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    Lorenzin: crescita #Pil effetto riforme governo, #Ap ne è orgogliosa

     “Gli ottimi dati del Pil che evidenziano una crescita sostenuta della nostra economia sono l’effetto della stabilità di governo, delle riforme messe in campo in questi anni e del clima di fiducia internazionale che abbiamo saputo ricostruire. A questo si associano i numeri positivi dell’export agroalimentare che sono frutto di un lavoro di ‘Sistema Italia’, messo in atto dal Governo e in particolare dal Ministero della Salute sulla sicurezza agroalimentare, attraverso numerosi protocolli e memorandum sottoscritti a livello internazionale che hanno aperto, e riaperto nuovi mercati per i prodotti italiani. Tutte queste sono azioni che AP ha condotto stando al Governo e di cui oggi andiamo orgogliosi“. Lo ha dichiarato la ministra Ap della Salute, Beatrice Lorenzin, commentando gli ultimi dati sul Pil e sull’export agroalimentare italiano.

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    #VACCINI, LORENZIN: BENE L’AUMENTO DEI #PROVAX. PRESTO RAGGIUNGEREMO IMMUNIZZAZIONE DI MASSA

    Questi dati fanno bene alla salute di un ministro ma soprattutto ci danno il senso del lavoro che abbiamo fatto, anche molto duro in questi ultimi mesi”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Un lavoro di grande civiltà”, spiega Lorenzin, “il Governo è stato compatto e questo permetterà di raggiungere in breve tempo una immunizzazione di massa e quindi di mettere in sicurezza la collettività ed anche di ricostruire la fiducia nelle istituzioni sanitarie e nella scienza che è venuta meno in questi ultimi decenni”.
     
  • INTERVISTA LORENZIN SU IL MESSAGGERO_Pagina_1

    Lorenzin: La legge è chiarissima si vuole far confusione – Intervista a Il Messaggero

    Vaccini, scontro sul caso Roma. Lorenzin a Raggi: fa confusione

    «La legge è chiarissima, difficile sbagliare. Al sindaco Raggi dico che per non fare confusione basta non volerla fare». Volutamente confusa sarebbe la Raggi quando reagisce all’obbligo di vaccinazione con puntualizzazioni che complicano invece di semplificare, alle quali replicano con firma congiunta i ministri di Salute e Istruzione, Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli. Che ribadiscono: «A scuola entrano solo i minori con la documentazione di essersi vaccinati o aver prenotato la vaccinazione».

    Alla lettera della Raggi cosa replica? «Ho mantenuto una corrispondenza diretta col Comune di Roma e con Regioni quali la Lombardia e il Veneto. Siamo intervenuti con circolari esplicative anche se la legge è molto chiara. Attraverso un’ultima circolare avevamo definito le modalità ulteriori di prenotazione per telefono, email certificata o raccomandata. Il Comune di Roma aveva predisposto una modulistica che aggiungeva dei campi e noi abbiamo precisato che comunque senza prenotazione o senza il libretto delle avvenute vaccinazioni o l’esonero certificato da un medico, non si può accedere all’asilo. Inoltre abbiamo garantito l’omogeneità sul territorio nazionale. Infine, la norma prevede che dal 2019 la trasmissione dati possa avvenire dalla Asl alla scuola, ma prima di quella data c’è un problema di privacy di cui tenere conto».

    Tra i 5 Stelle, Di Maio è per vaccinare i figli, altri presentano disegni di legge contro l’obbligatorietà. E la Raggi vi fa le pulci…? «La stragrande maggioranza degli italiani ha capito il problema ed è a favore dell’obbligatorietà vaccinale. La necessità di questa norma va oltre l’appartenenza a singoli partiti. Io ho cercato di tenere il tema fuori dalla diatriba politica: è un problema di salute e sicurezza pubblica. Dispiace vedere rappresentanti delle istituzioni fare affermazioni del tutto prive di valore scientifico. E un problema culturale. I vaccini salvano la vita a miliardi di persone, questo è provato. Le posizioni a-scientifiche minano gravemente la salute e mettono a rischio bambini e adulti. Oltre il 40 per cento di persone infette ha avuto in questi mesi complicanze molto serie e lunghi tempi di degenza».

