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    #DdlConcorrenza, Lupi: Finalmente. Più competizione per le #imprese e più tutela dei #consumatori

    “Il Parlamento ha finalmente approvato la legge sulla concorrenza. Era un impegno assunto dal Governo con l’Europa, ma soprattutto era un atto doveroso per rispetto dei cittadini, delle imprese, di chi produce lavoro in questo Paese. Noi di Alternativa popolare ci siamo particolarmente impegnati perché questo disegno di legge giungesse in porto, penso soprattutto al gran lavoro del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile. Con questa norma si favorisce la competizione e si tutelano di più i consumatori. Era un tassello che non poteva mancare al lavoro di questi anni che ha portato il Paese dal -2% di Pil al +1,3%”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: Bene dati #Istat su #occupazione, proseguire azione #riforme con legge di bilancio

    “Senza esaltarsi troppo quando i dati dell’occupazione sono in crescita come nel mese di giugno e senza deprimersi quando si constatano cali stagionali, va detto però che un consuntivo realistico delle riforme del mercato del lavoro operate dai governi di alleanza in questa legislatura dimostra ormai un trend in crescita. E di questo non posso che essere soddisfatto. Non servono letture interessate o ideologiche, basta l’onestà intellettuale di guardare i numeri, a cui corrispondono persone non più disoccupate. Di questo approccio realistico e operativo siamo stati responsabili in questi anni di governo e continueremo a esserlo sino alla fine della legislatura: c’è una importante legge di bilancio da impostare che non disperda in mille rivoli le risorse ottenute dalla trattativa con la UE ma le concentri sulle priorità che da sempre indichiamo: lavoro e famiglia“. Lo dichiara il presidente dei deputati di Alternativa popolare Maurizio Lupi.

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    Lupi: Solidarietà a deputati #Pd. Chi ha torto usa solo violenza. #NoVax

    L’aggressione a tre deputati Pd da parte di manifestanti NoVax dimostra chi ha ragione e chi nel torto sa solo usare la violenza”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare, esprimendo solidarietà ai tre deputati dem aggrediti all’uscita da Montecitorio.
     
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    #Vaccini, Lupi: Diamo attuazione alla #Costituzione

    “Il dovere di tutti noi è La tutela della salute. Anche la nostra Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse dalla comunità aggiungendo che si può obbligare il cittadino a un trattamento sanitario fatti salvi i limiti imposti dal rispetto della persona umana. In questo caso siamo dentro i limiti.
    La verità e la post verità si sono scontrate, come nella vicenda Stamina, dove scienza e ignoranza si sono trovate una di fronte all’altra. Se il ministro Lorenzin avesse seguito chi protestava, affiancato da molti media, avremmo illuso i cittadini, attuato una menzogna e soprattutto avremmo tradito anche il compito della politica.
    Questa è la distinzione tra chi pensa la politica seriamente e con grande responsabilità, come Alternativa popolare, e chi invece pensa che il problema sia sempre dire sì a tutti. La nostra responsabilità è spiegare sempre le ragioni.

    Nel corso di questo dibattito abbiamo sentito delle affermazioni estremamente indegne della rappresentanza istituzionale e di questo Parlamento, si può essere contro ma mai strumentalizzare temi di questo genere, mai appellarsi a complotti mai dire che si fanno gli interessi delle case farmaceutiche sulla pelle dei cittadini. Si incorre in una grave irresponsabilità.

    Tutti noi crediamo che la politica sia servizio in vista del bene comune e mai come in questo caso il bene comune è evidente a tutti, è il bene dei cittadini, è la salute, la possibilità di vivere una vita dignitosa nella nostra comunità”.

