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    #dlvaccini, Scopelliti: senso di responsabilità prevale

    Oggi il Senato ha approvato il dl vaccini fortemente voluto dal Ministro Lorenzin. Il senso di responsabilità ha prevalso sulle fantasiose teorie no vax e sugli sproloqui di alcuni parlamentari”. Lo dice Rosanna Scopelliti, deputato di Alternativa popolare.
    “Nonostante i cambiamenti apportati al Senato, l’impianto del decreto non è stato stravolto ed è stata mantenuta sia l’obbligatorietà dei vaccini più importanti e le sanzioni per i genitori che non intendono vaccinare i loro figli.
    Da parlamentare e da madre- spiega la parlamentare- sono particolarmente orgogliosa del decreto e del mio partito che, attraverso il Ministro della Salute, lo ha convintamente sostenuto. Mi auguro di cuore che i genitori dimostrino molto più buonsenso e si affidino alla scienza piuttosto che alle chiacchiere”.
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    #Vaccini, Marotta: #Lorenzin tenace, bene politica che segue #scienza

    “Il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini a scuola arriva all’ultimo miglio. Ora manca solo il via libera definitivo della Camera. Una legge a tutela della salute dei bambini, sensibile alle preoccupazioni delle famiglie contro le fake news di chi vuole solo alimentare caos e insicurezza. Bisogna dare merito alla tenacia e all’intraprendenza del ministro Lorenzin che prima ha voluto fortemente il decreto, sostenuto con convinzione da Ap, e poi lo ha difeso in Aula. Grazie all’atteggiamento costruttivo in Senato si è riuscito ad approvare un testo equilibrato, forte del suo impianto, con un ampio consenso parlamentare. La scienza deve avere sempre il sopravvento e la politica che segue le scelte scientifiche fa il proprio dovere”. E’ quanto dichiara il deputato di Alternativa popolare Nino Marotta.

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    #VACCINI, LORENZIN: CON DECRETO METTIAMO IN SICUREZZA LA #COLLETTIVITA’

     Torna l’obbligatorietà dopo lungo dibattito e con ampio voto trasversale

    Con il decreto vaccini approvato dal Senato e che passa all’esame della Camera “torna l’obbligatorietà dei vaccini ma soprattutto diamo una risposta ad un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni“. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di palazzo Madama al provvedimento. “L’Italia -ha aggiunto- ha così reintrodotto l’obbligatorietà vaccinale, con un lungo dibattito in Senato su un decreto su cui non è stata posta la fiducia e su cui abbiamo avuto un larghissimo voto di maggioranza e trasversale. Il messaggio chiaro agli italiani è che bisogna tornare a vaccinarsi per mettere in sicurezza la collettività e i nostri bambini. E’ anche una risposta a un’epidemia in atto, quella del morbillo, che in questo momento purtroppo conta 3672 casi e tre decessi”. “Verrà fatto -ha sottolineato Lorenzin- un grande sforzo con il mondo della scuola, gli operatori sanitari, i pediatri, i medici di medicina generale per informare le famiglie e i genitori per colmare il gap di immunizzazione che ci ha costretto a fare questo decreto e a tornare all’obbligatorietà. Sono molto fiduciosa e lo dico alle famiglie: è un provvedimento a tutela dei bambini italiani, tutti, anche di quelli che non possono essere vaccinati”.

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    Lorenzin: su #fakenews serve responsabilità doppia. #Salute

    Ministro della Salute:  Spesso le fake news sono anche un problema creato da lobby organizzate

    Sull’informazione nel campo della salute e medicina ”ci vuole da parte di tutti una responsabilità doppia. Spesso le fake news sono anche un problema creato da lobby organizzate, vere e proprie truffe mascherate che, quando incidono sulla salute delle persone, possono essere molto pericolose”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in risposta a una domanda del moderatore dell’assemblea di Confagricoltura. Il ministro ha raccomandato ”agli operatori della comunicazione di non generare confusioni, stiano attenti perche’ quando c’è di mezzo la salute è molto pericoloso”.

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    Calabrò: Peccato mancanza #vaccini contro ignoranza e #populismo

    “Verrebbe da dire che nel decreto sui vaccini andava inserito anche quello contro la follia di quei deputati che alimentano nel nostro Paese la cultura della diffamazione, della menzogna e del sospetto anziché quella della tutela della salute pubblica e del benessere collettivo “. Commenta così Raffaele Calabrò parlamentare di AP il post su facebook del deputato dei 5 stelle Carlo Sibilia contro il Ministro Lorenzin. “Peccato che non esista ancora un vaccino contro l’ignoranza e la demagogia che talvolta possono essere più letali di un virus“.

