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    #MIGRANTI, ALLI: BENE #RIFORMADUBLINO, VITTORIA #ALFANO E GOVERNO

    “L’appoggio del Parlamento europeo alla riforma del regolamento di Dublino sull’asilo è un importante passo in avanti per arrivare ad una vera politica comune Europea sul diritto di asilo. Ora attendiamo il via libera anche da parte del Consiglio europeo in modo che la svolta possa essere effettiva. L’auspicio è che la larghissima maggioranza preannunciata dalla relatrice Cecilia Wikstrom si realizzi effettivamente. Questo sarebbe un segnale molto importante per la nostra opinione pubblica, che chiede da tempo una Europa più attenta ai problemi reali della gente, come è appunto quello migratorio”. A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare e Presidente dell’Assemblea Parlamentare della NATO.
    “L’eliminazione del criterio del primo paese di accesso – afferma – costituirebbe una importante vittoria del nostro Paese e della determinazione con la quale il governo italiano, negli ultimi anni, ha posto il tema della corresponsabilità su tutti i tavoli europei. In questo senso è doveroso citare l’ottimo lavoro fatto da Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, che hanno lavorato tenacemente per raggiungere questo obiettivo”.
    E conclude: “Quello che lascia perplessi è l’atteggiamento di partiti come Lega Nord, che si sono astenuti, e Movimento 5 stelle che non hanno votato a favore. Di fatto non fanno per nulla gli interessi del loro Paese che li ha mandati in Europa”.
  • intervista MINISTRO ALFANO_Pagina_1

    Alfano: Un Erasmus mediterraneo. Integrare la sponda Sud essenziale per la sicurezza – Intervista a Il Corriere della Sera

    Il ministro degli Esteri: Diminuiti i flussi dalla Libia. Ora stiamo lavorando per rendere stabili questi risultati

     

    Un «Erasmus del Mediterraneo» che crei le condizioni per una maggiore integrazione culturale tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Lo annuncia il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che oggi apre a Palermo la prima Conferenza dell’Osce, insieme ai Paesi del Nord Africa, interamente dedicata al problema dei migranti e della loro integrazione.

    «E il primo atto effettivo della presidenza italiana dell’Osce — spiega il titolare della Farnesina — e l’abbiamo voluta in un luogo nel quale hanno convissuto culture diverse, dimostrando che è possibile farlo in pace invece di generare conflitti. Dobbiamo puntare sulla sicurezza, sapendo che anche la cultura può essere una componente essenziale. Con questo incontro vogliamo sottolineare il ruolo centrale del Mediterraneo nella più grande questione della sicurezza in Europa. Per questo la partnership con i Paesi della sponda Sud è indispensabile: occorre condividere più informazioni, elaborare strategie comuni, coinvolgerli nei processi politici».

    La Libia è invitato speciale alla Conferenza. A che punto è il processo di conciliazione interna e come stanno funzionando gli accordi con l’Italia? «Continuiamo a sostenere gli sforzi dell’inviato speciale dell’Onu, Ghassan Salamé, che ha concluso con un esito positivo la prima parte del suo piano. Occorre però ancora lavorare sul tema cruciale, quello del rapporto tra potere civile e potere militare. Noi siamo favorevoli a un processo che includa l’Est. Ricordo che il dialogo Est-Ovest ha segnato un punto importante a Roma, con l’incontro tra i presidenti dei due Parlamenti. Obiettivo è trovare il consenso più largo possibile, ma è evidente che al fondo debba esserci una subordinazione del potere militare a quello civile. Poi ognuno potrà candidarsi in una libera competizione politica. Nel frattempo appoggiamo le istituzioni legittime nella sfida della governabilità e pensiamo che i risultati raggiunti nella lotta al terrorismo e al traffico di esseri umani siano rilevanti. La cooperazione tra Italia e Libia ha prodotto un crescente contenimento dei flussi migratori illegali, grazie anche alla diminuzione del transito dal confine con il Niger. Ora stiamo lavorando per rendere stabili questi risultati».

    La caduta di Raqqa certifica la sconfitta dell’Isis, ma pone anche il problema dei foreign fighters che tenteranno di rientrare in Europa. Inglesi e francesi hanno annunciato una linea molto dura. Londra in particolare ha detto che i foreign fighters britannici non verranno catturati e arrestati ma uccisi. Quanto è concreta per l’Italia la minaccia dei combattenti islamici di ritorno? «Fin qui siamo riusciti a fare dell’Italia un Paese sicuro e solidale, salvando vite umane e tenendoci al riparo in un mondo nel quale, è bene ribadirlo, il rischio zero non esiste. Detto questo, il livello di allerta resta alto. Possiamo contare su un servizio anti-terrorismo straordinario, come altissima è la qualità delle nostre agenzie di intelligence. Abbiamo una normativa avanzata e un metodo di lavoro efficace, con il Comitato di analisi strategiche anti-terrorismo. II numero di foreign fighters che hanno avuto a che fare con l’Italia è fin qui contenuto rispetto a quello di altri Paesi. Ma sappiamo che per compiere qualcosa di grave ne basta uno. Ecco perché il nostro sistema di collaborazione internazionale rimane attivo, con scambi di informazioni e passaggi tempestivi di notizie che possono essere decisivi. Ecco perché dobbiamo tenere la guardia ancora alta, anche lavorando con i provider del web, parte essenziale della prevenzione».

