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    #VACCINI, LORENZIN: BENE L’AUMENTO DEI #PROVAX. PRESTO RAGGIUNGEREMO IMMUNIZZAZIONE DI MASSA

    Questi dati fanno bene alla salute di un ministro ma soprattutto ci danno il senso del lavoro che abbiamo fatto, anche molto duro in questi ultimi mesi”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Un lavoro di grande civiltà”, spiega Lorenzin, “il Governo è stato compatto e questo permetterà di raggiungere in breve tempo una immunizzazione di massa e quindi di mettere in sicurezza la collettività ed anche di ricostruire la fiducia nelle istituzioni sanitarie e nella scienza che è venuta meno in questi ultimi decenni”.
     
  • INTERVISTA LORENZIN SU IL MESSAGGERO_Pagina_1

    Lorenzin: La legge è chiarissima si vuole far confusione – Intervista a Il Messaggero

    Vaccini, scontro sul caso Roma. Lorenzin a Raggi: fa confusione

    «La legge è chiarissima, difficile sbagliare. Al sindaco Raggi dico che per non fare confusione basta non volerla fare». Volutamente confusa sarebbe la Raggi quando reagisce all’obbligo di vaccinazione con puntualizzazioni che complicano invece di semplificare, alle quali replicano con firma congiunta i ministri di Salute e Istruzione, Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli. Che ribadiscono: «A scuola entrano solo i minori con la documentazione di essersi vaccinati o aver prenotato la vaccinazione».

    Alla lettera della Raggi cosa replica? «Ho mantenuto una corrispondenza diretta col Comune di Roma e con Regioni quali la Lombardia e il Veneto. Siamo intervenuti con circolari esplicative anche se la legge è molto chiara. Attraverso un’ultima circolare avevamo definito le modalità ulteriori di prenotazione per telefono, email certificata o raccomandata. Il Comune di Roma aveva predisposto una modulistica che aggiungeva dei campi e noi abbiamo precisato che comunque senza prenotazione o senza il libretto delle avvenute vaccinazioni o l’esonero certificato da un medico, non si può accedere all’asilo. Inoltre abbiamo garantito l’omogeneità sul territorio nazionale. Infine, la norma prevede che dal 2019 la trasmissione dati possa avvenire dalla Asl alla scuola, ma prima di quella data c’è un problema di privacy di cui tenere conto».

    Tra i 5 Stelle, Di Maio è per vaccinare i figli, altri presentano disegni di legge contro l’obbligatorietà. E la Raggi vi fa le pulci…? «La stragrande maggioranza degli italiani ha capito il problema ed è a favore dell’obbligatorietà vaccinale. La necessità di questa norma va oltre l’appartenenza a singoli partiti. Io ho cercato di tenere il tema fuori dalla diatriba politica: è un problema di salute e sicurezza pubblica. Dispiace vedere rappresentanti delle istituzioni fare affermazioni del tutto prive di valore scientifico. E un problema culturale. I vaccini salvano la vita a miliardi di persone, questo è provato. Le posizioni a-scientifiche minano gravemente la salute e mettono a rischio bambini e adulti. Oltre il 40 per cento di persone infette ha avuto in questi mesi complicanze molto serie e lunghi tempi di degenza».

    Eppure crescono i movimenti no-vax e free-vax. Che dire? «C’è bisogno di alfabetizzare nuovamente la popolazione italiana perché sia più libera, consapevole e sicura nelle proprie scelte».

    Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, parla di atteggiamento ideologico e coercitivo per via dei bambini lasciati fuori dalle scuole… «Non c’è nulla di ideologico in una legge che è stata votata fortunatamente anche da Forza Italia e io ne sono molto contenta: non si può entrare negli asili nido e nella materna se non in regola col calendario vaccinale, ma basta che presentino il certificato e entreranno in classe. Certo, la legge impone un obbligo. Ma nella fascia di età 0-6 anni convivono i bambini più fragili quanto a immunizzazione. Alcuni non possono ancora essere vaccinati perché troppo piccoli, e i più grandi gli possono trasmettere malattie. È necessario mettere in sicurezza i bimbi più vulnerabili e immunodepressi. Da anni si era pericolosamente abbassato il livello di immunizzazione, come denunciato proprio dalle Regioni. Fino a 600mila erano le persone non vaccinate tra i giovani e questo esponeva l’intera popolazione a rischio epidemico. Di fronte a questo, le istituzioni hanno il dovere di essere tutte allineate».

