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    #Tlc, Lupi: #Calenda ci dica se il governo vuole creare un monopolio

    Sulla vicenda della fibra a banda larga e delle polemiche di membri dell’esecutivo ed esponenti del Partito democratico sollevate nei confronti di Telecom abbiamo chiesto un chiarimento al governo. Nel question time di mercoledì prossimo vorremmo sapere dal ministro dello Sviluppo economico se l’intenzione del governo è quella di assicurare ai cittadini di tutto il territorio un servizio di qualità e la realizzazione di un’infrastruttura strategica, rispondendo a logiche di mercato non escludendo la collaborazione pubblico e privato, ma non impedendo a chi vuole investire di farlo autonomamente evitando cosi la costruzione di nuovi monopoli“. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
     
     
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    #Consip, Lupi: bene dimissioni rappresentanti Tesoro

     “La politica deve tutelare uno strumento importante per l’amministrazione pubblica, ha fatto bene il ministero dell’Economia a chiedere le dimissioni dei due rappresentanti del Tesoro nel CdA di Consip“. Lo dichiara il capogruppo alla Camera di Alternativa Popolare Maurizio Lupi oggi pomeriggio a Genova commentando l’azzeramento dei vertici della centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, a seguito delle dimissioni dei due consiglieri del Mef, il presidente Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno. “Non servono tifosi e scontri, ma un Governo che guardi all’interesse dell’Italia – invita Lupi -. La buona politica non rincorre le urla, le inchieste giudiziarie facciano il loro dovere, i processi non si fanno sui giornali ma nelle aule di tribunale e le indagini devono andare avanti”.

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    #HelmutKohl, Lupi: Ogni europeo deve essergli grato

    “Tutti i cittadini europei devono essere grati a Helmut Kohl per il suo tenace e lungimirante lavoro per la riunificazione tedesca e per aver voluto una Germania pienamente inserita nell’Unione europea. La sua memoria ci aiuti a riprendere il cammino di un’Europa dei popoli, dello sviluppo e della solidarietà”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.
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    Lupi: Comuni, siamo decisivi. Al centro lo spazio c’è non inseguiremo gli altri – Intervista a Il Corriere della Sera

    Lupi: Scardinata alle urne la sfida destra-sinistra

    «Alla faccia di chi ci diceva che non potevamo ambire al 5%. Una settimana fa eravamo quelli brutti, sporchi e cattivi che bisognava far fuori dal sistema politico. Adesso siamo decisivi quasi ovunque…». Dopo il voto che ha resuscitato l’antico derby centrosinistra-centrodestra, Maurizio Lupi gongola per la cifra che Alternativa popolare ha incassato in giro per l’Italia. «Siamo circa al 6% nei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove ci siamo presentati. È la prova che un centro con ambizioni di governo è ancora una carta vincente. Con buona pace dei sondaggi».

    Dopo il voto tutti, da Renzi a Berlusconi, si dicono a parole pronti a riscoprire le coalizioni unitarie. Non è una bella notizia per voi. «È un errore macroscopico dire, dopo un voto per i sindaci, che “uniti si vince”. Le vecchie coalizioni, a cominciare dal centrosinistra che sfidava Berlusconi, erano fondate sull’essere “anti” qualcosa. Buone per vincere, pessie per governare. Sulle loro ceneri, non a caso, è sorta l’antipolitica».

    In molti casi vi siete presentati col centrodestra. «E siamo stati decisivi nel raggiungere ottimi risultati. A Genova come nel Lazio, a Catanzaro come in Puglia».

    Salvini vi ha attaccato molto meno, negli ultimi tempi? «Salvini fa benissimo il suo mestiere. E noi abbiamo dimostrato che non facciamo politica ragionando da rancorosi».

    A Monza siete l’ago della bilancia tra centrosinistra e centrodestra. «Scegliamo sempre sulla base dei sindaci. Certo, governando con loro in Lombardia, sarebbe naturale sostenere il candidato del centrodestra. ,a aspettiamo, faremo le nostre valutazioni».

