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    Lorenzin: Studiamo con le Regioni l’eliminazione del ticket – Intervista a Il Messaggero

    Non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra.

    Impediremo la riforma del catasto non si può colpire di nuovo la casa.  

    Ministro Lorenzin, Alternativa popolare è appena nata e già scendete sul sentiero di guerra? «Guerra? Dal 2014 siamo stati la forza più responsabile e continuiamo ad esserlo. Il governo è la garanzia non solo della stabilità, ma dell’attuazione delle riforme degli ultimi tre anni, così come di arrivare alla fine della legislatura con una legge elettorale che non consegni il Paese al caos. Ma non possiamo accettare che l’asse della proposta politica venga strattonato a sinistra. La barra deve restare dritta sulla crescita, con l’ambizione di impedire che l’Italia venga consegnata ai populisti».

    Alfano ha ricordato a Gentiloni che il governo non è un monocolore Pd… «Già. L’esecutivo deve governare nell’interesse degli italiani, volando alto. E deve tenersi alla larga delle vicende interne ai partiti che si consumeranno inevitabilmente nei prossimi mesi, ma anche i partiti devono fare lo stesso. Sono sicura che Gentiloni saprà trovare la sintesi nella coalizione e nel Paese».

    Nessuno crede alle minacce dei centristi, nessuno pensa che potreste davvero aprire una crisi. «Il tema non è la crisi, ma fare le riforme ed evitare di galleggiare un anno. Noi ci siamo, vogliamo come sempre incidere sui temi. Per questo sui voucher abbiamo fatto passare in Consiglio dei ministri, per senso di responsabilità, una norma che non ci mandava a fare un referendum al buio su una materia importante come il lavoro. Ma allo stesso tempo abbiamo avanzato una proposta per evitare il vuoto normativo che lascerebbe milioni di lavoratori senza una tipologia contrattuale. Abbiamo proposto l’estensione del lavoro a chiamata, il coupon lavoro per le famiglie e il volontariato e i mini contratti alla tedesca. Proposte concrete per problemi reali».

    E se non veniste ascoltati? «Perché non dovrebbero ascoltarci? Diciamo cose di buonsenso e abbiamo la forza nel governo e in Parlamento per farci sentire. Non possiamo più permettere che il ceto medio che sta soffrendo, che si è impoverito in Italia come nel resto d’Europa, non abbia una voce costruttiva. La classe media va tutelata e siamo, saremo, noi a farlo. Ad esempio impediremo l’approvazione della riforma del catasto così com’è stata ipotizzata in questi giorni».

    Perché? «Per come è stata disegnata, si rischia una nuova stangata per i proprietari degli immobili. Se non si sta attenti a come le nuove norme incidono sulla popolazione, si va a impattare sugli anziani, sulle famiglie che in passato hanno acquistato una casa come bene rifugio. Serve attenzione, prudenza. Non si può colpire fiscalmente di nuovo la casa».

    Tra le vostre rivendicazioni c’è anche la legge sulla legittima difesa. Qual è lo spirito? «Non certo di trasformare gli italiani in sceriffi. Ma vogliamo tutelare i cittadini aggrediti in casa propria: aumentando le pene per la violazione di domicilio, escludendo il risarcimento del danno subito da chi si introduce nel domicilio altrui e cancellando l’eccesso colposo di legittima difesa in caso di violazione di domicilio».

    Oggi inizia la road map per la revisione dei ticket sanitari. Quale sarà l’approdo? «Il mio obiettivo è quello di dare una risposta al 6,5% di italiani che, come ricorda Eurostat, non riesce ad avere accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie nonostante le riforme messe in campo che ampliano l’offerta di terapie gratuite per gli assistiti. Sono cittadini, prevalentemente residenti al Sud, anziani e in condizione di disagio, nuovi poveri, famiglie numerose o monoreddito. Persone che fino a pochi anni fa non avevano questi problemi e che oggi pagano il prezzo della crisi economica e rinunciano alle cure e non riescono a sostenere neppure i ticket. Spesso sono invisibili che non riescono più a far valere i propri diritti fondamentali».

    In concreto? «Oggi proporrò alle Regioni un tavolo tecnico misto per arrivare entro l’estate ad una proposta di revisione condivisa e innovativa. Abbiamo come punto di riferimento il patto della salute che prevede un sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria equo e sostenibile per le famiglie. Non escludo neanche una graduale eliminazione del ticket o una sua specifica destinazione a favore dell’assistenza agli anziani o alle famiglie in difficoltà. Sono ipotesi che analizzeremo nel tavolo tecnico».