    Lo dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare durante la dichiarazione di voto in Aula sul decreto vaccini

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    Lupi: Sì convinto al dl #Vaccini. E’ la strada della responsabilità

    Questo provvedimento è il modo con cui si sceglie tra la strada della verità, della realtà e della responsabilità che spetta alla politica e a chi ricopre cariche di governo, e tra chi invece sceglie l’apparenza o la post verità. Scegliere quindi tra verità e realtà contro apparenza e post verità. È questo il binomio che ha davanti il legislatore, chi è chiamato a fare politica con p maiuscola. Questa è la grande divisione che abbiamo davanti. E i dati della realtà, non scelti dalla politica ma comunicati dalla comunità scientifica, indicano che i casi di morbillo quest’anno in Europa a maggio 2017 sono stati 5483, e solo in Italia 3501 con due decessi, e che l’89% non era vaccinato e il 6% solo con una dose. Il morbillo riguarda tutti noi, i nostri figli, i nostri nipoti. È il diritto di andare all’asilo di tutti, anche di quel bambino malato che non può vaccinarsi e rischia il contagio. Non credo che questo sia soddisfare l’ego del ministro Lorenzin, come qualcuno ha detto. La scelta quindi, che avevamo davanti- prosegue- era tra realtà ed immaginazione, tra verità e post verità. Tra il seguire chi urla di più o indicare la strada della soluzione, doverosa per un governo e un Parlamento. E’ evidente che l’obbligatorietà non è un dogma, ma è decisivo e determinante imporla laddove scatta il campanello d’allarme, laddove la soglia di responsabilità si è abbassata e laddove l’ignoranza ha avuto il sopravvento. Chi fa campagne no vax non si rende conto che per inseguire il sogno di qualche voto in più si assume una grave responsabilità nei confronti della salute di ogni persona”. Cosi Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare durante la dichiarazione di voto in Aula sul decreto vaccini.

     

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    #Fincantieri, Lupi: Se questo è l’europeismo di #Macron, l’#Europa ha un triste futuro

    Fincantieri si è impegnata per l’acquisto dei cantieri navali di Saint-Nazaire, che erano in amministrazione controllata, su richiesta del governo Francese, rilevandola dalla proprietà sud-coreana. Ora il governo francese vuole cambiare le carte in tavola e prospetta di avvalersi del diritto di prelazione, che porterebbe alla nazionalizzazione dei cantieri. Se questo è l’europeismo di Macron, peraltro già manifestatosi nel rifiuto di aiutare l’Italia sui migranti, l’Europa unita ha un ben triste futuro”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    #leggeelettorale, Lupi: la maggioranza prenda sul serio l’appello di #Mattarella

    Prendiamo sul serio, per favore, l’ennesimo appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla legge elettorale. E nel farlo impariamo dagli errori commessi. Tutti vengano coinvolti, partendo dall’attuale maggioranza e dialogando con l’opposizione, si adotti un testo comune e si riparta dalla camera dei deputati. Per noi di Alternativa popolare i due principi irrinunciabili sono: la governabilità e che i  cittadini abbiano vera possibilità di scelta dei loro rappresentanti”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: diamo fastidio a Pd e Forza Italia. Silvio sbaglia, non siamo traditori – Intervista a Il Mattino

    Lupi: Con Renzi mai alleati, al governo solo per il bene del Paese

     

    Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera: un ministro e un sottosegretario si sono dimessi e hanno lasciato il partito. Ap rischialo scioglimento? «Siamo più vivi che mai e la conferma arriva dalla Summer School di Taormina, giunta alla settima edizione. Quando investi sulla formazione, sull’ascolto, sui giovani, significa che stai lavorando bene e che stai tornando all’essenza della politica. Il caso ha voluto che questa attività coincidesse con un tam tam mediatico provocato da alcune uscite, quelle di Costa e di Cassano, che hanno fatto pensare che Ap si stesse sciogliendo. Ma non è così. Ci siamo, ci saremo».

    Il ministro Lorenzin ha detto che su Ap si è scatenata una Opa ostile. Vi sentite assediati? «Diamo fastidio perché ci siamo, con le nostre idee e con la nostra proposta politica. E ci siamo, con i nostri elettori. Ncd-Ap è nata in Parlamento quattro anni fa e, come ha rilevato un recente studio di Swg, siamo l’unica forza politica, tra quella nate in Parlamento, che si è sottoposta al giudizio degli elettori, dalle europee del 2014 alle amministrative di giugno. In questi quattro anni, due milioni di italiani hanno votato Ncd-Ap a conferma che c’è uno zoccolo duro che apprezza la nostra proposta».