    Una settimana fa, voi di Ap eravate sull’orlo di una crisi di nervi. Ora sorridete. «Se si riferisce al dibattito sul “tedeschellum” segnalo, con un sorriso, che Pd, M5S, Lega e FI sembravano pronti anche a votare per le politiche il 17 settembre, in estate. Ora dicono che ai ballottaggi del 25 giugno, ci andrà poca gente perché è estate… Non direi che è una bella prova di coerenza».

    La prossima legge elettorale? «Ci sono diverse proposte in campo. E otto mesi di tempo. Il Parlamento li sfrutti».

    La vostra marcia di avvicinamento alle elezioni? «Il voto alle amministrative dimostra che lo spazio al centro c’è. Guardate il risultato della lista di Tosi a Verona, che è riuscita ad andare al ballottaggio scardinando la sfida tra centrodestra e centrosinistra. Oppure l’impresa a Parma di Pizzarotti, che dismessi gli abiti del populista è riuscito a imporsi con una ricetta di governo, che potrà non piacere a me ma è piaciuta ai suoi concittadini. Noi dobbiamo lavorare ad un soggetto moderato, popolare e liberale che sia alternativo alla sinistra e alla destra. Non si tratta più di inseguire Forza Italia, questo o quello. Abbiamo degli interlocutori nella nostra area, da Parisi a Tosi, dagli orfani di Monti all’Udc. Ci si metta a lavorare insieme partendo dal presupposto che in giro non ci sono né Maradona né Mandrake. Se ci fossero, saremmo andati a prenderli. Ma non ci sono».

    di: Tommaso Labate

    fonte: Il Corriere della Sera

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    #ddlconcorrenza, Lupi: Va approvato, #Ap non presenterà emendamenti

    Sul ddl concorrenza Alternativa popolare non presenterà emendamenti. Come tutte le leggi anche questa è una norma perfettibile, ma è importante approvarla perché fissa dei criteri pienamente condivisibili per una attuazione della libertà di mercato che le imprese, soprattutto le piccole e medie, e i consumatori aspettano da tempo. Riaprire la discussione su un testo che è stato a lungo in Parlamento a questo punto vuol dire affossarlo. E non approvarlo vuol dire venire meno a un impegno che il governo ha preso con l’Unione europea rispetto al complesso di riforme strutturali da attuare nel nostro Paese di cui il ddl concorrenza fa parte”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    #elezioniamministrative2017, Lupi: Andati bene ovunque, si vince solo al #centro

    Si vince solo al centro, ad esempio a Catanzaro, città importantissima, la nostra lista prende il 10% ed è determinante per il candidato del centrodestra”. Lo ha detto in conferenza stampa il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi, commentando le amministrative. “Siamo andati bene un po’ ovunque. Ci sono segnali importanti per dire che non dobbiamo fare un passo indietro rispetto alla proposta politica: dobbiamo costruire un centro moderato, c’è uno spazio politico enorme”, ha aggiunto.

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    Lupi: c’è spazio politico enorme per costruire area di #centro

    “C’e’ uno spazio politico enorme, nonostante tanti soloni, e noi mettiamo a disposizione il nostro peso per costruire un’area determinante per il governo del Paese“, dice il capogruppo Ap alla Camera, Maurizio Lupi, commentando i risultati delle Comunali.

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    Lupi: Renzi è tornato alla realtà. Ora governiamo – Intervista a Il Dubbio

    «Un decreto sulla legge elettorale sarebbe fuori luogo. E in ogni caso dovrebbe passare attraverso il consiglio dei ministri e noi siamo contrari». Archiviata la bocciatura del “Fianum”, Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare alla Camera, mette subito in chiaro un concetto: il luogo per fare le leggi è il Parlamento. Inutile cercare scorciatoie che portano in un vicolo cieco.