    La Direzione di Ap chiede una legge elettorale senza ricatti. Chi ricatta? «La nostra proposta è sul tavolo: vogliamo trasferire l’Italicum della Camera al Senato, con uno sbarramento al 3% e il premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista. La rappresentanza va garantita, contemperandola con la governabilità e gli sforzi di aggregazione».

    Ap con chi si alleerebbe? «Le alleanze si fanno sui programmi, il sentimento comune e i valori condivisi. Le sommatorie algebriche non hanno anima. Sabato ci allargheremo ai centristi di Casini, ci candidiamo a rappresentare il Partito popolare europeo in Italia. Poi partiamo con le primarie del centro liberal popolare a cui abbiamo già avuto adesioni. Cerchiamo un’aggregazione che parta dal basso e riparli al primo partito degli italiani: gli astenuti. Il nostro obiettivo è dare una voce al ceto medio che in questi anni è stato intercettato dai populisti che hanno giocato sulla rabbia e sulla paura di una crisi globale, senza offrire proposte per migliorarne la condizione sul fronte del welfare, della riduzione del peso fiscale, degli aiuti a giovani e famiglie. Oggi ci sono decine di migliaia di giovani coppie che non si possono permettere di avere un bambino perché non hanno un reddito sufficiente. Questo è il tema del presente e del prossimo futuro. Dobbiamo mettere in campo nuove idee per sostenere il lavoro e il reddito delle famiglie con figli. Penso alle soluzioni francesi e tedesca, dare risorse economiche e servizi per il sostentamento dei bambini».

    Quanto vi spaventa il ritorno di Renzi? «Spaventati? Renzi ha inaugurato una stagione riformista che abbiamo condiviso convintamente. Se il Pd torna ad avere una guida forte, e finisce la conflittualità interna, è un bene per tutti. Ma noi non ci occupiamo del Pd, la nostra mission è costruire un centro liberale e popolare».

     

    di: Alberto Gentili

    fonte: Il Messaggero

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    Bosco: Bene #Lorenzin. Riordino rete ospedaliera #Sicilia ottima notizia

    Il riordino della rete ospedaliera siciliana è un’ottima notizia e un plauso va al ministro Lorenzin e ai vertici della regione che hanno avviato una proficua collaborazione arrivando ad un risultato importante. Si tratta di un passo in avanti importante che garantirà un servizio più adeguato ed equo ai cittadini siciliani ed una qualità dell’offerta sanitaria più rispondente ai principi di qualità e sicurezza. Ma c’è di più. Con il riordino varato oggi si aprirà la strada anche a nuove assunzioni di personale sanitario, così come stabilito nella legge di stabilità del 2016, e allo sblocco del turn over” lo dichiara, in una nota, Nino Bosco, deputato siciliano di Alternativa popolare.

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    #Sanità, Misuraca: Per rete siciliana nuova epoca. #Ap decisiva, grazie a #Lorenzin

    “Con il suggello del Ministero della Salute, per la sanità siciliana da oggi si apre una nuova epoca: la nuova rete ospedaliera è realtà. Qualità, merito, efficienza, ottimizzazione sono le parole chiave del nuovo corso. Un plauso al ministro Lorenzin e a quanti hanno consentito di raggiungere questo significativo risultato. Alternativa popolare rivendica un ruolo decisivo quale cerniera politico-istituzionale nel confronto tra Regione e Stato. Da oggi prenderà il via il percorso che consentirà la stabilizzazione di migliaia di precari nella sanità e successivamente nuove assunzioni, aprendo la strada ai tanto attesi concorsi. Un piano che viene incontro alle richieste degli operatori e che, soprattutto, risponde alla domanda di salute proveniente dal territorio, valorizzando i presidi di prossimità, con una dotazione complessiva di oltre 18 mila posti letto tra acuti e postacuti. Da oggi la sanità siciliana si avvia a intraprendere finalmente quel percorso virtuoso che, in pochi anni, potrà portarla ad essere competitiva e protagonista nel panorama sanitario nazionale”. E’ quanto dichiara il deputato di Ap Dore Misuraca.

