• intervista PRESIDENTE M LUPI

    Lupi: è meglio se andiamo da soli, noi il 3% l’abbiamo sempre superato – Intervista a Il Corriere della Sera

    Il coordinatore nazionale di Ap: Il nostro partito non si spaccherà

     

    ROMA La sua posizione personale è chiara: per Ap, la via da percorrere alle elezioni è quella orgogliosa, coerente, «moderata e centrista» della corsa solitaria. Ma Maurizio Lupi, coordinatore nazionale del partito, sa che il momento delle decisioni finali non è ancora arrivato, che fino al 24 novembre — data della direzione nazionale — ci sarà da esaminare le proposte in campo, che «poi tutti assieme voteremo: ci hanno fatto tante volte il funerale, ma siamo ancora qui. Ci siamo sempre mossi nell’unità, abbiamo persone sul territorio che credono ad un progetto e che in 1.700 sabato hanno affollato la nostra conferenza programmatica».

    Vuol dire che non ci saranno spaccature nel partito, almeno a livello di leader? «Non avrebbe senso: la nostra forza è l’unità, questo non è il partito di Lupi, Lorenzin o Alfano, non è un partito personale. E un progetto per il Paese, vale più di 5-6 posti sicuri nell’uninominale».

    Pero anche essere rappresentati in Parlamento conta: pensate davvero di essere in grado di superare la soglia del 3%, se correte da soli? «Se facessimo scelte forzate dettate dalla paura, allora sì che il nostro compito sarebbe fallito. Una coalizione si fa se si condividono i programmi e l’idea di Paese, non si fa solo per raccattare voti ed entrare in Parlamento per poi dividersi il giorno dopo».

    Si, ma senza il 3% in Parlamento nemmeno si entra. «Lo sappiamo bene, ma sappiamo anche che in qualsiasi tornata elettorale — nazionale, regionale, amministrativa — noi il 3% lo abbiamo sempre superato. E questa legge prevede le coalizioni ma non costringe una forza politica a coalizzarsi. Non si vota una coalizione, ma un partito. E il voto utile è solo il voto serio, quello per chi vuole fare politiche serie e coerenti, visto che in ogni caso nessuno schieramento, secondo qualsiasi sondaggio, è considerato in grado di vincere».

    Se non vi muoverete singolarmente, l’alternativa alla corsa solitaria è solo un’alleanza col Pd, visto che il centrodestra non vi vuole? «Non so se il centrodestra non ci voglia, certo noi non abbiamo mai chiesto di essere accolti, né a loro né al centrosinistra. Non andiamo da nessuno col piattino in mano. Anzi, diciamo chiaramente che questa esperienza di governo è esaurita, finita».

    Significa che in campo non c’è nemmeno l’opzione dell’alleanza con il Pd? «Lo verificheremo il 24. È chiaro che conteranno anche le scelte che farà il Pd: se dovessero tornare ad allearsi con Mdp, il partito che ha lottato contro i voucher, che si batte per l’eliminazione del bonus bebè che invece noi pretendiamo sia previsto nella legge di Bilancio, altro che assalto alla diligenza, non potremo ritrovarci dalla stessa parte».

    In molte amministrazioni e giunte siete con il centrodestra: è immaginabile correre col Pd alle Politiche e con Lega e FI in Lombardia? «Ovviamente no, non prenderemo in giro gli elettori, anche se i territori avranno larga autonomia come è sempre accaduto. In Liguria, come in Lombardia, siamo alleati con un centrodestra moderno e innovativo: se decidessimo di correre da soli, non vedrei contrapposizione nel rinnovare le alleanze».

     

    di: Paolo Di Caro

    fonte: Corriere della Sera

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    Lupi: Ma la #Rai fa servizio pubblico o servigi ai #5Stelle?

    “Il Movimento 5 Stelle si sente evidentemente padrone dei palinsesti delle tivù, private o pubbliche che siano, e gestisce a suo piacere presenze, inviti e veti per questo o quell’ospite. Dopo aver lanciato la sfida di Luigi Di Maio al segretario del Pd Matteo Renzi, dopo aver inscenato il balletto sul dove farla e sul conduttore preferito è arrivato il rifiuto: io con lui non mi confronto più! Rifiuto tanto sdegnoso quanto pusillo. E adesso scopriamo che il candidato premier grillino sarà ospite solitario di Fabio Fazio. Io penso che ognuno sia libero di fare quello che vuole, ma che nelle cose si debba comunque sempre conservare un po’ di dignità. La fuga di Di Maio dal confronto si commenta da sola, ma mi sembra che anche la Rai in questa occasione perda molto della sua credibilità. Snobbata dall’aspirante premier grillino si sottomette ora come seconda scelta alla sua vanità da apparizione. Sembra di risentire Nanni Moretti: mi si nota di più se vengo con un avversario, se non vengo o se vengo da solo? Spero che la Rai ci ripensi, la sua missione è fare servizio pubblico non di rendere servigi all’onorevole Di Maio“. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore di Alternativa popolare.
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    CONFERENZA PROGRAMMATICA ALTERNATIVA POPOLARE – 11 NOVEMBRE A ROMA

    Si terrà il prossimo 11 novembre, dalle 10 alle 18 all’Hotel Marriott di Roma (via Colonnello T. Masala 54) la conferenza programmatica di Alternativa popolare, per dare inizio alla campagna elettorale e definire il partito guidato dal ministro degli Esteri Angelino Alfano.
     