    Eppure crescono i movimenti no-vax e free-vax. Che dire? «C’è bisogno di alfabetizzare nuovamente la popolazione italiana perché sia più libera, consapevole e sicura nelle proprie scelte».

    Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, parla di atteggiamento ideologico e coercitivo per via dei bambini lasciati fuori dalle scuole… «Non c’è nulla di ideologico in una legge che è stata votata fortunatamente anche da Forza Italia e io ne sono molto contenta: non si può entrare negli asili nido e nella materna se non in regola col calendario vaccinale, ma basta che presentino il certificato e entreranno in classe. Certo, la legge impone un obbligo. Ma nella fascia di età 0-6 anni convivono i bambini più fragili quanto a immunizzazione. Alcuni non possono ancora essere vaccinati perché troppo piccoli, e i più grandi gli possono trasmettere malattie. È necessario mettere in sicurezza i bimbi più vulnerabili e immunodepressi. Da anni si era pericolosamente abbassato il livello di immunizzazione, come denunciato proprio dalle Regioni. Fino a 600mila erano le persone non vaccinate tra i giovani e questo esponeva l’intera popolazione a rischio epidemico. Di fronte a questo, le istituzioni hanno il dovere di essere tutte allineate».

    In molti però imputano al governo il caos, dal Lazio alla Lombardia… «Ci sono Regioni efficienti che hanno mandato a casa lettere già fissando le prenotazioni per vaccinarsi. Sono le Regioni a dover gestire il territorio, il governo a far rispettare la norma. Ci arrivano segnalazioni di scuole private che non chiedono la vaccinazione. Stiamo approfondendo queste situazioni davvero singolari. L’obbligatorietà va da 0 a 16 anni e riguarda anche chi non va a scuola. Fino al ’99 c’era il divieto di accesso a ogni scuola di ordine e grado per chi non fosse vaccinato. Penso al resto del mondo. All’iniziativa in California per debellare il morbillo. E alla Francia che dal 1º gennaio introdurrà 11 vaccinazioni obbligatorie».

    Non è bello chiudere i cancelli davanti ai bambini, no? «A Milano, 19 bambini tenuti fuori dall’asilo su 33mila. Non mi pare drammatico. Quei 19 avrebbero messo a rischio gli altri, e comunque una volta prenotato, anche via mail, potranno entrare. C’è un obiettivo di salute nazionale. E ci sono anche gli adulti da tutelare. Gli ospedali sono pieni di persone con morbillo e complicanze enormi, compresa l’encefalite».

    La Gran Bretagna non prevede l’obbligatorietà, eppure oltre il 90 per cento della popolazione si vaccina. Possibile? «Il Regno Unito con un altro sistema raggiunge lo stesso obiettivo. Loro hanno vaccinato quasi tutti, dopo le epidemie terribili avute in passato. E non c’è da loro il declino progressivo della cultura vaccinale che c’è in Italia. Erano state proprio le Commissioni Salute delle Regioni a reclamare una legge nazionale. Guardi, ho incontrato di recente la mamma di una bambina che ha avuto il trapianto di midollo. Da dieci anni combatteva per dare a sua figlia immunodepressa una condizione di sicurezza a scuola. Mi ha ringraziato».