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    Minardo: Bene #Lorenzin su ospedali #Modica, #Ragusa e #Vittoria

    Il Ministero della Salute “corregge” un’altra discordanza contenuta nel piano sanitario della rete ospedaliera regionale della Sicilia che poco fa ha approvato definitivamente. Un altro refuso che, immediatamente dopo il parere favorevole al documento dalla commissione sanità all’Ars, ho segnalato insieme al sindaco di Modica Ignazio Abbate, con una nota inviata lo scorso venerdì al Ministro Lorenzin e che tempestivamente ha rivisto dando parere favorevole e inserendo una specifica prescrizione. Si tratta dell’attivazione di 8 posti letto di astanteria o meglio conosciuti di osservazione breve intensiva al pronto soccorso, non previsti stranamente dalla nuova rete ospedaliera deliberata alla Regione, fattore che confliggeva innanzitutto con i numeri, con i posti letto invece previsti per Ragusa e Vittoria e con l’elevazione del pronto soccorso a Dea, dipartimento emergenza, di primo livello. Un altro buon risultato raggiunto in extremis grazie all’intervento del Ministro Lorenzin che ha immediatamente ovviato a questa ulteriore “difformità”. In definitiva un piano che erige gli ospedali riuniti di Modica e Scicli a spoke, rispetto alla assurda prima ipotesi che prevedeva il declassamento voluto dalla regione ad ospedale di base, che guadagnano gli 8 posti di OBI, 10 di neurologia e 4 di oncologia al Maggiore e 10 di medicina al Busacca e perdono il reparto di malattie infettive. Avere tre spoke in provincia di Ragusa deve significare una cosa in assoluto: assicurare a tutti i cittadini, ovunque si trovino, una tempestiva ed efficace assistenza, specie nelle ipotesi di patologie acute gravi, a tutela della loro vita e della loro salute, ciò sarà possibile solo se si riesce sin da subito ad attuare il piano seguendo le linee programmatiche al fine di equilibrare l’offerta sanitaria. Ringrazio Beatrice Lorenzin, ministro della salute, per l’attenzione prestata all’ospedale della mia città e per aver contribuito in maniera risolutiva e determinata ad evitare ciò che sarebbe apparso uno scippo ingiustificato e senza un valido motivo. Così in una nota il deputato di Alternativa popolare, Nino Minardo.

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    Garofalo: Da #Lorenzin scelta coraggiosa per diritti #malati

    Un plauso al Ministro Beatrice Lorenzin per una scelta coraggiosa con la quale dimostra, ancora una volta e concretamente, di mettere al centro della sua azione il diritto alla salute dei malati“. Così il deputato di Alternativa Popolare, Vincenzo Garofalo.
    “La circolare che permette l’importazione di farmaci autorizzati all’estero dà speranza a chi fino ad oggi non ha potuto curarsi in Italia e rende più facile l’accesso alle cure. Un grande gesto di civiltà e di rispetto verso i malati”.
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    Misuraca: Bene #Lorenzin su acquisto superfarmaci dall’estero

    “Il via libera alla possibilità di acquistare e importare dall’estero i cosiddetti superfarmaci come quello per l’epatite C è un’ottima notizia. Il ministro Lorenzin ancora una volta ha mostrato con tempestività grande attenzione alla libertà e all’effettività delle cure dei pazienti. Con la circolare emanata oggi dal Ministero, un altro muro burocratico è stato abbattuto per una sanità davvero vicina ai cittadini”. Lo dichiara il deputato di Ap Dore Misuraca.
     
  • Sergio Pizzolante

    PIZZOLANTE: BENE #LORENZIN, VOTO SIA A SCADENZA NATURALE. #ELEZIONI.

    “Il Ministro Lorenzin ha perfettamente ragione o si andava al voto a febbraio dopo il risultato del referendum oppure, con la formazione del nuovo governo, si deve andare a scadenza naturale. È grave che settori importanti della maggioranza dimostrino poca attenzione al nuovo governo, proprio nel momento in cui sembra che gli italiani ne apprezzino l’operato. Dopo 6 mesi di campagna referendaria non possiamo permetterci altri sei mesi di scontri elettorali con una legge che ci consegnerebbe un Paese ingovernabile.

    Lo dichiara in una nota il Vicepresidente del Gruppo Area popolare, Sergio Pizzolante, che continua : “Inoltre, l’esplosione dei populismi in Europa e nel mondo richiede, alle forze politiche responsabili, una nuova capacità di lettura della realtà e una proposta convincente per il futuro. Non la fretta per una rivincita impossibile. Mario Draghi ha detto cose importanti sulla crescita, sull’euro, sull’Europa e sui populismi. Sia un esempio per tutti coloro che hanno la grande responsabilità di non consegnare l’Italia a Grillo e Salvini”, conclude Pizzolante.

