• Gianfranco Sammarco

    Sammarco: su #legittimadifesa no a passi indietro, serve chiarimento

    Sulla legittima difesa non consentiremo alcun passo indietro. E’ chiaro che c’è una divergenza di intenti all’interno delle forze di maggioranza che va chiarito. Bene ha fatto il nostro capogruppo Marotta a chiedere un approfondimento sul tema. Per Alternativa popolare, come ha ben spiegato oggi il nostro capogruppo Lupi, due sono i principi sui quali continueremo a batterci: l’onere della prova deve spettare all’aggressore e nessun risarcimento per chi ruba”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Gianni Sammarco.

  • lupilegittimadifIMG_6221

    #LEGITTIMADIFESA, LUPI: VOGLIAMO INVERSIONE #ONEREPROVA


    Che cosa intende fare il Governo perché l’onere della prova sia invertito da parte del cittadino, e perché non si possa assistere a casi assolutamente incredibili come quelli in cui, non solo un cittadino si vede invaso nella propria proprietà, ma addirittura il tribunale gli chieda un risarcimento nei confronti di chi è venuto a rubare in casa propria?”. A chiederlo è il capogruppo di Alternativa popolare, Maurizio Lupi nel corso del question time di oggi.

    “Il tema è molto sentito e proprio per questo credo debba assolutamente vedere anche l’intervento da parte del Governo. Si tratta della legittima difesa e delle modifiche che devono essere apportate all’attuale legislazione. Nessuno – replica Lupi – mette in discussione il dovere dello Stato di difendere la proprietà privata, diritto sancito dalla Costituzione. La questione su cui Parlamento e Governo devono pronunciarsi è molto semplice: vogliamo invertire l’onere della prova come accade in Francia e negli altri Paesi europei? Che cosa vuol dire onere della prova? Una banalità: oggi entrano in casa mia, mi rubano, io reagisco, e sono io a dover dimostrare che sono stato invaso da qualcuno nella mia proprietà e che ho agito per legittima difesa e che non c’è stato un eccesso di legittima difesa. Quello che noi chiediamo – conclude Lupi – è una richiesta di civiltà giuridica: l’onere deve essere inverso, cioè uno è entrato in casa mia, io ho reagito, io ho agito per legittima difesa, dovrà essere lui a dimostrare che evidentemente io ho avuto un eccesso di legittima difesa. La questione è molto semplice: se non interveniamo tutti insieme su questi temi, non ci lamentiamo poi del populismo e dell’esasperazione”.

  • marotta

    Marotta: Testo #Pd su #legittimadifesa insufficiente, serve riunione maggioranza con il Governo

    Il testo sulla legittima difesa voluto dal Pd, appena approvato dalla commissione Giustizia, è per noi assolutamente insufficiente. Non è questa la risposta che si aspetta l’opinione pubblica. In merito non arretreremo di un millimetro. Riteniamo importante per questo una riunione di maggioranza con il coinvolgimento del governo. Gli emendamenti di Ap sono stati tutti rigettati, ma è chiaro che continuerà il nostro impegno in Aula dove ripresenteremo le nostre proposte di modifica”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

    “Al riguardo – prosegue – riteniamo imprescindibile un intervento sul principio di proporzionalità e, soprattutto, a tutela della posizione della parte offesa. E’ inconcepibile, come ha ben spiegato oggi in Aula durante il question time il nostro capogruppo Lupi, che debba essere la vittima a dimostrare di non aver ecceduto nella legittima difesa di fronte a un ladro o a un criminale che viola il proprio domicilio, la propria abitazione tutelata dalla nostra Costituzione. In qualsiasi caso l’onere di non aver commesso reato deve ricadere ovviamente sull’aggressore. A questo si aggiunga che va necessariamente abolita la possibilità per lo stesso aggressore di chiedere il risarcimento del danno”.