    In molti però imputano al governo il caos, dal Lazio alla Lombardia… «Ci sono Regioni efficienti che hanno mandato a casa lettere già fissando le prenotazioni per vaccinarsi. Sono le Regioni a dover gestire il territorio, il governo a far rispettare la norma. Ci arrivano segnalazioni di scuole private che non chiedono la vaccinazione. Stiamo approfondendo queste situazioni davvero singolari. L’obbligatorietà va da 0 a 16 anni e riguarda anche chi non va a scuola. Fino al ’99 c’era il divieto di accesso a ogni scuola di ordine e grado per chi non fosse vaccinato. Penso al resto del mondo. All’iniziativa in California per debellare il morbillo. E alla Francia che dal 1º gennaio introdurrà 11 vaccinazioni obbligatorie».

    Non è bello chiudere i cancelli davanti ai bambini, no? «A Milano, 19 bambini tenuti fuori dall’asilo su 33mila. Non mi pare drammatico. Quei 19 avrebbero messo a rischio gli altri, e comunque una volta prenotato, anche via mail, potranno entrare. C’è un obiettivo di salute nazionale. E ci sono anche gli adulti da tutelare. Gli ospedali sono pieni di persone con morbillo e complicanze enormi, compresa l’encefalite».

    La Gran Bretagna non prevede l’obbligatorietà, eppure oltre il 90 per cento della popolazione si vaccina. Possibile? «Il Regno Unito con un altro sistema raggiunge lo stesso obiettivo. Loro hanno vaccinato quasi tutti, dopo le epidemie terribili avute in passato. E non c’è da loro il declino progressivo della cultura vaccinale che c’è in Italia. Erano state proprio le Commissioni Salute delle Regioni a reclamare una legge nazionale. Guardi, ho incontrato di recente la mamma di una bambina che ha avuto il trapianto di midollo. Da dieci anni combatteva per dare a sua figlia immunodepressa una condizione di sicurezza a scuola. Mi ha ringraziato».

     

    di: Marco Ventura

    fonte: Il Messaggero

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    #Vaccini, Lorenzin: Via da rete #FakeNews, ma no censura no wax

     Polizia ci aiuta a individuare notizie che destano allarme sociale

    “Non c’è nessuna volontà di censura: non stiamo lavorando sulla rimozione dei contenuti ‘no-wax’ presenti in rete, noi stiamo cercando di capire con la polizia postale come intervenire in caso di fake news, di notizie evidentemente false che provochino allarme sociale“. Così la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, in un’intervista a Radio Monte Carlo, torna su uno degli aspetti più controversi nella campagna di informazione che il Governo sta studiando per diffondere “una più ampia cultura della vaccinazione”. Ospite del programma ‘Primo Mattino’ condotto da Claudio Micalizio, il Ministro Lorenzin ha escluso l’intenzione di voler rimuovere dal web notizie e informazioni condivise da quanti contestano le vaccinazioni: “Come già accade in altri casi- ha spiegato il ministro- bisogna trovare metodi e sistemi per impedire che diventino virali notizie totalmente infondate che possono scatenare il panico o addirittura avere un indice di pericolosità: penso al caso in cui si dice che una terapia fa morire o, al contrario, ha effetti miracolosi e questo non è vero… Insomma casi limite che però richiedono un intervento per evitare di diffondere allarme”.
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    Lorenzin: E ora con Google ripuliremo la rete dalle fake news – Intervista a La Stampa

    Il ministro della Salute: ma quale modello Nordest? Sono sotto la soglia di copertura del 95%

    Vinta la battaglia con la Regione Veneto, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin adesso rilancia: la guerra si sposta sulla Rete.