     
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    #VACCINI, PIZZOLANTE: PIENA SOLIDARIETA’ ALL’OTTIMO MINISTRO #LORENZIN

    “Totale solidarietà a Beatrice Lorenzin per l’attacco diffamatorio dei calunniatori seriali dei 5stelle.
    Beatrice è una donna coraggiosa e un ottimo ministro. Fa benissimo a querelare Sibilia, moralista e legalista illegale,” così Sergio Pizzolante, componente la segreteria nazionale di Alternativa popolare.
     
  • Intervista Lorenzin repubblica

    Lorenzin: Italia affossata da Renzusconi, il Colle frenerà la corsa al voto – Intervista a La Repubblica

    «Alla fine sono convinta che le elezioni avverranno alla sua scadenza naturale nel 2018, come è giusto. E Mattarella, che è persona saggia, saprà intervenire al momento opportuno per evitare conseguenze serie al Paese causate da una corsa contro il tempo inspiegabile». A lungo è stata considerata la ministra più renziana. Ma adesso Beatrice Lorenzin si schiera contro l’ex premier. E lo ha fatto in modo netto. «Dopo anni di sacrifici degli italiani e leggi di bilancio dure per uscire dalla crisi, finalmente si vedono i segnali di una ripresa economica ancora non consolidata nella vita delle famiglie. Ma Renzi decide di andare al voto senza la legge di bilancio più importante degli ultimi quattro anni. che, naturalmente, non riusciremo ad approvare, se votiamo in autunno».

    Come fa a dirlo, ministra? «Nel 2013 ci sono voluti tre mesi per fare un governo, e avevamo il premio di maggioranza. Così si rischia sul serio l’esercizio provvisorio».

    Ma un accordo con Grillo, Berlusconi e Salvini non le sembra comunque un capolavoro politico del segretario dem? «Lo è se Renzi considera il voto anticipato il suo obiettivo. Ma è un disastro politico, se pensa di tornare a Palazzo Chigi da premier e al governo col Pd. Pd e Forza Italia non avranno il 50% e il “Renzusconi” non nascerà per la semplice ragione che Berlusconi non prenderà il 25%. Senza premio di maggioranza è matematicamente impossibile che ci sia un vincitore. Lo scambio con Berlusconi è molto chiaro: proporzionale con nominati in cambio delle urne».

    Ma è d’accordo anche Grillo. «Il quarto cavaliere Grillo è incredibile, hanno accettato come nulla fosse una legge che fa liste di nominati. Si sono rimangiati in un boccone sette anni di proteste e ricorsi alla Corte».

    Ma è vero che l’ex premier vi ha chiesto di far cadere Gentiloni a febbraio? «Alfano è stato chiaro».

    È molto dura, ministra. È umanamente ferita da Renzi? «Parliamo di politica. Renzi ha scelto una incomprensibile deriva tafazziana che non lo fa vincere, ma sicuramente darà il via alle prevedibili fibrillazioni dei mercati. Ci hanno avvertito Draghi, Confindustria, Banca d’Italia, tutti i soggetti del mondo economico».

    Per Renzi invece si può fare. «Senta, lei si immagina il povero Padoan che va a Bruxelles per chiedere uno “sconto” sulla manovra di nove miliardi di euro e deve convincere i partner di fidarsi della parola di Renzi per un bilancio che neanche possono leggere e che dovrà approvare un governo che  non si sa quale sarà?».

    Le accuse a Renzi sono chiare. E allora, perché volete ancora governare insieme a lui? «Mi scusi, cosa ha fatto Ap negli ultimi cinque anni? ha sostenuto tre premier del Pd. Non perché ci fossero simpatici, ma perché serviva all’Italia per garantire la stabilità contro i populismi, per mettere i bilanci in sicurezza e per approvare una legge elettorale».

    Davvero è così rischioso non votare nel 2018? «E votare quattro mesi prima cambia qualcosa? Elettoralmente, nulla. Mentre all’Italia cambia molto. Mi pongo molte domande».

    E che risposte riesce a darsi? «Nessuna».

    Voi siete per sostenere Gentiloni fino al 2018. «Gentiloni gode della nostra massima stima e quella di gran parte del Parlamento. Ce l’ha proposto Renzi. Se vuole lo sfiduci lui. Noi di certo non lo faremo».