     

    di: Marco Ventura

    fonte: Il Messaggero

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    #Vaccini, Lorenzin: Via da rete #FakeNews, ma no censura no wax

     Polizia ci aiuta a individuare notizie che destano allarme sociale

    “Non c’è nessuna volontà di censura: non stiamo lavorando sulla rimozione dei contenuti ‘no-wax’ presenti in rete, noi stiamo cercando di capire con la polizia postale come intervenire in caso di fake news, di notizie evidentemente false che provochino allarme sociale“. Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, in un’intervista a Radio Monte Carlo, torna su uno degli aspetti più controversi nella campagna di informazione che il Governo sta studiando per diffondere “una più ampia cultura della vaccinazione”. Ospite del programma ‘Primo Mattino’ condotto da Claudio Micalizio, il Ministro Lorenzin ha escluso l’intenzione di voler rimuovere dal web notizie e informazioni condivise da quanti contestano le vaccinazioni: “Come già accade in altri casi- ha spiegato il ministro- bisogna trovare metodi e sistemi per impedire che diventino virali notizie totalmente infondate che possono scatenare il panico o addirittura avere un indice di pericolosità: penso al caso in cui si dice che una terapia fa morire o, al contrario, ha effetti miracolosi e questo non è vero… Insomma casi limite che però richiedono un intervento per evitare di diffondere allarme”.
  • intervista a La Stampa lorenzin_Pagina_1

    Lorenzin: E ora con Google ripuliremo la rete dalle fake news – Intervista a La Stampa

    Il ministro della Salute: ma quale modello Nordest? Sono sotto la soglia di copertura del 95%

    Vinta la battaglia con la Regione Veneto, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin adesso rilancia: la guerra si sposta sulla Rete.

    Cosa intendete fare per contrastare la diffusione delle fake news sui vaccini? «Posso anticipare che stiamo lavorando in collaborazione con Google per indicizzare le notizie certificate scientificamente. Stiamo anche cercando con Google e polizia postale la via per rimuovere le false notizie che circolano in Rete e che sono pericolose per la salute pubblica».

    Intanto il Veneto già annuncia ricorso al Consiglio di Stato e poi attende il giudizio della Corte costituzionale sulla vostra legge. Preoccupata? «Non ho alcun timore. Ricordo che in Italia fino al 1999 vigeva l’obbligatorietà vaccinale per l’accesso a scuola. E la Costituzione da allora non è cambiata. In questo modo abbiamo sconfitto la polio, il tetano, la difterite e il vaiolo».

    Il governatore Zaia difende il «modello Veneto», fondato non sull’obbligo vaccinale ma sulle informazioni alle famiglie. E sostiene che funziona benissimo. Come risponde? «È vero, in Veneto hanno l’anagrafe dei vaccini e questo consente la tracciabilità. Ma restano sotto il 95 per cento dei vaccinati, che costituisce la soglia di sicurezza per la cosiddetta immunità di gregge. Sul morbillo hanno avuto in regione circa 300 casi. Il dialogo con i cittadini è giustissimo, necessario, ed è previsto anche dalla legge, ma purtroppo non basta».

    Perché non basta? «Le racconto questo. Abbiamo fatto fare dei sondaggi sulla diffusione del morbillo. E sa qual è stato il risultato? Una piccola parte di intervistati, convinti dalle fake news, riteneva fosse pericoloso vaccinarsi, ma la stragrande maggioranza rispondeva che, non essendo il vaccino obbligatorio, evidentemente non era importante farlo».

    Perché non investite sull’informazione? «Lo stiamo facendo, partiranno spot nazionali per spiegare il decreto e l’importanza della vaccinazione. Scuole, Asl, saranno tutti coinvolti. Anche i nostri alleati più preziosi in questa battaglia di civiltà a favore della scienza: i medici di famiglia e i pediatri, di cui le famiglie si fidano».

    Zaia sostiene che la vostra legge in fondo non era scritta così bene se avete avuto bisogno di spiegarla con una circolare… «E no! La legge è chiara, la circolare l’abbiamo dovuta fare per garantire quei genitori che purtroppo hanno a che fare con enti locali che non funzionano bene. E abbiamo previsto che, se la Asl non è in grado di attestare la vaccinazione, basta dimostrare di averla prenotata via mail, via telefono o con raccomandata».