     
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    Lorenzin: Il voto anticipato è un salto nel buio – Intervista a Il Messaggero

    Lorenzin: «L’Italia sia baluardo contro i populismi». «Sono altre le priorità dei cittadini: il terremoto, le emergenze sociali…».

    Si allarga il fronte, nel governo, contrario alle elezioni anticipate. Dopo Carlo Calenda, esce allo scoperto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.  «Il voto anticipato è un azzardo, può rivelarsi una corsa verso il buio», sostiene l’esponente centrista, «siamo rimasti tra i pochi Paesi che può fare da baluardo nel 2017 contro i populismi».  E ancora: «Le priorità dei cittadini adesso non sono le elezioni. Occorre dare risposte concrete alle emergenze sociali, ai terremotati. Bisogna dare attuazione al piano sull’immigrazione per fronteggiare gli sbarchi estivi e mettere in sicurezza il sistema bancario. In più cadere adesso in campagna elettorale indebolirebbe il Paese nella trattativa per un’Europa a più velocità: il rischio è di essere tagliati fuori dal gruppo di testa».

    Eppure, ministro, nonostante le numerose frenate c’è ancora un gran parlare di elezioni a giugno e di legge elettorale da fare in tutta fretta. Cosa ne pensa? «Bisogna ripartire dal confronto con tutti, superando steccati ideologici e seguire il percorso tracciato dal presidente Mattarella, armonizzando i due sistemi elettorali di Camera e Senato aspettando le motivazioni dalla Consulta per cogliere con attenzione i moniti che verranno della sentenza. E’ giunto il momento che la politica si prenda le sue responsabilità e proceda in Parlamento a varare leggi elettorali nuove ed omogenee che garantiscano governabilità e stabilità al Paese per i prossimi anni. Il rischio è di finire come la Spagna, restata senza governo per più di un anno».

    Renzi penserà che sia la temuta melina…  «Non si tratta di melina o prendere tempo, ma soltanto di essere seri verso gli italiani e tutti gli elettori di qualsiasi schieramento. Andare alle elezioni in modo affrettato e senza che vi sia un percorso in sicurezza minerebbe in modo serio la tenuta dell’Italia».

    Il suo collega Calenda ha lanciato lo stesso allarme. «E’ una questione di buonsenso. Messo in sicurezza il percorso e le riforme fatte durante il governo Renzi, che ha affrontato una stagione di riforme senza precedenti, a decidere quando sarà il momento più giusto per votare saranno il Parlamento e il presidente della Repubblica. In questa fase particolare parlare di legge elettorale è doveroso, ma bisogna avere come stella polare i bisogni reali degli italiani che sono altri. Occorre dare risposte concrete alle emergenze sociali, ai terremotati cui bisogna essere ogni giorno accanto per verificare l’attuale applicazione del decreto varato affinché in tempi brevi vi sia una ricostruzione di tutto ciò che possa consentire ancora a quei luoghi e a quei concittadini di essere comunità come hanno diritto».

    C’è chi, contro le elezioni, gioca come Cicchitto la carta dell’allarmante stagione internazionale. Dopo l’elezione di Trump, c’è il rischio-contagio in Francia… «Ha ragione. Abbiamo appuntamenti internazionali cruciali, siamo rimasti tra le pochissime nazioni che può fare da baluardo nel 2017 contro i populismi. Bisogna guardare allo spread che aumenta e specula sulle instabilità politiche. E, peggio ancora, l’Italia potrebbe vivere un nuovo downgrade del suo rating in una corsa verso il buio senza aver messo prima in sicurezza il suo sistema bancario. In più non va dimenticato il piano sull’immigrazione cominciato dal ministro Alfano che in questa fase, col nuovo piano del ministro Minniti, si troverà a fronteggiare gli sbarchi estivi».

    Diranno che è attaccata alla poltrona. «Poltrona? Piuttosto sono attaccata alla ragione. Come si può fare tutto ciò che ho elencato in piena campagna elettorale? E poi mi chiedo: che senso ha avuto far nascere questo governo se non gli si da nemmeno il tempo per affrontare le emergenze sociali? Allora aveva ragione Alfano che sarebbe stato meglio rimanere col governo Renzi dimissionario e andare al voto a febbraio. Ma ora lo ritengo francamente azzardato. E c’è dell’altro».