    La vittoria del suo collega e compagno di partito Sebastian Kurz in Austria è avvenuta sulla base di una linea molto dura nei confronti dell’immigrazione e restrittiva su quello dell’integrazione. Inoltre Kurz potrebbe allearsi con un partito, la Fpoe, che ha radici neo-naziste. Fare propria l’agenda politica dell’estrema destra è un modello per i popolari europei? «Ho parlato con Kurz pochi giorni fa a Bruxelles e ho ascoltato II suo intervento, nel quale ha ribadito le sue posizioni popolari ed europeiste, da sostenitore del processo di integrazione».

    Anche se con lui, l’Italia ha avuto qualche scintilla. «Anch’io personalmente ho reagito quando aveva proposto di portare tutti gli immigrati salvati nel Mediterraneo a Lampedusa. Ma c’era stata un’identica questione da ministro dell’Interno, quando il governo a guida socialista di Vienna aveva minacciato la costruzione di un muro al Brennero. La strada è quella di una gestione efficiente e leale della frontiera comune, ricordando che fin qui sono stati di più i transiti dall’Austria verso l’Italia, che non viceversa».

    di: Paolo Valentino

    fonte: Corriere della Sera

  • Paolo Alli

    #MIGRANTI, ALLI: ABOLIZIONE PAESE INGRESSO POSITIVA NOVITA’ STRUTTURALE

    La decisione preannunciata in sede di Parlamento Europeo dalla Commissione Libertà Civili relativamente alla proposta di eliminare dal meccanismo del trattato di Dublino il principio del Paese di primo ingresso costituisce una prima positiva novità strutturale sul tema della immigrazione”.
    A dirlo è Paolo Alli, deputato di Alternativa Popolare e Presidente dell’Assemblea Parlamentare della NATO, commentando le anticipazioni rilasciate alla stampa dalla relatrice Cecilia Wikstrom sulla proposta di rivedere l’attuale sistema, per cui il Paese di primo ingresso deve farsi carico di tutte le domande d’asilo, sostituendolo con un sistema automatico e permanente di ricollocamento dei richiedenti nei vari Paesi UE.
    “La revisione del trattato di Dublino – afferma – costituisce il punto di partenza fondamentale per arrivare a una vera politica comune Europea sul diritto di asilo. Se confermata, questa decisione costituirà una prima vittoria del nostro Paese e della determinazione con la quale il governo italiano, negli ultimi anni, ha posto il tema della corresponsabilità su tutti i tavoli europei. In questo senso è doveroso citare l’ottimo lavoro fatto da Paolo Gentiloni e Angelino Alfano, che hanno lavorato tenacemente per raggiungere questo obiettivo”.
    E conclude: “In attesa di poter leggere il testo della proposta, che speriamo eviti scappatoie che consentano ad alcuni Paesi di continuare a sottrarsi agli obblighi di ripartizione, auspichiamo che la larghissima maggioranza preannunciata dalla relatrice Cecilia Wikstrom si realizzi effettivamente. Questo sarebbe un segnale molto importante per la nostra opinione pubblica, che chiede da tempo una Europa più attenta ai problemi reali della gente, come è appunto quello migratorio”.
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    #Migranti, Pizzolante: Stop flussi e rispetto diritti in #Libia vanno pari passo

    “Il fenomeno migratorio oggi è un’emergenza mondiale, epocale. Ci sono questioni geopolitiche di territori lontani da noi, dell’Africa subsahariana, che generano una spinta che riguarda centinaia di milioni di persone. E’ chiaro che, fatta questa premessa, c’è un serio problema di integrazione ma anche di transizione, di come gestire questo fenomeno. Le nostre comunità nazionali non sono nelle condizioni di poter integrare tutti. Noi siamo già a livelli di guardia”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente dei deputati di Ap, Sergio Pizzolante, intervenendo a Coffee Break su La7.

    “Per quanto riguarda il problema del rispetto dei diritti umani è chiaro che, quando iniziamo a fare accordi con la Libia per fermare i flussi migratori, la comunità internazionale deve poter entrare dentro questi centri libici e mettere ordine in quelle strutture. Le due cose vanno fatte insieme. L’una non esclude l’altra”, ha concluso.