    Cosa intendete fare per contrastare la diffusione delle fake news sui vaccini? «Posso anticipare che stiamo lavorando in collaborazione con Google per indicizzare le notizie certificate scientificamente. Stiamo anche cercando con Google e polizia postale la via per rimuovere le false notizie che circolano in Rete e che sono pericolose per la salute pubblica».

    Intanto il Veneto già annuncia ricorso al Consiglio di Stato e poi attende il giudizio della Corte costituzionale sulla vostra legge. Preoccupata? «Non ho alcun timore. Ricordo che in Italia fino al 1999 vigeva l’obbligatorietà vaccinale per l’accesso a scuola. E la Costituzione da allora non è cambiata. In questo modo abbiamo sconfitto la polio, il tetano, la difterite e il vaiolo».

    Il governatore Zaia difende il «modello Veneto», fondato non sull’obbligo vaccinale ma sulle informazioni alle famiglie. E sostiene che funziona benissimo. Come risponde? «È vero, in Veneto hanno l’anagrafe dei vaccini e questo consente la tracciabilità. Ma restano sotto il 95 per cento dei vaccinati, che costituisce la soglia di sicurezza per la cosiddetta immunità di gregge. Sul morbillo hanno avuto in regione circa 300 casi. Il dialogo con i cittadini è giustissimo, necessario, ed è previsto anche dalla legge, ma purtroppo non basta».

    Perché non basta? «Le racconto questo. Abbiamo fatto fare dei sondaggi sulla diffusione del morbillo. E sa qual è stato il risultato? Una piccola parte di intervistati, convinti dalle fake news, riteneva fosse pericoloso vaccinarsi, ma la stragrande maggioranza rispondeva che, non essendo il vaccino obbligatorio, evidentemente non era importante farlo».

    Perché non investite sull’informazione? «Lo stiamo facendo, partiranno spot nazionali per spiegare il decreto e l’importanza della vaccinazione. Scuole, Asl, saranno tutti coinvolti. Anche i nostri alleati più preziosi in questa battaglia di civiltà a favore della scienza: i medici di famiglia e i pediatri, di cui le famiglie si fidano».

    Zaia sostiene che la vostra legge in fondo non era scritta così bene se avete avuto bisogno di spiegarla con una circolare… «E no! La legge è chiara, la circolare l’abbiamo dovuta fare per garantire quei genitori che purtroppo hanno a che fare con enti locali che non funzionano bene. E abbiamo previsto che, se la Asl non è in grado di attestare la vaccinazione, basta dimostrare di averla prenotata via mail, via telefono o con raccomandata».

    Dietro i vaccini si è combattuta anche una battaglia politica, con Lega e Cinque Stelle a favore dei No Vax. Come è stato possibile che una questione tecnico-scientifica si sia trasformata in un caso politico? «Purtroppo è un’abitudine che viene da lontano, pensiamo ai casi Di Bella o Stamina. E la colpa è anche della classe politica, che dovrebbe lavorare per rafforzare l’autorevolezza e l’indipendenza delle autorità scientifiche. Detto questo davvero non ho capito la posizione della Lega. Al di là delle divisioni, c’è un problema di responsabilità delle istituzioni: i virus non conoscono dialetti o confini regionali».

    Invece Forza Italia vi ha sostenuto… «Sono molto contenta, l’ho apprezzato. È importante che, almeno sulla salute, il Paese sia unito».

     

    di: Francesco Bei

    fonte: La Stampa

     

  • INTERVISTA A MINISTRO LORENZIN SU CORSERA_Pagina_1

    Lorenzin: Saranno responsabili di eventuali epidemie. Il divieto è sacrosanto – Intervista a Il Corriere della Sera

     Il ministro della Salute: nostro obiettivo è chiaro, tutelare la salute di tutti

    Negli anni la minor consapevolezza dell’importanza dei vaccini ha lasciato spazio a teorie strampalate e senza alcuna base scientifica.

