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    Antonio Leone: Fatto un buon lavoro. Serve l’apporto di tutti

    «Da Fi mi aspetto un apporto costruttivo. Spiace che manchi il contributo di M5S»

    ROMA Antonio Leone, del Ncd, da ex vicepresidente della Camera e attuale presidente del Consiglio di giurisdizione, è uno dei protagonisti di questo tentativo in fase avanzata di ridisegnare le regole interne di Montecitorio, fin dalla scorsa legislatura.

    Si è trovato il giusto equilibrio fra abuso di decretazione e ostruzionismo?
    Bisogna tenere conto che in certi limiti l’ostruzionismo è una prerogativa costituzionalmente protetta. La scommessa allora è di riportare questo diritto verso una contestazione nel mento del provvedimento, e non strumentale o fine a sé stessa. Questo porterebbe beneficio alla qualità dell’intero processo legislativo. Noi pensiamo che l’equilibrio sia stato trovato.

    Sui tempi degli interventi che operazione è stata fatta?
    Siamo intervenuti sui tempi morti, quelli che fra l’altro, non a caso, trovano quasi sempre un’aula deserta: ad esempio la discussione generale, che può essere in larga misura compressa o anticipata in commissione.

    Quali i temi ancora controversi?
    Come è noto il contingentamento dei tempi è previsto nel regolamento del Senato, ma non alla Camera. Ci si chiede se, prevedendo ora la procedura d’urgenza per il governo, sia opportuno o meno introdurre anche a Montecitorio tale strumento.

    Forza Italia convergerà?
    Il rinvio richiesto in Giunta per il regolamento aveva una sua logica. Arrivato ora – come chiedevano – il via libera del Senato alla riforma, se due più due fa quattro mi attendo come conseguenza ora una loro convergenza sul testo.

    E i Cinque Stelle?
    Spiace che non ci sia anche la loro convergenza. Un partito innovatore come M5S ha dato e ancor più potrebbe dare un contributo a rendere più efficiente la macchina legislativa. Lo trovo irrinunciabile per loro e auspicabile per tutti. Dispiace che non si vada in questa direzione.

    Fonte: Avvenire
    di ANGELO PICARIELLO

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    LEONE: CON 8.500 EMENDAMENTI NON SI VUOLE DIALOGO

    Antonio Leone: Se si presentano 8.500 emendamenti sulla riforma del Senato, è evidente che non si vuole il dialogo. Ed è altrettanto chiaro che il presidente del Senato debba ricorrere al contingentamento. Il M5S sembra il cane che si morde la coda. Accusa il governo di fare troppi decreti, ma non vuole il cambiamento.

    L`errore di Renzi è aver detto, all`inizio, di voler abolire il Senato perché costa troppo, ma poi è stato costretto ad aggiustare il tiro, parlando di ridimensionamento. Se si parla di ridimensionamento del bicameralismo,possiamo poi affrontare anche altre riforme, tra le quali quella presidenziale. Ma se ci si limita al ridimensionamento del Senato e si lasciano le sue funzioni così come sono oggi, allora siamo di fronte ad una vicenda kafkiana.

  • Antonio Leone

    Leone: chiediamo quanto concesso ad altri

    Leone: Non ha sbagliato Renzi a parlare di Europa dell’anima, ma non bisogna trascurare l’obiettivo piu’ importante che e’ l’Europa politica, per la quale la Germania non sembra ancora molto disposta. L’Italia tuttavia puo’ trarre dalla rottura dell’asse fra Francia e Germania, all’origine di quasi tutti i problemi che abbiamo davanti, utili spunti per realizzare cio’ che legittimamente chiede: una flessibilita’ non finalizzata a ad aumentare gli sprechi e la spesa pubblica, ma destinata agli investimenti, solo con i quali e’ possibile la crescita. Noi chiediamo, senza violare gli accordi che abbiamo sottoscritto e che rispettiamo, che ci venga riconosciuto quanto concesso dall’Europa ad altri paesi, Germania compresa. Percio’ stiamo seriamente lavorando alle riforme”. Lo ha detto Antonio Leone, deputato del Nuovo Centrodestra, ospite di Coffee Break su La7.

