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    #Migranti, Pizzolante: Stop flussi e rispetto diritti in #Libia vanno pari passo

    “Il fenomeno migratorio oggi è un’emergenza mondiale, epocale. Ci sono questioni geopolitiche di territori lontani da noi, dell’Africa subsahariana, che generano una spinta che riguarda centinaia di milioni di persone. E’ chiaro che, fatta questa premessa, c’è un serio problema di integrazione ma anche di transizione, di come gestire questo fenomeno. Le nostre comunità nazionali non sono nelle condizioni di poter integrare tutti. Noi siamo già a livelli di guardia”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati di Ap, Sergio Pizzolante, intervenendo a Coffee Break su La7.

    “Per quanto riguarda il problema del rispetto dei diritti umani è chiaro che, quando iniziamo a fare accordi con la Libia per fermare i flussi migratori, la comunità internazionale deve poter entrare dentro questi centri libici e mettere ordine in quelle strutture. Le due cose vanno fatte insieme. L’una non esclude l’altra”, ha concluso.

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    #LIBIA, ALLI: #HAFTAR? DIPENDE DA AL-SISI. NECESSARIO RICUCIRE CON #EGITTO

    “Le parole e le minacce del generale Haftar, confermate al Corriere della Sera, dimostrano che è necessario ricucire i rapporti tra l’Egitto e l’Italia, che, senza dimenticare il caso Regni, deve avere nuovamente un ambasciatore a Il Cairo. Ne va della nostra possibilità di continuare a giocare un ruolo internazionale nel Mediterraneo”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E spiega: “L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi, al-Sisi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Questo significa che Haftar si muove solo con in accordo con al-Sisi, e le sue parole di oggi sembrano scritte sotto dettatura. Né si possono escludere influenze francesi in queste posizioni anti italiane”.

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    #LIBIA, ALLI: MISSIONE ITALIA E’ AZIONE DIPLOMATICA CONCRETA. SBAGLIATO PARLARE DI INTERVENTO MILITARE

    “La partecipazione dell’Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia costiera Libica è un’operazione che risponde ad un’esigenza importante e fondamentale di sostegno alla azione delle autorità libiche e costituisce un tassello importante di un mosaico più vasto dove il ruolo dell’Italia è indispensabile per ricondurre a unitarietà una serie di attività bilaterali. È un’iniziativa diplomatica concreta: non è un’azione militare come è stato detto, è un’azione di supporto ad un Governo senza interferire nella sovranità libica. Non è un’operazione di blocco navale ma un’operazione che sta dentro regole chiare internazionali”. Così Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato in Commissione Esteri di Alternativa Popolare, nel suo intervento in Aula in dichiarazione di voto a nome del Gruppo Parlamentare in merito alla risoluzione di maggioranza e alle parti di risoluzioni sulle quali il Governo ha espresso parere favorevole.

    “La stabilizzazione della Libia – ha proseguito – è un obiettivo strategico di lungo periodo ed è importante per l’equilibrio dei rapporti nel Mediterraneo e, quindi, per la sicurezza nostra e dei nostri cittadini. Questa operazione va inquadrata nel contesto di tutta quell’azione per lo sviluppo dell’Africa che ha nell’Italia un punto di riferimento. La presenza e l’azione dell’Italia sono irrinunciabili, anche per l’evidente credibilità dell’Italia nel rapporto con la Libia: siamo stati tra gli ultimi a chiudere l’ambasciata, i primi a riaprirla. Infine, è utile ricordare una serie di iniziative che il Ministro degli esteri Alfano ha realizzato negli ultimi mesi, come l’incontro tra i Presidenti dei Parlamenti di Tobruk e di Tripoli a Roma, l’incontro con i Paesi di transito e il forum italo-libico di Agrigento. E anche auspicabile che il governo intensifichi i rapporti con la NATO, che ha recentemente istituito la direzione strategica per il Sud con sede presso la base di Napoli. Questo è un segnale politico importante di attenzione dell’Alleanza Atlantica sul versante meridionale e va accolto come una nuova opportunità di collaborazione, anche per la stabilizzazione della Libia”.