    Eppure, dopo quelli di Costa e Cassano, si vocifera di altri addii ad Ap. «Vogliono destabilizzarci. Da un parte il Pd e dall’altra Forza Italia, è in atto un tentativo per indebolirci. Ma non ci riusciranno. Vedo un attivismo soprattutto in Forza Italia, che guarda al nostro bacino elettorale».

    Berlusconi ha lanciato la «quarta gamba», una sorta di lista in cui far confluire tutti coloro che intendono lasciare Ap o altre forze di centro e che non potranno rientrare in Forza Italia. «Uno dei limiti dei bipolarismo della seconda repubblica è stato quello di creare coalizioni fatte da partiti e liste che si mettevano insieme per vincere ma che, una volta al governo, esplodevano perché non in sintonia sui programmi. Questa “quarta gamba”, per quanto abbia capito, dovrebbe nascere non per uno scopo nobile ma per raccogliere quelli che hanno tradito, i reietti, quelli che non hanno una casa e che non possono essere ospitati in Forza Italia. Ma non è questa la ragione per cui si fa politica».

    Berlusconi insiste molto su questa storia dei traditori, al punto da mettere veti su chi lasciò Forza Italia e oggi immagina di rientrare. «I veti, legittimamente, si pongono all’interno di ogni singolo partito e il leader determina la linea politica, le candidature e le alleanze. Berlusconi, legittimamente, in Forza Italia mette veti con chiunque e su chiunque. Noi non siamo in Forza Italia e quindi non può mettere veti su chi non vuole tornare in Forza Italia».

    Ma lei e i tanti che lasciarono Forza Italia vi sentite traditori? «Il vero tema non è decidere chi è traditore ma entrare nel merito delle questioni e cercare di capire se in quattro anni di governo c’è stato un tradimento di quei programmi che furono decisi anche con Berlusconi. Se in quattro anni abbiamo fatto digerire al Pd battaglie qualificanti del centrodestra come l’abolizione dell’Imu sulla prima casa o l’introduzione del bonus bebè e del bonus mamma o alcune misure sulla flessibilità del lavoro, è perché siamo stati coerenti con le nostre idee e con i nostri valori. Ci abbiamo messo la faccia e i cittadini ci hanno giudicato e premiato con il voto».

    Il rapporto con il Pd e con Renzi è finito? «Insieme al Pd e a Renzi e a Gentiloni abbiamo fatto tanta strada insieme e non disconosciamo il lavoro svolto al governo. Ma perché siamo stati insieme? Perché avevamo la stessa visione politica? No. Abbiamo governato insieme perché nel 2013 nessuno vinse le elezioni e, come è successo in Germania e Spagna e come succede in tutte le democrazie moderne, se nessuno vince si collabora per il bene del Paese. Noi non siamo mai stati alleati del Pd, abbiamo collaborato con il Pd per portare l’Italia fuori dalla crisi. Questa era la natura e la logica di questa legislatura che si sta concludendo».

    Si parla di alleanze e di coalizioni senza che ancora si sappia con quale legge elettorale si andrà a votare. Berlusconi rilancia il proporzionale, Renzi dice che non farà nessuna legge senza l’accordo con Berlusconi e Grillo. E Ap? «Innanzitutto, piaccia o non piaccia, la legge elettorale è incardinata alla Camera ed è da lì che si riparte. Vedo, poi, che c’è un tentativo di rifare lo stesso errore che ha affossato il sistema tedesco. Non si può partire da una maggioranza numerica, ci vuole un accordo sul merito. Né è immaginabile un accordo tra il Pd e tre forze di opposizione. Semmai, si parte dalla maggioranza di governo e si apre alle opposizioni».