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    #MIGRANTI, ALLI: #VERTICEPARIGI RISULTATO DELLA SCONFITTA DEI #POPULISMI EUROPEI

    “Il risultato del vertice di Parigi costituisce non solo una vittoria e un’affermazione della linea italiana ma anche una conferma che le semplificazioni populiste sono destinate a essere sconfitte dalla ragionevolezza e dal duro lavoro di chi cerca soluzioni reali e non si limita a urlare. É un buon auspicio per le prossime tornate elettorali, a cominciare dall’Austria”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    “Molti si domandano come mai una apertura così chiara da parte dei principali interlocutori europei sul tema dell’immigrazione avvenga solo ora e quali nuovi fattori l’abbiano determinata. In realtà – spiega – questo è il risultato di una serie di cause legate alle vicende interne dei vari paesi europei. Infatti, in Francia ci sono state le elezioni e non ha vinto la destra lepenista, in Spagna è finalmente stato formato un governo dopo un anno di caos e la Merkel, sicura di vincere le elezioni in Germania, può ora proseguire sulla linea della corresponsabilità, che aveva inaugurato già due anni fa accogliendo un milione di rifugiati siriani e che, in un primo momento, le aveva causato un crollo di popolarità.”
    E conclude: “L’affermazione della linea italiana, che non nasce certo oggi, ma che oggi raggiunge un punto di maturazione adeguato, dimostra ancora una volta una realtà che più volte abbiamo affermato, contro l’autolesionismo tipico di molta parte dell’opinione pubblica: la capacità di coniugare dialogo e fermezza conferma la centralità del nostro Paese sugli scenari europei e mondiali. Il merito di questo va al premier Gentiloni, che è stato un eccellente regista, al ministro Minniti, che ha saputo fare scelte anche dure, e al ministro Alfano che non ha mai interrotto la linea del dialogo con nessuno dei soggetti e degli interlocutori in campo, in particolare nel complesso rapporto con la Libia. E si conferma l’importanza fondamentale della scelta di rimandare il nostro ambasciatore in Egitto, Paese che costituisce un punto di equilibrio fondamentale per l’intera sponda sud del Mediterraneo. Gli apprezzamenti ricevuti da tutti a livello internazionale sono la miglior dimostrazione di questo eccellente gioco di squadra”.
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    #Migranti, Lupi: Cogliere richiamo card. Parolin e suo appello a dialogo

    Da uomo impegnato in politica non posso che essere grato al cardinale Parolin, segretario di Stato Vaticano, per il discorso che ha pronunciato oggi al Meeting di Rimini. Nel ricordarci che la libertà è responsabilità e non solo possibilità ci invita ad assumere il compito proprio del nostro impegno: avviare nel tempo processi orientati al bene comune e non finalizzati alla mera occupazione di spazi di potere. A questa priorità, capace di visioni a medio e lungo termine, deve essere orientato anche il nostro intervento sull’immigrazione, che ha un dovere di accoglienza nell’immediato di quelli che il cardinale Parolin ha chiamato ‘questi nostri fratelli’ e un dovere altrettanto urgente di progetti alternativi a una immigrazione massiccia e incontrollata e di sviluppo per i paesi di provenienza dei migranti”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

    “Fa male sentirsi dire che in questa azione l’Unione europea sembra assente, ma è purtroppo vero. Il richiamo del cardinale va colto in tutta la sua drammaticità. Così come va seguito il suo appello al dialogo culturale, ecumenico, inter-religioso, sociale e politico come contributo a un nuovo ordine. Il dialogo è la capacità e la forza di chi ha qualcosa da proporre, non, come si mistifica spesso, la rinuncia all’identità”.

  • Enzo Garofalo

    #Migranti, Garofalo: Bene incontro #Minniti-#Anci, Viminale sensibile a nostre sollecitazioni a sostegno #sindaci

    “I sindaci sono in grande affanno sul fronte dell’accoglienza dei migranti. Nel messinese circa quaranta primi cittadini attendono ancora risposte e domani avranno un confronto con il Prefetto. Per questo è molto positivo che il ministro Minniti abbia raccolto la nostra sollecitazione per rendere più concreta ed efficiente la condivisione tra i vari livelli istituzionali per fronteggiare questa emergenza. Il suo annuncio oggi in Aula, in risposta a una mia interrogazione, che domani incontrerà di nuovo i vertici Anci per fare il punto sul piano di accoglienza dei richiedenti asilo è estremamente importante”. E’ quanto ha dichiarato il deputato di Alternativa popolare Vincenzo Garofalo, intervenendo in Aula alla Camera durante il question time al ministro Minniti.