    Ministra Beatrice Lorenzin, ha saputo dell’ iniziativa del Veneto? Una moratoria fino al 2019 perché la norma sulla decadenza dell’iscrizione alle scuole di infanzia non sarebbe chiara. «Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione».

    II Veneto confida nella sospensiva richiesta alla Corte Costituzionale. E se venisse accolta? «Siamo molto tranquilli e sereni sulla correttezza di un provvedimento a difesa della tutela della salute, principio previsto dall’articolo 32 della Costituzione. Sono misure necessarie per difendere la collettività. Fino al 1999 l’obbligo è stato molto più stringente eppure la legge di allora non è mai stata messa in dubbio per decenni. La mia generazione e le precedenti la accettavano senza sollevare polemiche».

    Perché adesso il clima è cambiato? «Noi in verità abbiamo riscontrato un enorme consenso popolare. Le famiglie italiane hanno paura per i figli. Le istituzioni negli ultimi anni hanno dato per scontato che ci fosse consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni, invece è venuta a mancare. E in questo vuoto si sono inseriti i free vax con le loro teorie strampalate e prive di ogni fondamento scientifico, rilanciate dai social. Leggende metropolitane gigantesche».

    Però gli obiettori irriducibili restano una realtà di cui tener conto. O no? «Ci vorrà tempo ma la legge avrà successo. Si è riattivato un movimento culturale a favore della prevenzione. Raggiungeremo le coperture vaccinali necessarie a garantire l’immunità di gregge cioè la protezione di tutti i cittadini, compresi quelli che rifiutano la profilassi. I free vax parlano di libertà di scelta, noi di libertà dalle malattie infettive».

    Ci saranno bimbi liberi di andare a scuola senza l’antipolio o l’antimorbillo? «Assolutamente no, senza vaccini non si entra. E un divieto sacrosanto. In questa fascia scolastica, da o a 6 anni, convivono bambini di età diverse. Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai più grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, che quest’anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale».

    Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha dichiarato che sosterrà i ricorsi degli obiettori. Che ne dice? «Spero torni sui suoi passi, come la Lombardia che aveva annunciato una proroga di 40 giorni sulla scadenza del 10 settembre per presentare la documentazione a scuola. Il presidente Maroni ha affermato ieri che non vuole scontri col governo e che non c’è una posizione di conflittualità. I pediatri pugliesi hanno poi condannato l’atteggiamento di Emiliano».

    Però non mancheranno altre proteste da parte delle famiglie, dopo i casi di Palermo e Verona e le minacce al sindaco di Uboldo. «Abbiamo allargato enormemente, attraverso l’ultima circolare congiunta con la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, la rosa delle modalità per non veder negato l’ingresso a scuola. Procedure semplici, basterà una telefonata per l’appuntamento alla Asl. Chi è mosso dalla volontà di adempiere alle nuove norme ha le porte spalancate. Tutto il resto è pretestuoso. Al sindaco di Uboldo va la mia solidarietà».

    C’è chi auspica l’obbligatorietà delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari. È d’accordo? «La legge prevede l’autocertificazione sul proprio stato vaccinale da presentare alla struttura di lavoro. L’opportunità di introdurre l’obbligo è stata valutata e respinta durante la discussione in Parlamento. Non si è trovata la strada».

     

    di: Margherita De Bac

    fonte: Corriere della Sera

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    Il «decreto-legge prevenzione vaccinale» a seguito dell’approvazione del Senato

    Con il decreto vaccini approvato dal Senato e che passa all’esame della Camera “torna l’obbligatorietà dei vaccini ma soprattutto diamo una risposta ad un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di palazzo Madama al provvedimento.

     

    Tutte le pricipali novità in sintesi: slide decreto vaccini

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    Lorenzin: Più sicurezza per tutti, coinvolgeremo i genitori – Intervista a Il Messaggero

    Il ministro della Salute: il testo non cambia, alla Camera ci sarà la fiducia.