    Dietro i vaccini si è combattuta anche una battaglia politica, con Lega e Cinque Stelle a favore dei No Vax. Come è stato possibile che una questione tecnico-scientifica si sia trasformata in un caso politico? «Purtroppo è un’abitudine che viene da lontano, pensiamo ai casi Di Bella o Stamina. E la colpa è anche della classe politica, che dovrebbe lavorare per rafforzare l’autorevolezza e l’indipendenza delle autorità scientifiche. Detto questo davvero non ho capito la posizione della Lega. Al di là delle divisioni, c’è un problema di responsabilità delle istituzioni: i virus non conoscono dialetti o confini regionali».

    Invece Forza Italia vi ha sostenuto… «Sono molto contenta, l’ho apprezzato. È importante che, almeno sulla salute, il Paese sia unito».

     

    di: Francesco Bei

    fonte: La Stampa

     

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    #Vaccini, Pizzolante: Bene #Lorenzin sul #Veneto, ora fermare turismo scolastico verso San Marino

    “Sul territorio italiano abbiamo associazioni anti vaccini, a Rimini la più importante, e istituzioni che o non rispettano le prescrizioni previste dalla legge nazionale, il Veneto, anche in nome di una autonomia forzatamente imposta a tutto il Paese o avendo una propria autonomia statuale hanno scelto di non legiferare sul l’obbligo di vaccinazione. È un grande problema. Posizioni ideologiche o strumentali, collegate anche al prossimo referendum sull’autonomia veneta, rischiano di produrre danni rilevanti in termini di sicurezza sanitaria a tutta l’Italia. Il ministro Lorenzin ha reagito in modo giusto e opportuno. Il ministro e il governo devono intervenire con decisione e durezza, non si può mettere a rischio la salute dei bambini, soprattutto in un una fase storica in cui i processi migratori stanno facendo riaffiorare gravi malattie che erano state un tempo debellate. Solo per propaganda politica o, ancor peggio, per ideologia anti scienza. Invito il ministro ad una interlocuzione più stringente anche con San Marino, che con quello riminese è il territorio con la percentuale più bassa di vaccini. Lo invito anche ad intervenire per fermare il turismo scolastico verso le scuole di San Marino di bambini romagnoli per evitare le vaccinazioni. Prima di entrare in una vera e propria emergenza sanitaria”. E’ quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Alternativa popolare, Sergio Pizzolante.

  • INTERVISTA A MINISTRO LORENZIN SU CORSERA_Pagina_1

    Lorenzin: Saranno responsabili di eventuali epidemie. Il divieto è sacrosanto – Intervista a Il Corriere della Sera

     Il ministro della Salute: nostro obiettivo è chiaro, tutelare la salute di tutti

    Negli anni la minor consapevolezza dell’importanza dei vaccini ha lasciato spazio a teorie strampalate e senza alcuna base scientifica.

    Ministra Beatrice Lorenzin, ha saputo dell’ iniziativa del Veneto? Una moratoria fino al 2019 perché la norma sulla decadenza dell’iscrizione alle scuole di infanzia non sarebbe chiara. «Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione».

    II Veneto confida nella sospensiva richiesta alla Corte Costituzionale. E se venisse accolta? «Siamo molto tranquilli e sereni sulla correttezza di un provvedimento a difesa della tutela della salute, principio previsto dall’articolo 32 della Costituzione. Sono misure necessarie per difendere la collettività. Fino al 1999 l’obbligo è stato molto più stringente eppure la legge di allora non è mai stata messa in dubbio per decenni. La mia generazione e le precedenti la accettavano senza sollevare polemiche».

    Perché adesso il clima è cambiato? «Noi in verità abbiamo riscontrato un enorme consenso popolare. Le famiglie italiane hanno paura per i figli. Le istituzioni negli ultimi anni hanno dato per scontato che ci fosse consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni, invece è venuta a mancare. E in questo vuoto si sono inseriti i free vax con le loro teorie strampalate e prive di ogni fondamento scientifico, rilanciate dai social. Leggende metropolitane gigantesche».