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    #Intercettazioni, Lupi: Finalmente una norma di civiltà giuridica

    Finalmente dopo dieci anni arriva in porto la norma sulle intercettazioni. Propalazioni gratuite di dialoghi che nulla hanno a che fare con le indagini non dovrebbero più contribuire alle gogne mediatiche a cui da tempo siamo purtroppo abituati. Il provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri è un buon punto di partenza, per il quale Ap in commissione Giustizia si è sempre battuta. Sono prevedibili le grida al bavaglio che non esiste, piuttosto, con questo provvedimento ci avviciniamo con grave ritardo alla civiltà giuridica di quei paesi dove le indagini coperte da segreto istruttorio restano tali, perché sono fatte per ricercare i colpevoli dei reati, non per fornire materiali scandalistici ai media”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare
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    Lupi: Grave la chiusura della sede di #FdI a Colle Oppio

    “I sigilli alla sede storica di un partito non sono mai una bella cosa. Con tutti i problemi di Roma, Virginia Raggi non aveva niente di più serio e urgente da fare per la città che dovrebbe amministrare che chiudere nottetempo la sede di Fratelli d’Italia per una morosità presunta e comunque sanabile? Il tasso di democrazia si misura dal rispetto degli avversari. In questo caso mi sembra molto basso”. Lo dichiara a Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alleanza popolare.

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    Lupi: Su #Berlusconi indagine sospetta e assurda

    “L’indagine su Berlusconi mandante delle stragi di mafia del ’93 mi pare sospetta nella tempistica e assurda nel merito. Ed è comunque un’ipotesi, non una condanna. Ovviamente chi non ha ancora capito la differenza tra le due cose, come i 5 Stelle, grida e strepita e cerca di sfruttare elettoralmente la vicenda invece di preoccuparsi di cacciare dalle proprie liste chi vorrebbe bruciare vivi i suoi avversari politici. Politicamente e umanamente questo uso della giustizia fa male, innanzitutto a chi lo subisce e poi a tutto il Paese. La mia solidarietà al presidente Berlusconi per l’ennesimo tentativo di delegittimazione, il mio augurio che in Italia la si smetta di avvelenare il clima sociale e politico”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

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    #LeggeBilancio, Lupi-Bianconi: #Famiglia maltrattata, o si cambia o è dura votarla

    “Certo che una finanziaria così è difficile da votare. A parole tutti difendono la famiglia e sono preoccupati per il calo della natalità. Nei fatti la famiglia la bistrattano e i pochi provvedimenti a suo favore li annullano. Nella legge di bilancio dell’anno scorso con il governo Renzi si era finalmente invertita la rotta e alla famiglia erano stati destinati 600 milioni di euro, dopo il bonus bebè era stato creato anche il bonus per le neo mamme. In quella consegnata ieri al Senato il bonus bebè è sparito. Si regalano soldi a pioggia a destra e a manca, mance e mancette che si potrebbero più prosaicamente definire marchette. Non ci bastano le migliaia di enti inutili già esistenti in Italia, con questa legge di bilancio ne creiamo di nuovi, agenzie varie di cui non si capisce il senso e l’utilità e delle quali non si sente francamente il bisogno.

    Chiediamo che venga fatta pulizia di questi provvedimenti e che i fondi ad essi destinati vengano integralmente utilizzati per rifinanziare il bonus bebè, per aiutare cioè quei giovani cha hanno il coraggio di fare una famiglia e mettere al mondo dei figli. Ricordiamo bene le dichiarazioni del sottosegretario Boschi alla Conferenza nazionale della famiglia , disse che la famiglia è la ‘priorità del governo’, parlò di ‘margini stretti’ ma promise ‘un aumento dello stanziamento per le politiche familiari’. Disse che sarebbe arrivato ‘un segnale già nelle legge di bilancio’, si spinse sino a parlare di ‘quoziente familiare e delle misure per contrastare la denatalità’ e concluse assicurando che ‘il Pd comunque farà del tema del sostegno alle famiglie una bandiera della campagna elettorale’. Che cosa farà il Pd in campagna elettorale non ci interessa, ci preoccupa che cosa non sta facendo per la famiglia in questa legge di bilancio. Se i segnali promessi sono questi, sono pessimi”.

    Lo dichiarano in una nota congiunta Laura Bianconi e Maurizio Lupi, presidenti dei senatori e dei deputati di Alternativa popolare.