    Ministra dopo l’approvazione in Senato, alla Camera sarà più facile? «Il testo non cambierà e metteremo la fiducia, al Senato è stato approvato con 172 sì, un voto assolutamente trasversale. È una svolta storica ed è il più grande piano vaccini riconosciuto anche dal M5S».

    Ma perché tornare alla obbligatorietà? «L’obbligatorietà è stata tolta nel 1999, dobbiamo recuperare 17 anni e perché all’inizio del 2017 sono stati segnalati 3.670 casi di morbillo e 3 decessi, con un incremento di oltre il 500% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a livello di criticità l’OMS dice che sul morbillo siamo il secondo paese tra Europa e Africa».

    Cosa cambia per le famiglie? «C’è il divieto di accesso a scuola tra zero e sei anni se non vaccinati. Questo perché i bimbi più piccoli sono quelli che hanno lo stato immunitario più basso e quindi più esposti a virus e infezioni e più soggetti a trasmetterli. Per quelli dai 6 ai 16 anni rimane obbligatorietà con sanzione. Inoltre è stata tolta la segnalazione al tribunale dei minori e abbiamo diminuito la sanzione da 7500 a 500 euro».

    Perché ci sono famiglie che esitano, si è data una risposta? «In questi 17 anni senza obbligatorietà è successo che gli italiani che non ha un’informazione scientifica adeguata hanno pensato che siccome vaccinarsi non era più obbligatorio non fosse importante. Poi succede che scoppia l’emergenza meningite, con i morti ci si spaventa e c’è stata una richiesta enorme».

    Da dove viene lo spirito anti vax? «Sono movimenti finti libertari che vengono da lontano, che hanno fomentato le persone con leggende metropolitane che con l’avvento dei social sono diventate virali. Il punto è che quello che dice Pinco Pallino su internet vale quanto quello che asserisce un Premio Nobel. I vaccini servono e sono serviti per eradicare malattie come polio e vaiolo. Ora dobbiamo raggiungere il 95% di copertura ricordandoci che c’è un 5% di bimbi immunodepressi che non può essere vaccinato e che ha diritto di vivere come tutti e non stare in isolamento».

    Ci sono molte zone in Italia sotto quel 95%? «Sì, in Sicilia l’81% e in Veneto l’89% per non parlare di singole province come Napoli sull’80 o la Provincia di Bolzano al 67% sul morbillo, o 89% in Friuli per la polio. Se tu non vaccini 50, 60 mila bimbi l’anno in 10 anni chiediamoci quanti sono rimasti fuori dall’immunizzazione: persone che poi prendono quelle malattie da adulti magari con maggiori rischi».

    II decreto prevede un coinvolgimento dei pediatri e se si come? «Il pediatra è l’ingaggio più importante di questo piano. Faremo una campagna di informazione per i genitori. Con noi ci sono gli ordini dei medici e le società scientifiche».

    Perché 10 vaccini obbligatori e 4 fortemente raccomandati? «Le due meningiti, rotavirus e pneumococcica trasferiscono l’obbligatorietà alle Regioni e alle ASL che faranno una chiamata attiva a casa e cercheranno di capire e convincere le famiglie illustrando i motivi del rispetto del calendario vaccinale. Con il decreto pensiamo che in 3 anni riusciremo a tornare alla copertura massima. Fra tre anni infatti il prossimo ministro verificherà se ci sono coperture sufficienti a togliere l’obbligatorietà sulla tetravalente (morbillo, varicella, rosolia e parotite detti comunemente orecchioni). Il decreto è pensato come strumento flessibile in base agli andamenti epidemiologici. Ma ora è emergenza e quindi, vaccini obbligatori. Abbiamo seguito l’esempio della California che dopo le epidemie di morbillo ha introdotto 9 vaccini obbligatori e in 18 mesi ha ottenuto una copertura accettabile. La Francia anche ne sta introducendo 9, La Germania ha varato sanzioni molto alte e anche l’Austria sta ragionando sull’obbligatorietà».