  • Angelinoimmagini.quotidiano.net

    Alfano: ora la #legittimadifesa dai banditi. Serve la legge – Intervista a Il Resto del Carlino

    Legittima difesa, Alfano: basta morti, la famiglia deve essere tutelata

     

    5 aprile 2017 – Ministro Alfano, lei in direzione Ap ha insistito sul rischio che il governo viri a sinistra. Ebbene, uno degli argomenti sui quali c’è difformità di opinioni con il Pd è quello della legittima difesa. Come se ne esce?
    «Credo che si sia raggiunto anche un punto di chiarezza sul nostro intendimento di dialogare con il Partito democratico sulla legittima difesa, perché non possiamo lasciare questo fronte a Lega e grillini che ne stravolgerebbero il senso per piegarlo ai loro interessi elettorali e perché riteniamo che si possa trovare un migliore punto di equilibrio tra il cittadino che cerca di difendere la propria famiglia e la discrezionalità dei giudici che devono valutare il quadro complessivo in base a chiari riferimenti di legge.
    A questo proposito, sosterremo la proposta di Italia dei valori che ha raccolto ben due milioni di firme: con i nostri parlamentari daremo una mano a portare avanti la loro proposta e lo faremo in accordo con il leader di Idv, Ignazio Messina.

    Oggi ogni tribunale ha un’interpretazione diversa perché la legge non è precisa: chi si difende in casa propria, non può finire sul banco degli imputati e non ci finirà. Abbiamo trovato attenzione anche sul Def, rispetto alla nostra posizione di non alzare in alcun modo le tasse, e sulla idea che occorra privatizzare il più possibile anche per ottenere poi flessibilità dalla Ue».

    Siete disposti anche a sostenere la proposta di legge Pd – frutto di una lunga campagna del nostro giornale – che aumenta le pene per i reati commessi contro gli anziani, per esempio le truffe e i furti in casa?
    «Il tema è assolutamente rilevante. La famiglia deve essere tutelata e difesa da ogni forma di aggressione: su questo terreno siamo e saremo in prima linea. Le fasce della popolazione più deboli sono al centro dei nostri interessi e da sempre abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione perché gli anziani non solo vanno tutelati, ma devono essere considerati come un accrescimento per la società».

    Siete disponibili anche ad alzare i limiti della prescrizione, bloccando il conteggio al momento del rinvio a giudizio, in modo da garantire la certezza della pena?
    «Ci battiamo per la certezza della pena, non per il processo lungo come pena. L’istituto della prescrizione garantisce la ragionevole durata del processo. Il blocco della prescrizione con il processo diventerebbe interminabile, con grave danno di chi vuole ottenere giustizia e di chi vuole difendersi».

    Sicurezza e giustizia a parte, quali sono i segnali che vi fanno temere uno spostamento a sinistra dell’equilibrio dell’esecutivo, tanto da lanciare un aut aut a Gentiloni?
    «Non si tratta di un aut aut al presidente Gentiloni. Anzi Gentiloni gode della nostra stima e fiducia. Noi non utilizziamo toni ricattatori. La nostra posizione è chiara: abbiamo fatto parte a pieno titolo del governo perché finora tantissime leggi varate provenivano dal nostro programma, orientato al buon senso e nell’interesse del Paese. Ora non impiegheremo di certo quest’anno per fare una marcia indietro sulle riforme, che tanto piace alla sinistra dell’indietro tutta».

    E se fosse?
    «Noi qui non ci staremmo. Non consentiremmo lo snaturamento del governo. Sono certo che il presidente Gentiloni, uomo di grande equilibrio, terrà insieme la maggioranza. Se una certa sinistra si presta a essere la cassa di risonanza della Cgil, faccia pure. Il governo non può essere ostaggio della Cgil. Noi, invece, guardiamo avanti e vogliamo impiegare bene il tempo che resta della legislatura. In cantiere, per il futuro, abbiamo infatti una importante iniziativa sul fisco all’americana».

    Cosa ha risposto Gentiloni ai vostri capogruppo nell’incontro odierno?
    «Noi siamo già molto tranquilli. La nostra tranquillità deriva dalla certezza di essere dalla parte giusta. Il presidente Gentiloni porta avanti un complesso lavoro di mediazione e noi siamo la parte che non si fa tirare la giacca dalla sinistra. Noi guardiamo al dato concreto e gli indici ci descrivono un’Italia che si sta riprendendo grazie a una parola che intendo scandire molto bene: stabilità. E la stabilità non sarebbe stata possibile senza di noi al governo. Da Gentiloni abbiamo avuto rassicurazioni su temi per noi imprescindibili. Domani presentiamo la nostra proposta su mini jobs e contiamo, per il 15 maggio, su una norma che eviti un vuoto. Intendiamo lavorare, infatti, per nuove regole su buono famiglia, lavoro a intermittenza e mini jobs».