    Alfano ha detto che «Ap ha vinto» la partita sulla legge elettorale. Siete soddisfatti?
    Non parlerei di una partita come se fosse un incontro di calcio con un vincitore e uno sconfitto, abbiamo detto di aver vinto perché l’obiettivo era dare una buona legge elettorale al Paese. È stata la vittoria del buonsenso, la vittoria di chi non urla e non pensa di fare accordi fuori dal Parlamento che si basano solo sui numeri ma senza alcuna base politica con la P maiuscola. Bisogna mettere da parte l’interesse dei singoli, non possono decidere solo i grandi gruppi sulla pelle di tutti gli altri: si dialoga e si cercano proposte per migliorare un testo, così funziona il Parlamento.

    E in Parlamento ci sono ancora le condizioni per scrivere una nuova legge elettorale?
    Il Parlamento è in grado di approvare una nuova legge ad amplissima maggioranza a condizione che si correggano gli errori commessi. Il segretario del Pd ha ammesso di aver sbagliato. Bene, ci si rimetta al lavoro dalla prossima settimana per individuare punti comuni che consentano di scrivere una buona legge. Altrimenti ci sono già i testi modificati dalla Consulta. L’importante è aver tolto dallo scenario l’equivoco di far coincidere l’approvazione della legge con lo scioglimento delle Camere.

    L’ex premier Renzi adesso annuncia pieno sostegno al governo Gentiloni fino al 2018. Vi fidate ancora del segretario Pd?
    Io mi sono sempre fidato, per formazione personale, della politica. Per me l’altro non è mai stato l’avversario assoluto, anche se la pensa in maniera diversa. Bisogna collaborare per il bene del Paese. Ho sempre avuto fiducia nelle persone, compreso il segretario del Pd. Dobbiamo impiegare gli otto mesi rimanenti di questa legislatura per affrontare alcune priorità: crescita, sostegno alle famiglie e alle imprese. E nella prossima legge di stabilità dovremo evitare di aumentare l’Iva di due punti perché frenerebbe il Paese.

    Sulla legge elettorale Renzi ha commesso gli stessi errori che hanno portato alla sconfitta del 4 dicembre?
    Spero che ognuno di noi impari sempre qualcosa da ciò che accade. Tanto più se uno decide di fare politica, un’attività strettamente legata alla comprensione della realtà. E se sei fuori dalla realtà sei finito, mi auguro che Renzi abbia appreso qualcosa anche dalla bocciatura di questa riforma. L’idea di fare tutto in fretta ti conduce inevitabilmente in errore.

    Anche nel Pd ci sono stati franchi tiratori che hanno “impallinato” la riforma. Crede che alcuni parlamentari dem siano stati condizionati dalle severe parole contro le elezioni anticipate pronunciate dall’ex Presidente Napolitano?
    Intanto mi faccia dire una cosa sui franchi tiratori: se in Parlamento sono previsti i voti segreti significa che su alcuni temi la libertà personale viene prima della disciplina di partito. Sicuramente, però, un pensatore libero e autorevole come Napolitano ha rafforzato anche i giudizi di molti, non solo del Pd. Infatti i franchi tiratori sono stati molto trasversali.

    Ora Ap conferma l’appoggio a Gentiloni ma Alfano aggiunge: «Non ci sentiamo alleati del Pd». Come si fa a stare in maggioranza senza intesa col maggior partito di governo?
    In questi giorni di scontro acceso è emerso ciò che noi sosteniamo da quattro anni. Questo governo è stato retto da una maggioranza non determinata dalle urne, ma dall’assunzione di responsabilità di partiti diversi e alternativi che volevano aiutare il Paese a uscire dalla crisi, visto che nel 2013 nessuno aveva vinto le elezioni. Dunque, non un governo monocolore del Pd. Anzi, alcuni provvedimenti sono proprio frutto della nostra presenza: abolizione dell’Imu, cancellazione dell’articolo 18, flessibilità sul lavoro, voucher, bonus mamme. Le larghe intese, però, sono sempre una parentesi eccezionale.