    La proposta di Ap? «Proporzionale, premio di governabilità, preferenze. Governabilità e rappresentatività sono i nostri punti chiave».

    di: Paolo Mainiero

    fonte: Il Mattino

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    Lupi: auguri a #Mattarella, sua saggezza è speranza per italiani

     “Auguri Presidente, la saggezza con cui esercita la sua responsabilità è riferimento per chiunque voglia lavorare perchè gli italiani, soprattutto i giovani, tornino a coltivare la speranza”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare facendo gli auguri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del suo compleanno.
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    Lupi: Asse tra noi e Pd fino alle elezioni. Centro o populisti, FI deve scegliere – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lupi: ho stima per Costa, ma non mi sento come se avessi il piede in due scarpe

    Sono anni che sento parlare delle nostre frantumazioni. No, ci siamo e ci saremo. Siamo nati in Parlamento ma passati per il test del voto

    Maurizio Lupi, Enrico Costa si è dimesso perché non voleva tenere due piedi nella stessa scarpa. Condivide? «Con Enrico c’è un rapporto di amicizia, ma si dimentica la ragione istituzionale e politica per cui questa legislatura non doveva esserci e invece è durata. Due forze grandi e distanti tra loro, sconfitte dagli elettori, collaborano, come in Germania e Spagna, e nessuno dice all’altro, alla fine, siete dei traditori. Personalmente non sento di avere il piede in due scarpa. Questo significherebbe non dare dignità e significato alla scelta fatta quattro anni fa».

    Scelta in cui Costa non si riconosce più, evidentemente. «Ma se tenere due piedi in una stessa scarpa ha significato passare da meno 2% di Pil al più 1,4 di quest’anno, ce ne metto 12 di piedi. E se ha voluto dire dare la possibilità a 3oo mila neo mamme di ricevere un bonus per il figlio nato, ce ne metto 64. E se ha voluto dire abolire l’Imu, ce ne metto 124».

    Anche Alfano ha dichiarato conclusa la collaborazione. «Infatti, concludendo la legislatura si esauriscono le ragioni delle stare insieme. Ma prima no. C’è stato un periodo in cui qualcuno pensava che questo fosse un governo monocratico pd, ma non è stato così. È stato un governo straordinario di responsabilità e lo dimostra la sensibilità istituzionale del premier, che ha capito come sullo ius soli ponevamo questioni serie».

    Renzi ha detto che la scelta di Costa è stata «seria e coerente» e la portavoce di Ap Valentina Castaldini lo ha definito «bugiardo e ipocrita». «Non mi piace quando i toni si alzano e la politica finisce in rissa. Quanto a Renzi, gli domanderei: “La diversità non l’ho mai nascosta, con la dignità delle mie idee, eppure si collaborava. Allora, secondo questa logica, avrei dovuto tenermi le mie idee e non dargli il mio appoggio quando era premier?”».

    Ap rischia smottamenti e emorragie di parlamentari? «Sono quattro anni, prima con Ncd poi con Ap, che ogni settimana si parla di smottamenti e frantumazioni. No: noi ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Siamo l’unica forza nata in Parlamento che si è messa alle prove alle urne e ha preso un milione e 200 mila voti».

    Fatto sta che Costa e altri stanno per far nascere un altro partito. «Mi fa piacere che per la prima volta tutti dicano che c’è bisogno di un centro. Lo dice Forza Italia e lo dice anche Renzi, che è a caccia di voti moderati».

    Rischiano di esserci molti partiti di centro e centrodestra alle elezioni. «Vedo tanta frammentazione. Prima di pensare alle alleanze vanno definiti il contenuto e i confini politici del centro. I cittadini devono avere una ragione per votarti. Siamo alternativi al Pd, non perché mangino i bambini, ma perché abbiamo idee diverse, e alternativi alla destra lepenista che vuole portarci fuori dall’Europa».

    E Berlusconi? «Sono d’accordo con Renzi, Berlusconi deve scegliere se essere popolare o populista».

    Ma non lavorate a un «rassemblement» per un nuovo grande centro? «Certo, ci lavoriamo da anni. Il nostro compito è quello di dare un contributo perché possa nascere un nuovo soggetto, ma senza primogeniture. Invece vedo una discussione surreale e vedo una corsa a tornare in Forza Italia per la paura di non essere rieletti. Un’alleanza non artificiosa può essere fatta solo tra soggetti che esistono, che hanno una chiara identità e visioni convergenti».

    Ieri ha incontrato Zanetti e Cesa. «Si e ho parlato anche con Casini. Si può e si deve lavorare insieme, ma non come somma di tanti soggetti: serve il coraggio di una nuova proposta».

     

    di: Alessandro Trocino

    fonte: Il Corriere della Sera