     

    di: Alessandro Farruggia

    fonte: Il Resto del Carlino

     

     

  • marotta

    Marotta: Presentati 4 emendamenti al pdl #legittimadifesa. Serve testo chiaro ed efficace

    Alternativa popolare ha presentato 4 emendamenti alla proposta di legge legittima difesa, tutti volti a rendere il testo più efficace sotto il profilo della tutela dei cittadini, così come da noi sempre auspicato. L’obiettivo, così come sottolineato dal ministro Costa, è quello di arrivare ad un testo preciso, che stabilisca termini chiari entro i quali chi subisce un’aggressione può e deve muoversi e non lasciarli all’autonoma interpretazione del tribunale di turno” lo scrive, in una nota, Nino Marotta, capogruppo di Alternativa popolare in commissione giustizia.

    “I primi due emendamenti prevedono che si tenga conto dell’impossibilità per l’aggredito di poter effettivamente valutare i potenziali connotati offensioni della condotta che è costretto a fronteggiare. Di conseguenza, nella valutazione del principio della proporzionalità della difesa, si deve tenere conto che l’aggredito spesso non è in grado di comprendere il grado dell’offesa trovandosi in uno stato di forte stress psicologico. Il terzo emendamento, prevede che, nei casi di sequestro di persona, violazione di domicilio, furto, furto in abitazione con strappo e rapina, è esclusa la risarcibilità del danno da parte della persona offesa. Questo al fine di impedire la paradossale situazione di chi è costretto a risarcire l’aggressore in caso di legittima difesa considerata eccessiva. Infine, con il quarto emendamento, negli stessi casi si presuma sempre la temporanea incapacità di intendere di volere della persona offesa. Anche in questo caso, si tiene conto della situazione di particolare stress in cui si ritrova l’aggredito, tale da impedirne l’adeguato discernimento. Sarà, dunque, il magistrato a dover dimostrare che non sussistono i motivi di stress e non il soggetto aggredito, imputato di eccesso di legittima difesa, a doverlo fare” spiega.

    “Noi vogliamo una legge chiara, precisa, omogenea, da approvare in tempi rapidi, con spirito di collaborazione e non competizione tra i partiti. Cambiare il concetto di legittima difesa non significa aprire al far west ma avere una legge che sia una risposta efficace all’esigenza di maggior tutela della sicurezza del cittadino” conclude.

  • costaintervista2017-04-03-PHOTO-00004573

    Enrico Costa: Legittima difesa, ora si cambi – Intervista a Il Messaggero

    Ministro Costa: «Sulla legittima difesa la legge è da riscrivere»

     

    03 aprile 2017 – Un barista di Budrio, in provincia di Bologna, è stato ucciso per aver reagito a un tentativo di rapina. Il malvivente è fuggito a piedi ed è ricercato dalle forze dell’ordine.
    Si riapre il dibatito sulla legittima difesa.

    In una intervista al Messaggero il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa annuncia: «Sulla legittima difesa ora una legge chiara. È necessario scrivere una norma chiara, che stabilisca con nettezza quello che si può fare e quello che non si può fare».

    Ministro Enrico Costa, prima come viceministro della Giustizia e ora come ministro agli Affari regionali con delega alla Famiglia, lei si è molto occupato dei reati che creano allarme sociale. Il testo oggi in Parlamento in materia di legittima difesa è sufficiente secondo lei a regolare la materia?
    «L’intervento oggi in discussione non funziona. Va completamente riscritto, non credo di svelare misteri se dico che è inadeguato. Bisogna rivedere la legge attuale e modificarla in un testo che sia estremamente chiaro. E si deve agire rapidamente. Come ministro con delega alla famiglia non posso nascondere di essere molto preoccupato».

    Secondo lei il caso di Budrio svela un fenomeno più ampio?
    «Il problema non è il caso specifico, credo che si debba invece affrontare un ragionamento più ampio a partire dalle mutate condizioni di partenza. La legittima difesa nel tempo è cambiata e le leggi non sono state in grado di resistere alla sfida. Il tema è delicato e non può prestarsi a strumentalizzazioni politiche.
    Non vanno bene i toni trionfalistici quali quelli usati dalla Lega nel 2006 quando annunciò le modifiche alla legge, salvo poi farci trovare di nuovo al punto di partenza. E non vanno bene neppure le scelte di basso profilo, la sottovalutazione del tema. La verità è che la criminalità, anche quella dei reati comuni, col tempo ha cambiato pelle».