    E ha concluso: “Se vogliamo continuare a giocare un ruolo internazionale nell’area del Nord Africa, non possiamo prescindere da un rapporto con l’Egitto ed è necessario che l’Italia abbia nuovamente un ambasciatore a il Cairo. L’Egitto è, tra i tanti attori della vicenda libica, quello da cui non si può assolutamente prescindere, perché al-Sisi non può controllare il confine del Sinai, il confine del Sudan, il Mar Mediterraneo e il confine della Libia. Quindi è disponibile anche alla separazione in due o in tre parti della Libia, purché il generale Haftar gli garantisca l’impermeabilità del confine con la Cirenaica. Quindi, questo significa che Haftar si muove solo in accordo con al-Sisi”.

  • Paolo Alli

    #LIBIA, ALLI: DA ALFANO IMPORTANTE INIZIATIVA RICONOSCIUTA ALL’ESTERO MA NON IN ITALIA

    Il ministro Alfano sta portando avanti un lavoro significativo e importante per la risoluzione della questione in Libia. I colloqui avvenuti a Roma tra il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aghila Saleh ed il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli, Abdulrahman Swelhi hanno costituito un segnale fondamentale nel delicato processo di stabilizzazione della Libia. L’iniziativa di Angelino Alfano segna un passo importantissimo in un percorso molto complesso, che certamente richiederà ancora molte mediazioni e molta fatica ma che non può prescindere dalla ricerca di una soluzione politica”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e deputato di Alternativa Popolare.

    L’iniziativa del Ministro – aggiunge – ha avuto un incondizionato apprezzamento da parte di moltissimi osservatori stranieri. Purtroppo, però, sulla stampa italiana non c’è stata altrettanta eco. Nel nostro Paese, sempre pronto alla critica distruttiva, evidentemente è difficile riconoscere la positività di una iniziativa come quella voluta e favorita dal ministro Alfano”.

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    ALLI: LIBERAZIONE ITALIANI RAPITI IN LIBIA FRUTTO COLLABORAZIONE DIPLOMATICA CON ITALIA

    Roma, 5 novembre 2016. “La liberazione di Danilo Calonegro e Bruno Cacace, i due tecnici italiani rapiti in Libia, è il frutto di una efficace collaborazione diplomatica tra l’Italia e la Libia. Ringraziamo, dunque, le forze di sicurezza del Consiglio presidenziale della Libia che hanno effettuato l’operazione e, in particolare, la Farnesina e le nostre unità diplomatiche per aver sempre tenuto desta l’attenzione. Questo episodio dimostra come la diplomazia sia sempre la soluzione migliore per i conflitti e le situazioni più difficili. Ora sarà la magistratura a far luce su quanto accaduto”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato. 

  • Alessandro Pagano

    PAGANO: BENE PAROLE BAN KI MOON, ORA RENZI E GENTILONI RECLAMINO GUIDA ITALIA SU PROCESSO DI PACE

    “In Libia siamo ormai alle battute conclusive sul via libera da parte di Tripoli e Tobruk all’accordo per un governo di unità nazionale. L’appello di Ban Ki Moon ai leader libici va sostenuto con forza da parte di tutti. Così come vanno enfatizzate le parole del segretario Onu in merito al fondamentale ruolo dell’Italia. Proprio per questo il premier Renzi e il ministro Gentiloni devono esercitare tutta la propria moral suasion in queste ore presso gli organismi internazionali affinché il nostro Paese sia la guida nel processo di pace e sviluppo che, speriamo presto, coinvolgerà la Libia”.

  • pagano_ncd

    PAGANO: ACCORDO IN LIBIA PRIMO PASSO, STABILITÀ STRATEGICA PER ITALIA

    (DIRE) Roma, 9 ott. – “L’accordo sui nomi per il governo di unita’ nazionale in Libia e’ una grande notizia, ma si tratta solo dello ‘start’, del punto di partenza. Adesso, per suggellare gli sforzi di questi quattordici mesi, i libici devono fare un altro passo insieme in avanti, approvando questa intesa.

    Eventuali defezioni anche di singole forze o singoli parlamentari andrebbero solamente contro l’interesse della stessa comunita’ libica”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Alessandro Pagano.

