirittura al golpe bianco e accusano il Parlamento di voler approvare una legge elettorale contro il Movimento 5 Stelle, proprio loro che presentano emendamenti contro personam per rendere ineleggibile chi non gli è gradito. Certe uscite mi ricordano la meschina scusa della volpe che non riesce a prendere l’uva. Sulle leggi elettorali hanno cambiato più volte parere, non si atteggino a vittime, cerchino piuttosto anche nelle urne quel consenso che sbandierano in televisione, dove avevano giurato che non sarebbero mai andati”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

  • legge-elettorale

    #leggeelettorale, Lupi: Un buon compromesso che garantisce #rappresentatività e armonizza norme di #Camera e #Senato

    La proposta di legge elettorale ora passa all’Aula di Montecitorio, mi auguro che il metodo di lavoro e di confronto adottato in Commissione non venga meno. Non è la legge elettorale che noi avremmo voluto, Alternativa popolare ha sempre detto che la scelta del cittadino è meglio garantita dalle preferenze, ma è un buon compromesso che garantisce la rappresentatività e armonizza le norme di Camera e Senato. Soprattutto è un segno di vitalità della politica e del Parlamento. È l’ultima possibilità che abbiamo in questa legislatura di assolvere al compito che la Costituzione ci assegna di dare ai cittadini lo strumento con il quale scegliere i loro rappresentanti e non di vedercelo imporre di risulta dalle pur legittime sentenze della Corte costituzionale”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.