    Diciamo anche che non volete il “tedesco” perché la soglia del 5% vi uccide? «Non ci fa piacere essere i primi nella storia repubblicana ad essere esclusi dagli alleati di governo nella scrittura della legge elettorale, ma non ce ne frega nulla della soglia al 5%. Lui lo chiama “tedesco”, ma è un imbroglio: è un Porcellum ancora peggiore del primo, perché ora sono nominati e poi c’è la lotteria su chi scatta. Noi volevamo le preferenze e la coalizione».

    E adesso come vi salvate, con Calenda o Parisi leader? «Lavoriamo a un soggetto polare e liberale. Non dobbiamo per forza guidarlo noi, abbiamo la massima apertura per scegliere la leadership».

     

    di: Tommaso Ciriaco

    fonte: La Repubblica

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    #Vaccini, Lupi: Intimidazione gravissima. Solidarietà a Beatrice #Lorenzin

    “L‘intimidazione al ministro Lorenzin per la sua battaglia a favore dei vaccini è un fatto gravissimo è che deve far riflettere sulla diffusione irresponsabile di posizioni anti-scientifiche che ottengono spesso copertura politica e mediatica che non meritano. La mia solidarietà a Beatrice, che non è certo il tipo che si fa intimidire meno che mai quando c’è di mezzo la salute dei nostri figli”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
  • Intervista Lorenzin omeopatia_Pagina_1

    Lorenzin: Non si gioca con la scienza, quella cura è stata uno sbaglio – Intervista a La Repubblica

    La ministra della Salute: In casi come questi niente può rimpiazzare la medicina tradizionale.

     

    Ha chiesto subito ai Nas di chiarire se il bambino di Pesaro fosse stato in cura presso un pediatra legato al servizio sanitario pubblico. «Ci siamo subito allarmati, è difficile restare freddi di fronte a una cosa come questa». Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ora aspetta di capire come si muoverà l’autorità giudiziaria. Intanto invita l’Ordine dei medici a vigilare sui professionisti.

    Crede siano necessarie regole diverse per l’esercizio dell’omeopatia? «Basta applicare le norme che ci sono. Sappiamo che i farmaci omeopatici sono complementari, non sostitutivi. E quando si tratta di bambini il tema è molto delicato, perché loro non riescono a descrivere i sintomi e richiedono un’attenzione molto particolare. A parere mio, come delle istituzioni mediche, in questi casi niente può sostituire la medicina tradizionale che rimane “la scienza medica”. Ai genitori chiedo consapevolezza. Quando i figli stanno male vanno curati, se persistono febbre e sintomi importanti bisogna allarmarsi. Questo caso ci dice una cosa incredibile, un bambino è andato in setticemia ed è morto per un’otite. Bastava un antibiotico»

    Il ministero cosa ha fatto quando ha saputo la notizia? «Ci siamo subito allarmati, volevamo capire innanzitutto se il bambino è in cura da un pediatra convenzionato, che è tenuto a rispettare i protocolli sanitari dello Stato italiano e delle società scientifiche. Pare invece che fosse seguito solo da uno specialista omeopata, che è un medico e doveva sapere come e quando intervenire e passare ad utilizzare i farmaci appropriati. Ora vediamo cosa decideranno le autorità competenti».

    Ci sono circa 8 milioni di italiani che usano l’omeopatia. Cosa sente di dire loro alla luce del caso delle Marche? «Voglio ricordare a tutti come gli stessi omeopati dicano che l’omeopatia è una delle opzioni da utilizzare. Però ha un punto finale, non arriva ovunque e comunque nessuno può dire che sostituisce la medicina tradizionale. Questo vale per chiunque e soprattutto, come ho detto, per i bambini. E poi invito tutti a non essere estremi, ci vuole senso della misure. Magari si pensa di avere avuto benefici dall’omeopatia rispetto a un disturbo ma non è che va usata per tutto e sempre solo per principio. Ci sono dei limiti oggettivi, oltre al fatto che gran parte della medicina tradizionale non la riconosce».

    C’è un comune denominatore tra chi è contrario ai vaccini e chi si cura con l’omeopatia fino a rifiutare la medicina tradizionale sempre e comunque? «Sta nell’estremismo della paura: per i vaccini la paura della profilassi, in questo caso drammatico la paura per la cura. Nel rifiuto dell’oggettività della scienza, e di quanto provato dalla ricerca medica. Così prevale l’irrazionale. Per assurdo, tra l’altro, coloro che abbandonano la medicina tradizionale sono persone protettive, che hanno alla base un grandissimo amore per i propri figli e la paura che possa capitargli qualcosa. Dobbiamo interrogarci per capire da dove deriva tutto questo timore della scienza. È una questione culturale del nostro tempo. Va fatto un dibattito pubblico aperto a tutti i cittadini, vanno ingaggiati medici, pediatri, sociologi, psicologi in azione divulgativa».