    Ora un genitore cosa deve fare? «Se ha figli alla scuola dell’obbligo ha tempo di portare documenti e autocertificazioni entro il 31 ottobre 2017, per la scuola d’infanzia e i nidi entro il 10 settembre. L’intera documentazione va confermata entro il 10 marzo 2018. C’è tutto il tempo e vale anche per il differimento dell’immunizzazione e la lista d’attesa».

    I vaccini sono gratuiti? «Sì, tutti».

    Ci sarà un’anagrafe vaccinale? «Sì, e permetterà di avere i dati elettronici di tutti. Dal 2019 al 2020 poi non ci sarà più bisogno della scuola come segnalatore ma saranno dati in possesso delle ASL».

    Monitorerete le reazioni avverse? «Esiste già un sistema e Aifa darà i dati, anche noi li pubblicheremo analizzandoli. Le reazioni avverse le segnaliamo sempre tutte: sono qualche linea di febbre, arrossamenti o la parte del corpo coinvolta che si indurisce. Non esiste invece alcuna correlazione tra autismo o altre patologie. Non si conoscono ancora le cause di queste patologie purtroppo e ci sono migliaia di studi indipendenti su milioni di persone. Il vaccino è l’unico farmaco che viene somministrato a persone sane quindi è sicuro. Appena c’è un sospetto viene ritirato».

    Il Veneto non rinuncia allo spirito free vax e annuncia ricorso. «Mi dispiace molto politicamente: questa è una norma di civiltà e sicurezza pubblica e anche loro non stati esenti da problemi: da chi faceva vaccini per finta alla copertura ancora molto bassa per l’esavalente e il morbillo. A livello tecnico non ho nessun timore: fino al 1999 c’era obbligatorietà e la Costituzione era la stessa».

     

    di: Stefania Piras

    fonte: Il Messaggero

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    #VACCINI, LORENZIN: CON DECRETO METTIAMO IN SICUREZZA LA #COLLETTIVITA’

     Torna l’obbligatorietà dopo lungo dibattito e con ampio voto trasversale

    Con il decreto vaccini approvato dal Senato e che passa all’esame della Camera “torna l’obbligatorietà dei vaccini ma soprattutto diamo una risposta ad un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni“. Lo ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di palazzo Madama al provvedimento. “L’Italia -ha aggiunto- ha così reintrodotto l’obbligatorietà vaccinale, con un lungo dibattito in Senato su un decreto su cui non è stata posta la fiducia e su cui abbiamo avuto un larghissimo voto di maggioranza e trasversale. Il messaggio chiaro agli italiani è che bisogna tornare a vaccinarsi per mettere in sicurezza la collettività e i nostri bambini. E’ anche una risposta a un’epidemia in atto, quella del morbillo, che in questo momento purtroppo conta 3672 casi e tre decessi”. “Verrà fatto -ha sottolineato Lorenzin- un grande sforzo con il mondo della scuola, gli operatori sanitari, i pediatri, i medici di medicina generale per informare le famiglie e i genitori per colmare il gap di immunizzazione che ci ha costretto a fare questo decreto e a tornare all’obbligatorietà. Sono molto fiduciosa e lo dico alle famiglie: è un provvedimento a tutela dei bambini italiani, tutti, anche di quelli che non possono essere vaccinati”.

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    Lorenzin: su #fakenews serve responsabilità doppia. #Salute

    Ministro della Salute:  Spesso le fake news sono anche un problema creato da lobby organizzate

    Sull’informazione nel campo della salute e medicina ”ci vuole da parte di tutti una responsabilità doppia. Spesso le fake news sono anche un problema creato da lobby organizzate, vere e proprie truffe mascherate che, quando incidono sulla salute delle persone, possono essere molto pericolose”. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in risposta a una domanda del moderatore dell’assemblea di Confagricoltura. Il ministro ha raccomandato ”agli operatori della comunicazione di non generare confusioni, stiano attenti perche’ quando c’è di mezzo la salute è molto pericoloso”.