    Però gli obiettori irriducibili restano una realtà di cui tener conto. O no? «Ci vorrà tempo ma la legge avrà successo. Si è riattivato un movimento culturale a favore della prevenzione. Raggiungeremo le coperture vaccinali necessarie a garantire l’immunità di gregge cioè la protezione di tutti i cittadini, compresi quelli che rifiutano la profilassi. I free vax parlano di libertà di scelta, noi di libertà dalle malattie infettive».

    Ci saranno bimbi liberi di andare a scuola senza l’antipolio o l’antimorbillo? «Assolutamente no, senza vaccini non si entra. E un divieto sacrosanto. In questa fascia scolastica, da o a 6 anni, convivono bambini di età diverse. Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai più grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, che quest’anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale».

    Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha dichiarato che sosterrà i ricorsi degli obiettori. Che ne dice? «Spero torni sui suoi passi, come la Lombardia che aveva annunciato una proroga di 40 giorni sulla scadenza del 10 settembre per presentare la documentazione a scuola. Il presidente Maroni ha affermato ieri che non vuole scontri col governo e che non c’è una posizione di conflittualità. I pediatri pugliesi hanno poi condannato l’atteggiamento di Emiliano».

    Però non mancheranno altre proteste da parte delle famiglie, dopo i casi di Palermo e Verona e le minacce al sindaco di Uboldo. «Abbiamo allargato enormemente, attraverso l’ultima circolare congiunta con la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, la rosa delle modalità per non veder negato l’ingresso a scuola. Procedure semplici, basterà una telefonata per l’appuntamento alla Asl. Chi è mosso dalla volontà di adempiere alle nuove norme ha le porte spalancate. Tutto il resto è pretestuoso. Al sindaco di Uboldo va la mia solidarietà».

    C’è chi auspica l’obbligatorietà delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari. È d’accordo? «La legge prevede l’autocertificazione sul proprio stato vaccinale da presentare alla struttura di lavoro. L’opportunità di introdurre l’obbligo è stata valutata e respinta durante la discussione in Parlamento. Non si è trovata la strada».

     

    di: Margherita De Bac

    fonte: Corriere della Sera

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    #Vaccini, Lorenzin: bene #Cassazione, stop bufale su #autismo

    “Direttamente o indirettamente la tesi principale dei no vax è quella di paventare un presunto collegamento tra le vaccinazioni e l’insorgenza di malattie come l’autismo, giocando sulla paura delle madri e delle famiglie. Questa tesi è stata smentita in questi anni prima di tutto dalla comunità scientifica mondiale e adesso anche dal diritto e dalla giustizia grazie alla sentenza della Corte di Cassazione“. E’ il commento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla sentenza della Cassazione che ha negato il collegamento tra vaccini e autismo. “Rivendichiamo la bontà del decreto vaccini, ora all’esame della Camera – aggiunge Lorenzin – per innalzare velocemente l’immunizzazione di massa in Italia, calata in modo preoccupante soprattutto a causa del dilagare di queste tesi anti scientifiche. Ecco perche’ e’ importante -áriconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste nessuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo. Le forze politiche tutte hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali. Con la forza della ragione e della scienza – conclude – dobbiamo voltare pagina e lavorare insieme per tutelare la salute dei nostri concittadini”.

  • Intervista La Repubblica Lorenzin_Pagina_1

    Lorenzin: Non torneremo con Silvio lui lancia una bad company. Pure Matteo ci vuole morti – Intervista a La Repubblica

    La ministra della Sanità: serve una riforma elettorale che preveda le coalizioni

     

    Brutto periodo, ministra Beatrice Lorenzin? Rimarrete in pochi, in Ap? «No, saremo in tantissimi e sui territori aumentano le adesioni, come dimostrano i risultati alle ultime amministrative. È semplicemente in corso l’ennesima opa ostile. Non è la prima, perché noi siamo un’anomalia per il “Renzusconi”. Le hanno tentate tutte per farci fuori».