    “Bisogna evitare, infatti, che i sindaci si sentano abbandonati. Sindaci che danno voce alle crescenti preoccupazioni che emergono tra i cittadini e che rappresentano un valore al quale dobbiamo continuare a dare supporto. Qui nessuno mette in discussione l’accoglienza, la solidarietà, di cui gli italiani si sono dimostrati campioni. Ma occorre ora valutare – aggiunge Garofalo – se questo modello possa proseguire e, nel caso, in che modo prevedere un’azione diversa. L’auspicio è che da questi incontri possa emergere davvero qualcosa di costruttivo”.

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    #Migranti, Garofalo: #Minniti intervenga a garanzia corretto confronto con #sindaci

    “Il continuo e sempre più massiccio afflusso dei migranti nel nostro territorio sta mettendo a dura prova il nostro sistema di accoglienza, in particolare il lavoro dei sindaci e soprattutto di quelli del Mezzogiorno. La situazione è grave nei Comuni più piccoli che, nonostante l’indiscussa generosità, a volte devono accogliere un numero di immigrati largamente superiore rispetto al previsto. Una problematica che sta generando serie difficoltà gestionali e logistiche con la conseguenza di creare, come avvenuto ad esempio a Castell’Umberto in Sicilia, attriti e contrasti tra i vari livelli istituzionali. Si rende per questo necessario intervenire con misure idonee a scongiurare che l’accoglienza dei migranti avvenga attraverso una gestione confusa, inadeguata e, magari, calata ‘dall’alto’. Così come è indispensabile, in questo quadro, favorire un coordinamento costante con le autorità centrali. Per questo domani durante il question time alla Camera, chiederemo al ministro Minniti quali iniziative il governo intenda adottare al fine di coinvolgere in un confronto corretto e positivo i sindaci dei comuni che si trovano a fronteggiare un fenomeno così complesso e destabilizzante come quello di un’immigrazione che, quotidianamente, diviene sempre più allarmante”. E’ quanto dichiara il deputato di Alternativa popolare Vincenzo Garofalo.

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    #Migranti, Garofalo: Protesta sindaci #messinesi comprensibile, #Italia non sia lasciata sola

    La protesta dei sindaci messinesi è comprensibile. Qui nessuno vuole mettere in discussione la necessità di soccorrere e salvare la vita a chi fugge da guerre o dai rischi che corre nel proprio Paese. Come nessuno mette in discussione la necessità dell’accoglienza. Quanto fatto dal governo italiano, da solo, in questi ultimi anni lo dimostra, un lavoro encomiabile. Ma se questo deve essere il pretesto per caricare i problemi epocali umanitari di una porzione rilevante dell’Africa sui soli italiani allora è giusto esprimere tutta la nostra contrarietà. Una situazione che sta generando serie difficoltà gestionali e logistici, con la conseguenza, come avvenuto a Castell’Umberto, di creare ad esempio attriti tra i vari livelli istituzionali. I sindaci hanno infatti l’obbligo di ascoltare la propria gente e preservare la pace sociale del proprio territorio. Se l’Ue ma soprattutto gli Stati membri non decidono di sostenere davvero il nostro Paese, l‘Italia rischia di essere il big bang del sogno della comunità europea“. È quanto dichiara il deputato Vincenzo Garofalo di Alternativa popolare.

  • Paolo Alli

    #MIGRANTI, ALLI: DA #MACRON IMPORTANTE RICONOSCIMENTO. EUROPA SOLIDALE SIGNIFICA COSTRUIRE STATI UNITI #UE

    Le affermazioni del presidente Macron di una mancanza di equilibrio nella solidarietà e di non aver ascoltato l’Italia sul tema dei migranti sono un importante riconoscimento. Nei negoziati sulla revisione del trattato di Dublino è necessario che l’Italia lavori duro per una equa distribuzione dei migranti. La costruzione di un’Europa solidale significa la costruzione di un’Europa unita. Su questo si misura la volontà reale di costruire gli Stati Uniti d’Europa”. A dirlo è Paolo Alli, Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare.
    E aggiunge: “È un dato di fatto la solidarietà sia un dato scontato per il fatto che apparteniamo all’Unione europea. Proprio di recente, alla Conferenza interparlamentare di Malta sulla difesa e sicurezza comune, tenutasi poche settimane fa, di fronte al tentativo di inserire nelle conclusioni un emendamento che richiamasse la corresponsabilità di tutti i Paesi rispetto all’accoglienza migratoria, c’è stata l’ennesima forte resistenza e reazione dei Paesi “Visegrad”, che hanno minacciato di non approvare le conclusioni. Quindi, ancora una volta, è stato evidente che alcuni Paesi dell’Unione europea sono fortemente contrari a qualsiasi tipo di distribuzione equa dei migranti”.