  • Antonio Leone

    Leone: Inquadrare nuove norme in riforma gustizia

    Che i magistrati debbano rispondere civilmente dei loro errori, e’ una vecchia battaglia del centrodestra, oltretutto nel rispetto di una direttiva europea. Quindi sono il primo a essere d’accordo su questa necessita’. Ma e’ anche vero che provvedimenti di questo tipo vanno inquadrati in un contesto piu’ ampio e organico che e’ quello della riforma della giustizia”. Far pagare a un magistrato i propri errori gravi, non lede in alcun modo l’autonomia della magistratura, ne’ deve costituire una vendetta politica o scontro fra poteri dello Stato”. Lo ha detto Antonio Leone, deputato del Nuovo Centrodestra, ospite di Coffee Break su LA7. ”Certo, i franchi tiratori del Pd che alla Camera hanno fatto passare l’emendamento in parola, non sono dimostrazione di coerenza, ma sono problemi interni, segno di un certo malessere, che certamente non si risolvono con censure o allontanamento di chi dissente dalle commissioni in cui opera” ha concluso Leone.

  • Antonio Leone

    Antonio Leone: legge elettorale e abolizione del Senato non possono procedere separate

    Roma, 4 marzo 2014 – “Sulla nuova legge elettorale ora deve essere Renzi a fare chiarezza con la sua maggioranza e soprattutto nel Pd. A nessuno può sfuggire che se si andasse a votare con l’Italicum andremmo incontro a un doppio ballottaggio alla Camera e al Senato, oltretutto fra coalizioni probabilmente diverse nei due rami del Parlamento. Un pasticcio difficile da districare. Ecco perché legge elettorale e abolizione del Senato non possono procedere separate. Poi si può andare al voto quando si vuole e noi del Nuovo Centrodestra siamo pronti a questo, anche a ritornare alle urne con il sistema sopravvissuto alla sentenza della Consulta. Ma ora è il momento che siano stanati i tanti gattopardi che lavorano prima a sabotare il governo, poi perché tutto resti come prima, cioè nel più totale disordine”. Così, Antonio Leone, deputato del Nuovo Centrodestra e membro della commissione Affari Istituzionali.

  • Bianchi, Roccella, Calabrò, Leone: Al Ministro della Salute

    Roma, 11.02.2014

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro della Salute.

    Per sapere, premesso che:

    • l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust), sin dal febbraio 2013, sta conducendo una indagine per accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza esistente tra le società dei gruppi Roche, produttrici del farmaco Avastin, e Novartis, produttrici del farmaco Lucentis; entrambi detti farmaci rappresentano trattamenti per la maculopatia, malattia degenerativa della retina;

    • la Società Oftalmologica Italiana (SOI), attraverso svariati comunicati diffusi dai media, ha segnalato l’esistenza di un cartello tra i gruppi Roche e Novartis per impedire l’uso sul mercato dell’Avastin, a favore del Lucentis; dagli stessi comunicati emerge l’equivalenza sia in termini di sicurezza, che di efficacia terapeutica dei due farmaci, nonché viene resa nota la rilevante differenza di costo esistente; in particolare, la SOI segnala che Avastin costa 60 volte meno del Lucentis: una iniezione al mese di Lucentis costerebbe 1.000 euro, rispetto ai 15 euro di Avastin;

    • la medesima Società ha pubblicamente chiesto che il farmaco Avastin sia reinserito nell’elenco dei farmaci previsto dalla legge n. 648 del 1996, affinché ne sia consentita l’erogazione a totale carico del SSN, come avviene per i farmaci di cui al predetto elenco, impiegati anche per una indicazione diversa da quella autorizzata;

    • il rappresentante del Governo, nella seduta del 27 novembre 2013, rispondendo ad una interrogazione orale in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, ha comunicato che, con decisione del 18 ottobre 2012, l’AIFA ha escluso l’Avastin dall’elenco dei farmaci rimborsabili ai sensi della legge n. 648 del 1996, in quanto porrebbe problematiche sotto il profilo della sicurezza dei pazienti -:

    se il Ministro interrogato, al fine di garantire effettività delle cure e, nel contempo, ridurre i costi a carico del SSN, non intenda adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria per verificare la sussistenza dei presupposti per il reinserimento del farmaco Avastin nell’elenco di cui alla legge n. 648 del 1996.

    on. Dorina Bianchi

    on. Eugenia Roccella

    on. Raffaele Calabrò

    on. Antonio Leone