    Chi vi vuole “eliminare”, Berlusconi e Renzi? «Tutti sanno che Renzi ha detto che l’alleanza con Alfano era impossibile, provando a eliminarci  con la legge elettorale. E adesso c’è Berlusconi, che benedice un’ipotetica alleanza con una quarta gamba di “scappati di casa” che lui chiama “traditori pentiti”…».

    Intanto però avete perso un ministro. Ha sentito Costa? «Non l’ho sentito. Umanamente mi dispiace. Abbiamo condiviso battaglie comuni su ius soli e famiglia, ma ha fatto la scelta sbagliata».

    E lei non lo seguirà? «Il mio telefono sta squillando giorno e notte, in tanti ci dicono “non mollate!”. Noi abbiamo costruito un partito, non ci interessano bad company. La verità è che o sei centro autonomo, o non lo sei. Essere una quarta gamba di Berlusconi non ha senso, perché gli elettori votano direttamente Forza Italia. E comunque non mi risulta che Berlusconi voglia la coalizione».

    Però l’emorragia sembra continuare. Quando finirà il controesodo verso Arcore? «Senta, la nostra è una scommessa non ancora vinta. Non è un gioco per signorine. Possiamo perdere, ma penso che ce la faremo. Ecco, se vogliono andarsene, lo facciano subito e ci lascino lavorare. Chi vuole cose semplici, vada ad Arcore».

    Ma c’è chi, in Ap, vuole dialogare con Berlusconi e ricostruire il Ppe italiano. In testa c’è Lupi. «Tutti, in Ap, vorrebbero ricostruire il Ppe italiano. Ma devono volerlo anche gli altri, Berlusconi compreso. Ma come si fa, se non si abbandonano rancori e voglia di vendetta?».

    Magari vi servirebbe anche un leader. Non ha funzionato neanche con Parisi, pare. «Noi un leader ce l’abbiamo e si chiama Alfano. Abbiamo messo in gioco la leadership, proposto le primarie, ma c’è chi dice: “Vengo e faccio direttamente il leader”. Succedono cose strane, sarà il caldo estivo…».

    Col Pd l’alleanza è conclusa, come ha detto Alfano? «Renzi ha sancito la fase finale di questa alleanza politica».

    E allora perché sostenete ancora Gentiloni? «È finita la collaborazione col segretario del p, non con Gentiloni. Lo sosterremo perché il governo deve portare a termine il lavoro e approvare la legge di stabilità. Stiamo traghettando il Paese fuori dalla crisi. Sta però alla maturità dei leader dimostrare nei prossimi mesi di essere capaci di superare l’instabilità politica».

    È preoccupata pe il 2018? «Ricorda quanti mesi sono serviti nel 2013 per fare un governo? Invece di puntare all’1% in più, i leader pensino a questo. E non cavalchino l’onda populista, altrimenti la gente sceglierà gli “originali”».

    Potrebbe aiutare la stabilità una legge elettorale di coalizione? Nel Pd ci puntano molti, da Franceschini a Prodi e Orlando. Lei è d’accordo? «Sempre stata di questa idea. Nei prossimi mesi la buona volontà dei singoli può fare molto, in questo senso».

    Sempre che non cada prima il governo sullo ius soli. Gentiloni ha promesso la fiducia a settembre. È sempre contraria? «Siamo al 22 luglio, abbiamo provvedimenti importanti davanti. A settembre parleremo dell’agenda di settembre».

     

    di: Tommaso Ciriaco

    fonte: La Repubblica

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    Il «decreto-legge prevenzione vaccinale» a seguito dell’approvazione del Senato

    Con il decreto vaccini approvato dal Senato e che passa all’esame della Camera “torna l’obbligatorietà dei vaccini ma soprattutto diamo una risposta ad un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di palazzo Madama al provvedimento.

     

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