    In che modo?
    «Un tempo esisteva il cosiddetto topo d’appartamento, che entrava in casa quando sapeva che le persone erano fuori. Oggi ci sono vere e proprie bande che entrano nelle abitazioni sapendo che gli inquilini sono all’interno e agiscono per renderli inoffensivi. Assistiamo alla costante trasformazione dei furti in rapine. E la prova di quel che dico sta nel fatto che se chiediamo al cittadino comune se i furti siano aumentati o diminuiti, quasi tutti parleranno di numeri in crescita. Invece, i numeri sono sì in diminuzione, ma spesso la dinamica pesa molto di più sui cittadini. Cambia la percezione, l’approccio psicologico al rischio, il timore per quanto potrebbe accadere. Oggi se accendi la luce il ladro non fugge, ti viene in contro e ti neutralizza».

    Secondo lei sarebbe necessario cambiare la legge attuale?
    «Più volte si è stati portati a fare interventi di fatto poco incisivi, che non andavano a toccare la radice del problema. E’ invece necessario un drastico cambiamento del concetto di legittima difesa. Partendo, ad esempio, da un punto chiaro: non è possibile che su un tema tanto delicato ogni tribunale faccia la propria autonoma valutazione».

    Come si fa ad evitarlo?
    «E’ necessario scrivere una norma chiara, che stabilisca con nettezza quello che si può fare e quello che non si può fare. La vittima che ha figli in casa o quella che ha subito già furti, cambia il proprio atteggiamento. Quando e come questo sia ammissibile deve essere fissato chiaramente dal testo di legge. Non è pensabile che chi subisce un’aggressione si soffermi a fare ragionamenti giuridici e non ci devono più essere macchie di leopardo giurisprudenziali. Chi subisce un’aggressione deve sapere chiaramente cosa può fare e cosa non può fare. Alcuni segnali che ci danno oggi gli elettori vanno letti con chiarezza…»

    A quali segnali allude?
    «L’Italia dei valori ha lanciato una sottoscrizione su questo argomento raccogliendo un milione di firme. Ecco, non credo che chi ha aderito l’abbia fatto sulla lettera del testo, senza nulla togliere alla proposta. Questa è semmai la dimostrazione dell’altissima sensibilità che c’è sul tema. E’ necessario intervenire, e presto, evitando le demagogie».

    Non si rischia un effetto escalation, per il quale a vittime armate corrispondono aggressori armati e disposti a sparare e così via, come accade in America?
    «Non mi pare che in Italia un rischio del genere sia attuale, sono possibili soluzioni equilibrate. Bisogna comprendere la condizione dei cittadini in situazione di minorata difesa che lo Stato avrebbe dovuto proteggere e che, invece, sono stati lasciati soli».

    Ha in mente altri interventi su questo settore?
    «Ci sono alcuni interventi importanti sulla riforma del processo penale ai quali abbiamo lavorato quando ero viceministro della Giustizia e che ora potrebbero essere definitivamente approvati. Penso, in particolare, all’aumento delle pene per furti e rapine e al divieto di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti. Per reati di grande allarme sociale bisogna garantire la certezza della pena, perché i cittadini si sentano effettivamente protetti e perché le forze dell’ordine non si sentano beffate quando prendono il responsabile di un furto e questo viene immediatamente scarcerato».