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    Lupi: Solidarietà a #Rosato. La diano anche i deputati #5Stelle

    “Ettore Rosato, noi ti bruceremo vivo. Quando l’ho letta non ci volevo credere. Ho vissuto gli anni 70 ma una violenza verbale che si spinge sino alla promessa del rogo faccio fatica a ricordarla. Che cosa distingue il candidato grillino che è assessore in pectore in Sicilia dai carnefici dell’Isis che hanno bruciato vivi gli elicotteristi americani? Il fatto che non è ancora passato all’azione? E se qualcuno lo prendesse sul serio? Al Movimento 5 stelle dico: fermatevi nella vostra scriteriata aggressività prima che la lotta politica degeneri, smettetela di fomentare la violenza, che prima o poi scoppia. Al collega Rosato va tutta la mia solidarietà, che spero non sia solitaria e che venga condivisa anche dai deputati 5 Stelle. Il legittimo duro dissenso sulla legge elettorale ha un limite, che è la dignità e l’integrità della persona che mi sta davanti. Quando uno pronuncia certe frasi dovrebbe ricordarsi che l’avversario politico è un uomo, che ha degli affetti, una moglie e dei figli,che vengono feriti ingiustamente da una violenza che non ha ragion d’essere”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

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    #IusSoli, Lupi: La fiducia è una forzatura. #Ap non ci sta

    “Dal Pd ci spiegano che le alleanze sono somme di voti e non di veti. Io credevo che fossero accordi per governare il Paese fatti di programmi concordati e condivisi. Sullo Ius soli, che non è mai stato e non è nel programma di governo, chiediamo da tempo di discuterne senza forzature. Ora, dopo averlo lasciato a bagnomaria per più di due anni, il Pd, che si trova un po’ scoperto a sinistra, decide che va approvato così com’è, con la fiducia. Non ho posto alcun veto né minacciato ritorsioni sulla legge di bilancio, noi la responsabilità verso il Paese sappiamo che cos’è. Ho solo ricordato che la fiducia la richiede il Consiglio dei Ministri, dove il Pd non è solo, e la vota, in questo caso, il Senato, dove Ap non la voterà. Il Pd vuole fare campagna elettorale sventolando la bandiera dello Ius soli? La farà senza di noi”. Lo dichiara Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.

  • Intervista Lupi Repubblica

    Lupi: Diremo no in Consiglio e in aula – Intervista a La Repubblica

    Il coordinatore nazionale di Ap: Disponibili solo a varare lo ius culturae, ma i dem non vogliono una buona legge

     

    Onorevole Lupi, dopo le parole di Minniti sembra che il Pd chiederà al governo di mettere la fiducia sullo ius soli «Lo ius soli non è stato mai oggetto dell’accordo e del programma di governo. Minniti da autorevole esponente del Pd, durante la conferenza programmatica, ha tutto il diritto a porre con forza l’accento su una cosa che il suo partito ritiene più importante. Ma il ministro Minniti deve anche ricordare che fa parte di un governo di coalizione. Non è un monocolore del Pd. Il presidente Gentiloni ha sempre dimostrato di capire il ruolo che ricopre e quindi non credo che chiederà la fiducia. Caso mai lo faccia i nostri ministri voteranno contro in Consiglio dei ministri e voteremo no al Senato».

    E se il Pd procede da solo, senza di voi, cercando altri voti? «Fra qualche mese si sciolgono le Camere e a marzo si andrà a votare. A quel punto ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti agli elettori e il problema verrà affrontato dal prossimo Parlamento».

    Dunque non ci sono alternative? «Siamo alla fine della legislatura e noi riteniamo che una legge si possa fare. Ma non si deve fare a tutti i costi e deve essere una buona legge. Abbiamo chiesto delle modiche e le abbiamo poste sul tavolo. Se il Pd vuole fare la legge possiamo approvare lo ius culturae su cu siamo tutti favorevoli. Ma se il Pd deve fare una battaglia sullo ius soli noi siamo contrari e quindi i dem trovino un’altra strada che non sia la fiducia. Poi adesso dobbiamo discutere della legge di Stabilità e credo proprio che questa sia la priorità per il paese».

    Onorevole, sa benissimo che modificare la legge e rimandarla alla Camera significa affossarla… «Non è colpa nostra se la legge è rimasta ferma due anni e mezzo al Senato. Il Pd essendo il gruppo maggioritario poteva chiederne l’iscrizione all’ordine del giorno. Purtroppo ho l’impressione che invece di fare una buona legge ci sia interesse a mettersi una coccarda al petto. Un scontro fra chi dice che senza ius soli non c’è piena cittadinanza e chi invece grida all’invasione. Noi invece usiamo sempre il buon senso e la responsabilità».

    La Lega che annuncia battaglia e barricate. «Ma quali barricate. Dare alimento alla guerra fra tifoserie mi sembra un atto di irresponsabilità. Invece credo che il metodo migliore sia quello del confronto e della mediazione. Andare avanti sullo ius soli mi sembra invece un errore clamoroso».

    Ma ci saranno riflessi sulla legge di Stabilita? «No, perché i ricatti non servono e non è il nostro modo di fare politica».

    di: Silvio Buzzanca

    fonte: La Repubblica