    “In merito fa bene il ministro Gentiloni – prosegue – a ribadire l’importanza per l’Italia del futuro della Libia e il pieno impegno a contribuire per consolidarne il processo di pace e di sviluppo. E deve essere chiaro che gli sforzi in politica estera di Renzi e del nostro Governo vanno concentrati principalmente proprio sulla Libia, che e’ a soli 300km dall’Italia. E’ opportuno ricordare infatti – conclude Pagano – che la sua stabilita’ e’ per noi fondamentale al fine mitigare l’emergenza immigrati, nel contrasto agli scafisti per cui serve il via libera di un governo libico per avviare la fase 3 della missione EunavFor Med che prevede che le navi militari europee possano entrare in acque libiche, nella guerra al terrorismo”.

  • Alessandro Pagano

    Pagano: Necessario chiudere accordo Libia e ricucire con Russia

    “Due sono le situazioni internazionali che vanno necessariamente sbloccate quanto prima: lo stallo in Libia per arrivare a un accordo sul tanto auspicato governo di unità nazionale e l’uscita della Russia dall’isolamento. Putin, piaccia o non piaccia, infatti è già tornato sulla scena ed è sempre più chiaro che per risolvere le principali crisi internazionali (dalla Siria alla minaccia terroristica, dalla stessa Libia all’emergenza immigrati) non si possa prescindere dalla Russia. In questo scenario, un ruolo importante può essere ricoperto dall’Italia. Pertanto è indispensabile che Renzi e Gentiloni si adoperino in ogni sede e attraverso una forte personalità in politica estera che favorisca il riallacciarsi del dialogo di Usa ed Europa con la Russia, pur con tutte le cautele del caso dato che, sicuramente, Putin venderà cara la pelle. Di contro lo stesso Putin deve capire che qualche concessione dovrà pur farla”. Lo dichiara l’on. di Area popolare (Ncd-Udc) Alessandro Pagano.

  • Pagano: In Libia si muova consiglio sicurezza Onu, coinvolgere la Russia

    “Lo scenario che emerge in Libia vede il governo riconosciuto di Tobruk serio e collaborativo per giungere a un accordo di unita’ nazionale, Tripoli esattamente l’opposto. La comunità internazionale non si faccia quindi prendere in giro ma, soprattutto, non si perda altro tempo prezioso”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Alessandro Pagano.

    “Il terrorismo incalza e anche il flusso di profughi e migranti via mare non accenna a diminuire. Si provino dunque – prosegue Pagano – tutte le mediazioni possibili all’interno del consiglio di sicurezza dell’Onu anche con l’aiuto della Russia, e si decida cosa fare. E’ chiaro infatti che in Libia come in Siria, e lo ha ricordato bene oggi il presidente Casini, non si puo’ prescindere dalla Russia per trovare una soluzione a queste emergenze geopolitiche”.

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    Pagano: Renzi assuma iniziativa, Tobruk conferma fallimento colloqui inviato Onu

    “Renzi deve prendere in mano il dossier Libia, il nostro Governo deve portare a Roma la sede della mediazione per trovare un accordo tra le opposte fazioni. Da notizie di stampa apprendiamo infatti che il governo di Tobruk si è rivolto all’Arabia Saudita per sponsorizzare il dialogo con Tripoli, a seguito dell’ennesimo fallimento della mediazione di Bernardino Leon”. Così il deputato di Area popolare Alessandro Pagano. “Da mesi constatiamo lo stallo sostanziale dei colloqui promossi dall’inviato speciale dell’Onu. Ma, come ribadito sin dall’inizio – aggiunge Pagano – l’Italia non può permettersi il lusso che si perda altro tempo. Gli attacchi dell’Isis si fanno sempre più frequenti, adesso hanno preso di mira Misurata per cercare di avere uno sbocco sul Mediterraneo. Di fronte a questa inerzia e inconcludenza di risultati l’unica via da seguire, per non trovarsi ancora una volta a subire le decisioni altrui, è quella di prendere noi l’iniziativa”, conclude il parlamentare di Ap.