    Che a voi è costata una scissione da Forza Italia…
    Ritenevamo importante la collaborazione tra culture politiche diverse per far uscire il Paese dal baratro. E in parte ce l’abbiamo fatta, visto che la crescita inizia a farsi vedere. Anche per questo abbiamo avversato una legge elettorale proposta da Forza Italia – il partito che ha criticato le larghe intese – costruita paradossalmente su misura per le larghe intese dopo il voto. Quando ci ripresenteremo davanti agli elettori rivendicheremo i risultati ottenuti in questi anni ma anche le grandi differenze tra noi e il Pd.

    E con quale contenitore vi ripresenterete davanti agli elettori?
    Stiamo lavorando a una proposta politica nuova: alcuni la chiamano di centro, altri moderata, altri ancora liberal popolare. Definitela come vi pare, l’importante è tornare a proposte politiche che non si basino né sui Maradona né sui Mandrake. Non serve urlare o scagliarsi contro qualcuno, è il momento delle persone di buonsenso che si rimboccano le maniche con un’unica idea in testa: l’Italia è grande grazie ai suoi cittadini.

    Parisi resta ancora una potenziale risorsa o, visto che le urne si allontanano, ne potete fare a meno?
    Ripeto, non abbiamo bisogno né di Mandrake né di Maradona, anche perché in giro non ce ne sono purtroppo. Servono persone che credono nella politica e chi viene dalla società civile deve comprendere la sfida che ci attende: dobbiamo unirci senza porre paletti o primogeniture. Servono personalità capaci di fare una sintesi al servizio di un’idea nuova. Chiunque sia, non ci sono predestinati. Chi pensa di essere un predestinato, in genere, fa una brutta fine.

    Forza Italia non è più in grado di coprire lo spazio che voi vi proponete di rappresentare?
    Forza Italia prima e il Pdl dopo erano partiti che con un consenso altissimo. Nel 2008 il Pdl raggiunse il 38 per cento delle preferenze. Oggi Forza Italia, stando ai sondaggi, si attesta attorno all’11 o 12 per cento. È evidente che quella promessa interpretata per 20 anni da Berlusconi oggi ha bisogno di strumenti nuovi. Affrontare i cambiamenti epocali con strumenti vecchi porta alla sconfitta. E lo dice uno che tifa Milan, posso mostrare tutti i nostri trofei, ma purtroppo sono sei anni che non vinciamo più niente.

     

    di: Rocco Vazzana

    fonte: Il Dubbio

     

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    #leggeelettorale, Lupi: Il Parlamento è assolutamente in grado di fare buone leggi

    “Io non posso credere che il Pd faccia come Penelope, di giorno costruisce la tela della responsabilità e di notte la disfa. Io credo al Pd della responsabilità, dimostrata in questi anni di collaborazione al governo e nella maggioranza. Quello di oggi al massimo è un incidente su un aspetto marginale della legge elettorale. Anzi, io lo considero un emendamento migliorativo. Il lavoro dell’Aula è esattamente questo, migliorare il testo base. Quindi si vada avanti, e si faccia una buona legge elettorale. Questo Parlamento è assolutamente in grado di fare il suo mestiere, fare le leggi, fare una buona legge di stabilità che abbassi le tasse e aiuti le famiglie come il Pd chiedeva ieri, fare la legge sulla concorrenza, fare la legge sullo ius soli, fare ciò di cui gli italiani hanno bisogno in un momento, come ricordava oggi il presidente Mattarella in cui la situazione sta migliorando”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: #PD d’accordo su #leggestabilità? Bene per #famiglie e tasse

    Prendiamo atto con piacere della virata del Pd che si dice disponibile ad approvare la legge di stabilità per poi votare nel 2018. Allora la maggioranza la faccia insieme. Noi vogliamo una legge di stabilità in cui la famiglia sia al centro e che preveda l’abbassamento delle tasse. Per quanto riguarda la legge elettorale ribadiamo che il nostro obiettivo è migliorarla nel suo percorso parlamentare attraverso l’introduzione di un premio di governabilità da attribuire al primo partito e ponendo fine alla stortura per cui ogni futuro parlamentare sarà scelto solo dalle segreterie di partito, perciò ci vogliono le preferenze”. Così Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare, nel corso di Uno Mattina su Rai1.