    Avete contattato l’Ordine dei medici? «Invito tutti gli Ordini provinciali a vigilare sulla serietà dei professionisti che praticano la medicina alternativa. Lo dice anche il loro codice deontologico: le cure non convenzionali si possono adottare, ma se il paziente non risponde bisogna andare verso le terapie tradizionali. Nulla può sostituirle».

     

    di: Michele Bocci

    fonte: La Repubblica

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    Lorenzin: Vaccini, obbligo fino all’asilo poi multe salate – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lorenzin «Vorrei mandare i medici nelle classi. Denunce ai presidi che non segnalano»

     Ha vinto lei o la ministra dell’Istruzione? «Ha vinto un maschio».

    Un maschio, ma che dice? Gentìloni? «Ma no, l’unico vincitore è il vaccino», gioca con le parole la ministra Beatrice Lorenzin.

    Alla fine l’ha spuntata Fedeli che, su pressione del mondo della scuola, era contraria all’obbligo? «Macché, mettevo in conto che avrei dovuto modificare l’impostazione iniziale del decreto. Abbiamo trovato la soluzione prevedendo due meccanismi diversi per fare in modo che da 0-16 anni i bambini vengano vaccinati. Ho faticato tanto. Lo ammetto, è stato difficile trovare accorgimenti tecnici per arrivare a un provvedimento armonico e efficace. Ricordiamo da dove siamo partiti. Da zero. E non ci fermiamo qui».

    Che altro c’è? «Stiamo verificando con i nostri uffici se possiamo mandare i nostri medici nelle scuole a vaccinare i bambini per andare incontro alle esigenze dei genitori, ovviamente con la loro autorizzazione. Un tempo era così».

    Quanto è contenta da 1a 10? «Dieci più. Fino a una settimana fa un decreto del genere era impensabile. Sono partita da un testo base e in sette giorni sono arrivate proposte di mediazione per ottenere una soluzione condivisa».

    Fino a 24 ore prima il suo ministero e la comunità scientifica erano contrari alle sanzioni. Cos’è successo poi? «Sanzioni salate, da 500 a 7.500 euro, oltre alla segnalazione da parte della Asl al Tribunale dei minori che può aprire un procedimento sulla patria potestà. Questi meccanismi circoscrivono un recinto dal quale non si esce facilmente. E poi sono certa che molti genitori collaboreranno quando avranno l’esatta percezione del rischio nel non difendere i figli dalle malattie infettive. Dietro l’obiezione non c’è solo ideologia, ma soprattutto mancanza di informazione».

    E chi non paga la multa? «Riceverà una cartella esattoriale esattamente come quando non viene pagata una multa autostradale. Se continua a non estinguere il debito rischia ad esempio il pignoramento dei beni. I bambini però restano in classe. Credo saranno situazioni minoritarie».

    Chi non può pagare? «Un motivo di più per accettare la vaccinazione».

    Racconta un medico di lunga esperienza, Roberto leraci, di non aver mai ricevuto la segnalazione di alunni sfuggiti all’obbligo tranne che dalla scuola tedesca. Possiede la bacchetta magica? «Il nuovo sistema è stringente. I presidi — tanto per dirne una — potrebbero essere denunciati per omissione d’atti d’ufficio, come previsto nel codice penale. Stiamo mettendo a punto questi dettagli tecnici. E il mio regalo alla ministra Fedeli. Dovrà mettere in campo un sistema di controllo che, se fosse stato organizzato, non avrebbe causato la dispersione vaccinale di cui ora scontiamo le conseguenze. Le percentuali di adesione sono ai minimi storici».

    L’obbligo verrà allargato? «Lo si potrà modificare nel tempo in base alle esigenze epidemiologiche. Invece, non esiterò a esercitare il potere di ordinanza se ci dovessero essere situazioni di allerta. Quando c’è un pericolo di salute pubblica, un ministro ha il diritto/dovere di agire».

    È favorevole all’obbligo per gli operatori sanitari? «Pienamente favorevole. Mi auguro sia materia di emendamento in sede parlamentare».

    I servizi pubblici sono pronti alla rivoluzione? «Le Regioni hanno tutti gli strumenti per organizzarsi meglio. Alcune l’hanno già fatto autonomamente. Una grande risorsa sono i medici e i pediatri di famiglia da coinvolgere in questa forte azione di contrasto al ritorno di malattie infettive ritenute erroneamente non più temibili».
    di: Margherita De Bac

    fonte: Corriere della Sera