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    Lorenzin: Non si gioca con la scienza, quella cura è stata uno sbaglio – Intervista a La Repubblica

    La ministra della Salute: In casi come questi niente può rimpiazzare la medicina tradizionale.

     

    Ha chiesto subito ai Nas di chiarire se il bambino di Pesaro fosse stato in cura presso un pediatra legato al servizio sanitario pubblico. «Ci siamo subito allarmati, è difficile restare freddi di fronte a una cosa come questa». Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ora aspetta di capire come si muoverà l’autorità giudiziaria. Intanto invita l’Ordine dei medici a vigilare sui professionisti.

    Crede siano necessarie regole diverse per l’esercizio dell’omeopatia? «Basta applicare le norme che ci sono. Sappiamo che i farmaci omeopatici sono complementari, non sostitutivi. E quando si tratta di bambini il tema è molto delicato, perché loro non riescono a descrivere i sintomi e richiedono un’attenzione molto particolare. A parere mio, come delle istituzioni mediche, in questi casi niente può sostituire la medicina tradizionale che rimane “la scienza medica”. Ai genitori chiedo consapevolezza. Quando i figli stanno male vanno curati, se persistono febbre e sintomi importanti bisogna allarmarsi. Questo caso ci dice una cosa incredibile, un bambino è andato in setticemia ed è morto per un’otite. Bastava un antibiotico»

    Il ministero cosa ha fatto quando ha saputo la notizia? «Ci siamo subito allarmati, volevamo capire innanzitutto se il bambino è in cura da un pediatra convenzionato, che è tenuto a rispettare i protocolli sanitari dello Stato italiano e delle società scientifiche. Pare invece che fosse seguito solo da uno specialista omeopata, che è un medico e doveva sapere come e quando intervenire e passare ad utilizzare i farmaci appropriati. Ora vediamo cosa decideranno le autorità competenti».

    Ci sono circa 8 milioni di italiani che usano l’omeopatia. Cosa sente di dire loro alla luce del caso delle Marche? «Voglio ricordare a tutti come gli stessi omeopati dicano che l’omeopatia è una delle opzioni da utilizzare. Però ha un punto finale, non arriva ovunque e comunque nessuno può dire che sostituisce la medicina tradizionale. Questo vale per chiunque e soprattutto, come ho detto, per i bambini. E poi invito tutti a non essere estremi, ci vuole senso della misure. Magari si pensa di avere avuto benefici dall’omeopatia rispetto a un disturbo ma non è che va usata per tutto e sempre solo per principio. Ci sono dei limiti oggettivi, oltre al fatto che gran parte della medicina tradizionale non la riconosce».

    C’è un comune denominatore tra chi è contrario ai vaccini e chi si cura con l’omeopatia fino a rifiutare la medicina tradizionale sempre e comunque? «Sta nell’estremismo della paura: per i vaccini la paura della profilassi, in questo caso drammatico la paura per la cura. Nel rifiuto dell’oggettività della scienza, e di quanto provato dalla ricerca medica. Così prevale l’irrazionale. Per assurdo, tra l’altro, coloro che abbandonano la medicina tradizionale sono persone protettive, che hanno alla base un grandissimo amore per i propri figli e la paura che possa capitargli qualcosa. Dobbiamo interrogarci per capire da dove deriva tutto questo timore della scienza. È una questione culturale del nostro tempo. Va fatto un dibattito pubblico aperto a tutti i cittadini, vanno ingaggiati medici, pediatri, sociologi, psicologi in azione divulgativa».

    Avete contattato l’Ordine dei medici? «Invito tutti gli Ordini provinciali a vigilare sulla serietà dei professionisti che praticano la medicina alternativa. Lo dice anche il loro codice deontologico: le cure non convenzionali si possono adottare, ma se il paziente non risponde bisogna andare verso le terapie tradizionali. Nulla può sostituirle».

     

    di: Michele Bocci

    fonte: La Repubblica