     

    di: Claudia Guasco e Sara Menafra

    fonte: Il Messaggero

     

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    Marotta: Proposte Pd e Lega su #legittimadifesa non all’altezza, #Ap tra i primi a presentare ddl

    Sulla legittima difesa vogliamo ‘un testo più stringente ed efficace sia sotto il profilo della tutela dei cittadini sia sotto quello dell’efficacia dell’azione della magistratura. Siamo sicuri che, con la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari arriveremo presto all’approvazione di una buona legge. Noi lavoreremo sodo in questa direzione’, queste sono mie dichiarazioni pubbliche rese nell’aprile del 2016. Ap non è indietreggiata di un centimetro da quelle posizioni e ricordo, anzi, che siamo stati tra i primi a presentare una specifica proposta di legge sul tema, nella quale chiedevamo espressamente di ampliare il concetto di proporzionalità, prevedendo una serie di casi in cui la vittima potesse difendersi per una maggiore tutela della sicurezza del cittadino. Tutto il gruppo si è battuto affinché in commissione si adottasse il nostro testo come quello base, ritenendo quello del Pd troppo soft, tanto è vero che all’inizio ero anche relatore del provvedimento. Nel corso dell’ultima seduta, quindi, mi sono astenuto perché contrario ai due testi in discussione, non ritenendoli all’altezza della risposta da dare alla domanda di sicurezza degli italiani. Ai colleghi di Forza Italia diciamo senza polemica, che se avessero voluto avrebbero potuto sostenere in commissione il nostro provvedimento. Questi sono i fatti, il resto sono chiacchiere”. Lo afferma il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera Nino Marotta.

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    #Legittimadifesa, L’Intervista a Enrico Costa su Libero

     «È solo una scelta tecnica, Ma la norma va cambiata» 

    – «Non voglio far polemica, la mia è solo una valutazione tecnica. L’azione intrapresa dal governo riguarda solo e soltanto l’aspetto giuridico e non politico». Enrico Costa, attuale ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie del governo Renzi, ha vissuto la stagione calda del dibattito sulla legittima difesa stando in prima linea. Sino a gennaio scorso l’esponente del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano ha ricoperto il ruolo di vice ministro della Giustizia, seguendo da vicino le polemiche connesse ai numerosi casi di cronaca.

     Ministro, non mi dica che ha cambiato idea sulla legittima difesa? «Ero e resto convinto del fatto che la legge nazionale che regola la materia vada modificata, adeguandola ai tempi. Ma la questione che riguarda la Liguria è un’altra cosa». 

    In effetti il Consiglio dei ministri, su 21 leggi regionali da lei indicate, ne ha impugnate soltatno una sostenendo che la norma in tema di patrocinio legale a spese della Regione invade le competenze legislative statali nelle materie dell’ordinamento penale, delle norme processuali, nonché dell’ordine pubblico e della sicurezza…«Guardi che le stesse eccezioni le avevo sollevate anche due mesi fa con il provvedimento predisposto dalla Regione Veneto. Si tratta solo e soltanto di valutazioni tecniche e non politiche. D’altro canto saranno i cittadini a valutare la valenza di queste leggi regionali, dato che i fondi stanziati dalla legge regionale ammontano a 20 mila euro».

     Restando in materia di Giustizia, lei oggi si è occupato anche di Tribunali e revisione del personale… «”Lo Stato deve essere percepito nei suoi servizi essenziali come vicino ai cittadini quindi ogni processo di accentramento deve essere frutto di una riflessione attenta nel settore della Giustizia, come in qualsiasi altro».

    E.PA.

    Fonte: Libero Quotidiano

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    Lupi: Una nuova legge che tuteli i cittadini #Legittimadifesa

    “La legge sulla legittima difesa va rivista e l’on. Antonio Marotta, capogruppo di Area popolare in commissione Giustizia della Camera, ha presentato una proposta di legge in tal senso. La modifica riguarda la proporzionalità della reazione, concetto sacrosanto, ma che deve tener conto delle situazioni in cui la persona aggredita si trova in condizioni di minorata difesa: quando, ad esempio l’aggressore entra in casa tua di notte. E’ oggettivamente impensabile che al buio l’aggredito abbia il tempo di capire chi è quell’ombra entrata dalla finestra, che cosa abbia in mano, che intenzioni abbia e solo a quel punto possa reagire in modo proporzionato. I recenti casi di cronaca, ultimo quello della morte della signora di Ferrara aggredita dai ladri entrati nel suo appartamento, dimostrano che interpretazioni creative dell’attuale norma trasformano l’aggredito in aggressore. In questi casi allora, è bene che il legislatore precisi, ed è quello che facciamo con questa proposta di legge perché il diritto secolare a difendere se stesso e i propri cari non venga stravolto rovinando la vita di persone che hanno avuto solo la sfortuna di metterlo in pratica”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.