    Cos’altro c’è? «Sono preoccupata. Viviamo una fase di scorribande straniere e tentativi di acquisizione di aziende strategiche nel nostro Paese. E non si può non mettere in agenda un piano che tuteli quelli che rappresentano gli interessi nazionali. E poi ora che si parla di un’Europa a diverse velocità cadere in campagna elettorale indebolirebbe il Paese in una fase cruciale per il nostro posizionamento: rischiamo di essere tagliati fuori dal gruppo di testa, rischiando esclusioni e marginalità. Al di là della nostra volontà queste scelte cruciali si giocano in questa manciata di mesi».

    Torniamo alla legge elettorale. Cosa ne pensa della proposta di Franceschini e Romani a favore del premio di coalizione e non di lista? «Sono d’accordo. E apprezzo l’impegno in tal senso anche di chi viene da una cultura diversa dalla mia, ma comprende meglio di altri che per riaprire una stagione riformista serve anche un alleanza moderata».

    L’approdo è un alleanza che da sinistra arrivi fino al Nuovo centrodestra? «E’ prematuro parlarne adesso. E di sicuro non è più tempo di parlare di alleanze in chiave “centro sinistra” o “centro destra”. Ncd è un partito di centro distante dalla destra e distinto dalla sinistra. I nostri sono i valori dei popolari europei, l’orizzonte è quello di una politica che mette al centro la persona. E in ogni caso non bisogna avere paura del voto anticipato, ma nemmeno sottovalutare gli effetti di una brutta legge elettorale».

    Con il passare dei mesi però Renzi teme di indebolirsi? «Non sono d’accordo. E penso che Renzi sia una risorsa non solo per il suo partito, ma per l’intero Paese».

    Alle elezioni con chi si alleerà il suo partito? «Ora bisogna tutti fare un passo indietro, sedersi a un tavolo e dare innanzitutto risposte ai cittadini. Le alleanze verranno poi e si formeranno in base ai programmi, come la difesa del nostro sistema sanitario e l’abbassamento della pressione fiscale a famiglie e ai lavoratori cui non si può chiedere oltre. Solo così si potranno anche dare le risposte serie che attende l’Europa e varare anche in tempi rapidi una manovra correttiva che non impatti sui cittadini e non incida sugli investimenti strategici, ma riparta dalla spesa pubblica».

     

    di: Alberto Gentili

    fonte: Il Messaggero

     

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    MINARDO: GRAZIE A #LORENZIN, OSPEDALE MAGGIORE SARÀ “SPOKE”

    “Comunico con soddisfazione di avere appena parlato con il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e di avere ricevuto l’attesa notizia che è stato mantenuto l’impegno di scongiurare il declassamento a ‘ospedale di base’ del Maggiore di Modica che sarà ‘spoke’ come gli altri ospedali della nostra provincia. Un risultato eccellente, frutto della positiva interlocuzione avuta ieri dal Ministro con la Regione e che rende giustizia ai parametri tecnici dell’ospedale ‘Maggiore’ e agli ospedali riuniti Modica/Scicli, presupposto fondamentale per l’ottenimento del risultato. Ringrazio il Ministro Lorenzin, per avere mantenuto l’impegno che aveva assunto con me, innanzi ai sindaci di Modica e Rosolini e agli altri primi cittadini che hanno sostenuto questo obiettivo. Adesso, continuerò a vigilare perché si giunga al completamento definitivo di ogni passaggio a tutela dell’intera sanità e degli ospedali della nostra provincia.” Così in una nota il deputato di Area popolare, Nino Minardo.
    Roma, 27 gennaio 2017

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    Scopelliti: Da #Lorenzin annuncio rivoluzionario. #vaccini

    “Una vera e propria rivoluzione l’annuncio del Ministro Lorenzin sui vaccini gratis in tutto il Paese per ciascun cittadino. 

    Se si pensa che una sola dose di vaccino B, quello contro la meningite, costava 80€ – e ne sono previste 3 dosi – era facile che le famiglie con piu’ figli rinunciassero proprio perche’ la spesa sarebbe stata insostenibile”. Lo afferma Rosanna Scopelliti, deputato di Area popolare.

    “Siamo davvero soddisfatti di quanto si sta facendo, soprattutto perché così si garantiscono cure adeguate in Italia. La strada da percorrere e’ ancora lunga, ma siamo certi che a breve termine sarà possibile raggiungere livelli sempre più alti”.